
SCAMPIA FELIX VIAGGIA CON IL KAKI TREE.
Stamattina Mattarella è sceso a incontrarci alla partenza dei Paciclisti del Kaki tree da Castel Porziano, dove lo scorso anno è stato piantato il “Kaki di tutti gli italiani”.La delegazione di 4 persone, targata “Scampia Felix”, lo ha omaggiato di una borsa del Moss – Ecomuseo Diffuso Scampia con un po’ di prodotti Culturali della rete attiva sul territorio. Incluso il libro appena ristampato “L’Utopia per le strade” che ha attirato la sua attenzione.Anche la piccola Alessandra, che abbasava l’età media della delegazione di Scampia, ha ricevuto una carezza e una stretta di mano dal presidente.Francesco Foletti, presidente dell’associazione Nagasaki-Brescia Kaki Tree Project -Europe, aveva promesso lo sorso anno di portare il Gridas Grupporisvegliodalsonno da Mattarella, quando è stato piantato il kaki di tutti gli italiani a Castel Porziano e a Scampia il percorso era appena iniziato per la piantumazione, poi fatta il 2 ottobre scorso, al “Giardino dei cinque continenti e della nonviolenza” creato dal basso dalla Comunità del Progetto Pangea – Scampia .Il GRIDAS non viaggia mai da solo, stamattina eravamo come delegazione di Scampia, quella “Scampia Felix” in cui ci riconosciamo, portando con noi tutte le belle realtà con cui camminiamo insieme e conoscendone di nuove.Abbiamo donato al presidente Mattarella una borsa del MOSS contenente, oltre al libro sui 40 anni di Corteo di Carnevale di Scampia e pratiche sociali di reti dal basso, anche il dvd “Scampia Felix” di Francesco Di Martino e del GRIDAS che ci racconta un po’ tutti e il libretto dedicato a Felice Pignataro “…ma c’è speranza” di Rosaria Désirée Klain abbinato al film “Felice!” realizzato con Matteo Antonelli e ora in versione QRcode sulla cartolina del GRIDAS, e poi cartolina e opuscoli del Progetto Pangea, un libro del nostro Editore Rosario Esposito La Rossa “Spacciatori di libri” con un segno al capitolo in cui si parla del titolo di “Cavaliere al merito e alla creatività” di cui il presidente ricordava, un dépliant di CHIKÙ gastronomia cultura tempo libero, tutto benedetto da un santino di San Ghetto Martire. Seguiremo le tappe della biciclettata di Pace: stasera al Circeo, domani sera a Cassino, la città più bombardata d’Italia durante la seconda guerra mondiale, dove sarà piantumato un kaki tree per l’80° anniversario dei bombardamenti (2024), poi a Maiano, e infine a Scampia, con una sosta pranzo al Centro Fernandes di Castel Volturno, tutte realtà già o da adesso in rete con noi, come i ciclisti di Alberi in periferia , presenti stamattina con cui abbiamo già preso contatti e connessioni per il futuro.A Scampia si prepara la grande accoglienza il 9 agosto pomeriggio/sera per l’anniversario di Nagasaki omaggiando una pianta simbolo di resistenza alla violenza che abbiamo accolto lo scorso ottobre e che cresciamo con cura, intessendo legami e bellezza.La biciclettata non si ferma a Scampia. Con i Paciclisti viaggia un Kaki Tree destinato alla Masseria Ferraioli di Afragola, dove sarà piantumato il 10 agosto mattina.Felicissimi di accompagnare questo viaggio di Pace, una pace costruita dal basso, di cui siamo parte attiva da sempre. Lo sventolio di più di 700 bandierine con messaggi di Pace che abbiamo accolto già a Scampia l’ottobre scorso, si arricchisce tappa dopo tappa, pedalata dopo pedalata, persona dopo persona che si aggiunge a questo viaggio collettivo.Si punta alle 1000 bandierine da far vibrare insieme a Pangea e portare ancora in giro per il globo.Partecipate e diffondete.
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PROPOSTA DI AZIONE DI RESISTENZA NONVIOLENTA





LA COMUNITA’ SI INCONTRA A MIANELLA
INCONTRI GENERALI 2024 – 2025








Ho conosciuto Nicola in alcune riunioni della nuova sinistra napoletana, presente, attivo e sempre molto analitico nei suoi interventi. L’ho conosciuto meglio quando si è avvicinato alla nostra Comunità seguendoci nelle discussioni e nelle iniziative, forse incuriosito anche da questa esperienza singolare di una spiritualità laica. Nicola è stato sicuramente un compagno di vasta cultura e,spesso, lo evidenziavano i suoi lunghissimi, chilometrici commenti sui social (con soventi nostre insofferenze) che spaziavano dalla politica all’arte, dalla storia allo sport, al costume, sempre con competenza e personale partecipazione. A me Nicola è sembrato spesso una persona di altri tempi, in senso positivo, rispetto al cinismo, disumanita’, carrierismo che caratterizza questo nostro tempo. Lui, invece, con la sua gentilezza, generosità, il lavoro di avvocatura al servizio degli ultimi, un aspetto quasi di innocenza fanciullesca. L’impegno per la causa del popolo sahavariano lo ha visto lavorare fino agli ultimi giorni di vita. Adesso, caro Nicola, continueremo ad ascoltarti, stavolta nell’essenza del silenzio, e forse apprezzerete di più la tua voglia di comunicare. Riposa in pace!











































































































































“Il Signore promette ristoro e liberazione a tutti gli oppressi del mondo, ma ha bisogno di noi per rendere efficace la sua promessa. Ha bisogno dei nostri occhi per vedere le necessità dei fratelli e delle sorelle – Ha bisogno delle nostre mani per soccorrere. Ha bisogno della nostra voce per denunciare le ingiustizie commesse nel silenzio, talvolta complice, di molti“.Andate a imparare che cosa vuol dire: ‘Misericordia io voglio e non sacrifici’ (9,13). È un’accusa diretta verso l’ipocrisia sterile di chi non vuole “sporcarsi le mani”, come il sacerdote e il levita della parabola del Buon Samaritano. Si tratta di una tentazione ben presente anche ai nostri giorni, che si traduce in una chiusura nei confronti di quanti hanno diritto, come noi, alla sicurezza e a una condizione di vita dignitosa, e che costruisce muri, reali o immaginari, invece di ponti”.
















SABATO 24 FEBBRAIO 2024







accogliere gli altri profughi che arrivano a noi scappando da altre guerre, fame e lager di tortura. Questa crisi sta mettendo in luce come questa Europa non è capace di progettare il suo ruolo geo-politico in un mondo dove tutti siamo sulla stessa barca.





di Domenico Pizzuti


“…E qui rinnovo il mio appello affinché «in considerazione delle circostanze […] si mettano in condizione tutti gli Stati, di fare fronte alle maggiori necessità del momento, riducendo, se non addirittura condonando, il debito che grava sui bilanci di quelli più poveri»[6]”.“…«Una nuova etica presuppone l’essere consapevoli della necessità che tutti s’impegnino a lavorare insieme per chiudere i rifugi fiscali, evitare le evasioni e il riciclaggio di denaro che derubano la società, come anche per dire alle nazioni l’importanza di difendere la giustizia e il bene comune al di sopra degli interessi delle imprese e delle multinazionali più potenti»[9]. Questo è il tempo propizio per rinnovare l’architettura finanziaria internazionale[10].”
«che può essere l’occasione per una transizione positiva, ma che richiede grandi cambiamenti: nel mondo del lavoro, nell’economia, nella nostra stessa organizzazione sociale, nel nostro equilibrio con la natura. Il Papa ha chiesto a noi economisti delle proposte concrete per affrontare queste sfide, che abbiano basi solide ma anche la creatività del Vangelo». La direzione verso cui la commissione post Covid-19 del Vaticano sta lavorando è quella di un modello economico più sostenibile e dell’ecologia integrale, per questo suor Alessandra è coinvolta anche nell’anno di celebrazioni della Laudato si’, l’enciclica sulla custodia del creato di papa Francesco, a cinque anni dalla pubblicazione il 24 maggio 2015. «Questi cinque anni sono stati il periodo della ruminatio», afferma suor Smerilli. «La Laudato si’ è stata accolta subito con entusiasmo, anche in ambienti non cattolici. Sono partite iniziative in tutto il mondo: penso alle famiglie che si sono unite per ridurre i consumi, alle nuove “comunità Laudato si’”, alle università e alle parrocchie che stanno attuando la conversione ecologica e danno spazio a una spiritualità del creato, all’interessante fenomeno dei monasteri a impatto zero, a tante persone non credenti che si sono mosse ispirate dall’enciclica. All’inizio si è trattato di iniziative sporadiche, che poi però sono state messe a sistema da chi, profondamente convinto, si è fatto promotore del cambiamento. L’anno di celebrazione sarà un altro inizio, cui seguiranno sette anni – un numero biblico, non a caso, per far crescere queste pratiche di transizione ecologica e replicarle, fare massa critica e aumentare l’impatto sulla politica e su chi deve prendere decisioni».





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