
L’ ARROGANZA DELLA SANITA’ CAMPANACome deprivare il territorio di Scampia
L’ ARROGANZA DELLA SANITA’ CAMPANACome deprivare il territorio di Scampia – 8° Municipalità della comunità curante1. Licenziare operator3 socio sanitar3 della cooperazione sociale attiv3 sui territori da oltre trent’anni, sostituendol3 con nuove figure. 2. Procurare un danno all3 utent3 e all3 loro familiar3, un vuoto nei riferimenti, scaricare sulle famiglie, dalle quali molte volte proviene il disagio, ulteriori problematiche. 3. Privare il territorio di una risorsa e di un legame comunitario che produce cura e salute sociale.4. Smantellare un metodo, un patrimonio di esperienza, un’impalcatura sociale cardine della legge Basaglia, alimentare l’isolamento sociale e lo stigma che accompagna la salute mentale
- .L’ ASL Napoli 1 Centro, dagli inizi di giugno, sta procedendo allo scorrimento delle graduatorie per l’assunzione diretta dell3 vincitor3 di concorso di alcuni servizi socio assistenziali e socio sanitari. Senza mettere in discussione la legittima scelta dell’ASL, questa non produce nuovi posti di lavoro, ma sostituisce quelli già esistenti. La conseguenza è la perdita di lavoro per educator3, operator3 socio sanitar3 ed altre figure professionali, che da trent’anni sono attiv3 sui territori, ma anche la messa a repentaglio della qualità stessa dei servizi.Da quando prende forma la legge Basaglia (180/1978), che impose la chiusura dei manicomi e l’apertura dei servizi territoriali, la cooperazione sociale è stata di grande supporto, sia in termini di progettazione che di realizzazione degli interventi negli ambiti di Salute Mentale, Dipendenze, Anziani, Riabilitazione. Il Gatta Blu è il primo centro di riabilitazione psichiatrica e psico-sociale in Campania, aperto dal prof. Sergio Piro e attivo a Scampia dalla fine degli anni ’80. L’esperienza e il know-how di ogni operator3 hanno creato e realizzato percorsi sperimentali sviluppando buone pratiche nella cura e nella qualità della vita quotidiana delle persone. Comunità competenti, colte, resilienti, operativamente flessibili, informate delle risorse che hanno a disposizione sui territori e legate ad essi per sviluppare percorsi di inclusione, autonomia, inserimento lavorativo. Oggi, la necessità è di riscrivere un nuovo patto sociale. Rivendichiamo il riconoscimento di un patrimonio di esperienza e conoscenza, la necessità di implementare ulteriori servizi che rispondano ai nuovi bisogni rilevati, il mantenimento dei livelli occupazionali e lo sviluppo di un modello di Sanità campana più vicino ai territori.A difesa del C.D.R. Gatta Blu, a sostegno dei diritti dei lavorator3 e del mantenimento del patrimonio professionale e culturale costruito negli anni sui territori, si costituisce un’organizzazione di base insieme al coordinamento della rete territoriale di Scampia, ai sindacati, alle associazioni di categoria, alla cooperazione sociale, alla 8° Municipalità.Operator3 ERA Cooperativa Sociale/ Gesco Sociale del Centro Diurno di Riabilitazione – Gatta Blu – Scampia𝙂𝙖𝙩𝙩𝙖 𝘽𝙡𝙪 𝙚̀ 𝙡𝙖 𝙘𝙤𝙢𝙪𝙣𝙞𝙩𝙖̀ 𝙘𝙝𝙚 𝙘𝙪𝙧𝙖, 𝙚̀ 𝙪𝙣 𝙥𝙖𝙩𝙧𝙞𝙢𝙤𝙣𝙞𝙤 𝙥𝙧𝙤𝙛𝙚𝙨𝙨𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚 𝙚 𝙘𝙪𝙡𝙩𝙪𝙧𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙖 𝙥𝙧𝙤𝙩𝙚𝙜𝙜𝙚𝙧𝙚.𝙂𝙖𝙩𝙩𝙖 𝘽𝙡𝙪 𝙨𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙩𝙪𝙩𝙩3 𝙣𝙤𝙞.#giulemanidalgattabluSottoscrivi questo appello. Invia la tua adesione a med.antirazzista.napoli@gmail.comAdesioni Associazioni e reti territoriali:Rete del Mediterraneo Antirazzista ScampiaI ragazzi e le ragazze del Gatta BluAssociazione Dream Team – donne in retePresidio Territoriale Libera Scampia “Antonio Landieri”BandaBaleno Murga Di NapoliArciScampiaGridas GrupporisvegliodalsonnoProgetto Pangea – ScampiaChi rom e chi noCircolo La GruComunità del CassanoScuola Clopin AsdCooperativa sociale Irene ’95CNCA (Coordinamento Nazionale comunità Accoglienti) CampaniaGruppo Dignità e Bellezza.Adesioni individuali:Nicola Nardella – Presidente VIII Municipalità NapoliAldo BifulcoPatrizia Palumbo Monica Riccio Biagio TerraccianoCristoforo Palomba Ciro Calabrese Sten Enzo Rosanna De BenedictisGiuseppina Pelella Enzo CuomoMariachiara Maky Palermo Fabrizio Valletti sjG.Luca Raro Letizia AlfanoRosa DiasproGiovanni ChianeseMario D’OnofrioM.Sole MirraFabiana RomaniLuciana CioffiBarbara Di MiccoGiuseppe GriegoMassimo RossiSalvatore SerpicoAlfonso BarbatoFedele SalvatoreGenito Marcella LuisaMariolina NormaLino Chimenti Francesca PriscoAdriana AlfanoLanfranco TortoraLina MaielloImmacolata Del PreteAmalia AielloLuigia AielloDaniela DiasproMiriam OrfitelliChiara OrfitelliVito OrfitelliEmilia RomanoRoberta SolombrinoLuisa FaccioliGennifer MazzoleniRoberto TurcoMaria MincioneAdesioni attività commerciali:Pescheria Nu poche e mareCaffetteria Vittorio Market Via Gobetti Il Frutteto Xenon GroupTabacchi Stazione Scampia Invia la tua adesione a med.antirazzista.napoli@gmail.com#gattablu#Scampia

















PROPOSTA DI AZIONE DI RESISTENZA NONVIOLENTA





LA COMUNITA’ SI INCONTRA A MIANELLA
INCONTRI GENERALI 2024 – 2025








Ho conosciuto Nicola in alcune riunioni della nuova sinistra napoletana, presente, attivo e sempre molto analitico nei suoi interventi. L’ho conosciuto meglio quando si è avvicinato alla nostra Comunità seguendoci nelle discussioni e nelle iniziative, forse incuriosito anche da questa esperienza singolare di una spiritualità laica. Nicola è stato sicuramente un compagno di vasta cultura e,spesso, lo evidenziavano i suoi lunghissimi, chilometrici commenti sui social (con soventi nostre insofferenze) che spaziavano dalla politica all’arte, dalla storia allo sport, al costume, sempre con competenza e personale partecipazione. A me Nicola è sembrato spesso una persona di altri tempi, in senso positivo, rispetto al cinismo, disumanita’, carrierismo che caratterizza questo nostro tempo. Lui, invece, con la sua gentilezza, generosità, il lavoro di avvocatura al servizio degli ultimi, un aspetto quasi di innocenza fanciullesca. L’impegno per la causa del popolo sahavariano lo ha visto lavorare fino agli ultimi giorni di vita. Adesso, caro Nicola, continueremo ad ascoltarti, stavolta nell’essenza del silenzio, e forse apprezzerete di più la tua voglia di comunicare. Riposa in pace!











































































































































“Il Signore promette ristoro e liberazione a tutti gli oppressi del mondo, ma ha bisogno di noi per rendere efficace la sua promessa. Ha bisogno dei nostri occhi per vedere le necessità dei fratelli e delle sorelle – Ha bisogno delle nostre mani per soccorrere. Ha bisogno della nostra voce per denunciare le ingiustizie commesse nel silenzio, talvolta complice, di molti“.Andate a imparare che cosa vuol dire: ‘Misericordia io voglio e non sacrifici’ (9,13). È un’accusa diretta verso l’ipocrisia sterile di chi non vuole “sporcarsi le mani”, come il sacerdote e il levita della parabola del Buon Samaritano. Si tratta di una tentazione ben presente anche ai nostri giorni, che si traduce in una chiusura nei confronti di quanti hanno diritto, come noi, alla sicurezza e a una condizione di vita dignitosa, e che costruisce muri, reali o immaginari, invece di ponti”.
















SABATO 24 FEBBRAIO 2024







accogliere gli altri profughi che arrivano a noi scappando da altre guerre, fame e lager di tortura. Questa crisi sta mettendo in luce come questa Europa non è capace di progettare il suo ruolo geo-politico in un mondo dove tutti siamo sulla stessa barca.





di Domenico Pizzuti


“…E qui rinnovo il mio appello affinché «in considerazione delle circostanze […] si mettano in condizione tutti gli Stati, di fare fronte alle maggiori necessità del momento, riducendo, se non addirittura condonando, il debito che grava sui bilanci di quelli più poveri»[6]”.“…«Una nuova etica presuppone l’essere consapevoli della necessità che tutti s’impegnino a lavorare insieme per chiudere i rifugi fiscali, evitare le evasioni e il riciclaggio di denaro che derubano la società, come anche per dire alle nazioni l’importanza di difendere la giustizia e il bene comune al di sopra degli interessi delle imprese e delle multinazionali più potenti»[9]. Questo è il tempo propizio per rinnovare l’architettura finanziaria internazionale[10].”
«che può essere l’occasione per una transizione positiva, ma che richiede grandi cambiamenti: nel mondo del lavoro, nell’economia, nella nostra stessa organizzazione sociale, nel nostro equilibrio con la natura. Il Papa ha chiesto a noi economisti delle proposte concrete per affrontare queste sfide, che abbiano basi solide ma anche la creatività del Vangelo». La direzione verso cui la commissione post Covid-19 del Vaticano sta lavorando è quella di un modello economico più sostenibile e dell’ecologia integrale, per questo suor Alessandra è coinvolta anche nell’anno di celebrazioni della Laudato si’, l’enciclica sulla custodia del creato di papa Francesco, a cinque anni dalla pubblicazione il 24 maggio 2015. «Questi cinque anni sono stati il periodo della ruminatio», afferma suor Smerilli. «La Laudato si’ è stata accolta subito con entusiasmo, anche in ambienti non cattolici. Sono partite iniziative in tutto il mondo: penso alle famiglie che si sono unite per ridurre i consumi, alle nuove “comunità Laudato si’”, alle università e alle parrocchie che stanno attuando la conversione ecologica e danno spazio a una spiritualità del creato, all’interessante fenomeno dei monasteri a impatto zero, a tante persone non credenti che si sono mosse ispirate dall’enciclica. All’inizio si è trattato di iniziative sporadiche, che poi però sono state messe a sistema da chi, profondamente convinto, si è fatto promotore del cambiamento. L’anno di celebrazione sarà un altro inizio, cui seguiranno sette anni – un numero biblico, non a caso, per far crescere queste pratiche di transizione ecologica e replicarle, fare massa critica e aumentare l’impatto sulla politica e su chi deve prendere decisioni».





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