
LA LUCE
DI FABRIZIO VALLETTI
è quasi buio ormai il golfo è tutta una luce…fino alla penisola di Sorrento…fin sulle pendici del Vesuvio….si intravedono le luci di Capridietro tante luci…famiglie…persone sole…disperati e contenti…liberi e carcerati….felici e assediati dal bisogno e dalla paura di ciò che sta accadendo in tutto il mondo….
un giorno avevo chiesto a un bambino pieno di allegria nel giocare con gli amici, di spegnere la luce della stanza dove si stava….e venne il buio…avevo chiesto se potevamo riaccenderla e perché……”l’energia elettrica c’è sempre…basta che la mia mamma paga la bolletta!!!”
l’energia c’è sempre….come ce ne accorgiamo…al cieco nato che oggi ho incontrato nel vangelo di Giovanni, lo stesso Gesù riaccende la luce e….meraviglia… sputa per terra….forse è dalla terra della nostra umanità che dobbiamo risalire alla luce, basta che ci accorgiamo che troppe luci sono spente nella realtà delle nostre città e nei cuori…
proviamo a rimanere un momento al buio….fantasie tristi e lieti….speranze e paure….proviamo a pensare che però c’è comunque una energia che può restituire la visione di ciò che ci circonda, delle persone, del bene e del male,,…di noi stessi
al riaccendere la luce i bambini ridevano….il cieco nato è corso da tutte le parti pieno di gioia e desideroso di comunicare a tutti la buona notizia…chissà che anche io possa sempre credere che il Creatore una volta per tutte aveva dato origine alla luce…che fra tante galassie ancora si accende e si spegne…..
chissà che io possa accendere una luce nel cuore di chi soffre…di chi è solo e disperato…a me è data l’iniziativa e la responsabilità….ma l’energia non è solo mia….la ricevo continuamente nella vita di ogni giorno…non per la mia consolazione ma per condividerla….lo Spirito del Risorto non si stanca mai…
non so quando si potrà spegnere la luce della mia vita ….una cosa è certa….quell’energia che ha dato origine alla luce….mi potrà far conoscere quella luce da cui tutto è partito….sono curioso….ma per ora vale la pena che possa scoprirla nel cuore di tutti e quindi anche di voi…. qual’è il giusto interruttore?…..è come un gioco…che ci fa sorridere….
se avete vicino qualche bambino, non lo private di questa esperienza…che ogni bambina e bambino possano scoprire la vera luce della loro vita….saremo tutti più buoni…..
il mio abbracciofabrizio sj















PROPOSTA DI AZIONE DI RESISTENZA NONVIOLENTA





LA COMUNITA’ SI INCONTRA A MIANELLA
INCONTRI GENERALI 2024 – 2025








Ho conosciuto Nicola in alcune riunioni della nuova sinistra napoletana, presente, attivo e sempre molto analitico nei suoi interventi. L’ho conosciuto meglio quando si è avvicinato alla nostra Comunità seguendoci nelle discussioni e nelle iniziative, forse incuriosito anche da questa esperienza singolare di una spiritualità laica. Nicola è stato sicuramente un compagno di vasta cultura e,spesso, lo evidenziavano i suoi lunghissimi, chilometrici commenti sui social (con soventi nostre insofferenze) che spaziavano dalla politica all’arte, dalla storia allo sport, al costume, sempre con competenza e personale partecipazione. A me Nicola è sembrato spesso una persona di altri tempi, in senso positivo, rispetto al cinismo, disumanita’, carrierismo che caratterizza questo nostro tempo. Lui, invece, con la sua gentilezza, generosità, il lavoro di avvocatura al servizio degli ultimi, un aspetto quasi di innocenza fanciullesca. L’impegno per la causa del popolo sahavariano lo ha visto lavorare fino agli ultimi giorni di vita. Adesso, caro Nicola, continueremo ad ascoltarti, stavolta nell’essenza del silenzio, e forse apprezzerete di più la tua voglia di comunicare. Riposa in pace!











































































































































“Il Signore promette ristoro e liberazione a tutti gli oppressi del mondo, ma ha bisogno di noi per rendere efficace la sua promessa. Ha bisogno dei nostri occhi per vedere le necessità dei fratelli e delle sorelle – Ha bisogno delle nostre mani per soccorrere. Ha bisogno della nostra voce per denunciare le ingiustizie commesse nel silenzio, talvolta complice, di molti“.Andate a imparare che cosa vuol dire: ‘Misericordia io voglio e non sacrifici’ (9,13). È un’accusa diretta verso l’ipocrisia sterile di chi non vuole “sporcarsi le mani”, come il sacerdote e il levita della parabola del Buon Samaritano. Si tratta di una tentazione ben presente anche ai nostri giorni, che si traduce in una chiusura nei confronti di quanti hanno diritto, come noi, alla sicurezza e a una condizione di vita dignitosa, e che costruisce muri, reali o immaginari, invece di ponti”.
















SABATO 24 FEBBRAIO 2024







accogliere gli altri profughi che arrivano a noi scappando da altre guerre, fame e lager di tortura. Questa crisi sta mettendo in luce come questa Europa non è capace di progettare il suo ruolo geo-politico in un mondo dove tutti siamo sulla stessa barca.





di Domenico Pizzuti


“…E qui rinnovo il mio appello affinché «in considerazione delle circostanze […] si mettano in condizione tutti gli Stati, di fare fronte alle maggiori necessità del momento, riducendo, se non addirittura condonando, il debito che grava sui bilanci di quelli più poveri»[6]”.“…«Una nuova etica presuppone l’essere consapevoli della necessità che tutti s’impegnino a lavorare insieme per chiudere i rifugi fiscali, evitare le evasioni e il riciclaggio di denaro che derubano la società, come anche per dire alle nazioni l’importanza di difendere la giustizia e il bene comune al di sopra degli interessi delle imprese e delle multinazionali più potenti»[9]. Questo è il tempo propizio per rinnovare l’architettura finanziaria internazionale[10].”
«che può essere l’occasione per una transizione positiva, ma che richiede grandi cambiamenti: nel mondo del lavoro, nell’economia, nella nostra stessa organizzazione sociale, nel nostro equilibrio con la natura. Il Papa ha chiesto a noi economisti delle proposte concrete per affrontare queste sfide, che abbiano basi solide ma anche la creatività del Vangelo». La direzione verso cui la commissione post Covid-19 del Vaticano sta lavorando è quella di un modello economico più sostenibile e dell’ecologia integrale, per questo suor Alessandra è coinvolta anche nell’anno di celebrazioni della Laudato si’, l’enciclica sulla custodia del creato di papa Francesco, a cinque anni dalla pubblicazione il 24 maggio 2015. «Questi cinque anni sono stati il periodo della ruminatio», afferma suor Smerilli. «La Laudato si’ è stata accolta subito con entusiasmo, anche in ambienti non cattolici. Sono partite iniziative in tutto il mondo: penso alle famiglie che si sono unite per ridurre i consumi, alle nuove “comunità Laudato si’”, alle università e alle parrocchie che stanno attuando la conversione ecologica e danno spazio a una spiritualità del creato, all’interessante fenomeno dei monasteri a impatto zero, a tante persone non credenti che si sono mosse ispirate dall’enciclica. All’inizio si è trattato di iniziative sporadiche, che poi però sono state messe a sistema da chi, profondamente convinto, si è fatto promotore del cambiamento. L’anno di celebrazione sarà un altro inizio, cui seguiranno sette anni – un numero biblico, non a caso, per far crescere queste pratiche di transizione ecologica e replicarle, fare massa critica e aumentare l’impatto sulla politica e su chi deve prendere decisioni».





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