
Vi spiego perché lancio una campagna di resistenza civile contro il Decreto sicurezza
Alex Zanotelli
Lo zelo missionario che per tanti anni lo ha sostenuto nelle periferie di Nairobi e in altri Paesi dell’Africa, padre Alex Zanotelli residente ormai nelle periferie napoletane, lo ha riversato nella difesa della dignità umana degli immigrati e degli emarginati, dando vita a iniziative sociali di lotta non violenta per la giustizia, la pace e la fraternità. L’ultima in ordine di tempo di queste iniziative e il lancio a livello nazionale di una campagna per la disobbedienza civile al Decreto sicurezza, recentemente approvato in Parlamento, bollato da Zanotelli “decreto (in)sicurezza” poiché pone in Italia “la Democrazia sotto attacco”. “Coraggio – egli afferma a conclusione del documento di lancio –inizia ora la Resistenza civile” sull’esempio di Martin Luther King. Tiscali News lo ha intervistato per capire dallo stesso Zanotelli perché questo decreto lo preoccupi tanto per il futuro della democrazia in Italia.
Lei formula una domanda o afferma una convinzione su un pericolo reale per la democrazia?
La gravità di questo Decreto sta nel fatto che nega i principi di solidarietà e di uguaglianza che sono alla base della nostra Costituzione. Infatti questo Decreto prevede per i migranti l’abolizione della protezione umanitaria, il raddoppio dei tempi di trattenimento nei Centri per il Rimpatrio(CPR), lo smantellamento dei centri SPRAR (Sistema per i richiedenti asilo e rifugiati) affidati ai Comuni (un’esperienza ammirata a livello internazionale, per non parlare di Riace), la soppressione dell’iscrizione anagrafica con pesanti e concrete conseguenze, l’esclusione all’iscrizione del servizio sanitario nazionale e la revoca di cittadinanza per reati gravi.
Ma Lei non era stato finora preoccupato per la sorte dei migranti?
Trovo particolarmente grave nel Decreto il diniego del diritto d’asilo per i migranti, un diritto riconosciuto in tutte le democrazie occidentali, menzionato ben due volte nella nostra Costituzione. Questa è una legge che trasuda la ‘barbarie’ leghista e rappresenta un veleno micidiale per la nostra democrazia.Di fatto il decreto è profondamente ingiusto perché degrada la persona dei migranti e crea due classi di cittadini, rendendo lo ‘straniero’ una minaccia, un nemico e sancendo così la nascita del ‘tribalismo’ italiano, come lo definisce Gustavo Zagrebelsky. Anzi crea l’apartheid giuridica e reale”.
Non Le pare che la sua analisi si ferma a un aspetto solo politico del Decreto per cui Salvini potrebbe risponderle di candidarsi invece di criticare?
L’apartheid conduce alla separazione e la separazione è peccato. Un cristiano non può restare indifferente davanti al peccato. Ed è peccato perché colpisce l’amore che è il messaggio centrale del Vangelo. Si ha un bel coprire con slogan e motivazioni solo apparentemente nobili per politiche che in realtà non servono il bene comune ma gli interessi di parte. L’amore è verso tutti senza distinzioni anche verso i migranti che devono certo rispondere personalmente quando compiono un reato, ma non possono essere discriminati in quanto persone con lo slogan ingannevole che prima vengono gli italiani.
Non è tuttavia legittimo che una politica di parte si interessi anzitutto degli italiani?
Certamente , ma in realtà siamo come di fronte a pubblicità ingannevole. Infatti questo Decreto che si chiama sicurezza, sicurezza non offre, perché moltiplicherà il numero dei clandestini e degli irregolari che verranno sbattuti per strada. E l’effetto è già sotto i nostri occhi: tre migranti su quattro si sono visti negare l’asilo, migliaia di titolari di un permesso di soggiorno sono stati messi alla porta, circa quarantamila usciranno dagli SPRAR. E sono spesso donne con bambini che hanno attraversato l’inferno per arrivare da noi! Così entro il 2020 si prevedono oltre 130.000 irregolari per strada. E gli irregolari verranno rinchiusi nei nuovi lager, i CPR. A questi verrà ingiunto, entro sette giorni, di ritornare nei loro paesi. Ma né i migranti né il governo hanno i mezzi per farlo. Così rimarranno in Italia mano d’opera a basso prezzo per il capolarato del nord e del sud. E’ questa la conclusione amara di un lungo cammino xenofobo di questo paese, iniziato con la Turco-Napolitano(i CIE!), seguito dalla Bossi-Fini, dai decreti Maroni e dalla legge Orlando-Minniti, oltre che al criminale accordo di Minniti con la Libia. Mi dica quale maggiore sicurezza abbia rappresentato questo percorso per gli italiani e quali benefici darà loro se non un illusorio chiudersi nel gretto provincialismo pensando che i loro mali vengono dagli immigrati anziché da un sistema economico “che uccide” per dirla con Papa Francesco.
Tuttavia il Decreto non mette il dito anche su irregolarità nel fare il bene che possono essere presenti talvolta nelle azioni anche delle ONG?
Questo Razzismo di Stato è sfociato in una guerra contro le ONG presenti nel Mediterraneo, per salvare vite umane, e alla chiusura dei porti, in barba a leggi nazionali e internazionali! Non c’è più Legge che tenga, la legge la fa la maggioranza di turno al governo! E’ in ballo il diritto, la legge, la nostra stessa democrazia. E’ grave che ora anche il Presidente della Repubblica abbia firmato questo Decreto. Non possiamo più tacere. Dobbiamo reagire, organizzare la resistenza per salvare la nostra comune umanità.
Ma chi sono i suoi interlocutori se non è soddisfatto neppure del Presidente Mattarella?
Non intendo criticare il Presidente della Repubblica che stimo grandemente come integrità e come voce politica che richiama continuamente i politici e le istituzioni a seguire il bene comune, difende il primato delle persone sul colore della pelle e sulle provenienze di origine e ammonisce sul dovere di preservare la libera informazione. Constato un singolo atto dove immagino potesse essere più energico. Ma l’appello a fare causa comune per la giustizia e la democrazia è rivolto ad altri organismi pubblici rappresentativi, civili e religiosi.
In particolare a chi rivolge l’appello?
Alla Corte Costituzionale, perché dichiari il Decreto sicurezza incostituzionale; ai Giuristi, perché portino queste violazioni dei diritti umani alla Corte Europea di Strasburgo; alla Conferenza Episcopale Italiana perché abbia il coraggio di bollare questo Decreto e la politica razzista di questo governo come antitetici al Vangelo; agli Istituti missionari , perché facciano udire con forza la loro voce, mettendo a disposizione le loro case per ‘clandestini’come tante famiglie in Italia stanno facendo; ai Parroci , perché abbiano il coraggio di offrire l’asilo nelle chiese ai profughi destinati alla deportazione, attuando il Sanctuary Movement, praticato negli USA e in Germania; ai Responsabili degli SPRAR, CAS e altro, perché disobbediscano , trattenendo nelle strutture i migranti, soprattutto donne con bambini; ai Medici, perché continuino a offrire gratuitamente servizi sanitari ai clandestini; alla Cittadinanza attiva, perché in un momento così difficile e buio, si oppongano con coraggio a questa deriva anti-democratica, xenofoba e razzista anche con la ‘disobbedienza civile’ così ben utilizzata da Martin Luther King che affermava :”L’individuo, che infrange una legge perché la sua coscienza la ritiene ingiusta ed è disposto ad accettare la pena del carcere per risvegliare la coscienza della comunità riguardo alla sua ingiustizia, manifesta in realtà il massimo rispetto per la legge!”















PROPOSTA DI AZIONE DI RESISTENZA NONVIOLENTA





LA COMUNITA’ SI INCONTRA A MIANELLA
INCONTRI GENERALI 2024 – 2025








Ho conosciuto Nicola in alcune riunioni della nuova sinistra napoletana, presente, attivo e sempre molto analitico nei suoi interventi. L’ho conosciuto meglio quando si è avvicinato alla nostra Comunità seguendoci nelle discussioni e nelle iniziative, forse incuriosito anche da questa esperienza singolare di una spiritualità laica. Nicola è stato sicuramente un compagno di vasta cultura e,spesso, lo evidenziavano i suoi lunghissimi, chilometrici commenti sui social (con soventi nostre insofferenze) che spaziavano dalla politica all’arte, dalla storia allo sport, al costume, sempre con competenza e personale partecipazione. A me Nicola è sembrato spesso una persona di altri tempi, in senso positivo, rispetto al cinismo, disumanita’, carrierismo che caratterizza questo nostro tempo. Lui, invece, con la sua gentilezza, generosità, il lavoro di avvocatura al servizio degli ultimi, un aspetto quasi di innocenza fanciullesca. L’impegno per la causa del popolo sahavariano lo ha visto lavorare fino agli ultimi giorni di vita. Adesso, caro Nicola, continueremo ad ascoltarti, stavolta nell’essenza del silenzio, e forse apprezzerete di più la tua voglia di comunicare. Riposa in pace!











































































































































“Il Signore promette ristoro e liberazione a tutti gli oppressi del mondo, ma ha bisogno di noi per rendere efficace la sua promessa. Ha bisogno dei nostri occhi per vedere le necessità dei fratelli e delle sorelle – Ha bisogno delle nostre mani per soccorrere. Ha bisogno della nostra voce per denunciare le ingiustizie commesse nel silenzio, talvolta complice, di molti“.Andate a imparare che cosa vuol dire: ‘Misericordia io voglio e non sacrifici’ (9,13). È un’accusa diretta verso l’ipocrisia sterile di chi non vuole “sporcarsi le mani”, come il sacerdote e il levita della parabola del Buon Samaritano. Si tratta di una tentazione ben presente anche ai nostri giorni, che si traduce in una chiusura nei confronti di quanti hanno diritto, come noi, alla sicurezza e a una condizione di vita dignitosa, e che costruisce muri, reali o immaginari, invece di ponti”.
















SABATO 24 FEBBRAIO 2024







accogliere gli altri profughi che arrivano a noi scappando da altre guerre, fame e lager di tortura. Questa crisi sta mettendo in luce come questa Europa non è capace di progettare il suo ruolo geo-politico in un mondo dove tutti siamo sulla stessa barca.





di Domenico Pizzuti


“…E qui rinnovo il mio appello affinché «in considerazione delle circostanze […] si mettano in condizione tutti gli Stati, di fare fronte alle maggiori necessità del momento, riducendo, se non addirittura condonando, il debito che grava sui bilanci di quelli più poveri»[6]”.“…«Una nuova etica presuppone l’essere consapevoli della necessità che tutti s’impegnino a lavorare insieme per chiudere i rifugi fiscali, evitare le evasioni e il riciclaggio di denaro che derubano la società, come anche per dire alle nazioni l’importanza di difendere la giustizia e il bene comune al di sopra degli interessi delle imprese e delle multinazionali più potenti»[9]. Questo è il tempo propizio per rinnovare l’architettura finanziaria internazionale[10].”
«che può essere l’occasione per una transizione positiva, ma che richiede grandi cambiamenti: nel mondo del lavoro, nell’economia, nella nostra stessa organizzazione sociale, nel nostro equilibrio con la natura. Il Papa ha chiesto a noi economisti delle proposte concrete per affrontare queste sfide, che abbiano basi solide ma anche la creatività del Vangelo». La direzione verso cui la commissione post Covid-19 del Vaticano sta lavorando è quella di un modello economico più sostenibile e dell’ecologia integrale, per questo suor Alessandra è coinvolta anche nell’anno di celebrazioni della Laudato si’, l’enciclica sulla custodia del creato di papa Francesco, a cinque anni dalla pubblicazione il 24 maggio 2015. «Questi cinque anni sono stati il periodo della ruminatio», afferma suor Smerilli. «La Laudato si’ è stata accolta subito con entusiasmo, anche in ambienti non cattolici. Sono partite iniziative in tutto il mondo: penso alle famiglie che si sono unite per ridurre i consumi, alle nuove “comunità Laudato si’”, alle università e alle parrocchie che stanno attuando la conversione ecologica e danno spazio a una spiritualità del creato, all’interessante fenomeno dei monasteri a impatto zero, a tante persone non credenti che si sono mosse ispirate dall’enciclica. All’inizio si è trattato di iniziative sporadiche, che poi però sono state messe a sistema da chi, profondamente convinto, si è fatto promotore del cambiamento. L’anno di celebrazione sarà un altro inizio, cui seguiranno sette anni – un numero biblico, non a caso, per far crescere queste pratiche di transizione ecologica e replicarle, fare massa critica e aumentare l’impatto sulla politica e su chi deve prendere decisioni».





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