
Il 16 luglio a Lamezia Terme iniziativa su immigrazione e lavoro (*)
il volume della popolazione immigrata è da anni stazionaria, poco sopra i 5 milioni di persone, compresi 1,2 milioni di cittadini rumeni dall’interno della Ue. Bisognerebbe ricordare al ministro che in Italia esiste una Costituzione definita la più bella del mondo, una società civile che non si riconosce nelle politiche di odio e che intende agire con fermezza e continuità affermando i principi di civiltà e di solidarietà sancite dalla Costituzione. Dobbiamo sviluppare tutte le forme di lotta democratica dentro e fuori dai luoghi di lavoro per contrastare questa ondata di odio e di razzismo contro essere umani sfuggiti da povertà e guerre che ci trovano spesso corresponsabili direttamente o indirettamente poiché continuiamo a vendere armi a chiunque. L’avversità di tutti i governi europei nei confronti dei cosiddetti migranti economici, uomini e donne che lasciano i loro Paesi per fuggire dalla povertà dalla fame, è inconcepibile. Forse non tutti sanno che gli italiani emigrati all’estero negli ultimi due anni per migliorare la loro condizione sono stati più numerosi dei migranti economici arrivati nel nostro Paese. Migrare per ricercare una vita migliore, per sé e per i propri figli, dovrebbe essere un diritto di tutti. È compito dei sindacati e di tutti le compagne e i compagni della Fiom mettere in campo a propria capacità organizzativa per contrastare la sottocultura dell’odio che si alimenta di paure e si è fatta legge con la Bossi-Fini. Anche noi siamo arrivati in questo Paese, l’Italia, per motivi «economici», per cercare un lavoro dignitoso: i nostri figli sono italiani di fatto ma non di diritto, frequentano le scuole italiane, vivono da italiani. Abbiamo quindi il dovere morale di costruire per loro una società basata sulla conoscenza, sul rispetto reciproco e sulla convivenza pacifica e civile tra diversi, proprio come prevede la Costituzione. Integrazione e inclusione sono obiettivi raggiungibili: lo dimostra il fatto che nei luoghi di lavoro la coesione tra lavoratori italiani e lavoratori stranieri già esiste. La fabbrica oggi è l’unico luogo veramente democratico e inclusivo dove i lavoratori migranti possono votare i loro rappresentanti sindacali e a loro volta possono candidarsi e venire eletti per rappresentare tutti i lavoratori, a prescindere dalla loro provenienza e Il 17 giugno dopo nove giorni di viaggio estenuanti la nave Aquarius è approdata finalmente al porto di Valencia. Altre ne arriveranno, perché non è bloccando i porti o dichiarando guerra alle Ong che si risolve il problema dell’immigrazione. Sarebbe necessario informare il ministro degli interni e l’opinione pubblica attanagliata dalla propaganda xenofoba che l’Italia ha di fronte un continente con decine di conflitti in corso. Cosi come bisognerebbe ricordare al ministro che l’apporto dei migranti all’economia italiana si aggira intorno a 9,6% del Pil, con 8 miliardi annui di contributi previdenziali e almeno 5 miliardi di tasse versate all’erario. In Italia, contrariamente a ciò che si pensa, comune dalla loro religione. Per questo è importante che dalla Fiom parta un’iniziativa sulle questioni relative all’immigrazione che coinvolga tutte le strutture e tutti i delegati a partire dall’evento che si terrà a Lamezia Terme il 16 luglio. Invitiamo tutte e tutti a partecipare a quell’iniziativa e a tutte le altre che verranno messe in campo su questi temi nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Madnack Luximan, Comitato centrale Fiom Ben Houmane El Araby, Comitato centrale Fiom Saoui Khalid, Comitato centrale Fiom Lucia Alejandra Lucero De Cavalcanti – Seg.Gen. Fiom Parma – Com.Centrale Fiom Seck Mamadou segretario generale Fiom-Cgil Asti – Comitato Centrale Fiom Cisse Falilou Verona Comitato Centrale Fiom Tamba Famara Treviso Comitato Centrale Fiom Banja Edgar Trieste Comitato Centrale Fiom Rizki Mohamed Modena Comitato Centrale Fiom (*) pubblicato sul quotidiano “il manifesto” del 26 giugno; da lì è ripresa anche la vignetta di Mauro Biani.















PROPOSTA DI AZIONE DI RESISTENZA NONVIOLENTA





LA COMUNITA’ SI INCONTRA A MIANELLA
INCONTRI GENERALI 2024 – 2025








Ho conosciuto Nicola in alcune riunioni della nuova sinistra napoletana, presente, attivo e sempre molto analitico nei suoi interventi. L’ho conosciuto meglio quando si è avvicinato alla nostra Comunità seguendoci nelle discussioni e nelle iniziative, forse incuriosito anche da questa esperienza singolare di una spiritualità laica. Nicola è stato sicuramente un compagno di vasta cultura e,spesso, lo evidenziavano i suoi lunghissimi, chilometrici commenti sui social (con soventi nostre insofferenze) che spaziavano dalla politica all’arte, dalla storia allo sport, al costume, sempre con competenza e personale partecipazione. A me Nicola è sembrato spesso una persona di altri tempi, in senso positivo, rispetto al cinismo, disumanita’, carrierismo che caratterizza questo nostro tempo. Lui, invece, con la sua gentilezza, generosità, il lavoro di avvocatura al servizio degli ultimi, un aspetto quasi di innocenza fanciullesca. L’impegno per la causa del popolo sahavariano lo ha visto lavorare fino agli ultimi giorni di vita. Adesso, caro Nicola, continueremo ad ascoltarti, stavolta nell’essenza del silenzio, e forse apprezzerete di più la tua voglia di comunicare. Riposa in pace!











































































































































“Il Signore promette ristoro e liberazione a tutti gli oppressi del mondo, ma ha bisogno di noi per rendere efficace la sua promessa. Ha bisogno dei nostri occhi per vedere le necessità dei fratelli e delle sorelle – Ha bisogno delle nostre mani per soccorrere. Ha bisogno della nostra voce per denunciare le ingiustizie commesse nel silenzio, talvolta complice, di molti“.Andate a imparare che cosa vuol dire: ‘Misericordia io voglio e non sacrifici’ (9,13). È un’accusa diretta verso l’ipocrisia sterile di chi non vuole “sporcarsi le mani”, come il sacerdote e il levita della parabola del Buon Samaritano. Si tratta di una tentazione ben presente anche ai nostri giorni, che si traduce in una chiusura nei confronti di quanti hanno diritto, come noi, alla sicurezza e a una condizione di vita dignitosa, e che costruisce muri, reali o immaginari, invece di ponti”.
















SABATO 24 FEBBRAIO 2024







accogliere gli altri profughi che arrivano a noi scappando da altre guerre, fame e lager di tortura. Questa crisi sta mettendo in luce come questa Europa non è capace di progettare il suo ruolo geo-politico in un mondo dove tutti siamo sulla stessa barca.





di Domenico Pizzuti


“…E qui rinnovo il mio appello affinché «in considerazione delle circostanze […] si mettano in condizione tutti gli Stati, di fare fronte alle maggiori necessità del momento, riducendo, se non addirittura condonando, il debito che grava sui bilanci di quelli più poveri»[6]”.“…«Una nuova etica presuppone l’essere consapevoli della necessità che tutti s’impegnino a lavorare insieme per chiudere i rifugi fiscali, evitare le evasioni e il riciclaggio di denaro che derubano la società, come anche per dire alle nazioni l’importanza di difendere la giustizia e il bene comune al di sopra degli interessi delle imprese e delle multinazionali più potenti»[9]. Questo è il tempo propizio per rinnovare l’architettura finanziaria internazionale[10].”
«che può essere l’occasione per una transizione positiva, ma che richiede grandi cambiamenti: nel mondo del lavoro, nell’economia, nella nostra stessa organizzazione sociale, nel nostro equilibrio con la natura. Il Papa ha chiesto a noi economisti delle proposte concrete per affrontare queste sfide, che abbiano basi solide ma anche la creatività del Vangelo». La direzione verso cui la commissione post Covid-19 del Vaticano sta lavorando è quella di un modello economico più sostenibile e dell’ecologia integrale, per questo suor Alessandra è coinvolta anche nell’anno di celebrazioni della Laudato si’, l’enciclica sulla custodia del creato di papa Francesco, a cinque anni dalla pubblicazione il 24 maggio 2015. «Questi cinque anni sono stati il periodo della ruminatio», afferma suor Smerilli. «La Laudato si’ è stata accolta subito con entusiasmo, anche in ambienti non cattolici. Sono partite iniziative in tutto il mondo: penso alle famiglie che si sono unite per ridurre i consumi, alle nuove “comunità Laudato si’”, alle università e alle parrocchie che stanno attuando la conversione ecologica e danno spazio a una spiritualità del creato, all’interessante fenomeno dei monasteri a impatto zero, a tante persone non credenti che si sono mosse ispirate dall’enciclica. All’inizio si è trattato di iniziative sporadiche, che poi però sono state messe a sistema da chi, profondamente convinto, si è fatto promotore del cambiamento. L’anno di celebrazione sarà un altro inizio, cui seguiranno sette anni – un numero biblico, non a caso, per far crescere queste pratiche di transizione ecologica e replicarle, fare massa critica e aumentare l’impatto sulla politica e su chi deve prendere decisioni».





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