
“Giornata mondiale della nonviolenza”
Piantiamo un Kaki Tree a Scampia-Napoli
Gemellaggio tra l’associazione “Nagasaki-Brescia Kaki Tree Project-Europe” di Brescia e la rete Pangea di Scampia. Domenica 2 ottobre 2022 è la “Giornata mondiale della nonviolenza”.
Non si poteva scegliere luogo e giorno migliore per il gemellaggio tra l’associazione “Nagasaki-Brescia Kaki Tree Project – Europe” di Brescia e la rete Pangea di Scampia-Napoli.
Insieme sarà piantato un Kaki Tree nell’aiuola Asia del “Giardino dei cinque continenti e della nonviolenza”, un giardino tematico creato dal basso da una rete che vede lavorare in sinergia numerose associazioni e tutte le scuole di ogni ordine e grado di Scampia, in un percorso di formazione alla nonviolenza e alla cura del verde pubblico. Il Kaki Tree è una pianta, simbolo di resistenza alla violenza, derivante da semi della pianta di Kaki sopravvissuta alla bomba atomica sganciata il 9 agosto 1945 su Nagasaki. La diffusione di queste piante nel mondo è curata dall’associazione di Brescia che ha donato uno di questi alberelli anche al Presidente della Repubblica Mattarella, lo scorso 4 aprile, nella tenuta di Castel Porziano a Roma. Domenica 2 ottobre mattina Scampia torna a essere luogo di festa collettiva all’insegna della Pace. La giornata si inserisce nella manifestazione nazionale di legambiente “Puliamo il Mondo”, che da sempre fa tappa anche a Scampia, e nel percorso “Fari di Pace” volto a organizzare una tappa napoletana collegata alla marcia della Pace di fine anno, prevista quest’anno ad Altamura, in Puglia. L’iniziativa sarà preceduta da un incontro tra le associazioni di Brescia e Napoli, sabato 1 ottobre 2022. Programma: Sabato 1 ottobre 2022
alle ore 17:30
presso gli spazi di Chikù. Incontro di conoscenza reciproca tra
la Comunità Pangea di Scampia
e l’associazione Nagasaki-Brescia Kaki Tree Project – Europe di Brescia. Proiezione di video e racconti tra le due realtà a confronto. Partecipano compagni di strada delle realtà che da sempre si adoperano per la costruzione di percorsi di pace nel mondo. A seguire: cena conviviale italo-romanì
(la cena va prenotata al numero: 348 8842827- costo: 10,00 €) Domenica 2 ottobre 2022
Dalle ore 9:30
Giornata di festa e presentazione sul posto del “Giardino dei cinque continenti e della nonviolenza” a cura delle scuole e associazioni della Comunità Pangea. Ore 11:00
Piantumazione del Kaki Tree
Presentano:
– Francesco Foletti, presidente dell’associazione “Nagasaki-Brescia Kaki Tree Project – Europe;
– Mirella La Magna, Comunità Pangea;
– Filippo Severino, percorso “Fari di Pace”.
Saluto delle istituzioni presenti. Ore 12:00
Flash mob “Liberi dal nucleare” Questa pianta, simbolo di resistenza alla violenza, la dedichiamo a Enzo Vanacore, presidente della Cooperativa sociale “L’Uomo e il Legno”, una delle colonne della rete Pangea nel costruire il giardino dal basso e a Yukari Saito, fondatrice del Centro di documentazione “Semi sotto la neve” che ha più volte interagito con la comunità di Scampia: entrambi costruttori di Pace in un ponte che unisce da tempo l’Italia e il Giappone



















PROPOSTA DI AZIONE DI RESISTENZA NONVIOLENTA





LA COMUNITA’ SI INCONTRA A MIANELLA
INCONTRI GENERALI 2024 – 2025








Ho conosciuto Nicola in alcune riunioni della nuova sinistra napoletana, presente, attivo e sempre molto analitico nei suoi interventi. L’ho conosciuto meglio quando si è avvicinato alla nostra Comunità seguendoci nelle discussioni e nelle iniziative, forse incuriosito anche da questa esperienza singolare di una spiritualità laica. Nicola è stato sicuramente un compagno di vasta cultura e,spesso, lo evidenziavano i suoi lunghissimi, chilometrici commenti sui social (con soventi nostre insofferenze) che spaziavano dalla politica all’arte, dalla storia allo sport, al costume, sempre con competenza e personale partecipazione. A me Nicola è sembrato spesso una persona di altri tempi, in senso positivo, rispetto al cinismo, disumanita’, carrierismo che caratterizza questo nostro tempo. Lui, invece, con la sua gentilezza, generosità, il lavoro di avvocatura al servizio degli ultimi, un aspetto quasi di innocenza fanciullesca. L’impegno per la causa del popolo sahavariano lo ha visto lavorare fino agli ultimi giorni di vita. Adesso, caro Nicola, continueremo ad ascoltarti, stavolta nell’essenza del silenzio, e forse apprezzerete di più la tua voglia di comunicare. Riposa in pace!











































































































































“Il Signore promette ristoro e liberazione a tutti gli oppressi del mondo, ma ha bisogno di noi per rendere efficace la sua promessa. Ha bisogno dei nostri occhi per vedere le necessità dei fratelli e delle sorelle – Ha bisogno delle nostre mani per soccorrere. Ha bisogno della nostra voce per denunciare le ingiustizie commesse nel silenzio, talvolta complice, di molti“.Andate a imparare che cosa vuol dire: ‘Misericordia io voglio e non sacrifici’ (9,13). È un’accusa diretta verso l’ipocrisia sterile di chi non vuole “sporcarsi le mani”, come il sacerdote e il levita della parabola del Buon Samaritano. Si tratta di una tentazione ben presente anche ai nostri giorni, che si traduce in una chiusura nei confronti di quanti hanno diritto, come noi, alla sicurezza e a una condizione di vita dignitosa, e che costruisce muri, reali o immaginari, invece di ponti”.
















SABATO 24 FEBBRAIO 2024







accogliere gli altri profughi che arrivano a noi scappando da altre guerre, fame e lager di tortura. Questa crisi sta mettendo in luce come questa Europa non è capace di progettare il suo ruolo geo-politico in un mondo dove tutti siamo sulla stessa barca.





di Domenico Pizzuti


“…E qui rinnovo il mio appello affinché «in considerazione delle circostanze […] si mettano in condizione tutti gli Stati, di fare fronte alle maggiori necessità del momento, riducendo, se non addirittura condonando, il debito che grava sui bilanci di quelli più poveri»[6]”.“…«Una nuova etica presuppone l’essere consapevoli della necessità che tutti s’impegnino a lavorare insieme per chiudere i rifugi fiscali, evitare le evasioni e il riciclaggio di denaro che derubano la società, come anche per dire alle nazioni l’importanza di difendere la giustizia e il bene comune al di sopra degli interessi delle imprese e delle multinazionali più potenti»[9]. Questo è il tempo propizio per rinnovare l’architettura finanziaria internazionale[10].”
«che può essere l’occasione per una transizione positiva, ma che richiede grandi cambiamenti: nel mondo del lavoro, nell’economia, nella nostra stessa organizzazione sociale, nel nostro equilibrio con la natura. Il Papa ha chiesto a noi economisti delle proposte concrete per affrontare queste sfide, che abbiano basi solide ma anche la creatività del Vangelo». La direzione verso cui la commissione post Covid-19 del Vaticano sta lavorando è quella di un modello economico più sostenibile e dell’ecologia integrale, per questo suor Alessandra è coinvolta anche nell’anno di celebrazioni della Laudato si’, l’enciclica sulla custodia del creato di papa Francesco, a cinque anni dalla pubblicazione il 24 maggio 2015. «Questi cinque anni sono stati il periodo della ruminatio», afferma suor Smerilli. «La Laudato si’ è stata accolta subito con entusiasmo, anche in ambienti non cattolici. Sono partite iniziative in tutto il mondo: penso alle famiglie che si sono unite per ridurre i consumi, alle nuove “comunità Laudato si’”, alle università e alle parrocchie che stanno attuando la conversione ecologica e danno spazio a una spiritualità del creato, all’interessante fenomeno dei monasteri a impatto zero, a tante persone non credenti che si sono mosse ispirate dall’enciclica. All’inizio si è trattato di iniziative sporadiche, che poi però sono state messe a sistema da chi, profondamente convinto, si è fatto promotore del cambiamento. L’anno di celebrazione sarà un altro inizio, cui seguiranno sette anni – un numero biblico, non a caso, per far crescere queste pratiche di transizione ecologica e replicarle, fare massa critica e aumentare l’impatto sulla politica e su chi deve prendere decisioni».





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