
“Che senso avranno le nostre Pasque….
ALEX ZANOTELLI – DAL BLOG “PIETRE VIVE”
“Che senso avranno le nostre Pasque e questo cantare ancora salmi,se ci troviamo conniventi con gli stessi Faraoni? O Chiese!….”, così scrive il monaco poeta Davide Turoldo nel suo Libro dei Salmi che uso per la mia preghiera quotidiana. Domanda esplosiva questa di Turoldo per le nostre Pasque, ma specialmente per la Pasqua di quest’anno che non possiamo celebrare solennemente nelle nostre Chiese per l’emergenza coronavirus. E’ un momento importante per riflettere su cosa significa celebrare la Pasqua, soprattutto per noi chiese d’Occidente .
Come possiamo celebrare Pasqua, festa di liberazione dalla schiavitù, quando noi viviamo dentro un sistema economico-finanziario che permette a pochi di avere quasi tutto sulla pelle di miliardi di impoveriti con milioni di morti di fame all’anno? I recenti dati di OXFAM sono impietosi: duemila miliardari hanno tanto quanto quattro miliardi e mezzo della popolazione mondiale. Questo Sistema permette che il 10% della popolazione mondiale consumi da solo il 90% dei beni prodotti dal mercato, creando la gravissima crisi ambientale che già oggi uccide otto milioni di persone all’anno. E perché siamo così terrorizzati dal coronavirus, mentre questo Sistema ne ammazza molte di più ogni anno senza che questo ci disturbi?
La crisi ecologica costituisce una minaccia alla stessa sopravvivenza di Homo Sapiens, eppure i nostri governi non riescono a prendere decisioni serie per passare dal carbone e petrolio al solare. Non ci dovrebbe spaventare tutto questo scenario più del Covid-19? E poi questo Sistema profondamente ingiusto può reggersi solo perché chi ha , è armato fino ai denti, soprattutto con armi nucleari. “Le armi nucleari – diceva il grande vescovo di Seattle, R. Hunthousen – proteggono i privilegi e lo sfruttamento. Rinunciare ad esse significherebbe che dobbiamo abbandonare il nostro potere economico sugli altri popoli.” Per capire l’importanza capitale delle armi per difendere questo Sistema, basta rileggere i dati delle spese militari nel 2019 preparati dal Sipri. Lo scorso anno a livello mondiale abbiamo speso 1.822 miliardi di dollari, pari a circa cinque miliardi di dollari al giorno. L’Italia ha speso ben 27 miliardi di dollari.
Nonostante le proteste, tutti i nostri governi, in questo decennio, hanno trovato i soldi per comperare i 90 aerei F-35 (che possono portare bombe atomiche!) che ci costerannoo 130 milioni cadauno. Ed ora, in piena crisi di coronavirus,con la chiusura di fabbriche non essenziali, il governo decide che il settore militare è ‘strategico’ e quindi i lavoratori nelle fabbriche d’armi devono continuare a produrre! Allora mi chiedo :”C’è qualche connessione ‘diabolica’ tra i nostri governi e le armi?” E tutte queste armi servono a fare sempre nuove guerre che mietono milioni di morti (6 milioni di morti solo nelle guerre in Congo!). E perché ci terrorizzano così tanto le morti per covid-19 e non tutti questi milioni di morti , vittime di guerre ingiuste come in Iraq, in Afghanistan…? Ma soprattutto mi spaventa il fatto che i nostri governi con il nostro consenso si siano arresi alla necessità di una difesa nucleare, sotto l’egida della NATO ( lo scorso anno la NATO ha speso mille miliardi di dollari in armi!) Ed ora gli USA con l’approvazione del nostro governo, ci invieranno le nuove e più potenti bombe atomiche che rimpiazzeranno la settantina di quelle vecchie, stoccate a Ghedi ed Aviano. Non solo, ma ci invieranno anche i missili nucleari a gittata intermedia con base a terra(come quelli di Comiso).
Eppure Papa Francesco è stato categorico lo scorso dicembre a Hiroshima: “Come possiamo proporre pace, se usiamo continuamente l’intimidazione bellica nucleare? E’ immorale il possesso di armi atomiche!” E’ paradossale e tragico dover notare che ci siamo armati fino ai denti contro il Nemico (quale?), mentre siamo colpiti da un ‘moscerino’ che, come dice il dottor Gianni Tamino, “è una reazione allo stato di stress che abbiamo causato al pianeta.”
Un virus che forse ha mietuto ancora più vittime nel nostro paese perché abbiamo smantellato la Sanità pubblica, dandola in pasto ai privati. In dieci anni i nostri governi hanno tagliato ben 37 miliardi di euro privando i nostri ospedali tra i 40/70 mila posti letto. Quando decideremo di investire in sanità, scuola e welfare e non in armi ? E l’amara conseguenza di questo Sistema economico finanziario militarizzato nonché ecocida che provoca milioni di profughi in fuga dai loro paesi.
L’Italia e l’Europa potranno ‘curarsi’ anche della ‘globalizzazione dell’indifferenza’, solo se ascolteranno il grido disperato dei profughi che premono alle nostre frontiere e domandano di entrare: sono i nuovi ‘Lazzari’ davanti alle porte chiuse del nostro Palazzo. Davanti a questi scenari, noi cristiani come possiamo celebrare la Pasqua di liberazione se siamo conniventi con i nuovi Faraoni? Ora come comunità cristiane non ci resta che fare nostra quella straordinaria confessione di peccato fatta da Papa Francesco il 27 marzo scorso in quella Piazza S. Pietro vuota: “Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sani in un mondo malato.”“Esci, popolo mio, da Babilonia” ,gridava il profeta dell’Apocalisse alle prime comunità cristiane dell’Asia Minore. Anche noi se vogliamo salvarci , dobbiamo uscire dal Sistema di morte in cui siamo intrappolati. Questa è la nostra Pasqua! Alex Zanotelli















PROPOSTA DI AZIONE DI RESISTENZA NONVIOLENTA





LA COMUNITA’ SI INCONTRA A MIANELLA
INCONTRI GENERALI 2024 – 2025








Ho conosciuto Nicola in alcune riunioni della nuova sinistra napoletana, presente, attivo e sempre molto analitico nei suoi interventi. L’ho conosciuto meglio quando si è avvicinato alla nostra Comunità seguendoci nelle discussioni e nelle iniziative, forse incuriosito anche da questa esperienza singolare di una spiritualità laica. Nicola è stato sicuramente un compagno di vasta cultura e,spesso, lo evidenziavano i suoi lunghissimi, chilometrici commenti sui social (con soventi nostre insofferenze) che spaziavano dalla politica all’arte, dalla storia allo sport, al costume, sempre con competenza e personale partecipazione. A me Nicola è sembrato spesso una persona di altri tempi, in senso positivo, rispetto al cinismo, disumanita’, carrierismo che caratterizza questo nostro tempo. Lui, invece, con la sua gentilezza, generosità, il lavoro di avvocatura al servizio degli ultimi, un aspetto quasi di innocenza fanciullesca. L’impegno per la causa del popolo sahavariano lo ha visto lavorare fino agli ultimi giorni di vita. Adesso, caro Nicola, continueremo ad ascoltarti, stavolta nell’essenza del silenzio, e forse apprezzerete di più la tua voglia di comunicare. Riposa in pace!











































































































































“Il Signore promette ristoro e liberazione a tutti gli oppressi del mondo, ma ha bisogno di noi per rendere efficace la sua promessa. Ha bisogno dei nostri occhi per vedere le necessità dei fratelli e delle sorelle – Ha bisogno delle nostre mani per soccorrere. Ha bisogno della nostra voce per denunciare le ingiustizie commesse nel silenzio, talvolta complice, di molti“.Andate a imparare che cosa vuol dire: ‘Misericordia io voglio e non sacrifici’ (9,13). È un’accusa diretta verso l’ipocrisia sterile di chi non vuole “sporcarsi le mani”, come il sacerdote e il levita della parabola del Buon Samaritano. Si tratta di una tentazione ben presente anche ai nostri giorni, che si traduce in una chiusura nei confronti di quanti hanno diritto, come noi, alla sicurezza e a una condizione di vita dignitosa, e che costruisce muri, reali o immaginari, invece di ponti”.
















SABATO 24 FEBBRAIO 2024







accogliere gli altri profughi che arrivano a noi scappando da altre guerre, fame e lager di tortura. Questa crisi sta mettendo in luce come questa Europa non è capace di progettare il suo ruolo geo-politico in un mondo dove tutti siamo sulla stessa barca.





di Domenico Pizzuti


“…E qui rinnovo il mio appello affinché «in considerazione delle circostanze […] si mettano in condizione tutti gli Stati, di fare fronte alle maggiori necessità del momento, riducendo, se non addirittura condonando, il debito che grava sui bilanci di quelli più poveri»[6]”.“…«Una nuova etica presuppone l’essere consapevoli della necessità che tutti s’impegnino a lavorare insieme per chiudere i rifugi fiscali, evitare le evasioni e il riciclaggio di denaro che derubano la società, come anche per dire alle nazioni l’importanza di difendere la giustizia e il bene comune al di sopra degli interessi delle imprese e delle multinazionali più potenti»[9]. Questo è il tempo propizio per rinnovare l’architettura finanziaria internazionale[10].”
«che può essere l’occasione per una transizione positiva, ma che richiede grandi cambiamenti: nel mondo del lavoro, nell’economia, nella nostra stessa organizzazione sociale, nel nostro equilibrio con la natura. Il Papa ha chiesto a noi economisti delle proposte concrete per affrontare queste sfide, che abbiano basi solide ma anche la creatività del Vangelo». La direzione verso cui la commissione post Covid-19 del Vaticano sta lavorando è quella di un modello economico più sostenibile e dell’ecologia integrale, per questo suor Alessandra è coinvolta anche nell’anno di celebrazioni della Laudato si’, l’enciclica sulla custodia del creato di papa Francesco, a cinque anni dalla pubblicazione il 24 maggio 2015. «Questi cinque anni sono stati il periodo della ruminatio», afferma suor Smerilli. «La Laudato si’ è stata accolta subito con entusiasmo, anche in ambienti non cattolici. Sono partite iniziative in tutto il mondo: penso alle famiglie che si sono unite per ridurre i consumi, alle nuove “comunità Laudato si’”, alle università e alle parrocchie che stanno attuando la conversione ecologica e danno spazio a una spiritualità del creato, all’interessante fenomeno dei monasteri a impatto zero, a tante persone non credenti che si sono mosse ispirate dall’enciclica. All’inizio si è trattato di iniziative sporadiche, che poi però sono state messe a sistema da chi, profondamente convinto, si è fatto promotore del cambiamento. L’anno di celebrazione sarà un altro inizio, cui seguiranno sette anni – un numero biblico, non a caso, per far crescere queste pratiche di transizione ecologica e replicarle, fare massa critica e aumentare l’impatto sulla politica e su chi deve prendere decisioni».





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