
«Disobbedienza civile contro le leggi ingiuste»
– Luca Kocci, 17.07.2019 Raffaele Nogaro. L’ex vescovo di Caserta:
«I cristiani devono tendere la mano a poveri e migranti»
«Faccio professione solenne di disobbedienza civile alle leggi ingiuste contro i migranti e i poveri. E chiedo che lo facciano i cristiani che davvero mettono al primo posto il Vangelo e tutti coloro che credono nella giustizia».
A parlare è padre Raffaele Nogaro, ex vescovo di Caserta, da sempre in prima linea accanto agli ultimi, ai migranti, alle donne sfruttate vittime di tratta, talvolta incassando ramanzine ecclesiastiche e più spesso severe critiche dei potenti del momento, ieri democristiani, oggi leghisti.
«Plaudo e sostengo l’iniziativa dei braccianti pugliesi e del vescovo di Bari, monsignor Cacucci, che ha appoggiato la loro causa»,
spiega al manifesto Nogaro. Che aggiunge, con determinazione:
«Nella nostra situazione, nell’Italia di oggi, la Chiesa, i vescovi, i preti e i cristiani devono praticare la disobbedienza civile, assumendone le conseguenze, a costo di essere processati, condannati, anche di andare in prigione se necessario». Lo chiede anche la parabola evangelica del «buon samaritano»… Certamente. Dobbiamo difendere e soccorrere chi è nel bisognoso, i poveri, i braccianti, i migranti. I cristiani sono chiamati da Dio ad essere buoni samaritani, è un imperativo evangelico. I braccianti hanno occupato la cattedrale di Bari sottolineando le parole di papa Francesco secondo cui «il lavoro conferisce dignità all’uomo».
La Chiesa è su questa linea? Il lavoro dà il pane e la dignità. E noi dobbiamo difendere con forza i diritti dei braccianti, dei migranti e di tutti i lavoratori sfruttati. Ma a me pare che in realtà siano pochi i preti e i vescovi che seguono la linea di papa Francesco. Allora non è tanto la Chiesa in quanto tale, perché la Chiesa ha tradito tante volte l’uomo, ma il discepolo di Cristo a dover tendere la mano verso chi è in difficoltà. Le recenti misure legislative hanno peggiorato la situazione? Sono indignato verso alcune norme, volute dal governo e approvate dal parlamento, che sono violente, che calpestano la dignità degli esseri umani e offendono la vita umana.
Purtroppo le parole brutali del ministro Salvini sul tema della sicurezza vengono accolte con simpatia da molti cattolici, ma anche da tanti preti e diversi vescovi. E non è finita: la prossima settimana il parlamento discuterà il decreto sicurezza bis, contro il quale lei, insieme a padre Zanotelli, a don Santoro, a tante religiose, religiosi e credenti state digiunando e protestando in piazza, a Montecitorio… Non è possibile affermare la sicurezza di alcuni compromettendo la vita e la dignità di altre persone che sono in difficoltà, come i migranti. Il primo decreto sicurezza, e ora anche questo decreto bis, se verrà approvato, condannano i poveri e i migranti. Ma condannano anche coloro che li salvano e li difendono. E lo fanno creando e alimentando menzogne sull’opera delle persone e delle organizzazioni di buona volontà, come le ong. Per questo dico che l’unica via è la disobbedienza civile a queste leggi ingiuste.
© 2019 IL NUOVO MANIFESTO SOCIETÀ COOP. EDITRICE















PROPOSTA DI AZIONE DI RESISTENZA NONVIOLENTA





LA COMUNITA’ SI INCONTRA A MIANELLA
INCONTRI GENERALI 2024 – 2025








Ho conosciuto Nicola in alcune riunioni della nuova sinistra napoletana, presente, attivo e sempre molto analitico nei suoi interventi. L’ho conosciuto meglio quando si è avvicinato alla nostra Comunità seguendoci nelle discussioni e nelle iniziative, forse incuriosito anche da questa esperienza singolare di una spiritualità laica. Nicola è stato sicuramente un compagno di vasta cultura e,spesso, lo evidenziavano i suoi lunghissimi, chilometrici commenti sui social (con soventi nostre insofferenze) che spaziavano dalla politica all’arte, dalla storia allo sport, al costume, sempre con competenza e personale partecipazione. A me Nicola è sembrato spesso una persona di altri tempi, in senso positivo, rispetto al cinismo, disumanita’, carrierismo che caratterizza questo nostro tempo. Lui, invece, con la sua gentilezza, generosità, il lavoro di avvocatura al servizio degli ultimi, un aspetto quasi di innocenza fanciullesca. L’impegno per la causa del popolo sahavariano lo ha visto lavorare fino agli ultimi giorni di vita. Adesso, caro Nicola, continueremo ad ascoltarti, stavolta nell’essenza del silenzio, e forse apprezzerete di più la tua voglia di comunicare. Riposa in pace!











































































































































“Il Signore promette ristoro e liberazione a tutti gli oppressi del mondo, ma ha bisogno di noi per rendere efficace la sua promessa. Ha bisogno dei nostri occhi per vedere le necessità dei fratelli e delle sorelle – Ha bisogno delle nostre mani per soccorrere. Ha bisogno della nostra voce per denunciare le ingiustizie commesse nel silenzio, talvolta complice, di molti“.Andate a imparare che cosa vuol dire: ‘Misericordia io voglio e non sacrifici’ (9,13). È un’accusa diretta verso l’ipocrisia sterile di chi non vuole “sporcarsi le mani”, come il sacerdote e il levita della parabola del Buon Samaritano. Si tratta di una tentazione ben presente anche ai nostri giorni, che si traduce in una chiusura nei confronti di quanti hanno diritto, come noi, alla sicurezza e a una condizione di vita dignitosa, e che costruisce muri, reali o immaginari, invece di ponti”.
















SABATO 24 FEBBRAIO 2024







accogliere gli altri profughi che arrivano a noi scappando da altre guerre, fame e lager di tortura. Questa crisi sta mettendo in luce come questa Europa non è capace di progettare il suo ruolo geo-politico in un mondo dove tutti siamo sulla stessa barca.





di Domenico Pizzuti


“…E qui rinnovo il mio appello affinché «in considerazione delle circostanze […] si mettano in condizione tutti gli Stati, di fare fronte alle maggiori necessità del momento, riducendo, se non addirittura condonando, il debito che grava sui bilanci di quelli più poveri»[6]”.“…«Una nuova etica presuppone l’essere consapevoli della necessità che tutti s’impegnino a lavorare insieme per chiudere i rifugi fiscali, evitare le evasioni e il riciclaggio di denaro che derubano la società, come anche per dire alle nazioni l’importanza di difendere la giustizia e il bene comune al di sopra degli interessi delle imprese e delle multinazionali più potenti»[9]. Questo è il tempo propizio per rinnovare l’architettura finanziaria internazionale[10].”
«che può essere l’occasione per una transizione positiva, ma che richiede grandi cambiamenti: nel mondo del lavoro, nell’economia, nella nostra stessa organizzazione sociale, nel nostro equilibrio con la natura. Il Papa ha chiesto a noi economisti delle proposte concrete per affrontare queste sfide, che abbiano basi solide ma anche la creatività del Vangelo». La direzione verso cui la commissione post Covid-19 del Vaticano sta lavorando è quella di un modello economico più sostenibile e dell’ecologia integrale, per questo suor Alessandra è coinvolta anche nell’anno di celebrazioni della Laudato si’, l’enciclica sulla custodia del creato di papa Francesco, a cinque anni dalla pubblicazione il 24 maggio 2015. «Questi cinque anni sono stati il periodo della ruminatio», afferma suor Smerilli. «La Laudato si’ è stata accolta subito con entusiasmo, anche in ambienti non cattolici. Sono partite iniziative in tutto il mondo: penso alle famiglie che si sono unite per ridurre i consumi, alle nuove “comunità Laudato si’”, alle università e alle parrocchie che stanno attuando la conversione ecologica e danno spazio a una spiritualità del creato, all’interessante fenomeno dei monasteri a impatto zero, a tante persone non credenti che si sono mosse ispirate dall’enciclica. All’inizio si è trattato di iniziative sporadiche, che poi però sono state messe a sistema da chi, profondamente convinto, si è fatto promotore del cambiamento. L’anno di celebrazione sarà un altro inizio, cui seguiranno sette anni – un numero biblico, non a caso, per far crescere queste pratiche di transizione ecologica e replicarle, fare massa critica e aumentare l’impatto sulla politica e su chi deve prendere decisioni».





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