
Proposta per PULIAMO IL MONDO a Scampia- 28/29 settembre 2018
Anche quest’anno il Progetto Pangea si apre con la Manifestazione nazionale di Legambiente “Puliamo il mondo”. Il tema di riflessione che accompagna quest’anno la consueta pulizia di “spazi pubblici” è in linea con le preoccupazioni che caratterizzano il nostro tempo “PULIAMO il MONDO dai PREGIUDIZI”.
Il Circolo “la Gru” ha pensato di organizzare due giornate di pulizia, Sabato 29 pulizia dell’aiuola dell’Accoglienza alla fine di Via F.lli Cervi e Domenica 30 al “Giardino dei Cinque Continenti e della nonviolenza” in Largo Battaglia. Non abbiamo grossi problemi per l’organizzazione di domenica, essendo la situazione del “giardino” non particolarmente degradata e il ricorso alla “rete Pangea” dovrebbe risultare scontato. Più complicato appare, invece, l’organizzazione di Sabato….l’aiuola è quella per la quale Ciro all’inizio di agosto si è infortunato. Allora perché questa scelta?
In questi giorni accompagnando Claudia e Andrea in un giro per le aree verdi di Scampia, ci siamo fermati anche nell’aiuola dell’Accoglienza. Uno degli ambulanti che stazionano nei pressi dell’aiuola, un certo Pasquale, ha intavolato con me una discussione…mi aveva scambiato per un operatore del Comune. Chiarita, non senza difficoltà, la questione e di fronte alla giusta esigenza di pulire l’area anche per consentire il passaggio dei ragazzi che si recano alle scuole vicine, mi sono impegnato a coinvolgere la rete di Associazioni che partecipò alla prima pulizia generale dell’area, con l’obiettivo di affidarla successivamente alla comunità locale o di restituirla al Comune. E un’aiuola denominata, a suo tempo, su mia proposta “Aiuola dell’Accoglienza” , pare proprio in linea con la tematica della manifestazione.
Occorre un po’ di storia per motivare ancor più la scelta.
L’idea di pulire quest’area fu di Enzo Martelli dell’Assoc.Volontari per Napoli e al suo invito risposero numerose realtà: il Circolo “la Gru”, il Gridas, DreamTeam, Pollici Verdi, Ue’ cap, Centro Hurtado, Banda Baleno, Coop.L’Uomo e il Legno, Cittadini del Parco dei Ciliegi, Arci Scampia, la Gatta blu…(spero di non aver dimenticato nessuno!). Facemmo un ottimo lavoro e nei giorni successivi inserimmo alcune piante mediterranee e qualche pianta che attira le farfalle, considerando questo spazio il terminale del “Corridoio delle farfalle” che avevamo appena avviato a Scampia. La denominazione voleva anche segnalare che quest’area “una sorta di porta verso Melito”, dovesse essere una porta di “accoglienza” nelle due direzioni.
Com’era nelle nostre intenzioni, cercammo di affidare ad alcune realtà locali, supermercati, condomini, realtà associative la cura dell’Aiuola. Tentativo fallito! Allora si propose la Coop. L’Uomo e il legno che fece un protocollo d’intesa con il Comune di Napoli. E in questi due anni la cura è stata affidata alla Coop. con l’aiuto saltuario del Circolo “la Gru”. Scaduto il termine di affido, la Coop. per numerosi motivi, non intende rinnovare il protocollo d’intesa.
CHE FARE?
Allora ci rivolgiamo a tutte le realtà della “prima ora” per chiudere l’esperienza in “bellezza” e poi tentare di ri-coinvolgere la cittadinanza, la Chiesa antistante (questa estate abbiamo collaborato bene con Padre Francesco de Luca che pare interessato alla questione) e magari anche qualche realtà di Melito, vista la collocazione di confine, per strutturare un presidio che prenda in cura l’aiuola. Altrimenti non resta che restituirla al Comune!!
ALLORA?
Vi aspettiamo per sabato 29 alle ore 9, muniti di tutta l’attrezzatura a vostra disposizione per pulire questo “spezzone di mondo”!
Saluti
Aldo (Circolo la Gru)















PROPOSTA DI AZIONE DI RESISTENZA NONVIOLENTA





LA COMUNITA’ SI INCONTRA A MIANELLA
INCONTRI GENERALI 2024 – 2025








Ho conosciuto Nicola in alcune riunioni della nuova sinistra napoletana, presente, attivo e sempre molto analitico nei suoi interventi. L’ho conosciuto meglio quando si è avvicinato alla nostra Comunità seguendoci nelle discussioni e nelle iniziative, forse incuriosito anche da questa esperienza singolare di una spiritualità laica. Nicola è stato sicuramente un compagno di vasta cultura e,spesso, lo evidenziavano i suoi lunghissimi, chilometrici commenti sui social (con soventi nostre insofferenze) che spaziavano dalla politica all’arte, dalla storia allo sport, al costume, sempre con competenza e personale partecipazione. A me Nicola è sembrato spesso una persona di altri tempi, in senso positivo, rispetto al cinismo, disumanita’, carrierismo che caratterizza questo nostro tempo. Lui, invece, con la sua gentilezza, generosità, il lavoro di avvocatura al servizio degli ultimi, un aspetto quasi di innocenza fanciullesca. L’impegno per la causa del popolo sahavariano lo ha visto lavorare fino agli ultimi giorni di vita. Adesso, caro Nicola, continueremo ad ascoltarti, stavolta nell’essenza del silenzio, e forse apprezzerete di più la tua voglia di comunicare. Riposa in pace!











































































































































“Il Signore promette ristoro e liberazione a tutti gli oppressi del mondo, ma ha bisogno di noi per rendere efficace la sua promessa. Ha bisogno dei nostri occhi per vedere le necessità dei fratelli e delle sorelle – Ha bisogno delle nostre mani per soccorrere. Ha bisogno della nostra voce per denunciare le ingiustizie commesse nel silenzio, talvolta complice, di molti“.Andate a imparare che cosa vuol dire: ‘Misericordia io voglio e non sacrifici’ (9,13). È un’accusa diretta verso l’ipocrisia sterile di chi non vuole “sporcarsi le mani”, come il sacerdote e il levita della parabola del Buon Samaritano. Si tratta di una tentazione ben presente anche ai nostri giorni, che si traduce in una chiusura nei confronti di quanti hanno diritto, come noi, alla sicurezza e a una condizione di vita dignitosa, e che costruisce muri, reali o immaginari, invece di ponti”.
















SABATO 24 FEBBRAIO 2024







accogliere gli altri profughi che arrivano a noi scappando da altre guerre, fame e lager di tortura. Questa crisi sta mettendo in luce come questa Europa non è capace di progettare il suo ruolo geo-politico in un mondo dove tutti siamo sulla stessa barca.





di Domenico Pizzuti


“…E qui rinnovo il mio appello affinché «in considerazione delle circostanze […] si mettano in condizione tutti gli Stati, di fare fronte alle maggiori necessità del momento, riducendo, se non addirittura condonando, il debito che grava sui bilanci di quelli più poveri»[6]”.“…«Una nuova etica presuppone l’essere consapevoli della necessità che tutti s’impegnino a lavorare insieme per chiudere i rifugi fiscali, evitare le evasioni e il riciclaggio di denaro che derubano la società, come anche per dire alle nazioni l’importanza di difendere la giustizia e il bene comune al di sopra degli interessi delle imprese e delle multinazionali più potenti»[9]. Questo è il tempo propizio per rinnovare l’architettura finanziaria internazionale[10].”
«che può essere l’occasione per una transizione positiva, ma che richiede grandi cambiamenti: nel mondo del lavoro, nell’economia, nella nostra stessa organizzazione sociale, nel nostro equilibrio con la natura. Il Papa ha chiesto a noi economisti delle proposte concrete per affrontare queste sfide, che abbiano basi solide ma anche la creatività del Vangelo». La direzione verso cui la commissione post Covid-19 del Vaticano sta lavorando è quella di un modello economico più sostenibile e dell’ecologia integrale, per questo suor Alessandra è coinvolta anche nell’anno di celebrazioni della Laudato si’, l’enciclica sulla custodia del creato di papa Francesco, a cinque anni dalla pubblicazione il 24 maggio 2015. «Questi cinque anni sono stati il periodo della ruminatio», afferma suor Smerilli. «La Laudato si’ è stata accolta subito con entusiasmo, anche in ambienti non cattolici. Sono partite iniziative in tutto il mondo: penso alle famiglie che si sono unite per ridurre i consumi, alle nuove “comunità Laudato si’”, alle università e alle parrocchie che stanno attuando la conversione ecologica e danno spazio a una spiritualità del creato, all’interessante fenomeno dei monasteri a impatto zero, a tante persone non credenti che si sono mosse ispirate dall’enciclica. All’inizio si è trattato di iniziative sporadiche, che poi però sono state messe a sistema da chi, profondamente convinto, si è fatto promotore del cambiamento. L’anno di celebrazione sarà un altro inizio, cui seguiranno sette anni – un numero biblico, non a caso, per far crescere queste pratiche di transizione ecologica e replicarle, fare massa critica e aumentare l’impatto sulla politica e su chi deve prendere decisioni».





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