
“Gli Alberi ci danno tanto. Ora tocca a noi”
Report Pangea 21/Novembre/2024
“Gli Alberi ci danno tanto. Ora tocca a noi”
Questa frase apre la locandina della Festa dell’Albero a Scampia del 21 Novembre 2024.
Una giornata organizzata dal Circolo “la Gru” senza particolari pretese. Volevamo mettere a dimora alcune piante per sostituire quelle che avevano “esaurito il proprio compito” al “Giardino dei cinque continenti e della nonviolenza” e inserire poche altre a completamento del progetto botanico delle singole aiuole. Si è invece dimostrata una giornata particolare addirittura sorprendente, per il flusso continuo di singoli e di gruppi che si sono presentati alla spicciolata in ore diverse durante la mattinata, creandoci qualche difficoltà nell’accoglienza e nella organizzazione delle attività da svolgere. Tutto risolto con grande gioia per la disponibilità di tutti quelli che sono convenuti.
Alle 9 del mattino con me c’erano Ciro, Dada e Carlo ed abbiamo cominciato a predisporre le piante e gli attrezzi. Siamo stati raggiunti da Anna di Dream Team. Donne in rete che è stata l’artefice dell’ampio servizio fotografico diffuso sui social. Subito dopo un furgoncino ha trasportato un gruppo della Coop. “L’Uomo e il legno”, guidato da Santo che subito hanno cominciato a lavorare. Aspettavamo anche Rita, frenata dalla maternità imminente, per ringraziarla del contributo economico che ha reso possibile il restauro del murale dei personaggi della nonviolenza. Reso possibile anche dalla donazione del quantitativo di colori messo a disposizione dalla ditta AKZO Nobel (Herbol) cui è dovuta la gratitudine di tutta la rete Pangea. Intanto arrivavano Imma, nostra storica collaboratrice, che è rimasta per tutto il tempo fornendo un prezioso contributo e Enzino che, malgrado avesse le scarpe nuove, non si è sottratto alla pratica di giardinaggio che lo ha reso famoso a Scampia. Dalla Coop. Occhi Aperti è giunto un gruppo di giovani del “Servizio Civile”, Tano, Alex, Anna ed Emma che ci hanno dato un valido aiuto con la loro fresca energia. E, finalmente, il gruppo del “Gatta blu”, guidato da Giovanni e Rosa, con la presenza esuberante di Gennaro Muto. Abbiamo potuto ammirare per la prima volta il restauro del ”Tafano innamorato” e del Pinocchio a cui ha collaborato Enzo Cortese della Comunità del Cassano. Una telefonata di Gigliola Golia, moglie di Pio Russo Krauss, annunciava l’arrivo del gruppo proveniente dal Vomero, una volta ritrovata la strada. E poco dopo sono approdati con Gigliola, Rosaria Coratella, Rossana Coviello, sorella di Leonardo a cui fu dedicato un agrifoglio, inaugurando un nuovo aspetto del “Giardino dei cinque continenti e della nonviolenza”, quello della “memoria” e Titti Pepi che ci ha ricordato di far parte della commissione che tante volte ci ha assegnato il “Premio Mascagna”. Le aveva preceduto Mariano Guida, una persona imponente, armato di macchina fotografica. Il gruppo dopo un caloroso benvenuto è stato sequestrato da Giovanni Chianese per una visita guidata delle diverse aiuole, soffermandosi, soprattutto, sulle belle strutture realizzate dal “Gruppo zoone”, braccio operativo del “Gatta Blu”. Ad un certo punto è comparsa la bella presenza di Monica Riccio che ha realizzato il video postato su facebook e sulle varie chat. E con lei Mirella del Gridas, artefice e custode della storia di Scampia che sta trasmettendo a miriadi di gruppi giovanili provenienti da tutta l’Italia.
Non poteva mancare Gennaro Sanseverino con suo nipote Andrea che è andato a controllare la bella Acacia farnesiana in fiore, la Colutea e, soprattutto, il filare di Buddleje che assicurano che anche questo giardino rientra nel “Corridoio delle farfalle”.
Erano attesi e sono arrivati S.Agata dei Goti gli esecutori del restauro del murale, Fabio della Ratta (Biodp) e i suoi collaboratori, Domenico Olivieri (JSD) e Muhammed Ceesay (Nuru), i quali hanno potuto spiegare la tecnica usata nel restauro che permetterà a tutti quelli che passeranno per Largo Battaglia di rivedere i volti dei vari personaggi della nonviolenza, e magari carpire il messaggio che vogliono trasmettere.
Con piacere abbiamo accolto la presenza di Mariateresa Imparato, presidente regionale di Legambiente, accompagnata da Grazia, suo figlio Paolino e la nonna. Mariateresa ha così inaugurato la Festa dell’Albero che Legambiente promuove in tutta la regione, anzi in tutta
l’Italia. Ed ha avuto modo di annunciare una manifestazione organizzata dai movimenti giovanili studenteschi, sostenuti da 120 associazioni, tra cui Libera, Legambiente e i sindacati, che partirà il 27 Novembre alle ore 9:30 da Piazza Garibaldi dal titolo impegnativo “LIBERIAMO NAPOLI DALLE VIOLENZE”. Dalla storica maglietta che riporta il volto di Claudio Miccoli ho potuto avvertire la presenza della sua Associazione, rappresentata da Maria Francesca Giancotti e Elettra Esposito. L’associazione “Claudio Miccoli” ha sempre contribuito alla cura del giardino ed anche a questa operazione del restauro. Alla spicciolata ci hanno fatto visita Franco Maiello, lo storico inventore del “Caffè letterario di Scampia” accompagnato da Caterina, Franca Nicolò, maestra, in pensione, molto amata e ancora presente sul Territorio, Gennaro Sanges, in rappresentanza della Comunità del Cassano e della Scuola di Pace e Mister Piccolo che assieme a Carlo Sagliocco sono stati insigniti, recentemente, dal Presidente della Repubblica del titolo di “commendatori”.
Abbiamo atteso che uscissero gli studenti della III K dell’IC. “Pertini-87°Don Guanella”, accompagnati dalle docenti, Grazia Pagetta e Marina Salvati, per interrompere i lavori e radunarci per il momento celebrativo della giornata. Ciro Calabrese, armato di un potente megafono, ha spiegato il senso della giornata enucleando le piante che sono state messe a dimora: una Jacaranda, due Polygala myrtifolia, un Alaterno, una Lantana ad alberello e due rose. E dopo aver dato la parola a Fabio e Mariateresa Imparato, ha avviato il momento di ricordo di Pio Russo Krauss, che ci ha lasciato il 16 agosto di quest’anno, e che abbiamo voluto far inserire da Fabio nel murale accanto a Marco Mascagna, il suo amico di una vita, scomparso in età giovanile.
Ho ritenuto necessario leggere un pezzo dell’ultimo messaggio che Pio ci ha lasciato prima di morire, per mostrare in modo tangibile il valore della persona che stavamo ricordando, in particolare ai ragazzi della scuola :
”La cosa più importante è l’amore. L’amore che diamo e riceviamo.
La vita ha senso se spesa per gli altri, per migliorare la società, per prendersi cura di chi è in difficoltà, per aiutare gli ultimi a sollevarsi.
La vita è bella. Godete delle bellezze della natura, dell’arte, della compagnia di chi vi vuole bene.
Il denaro dà la felicità solo a chi ne ha poco, ma molto spesso può rovinare l’esistenza a tutti gli altri. Non affannatevi per esso e siate generosi con chi è povero, molto generosi, ma con intelligenza per aiutarli efficacemente.
Non credete a chi vi offre spiegazioni semplici dei problemi della nostra società (e non solo di essa), a chi vi propone soluzioni facili, a chi vi promette troppo: la realtà è complessa e difficile da cambiare. Ma cambia e noi possiamo indirizzarla in un verso o in un altro. Cercate di indirizzarla con tutte le vostre azioni, piccole e grandi, in meglio: un mondo più giusto, più pacifico, più fraterno, una società ecosostenibile”.
Non poteva mancare un ricordo di Gigliola che ha presentato la figura di Pio in tutte le sfaccettature. Come non violento e pacifista ha contribuito a far nascere in Parlamento la legge sull’obiezione di coscienza che consente di svolgere un servizio civile alternativo al servizio militare; come ambientalista ha contribuito a fondare la Lega per l’ambiente che, poi, è diventata Legambiente, ha realizzato tanti progetti di formazione tra cui Ecolandia, a Scampia; ha fondato l’Associazione Marco Mascagna; ha lavorato per il miglioramento della sanità pubblica e si è speso contro il nucleare. E’ stato scrittore di libri e poesie e anche compositore. Gigliola ci ha tenuto a sottolineare con forza che l’ecologia va coniugata con la giustizia, altrimenti è solo “giardinaggio”.
Mentre poi Carlo Sagliocco faceva assaggiare il delizioso succo della Feijoia, a grandi e piccoli, il frutto delle piante brasiliane dedicate all’indimenticabile Gennaro Daniele, è arrivato dal “Dipartimento di Agraria” e dal “Museo di Agraria”, un furgoncino con un altro carico di piante: due Rhamnus alaternus, tre Fraxinus ornus, una succulenta Portulacaria afra, una Roverella. Abbiamo accolto con gioia il Prof. Nunzio Fiorentino e gli operatori Vincenzo
Cenvinzo e Giuseppe Cozzolino che, con i pochi rimasti hanno provveduto a sistemare le piante appena arrivate.
Vorrei chiudere questo lungo e intenso report, innanzitutto ringraziando tutti quelli che hanno reso possibile questa magnifica mattinata, e poi riportando due suggestivi pensieri tratti dalla chat della Comunità del Cassano. Mirella D’Antonio :” Io definisco il “Giardino dei cinque continenti e della nonviolenza”, il “Giardino segreto”, perché custode di bellezza e serenità, grazie alle anime belle che, sussurrando la loro presenza attraverso il respiro delle foglie che le rappresentano, ci comunicano che sono sempre accanto a noi”.
Gennaro Sanges:”Un momento di fraternità tra esseri viventi, umani e vegetali. Un respiro d’amore ispirato da un testimone straordinario, Pio, la sua vita, il suo testamento. Un respiro d’amore nei venti di guerra che minacciano l’umanità e la terra”.
Aldo Bifulco (referente Rete Pangea)















PROPOSTA DI AZIONE DI RESISTENZA NONVIOLENTA





LA COMUNITA’ SI INCONTRA A MIANELLA
INCONTRI GENERALI 2024 – 2025








Ho conosciuto Nicola in alcune riunioni della nuova sinistra napoletana, presente, attivo e sempre molto analitico nei suoi interventi. L’ho conosciuto meglio quando si è avvicinato alla nostra Comunità seguendoci nelle discussioni e nelle iniziative, forse incuriosito anche da questa esperienza singolare di una spiritualità laica. Nicola è stato sicuramente un compagno di vasta cultura e,spesso, lo evidenziavano i suoi lunghissimi, chilometrici commenti sui social (con soventi nostre insofferenze) che spaziavano dalla politica all’arte, dalla storia allo sport, al costume, sempre con competenza e personale partecipazione. A me Nicola è sembrato spesso una persona di altri tempi, in senso positivo, rispetto al cinismo, disumanita’, carrierismo che caratterizza questo nostro tempo. Lui, invece, con la sua gentilezza, generosità, il lavoro di avvocatura al servizio degli ultimi, un aspetto quasi di innocenza fanciullesca. L’impegno per la causa del popolo sahavariano lo ha visto lavorare fino agli ultimi giorni di vita. Adesso, caro Nicola, continueremo ad ascoltarti, stavolta nell’essenza del silenzio, e forse apprezzerete di più la tua voglia di comunicare. Riposa in pace!











































































































































“Il Signore promette ristoro e liberazione a tutti gli oppressi del mondo, ma ha bisogno di noi per rendere efficace la sua promessa. Ha bisogno dei nostri occhi per vedere le necessità dei fratelli e delle sorelle – Ha bisogno delle nostre mani per soccorrere. Ha bisogno della nostra voce per denunciare le ingiustizie commesse nel silenzio, talvolta complice, di molti“.Andate a imparare che cosa vuol dire: ‘Misericordia io voglio e non sacrifici’ (9,13). È un’accusa diretta verso l’ipocrisia sterile di chi non vuole “sporcarsi le mani”, come il sacerdote e il levita della parabola del Buon Samaritano. Si tratta di una tentazione ben presente anche ai nostri giorni, che si traduce in una chiusura nei confronti di quanti hanno diritto, come noi, alla sicurezza e a una condizione di vita dignitosa, e che costruisce muri, reali o immaginari, invece di ponti”.
















SABATO 24 FEBBRAIO 2024







accogliere gli altri profughi che arrivano a noi scappando da altre guerre, fame e lager di tortura. Questa crisi sta mettendo in luce come questa Europa non è capace di progettare il suo ruolo geo-politico in un mondo dove tutti siamo sulla stessa barca.





di Domenico Pizzuti


“…E qui rinnovo il mio appello affinché «in considerazione delle circostanze […] si mettano in condizione tutti gli Stati, di fare fronte alle maggiori necessità del momento, riducendo, se non addirittura condonando, il debito che grava sui bilanci di quelli più poveri»[6]”.“…«Una nuova etica presuppone l’essere consapevoli della necessità che tutti s’impegnino a lavorare insieme per chiudere i rifugi fiscali, evitare le evasioni e il riciclaggio di denaro che derubano la società, come anche per dire alle nazioni l’importanza di difendere la giustizia e il bene comune al di sopra degli interessi delle imprese e delle multinazionali più potenti»[9]. Questo è il tempo propizio per rinnovare l’architettura finanziaria internazionale[10].”
«che può essere l’occasione per una transizione positiva, ma che richiede grandi cambiamenti: nel mondo del lavoro, nell’economia, nella nostra stessa organizzazione sociale, nel nostro equilibrio con la natura. Il Papa ha chiesto a noi economisti delle proposte concrete per affrontare queste sfide, che abbiano basi solide ma anche la creatività del Vangelo». La direzione verso cui la commissione post Covid-19 del Vaticano sta lavorando è quella di un modello economico più sostenibile e dell’ecologia integrale, per questo suor Alessandra è coinvolta anche nell’anno di celebrazioni della Laudato si’, l’enciclica sulla custodia del creato di papa Francesco, a cinque anni dalla pubblicazione il 24 maggio 2015. «Questi cinque anni sono stati il periodo della ruminatio», afferma suor Smerilli. «La Laudato si’ è stata accolta subito con entusiasmo, anche in ambienti non cattolici. Sono partite iniziative in tutto il mondo: penso alle famiglie che si sono unite per ridurre i consumi, alle nuove “comunità Laudato si’”, alle università e alle parrocchie che stanno attuando la conversione ecologica e danno spazio a una spiritualità del creato, all’interessante fenomeno dei monasteri a impatto zero, a tante persone non credenti che si sono mosse ispirate dall’enciclica. All’inizio si è trattato di iniziative sporadiche, che poi però sono state messe a sistema da chi, profondamente convinto, si è fatto promotore del cambiamento. L’anno di celebrazione sarà un altro inizio, cui seguiranno sette anni – un numero biblico, non a caso, per far crescere queste pratiche di transizione ecologica e replicarle, fare massa critica e aumentare l’impatto sulla politica e su chi deve prendere decisioni».





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