
Appello di associazioni e singol*
La redazione18 Agosto 2021Appello di associazioni e singol*2021-08-18T15:12:01+02:00Articoli/News
Assistiamo all’avanzata dell’esercito talebano in #Afghanistan mentre da Kabul invasa giungono le prime immagini e le prime notizie di terribile violenza agita contro la popolazione tutta e contro le donne in particolare.
Pensiamo alle tante giovani donne afghane, cresciute nell’ultimo ventennio godendo di una serie di diritti, almeno sulla carta, tra cui quello all’istruzione e quello contro la violenza, che in queste ore si vedono braccate e costrette a rinunciare a tutte le loro libertà personali e ai loro diritti fondamentali.
Come Associazioni di donne che operano per la promozione della condizione femminile e la diffusione della cultura di genere, la difesa dei diritti civili e sociali e la promozione dei principi del rispetto, della non violenza, dell’accoglienza e che agiscono per sostenere le donne e contrastare fenomeni di povertà materiale e educativa, nonché ogni forma di violenza e discriminazione del genere femminile
CHIEDIAMO
1️⃣ che l’Italia e l’Europa tutta agiscano tempestivamente per portare soccorso alle donne afghane, alle bambine, alle attiviste e alle donne che hanno collaborato con i paesi occidentali per combattere la violenza talebana;
2️⃣ che vengano immediatamente attivati corridoi umanitari internazionali per mettere in salvo tutte le donne afghane e i loro eventuali bambini, poiché in quanto donne – single, professioniste, insegnanti, intellettuali, artiste e attiviste – sono oggetto di rastrellamenti, violenze, stupri, schiavitù sessuale e interdizioni dalle loro attività lavorative;
3️⃣ che venga data prioritariamente assistenza alle bambine che vedono violati i loro diritti fondamentali all’istruzione, alla cura, alla tutela da ogni forma di sfruttamento sessuale e da ogni forma di violenza.
Auspichiamo inoltre che il nostro Paese definisca nettamente una posizione di apertura e accoglienza per le #profughe e i #profughi afghani che stanno cercando in queste ore di abbandonare i territori di guerra, offrendo loro asilo e assistenza. 🏃♀️
Riteniamo che l’Europa non possa esimersi dal definire chiaramente una politica comune a tutti i Paesi aderenti, una politica che sia di accoglienza e sostegno alla popolazione afghana, riconoscendo la gravità dell’emergenza umanitaria in corso.
👭 Dalle nostre città, dai nostri territori, nei quali con le nostre azioni cerchiamo di costruire una cultura di pace, intesa anche come una varietà di pratiche e pensieri di cura, accogliamo il grido di aiuto delle nostre sorelle afghane e invitiamo tutte le associazioni di donne, i gruppi, i movimenti, le singole attiviste, le donne delle istituzioni, le artiste e le intellettuali, a firmare questa nostra richiesta indirizzata alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, al Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, alla Ministra degli Interni Luciana Lamorgese, al Presidente del Consiglio Mario Draghi.
Associazione Orlando
Associazione WOMEN – Women of Mediterranean East and South European Network
Casa Internazionale delle Donne
Aderiscono:
Donne in nero Bologna
Associazione Voce Donna (Castrocaro e Terra del Sole)
Associazione Un secco no alle Discriminazioni (Forlì)
CGIL Forlì
UDI Bologna – Unione Donne in Italia
Associazione Il Paese delle Donne
Ira Torresi (Università di Bologna Forlì Campus)
Roberta Pederzoli (Università di Bologna Forlì Campus)
Federica Ceccoli (Università di Bolgona Forlì Campus)
Anna Falcini (Forlì)
Chiara Elefante (Università di Bologna, Forlì Campus)
Gloria Bazzocchi (Università di Bologna, Forlì Campus)
Pilar Capanaga (Università di Bologna, Forlì Campus)
Isabella Mangani (Napoli)
Raffaella Baccolini (Università di Bologna, Forlì Campus)
Marzia Frateschi (Ginecologa-Milano)
Marina Corti (Brescia)
Zoe Roversi Giusti (Bologna)
👉 La lista di adesione è in aggiornamento, per aderire scrivere a
🖊 ass.orlando@women.it
🖊 segreteria@casainternazionaledelledonne.o
| Mail priva di virus. www.avast.com |















PROPOSTA DI AZIONE DI RESISTENZA NONVIOLENTA





LA COMUNITA’ SI INCONTRA A MIANELLA
INCONTRI GENERALI 2024 – 2025








Ho conosciuto Nicola in alcune riunioni della nuova sinistra napoletana, presente, attivo e sempre molto analitico nei suoi interventi. L’ho conosciuto meglio quando si è avvicinato alla nostra Comunità seguendoci nelle discussioni e nelle iniziative, forse incuriosito anche da questa esperienza singolare di una spiritualità laica. Nicola è stato sicuramente un compagno di vasta cultura e,spesso, lo evidenziavano i suoi lunghissimi, chilometrici commenti sui social (con soventi nostre insofferenze) che spaziavano dalla politica all’arte, dalla storia allo sport, al costume, sempre con competenza e personale partecipazione. A me Nicola è sembrato spesso una persona di altri tempi, in senso positivo, rispetto al cinismo, disumanita’, carrierismo che caratterizza questo nostro tempo. Lui, invece, con la sua gentilezza, generosità, il lavoro di avvocatura al servizio degli ultimi, un aspetto quasi di innocenza fanciullesca. L’impegno per la causa del popolo sahavariano lo ha visto lavorare fino agli ultimi giorni di vita. Adesso, caro Nicola, continueremo ad ascoltarti, stavolta nell’essenza del silenzio, e forse apprezzerete di più la tua voglia di comunicare. Riposa in pace!











































































































































“Il Signore promette ristoro e liberazione a tutti gli oppressi del mondo, ma ha bisogno di noi per rendere efficace la sua promessa. Ha bisogno dei nostri occhi per vedere le necessità dei fratelli e delle sorelle – Ha bisogno delle nostre mani per soccorrere. Ha bisogno della nostra voce per denunciare le ingiustizie commesse nel silenzio, talvolta complice, di molti“.Andate a imparare che cosa vuol dire: ‘Misericordia io voglio e non sacrifici’ (9,13). È un’accusa diretta verso l’ipocrisia sterile di chi non vuole “sporcarsi le mani”, come il sacerdote e il levita della parabola del Buon Samaritano. Si tratta di una tentazione ben presente anche ai nostri giorni, che si traduce in una chiusura nei confronti di quanti hanno diritto, come noi, alla sicurezza e a una condizione di vita dignitosa, e che costruisce muri, reali o immaginari, invece di ponti”.
















SABATO 24 FEBBRAIO 2024







accogliere gli altri profughi che arrivano a noi scappando da altre guerre, fame e lager di tortura. Questa crisi sta mettendo in luce come questa Europa non è capace di progettare il suo ruolo geo-politico in un mondo dove tutti siamo sulla stessa barca.





di Domenico Pizzuti


“…E qui rinnovo il mio appello affinché «in considerazione delle circostanze […] si mettano in condizione tutti gli Stati, di fare fronte alle maggiori necessità del momento, riducendo, se non addirittura condonando, il debito che grava sui bilanci di quelli più poveri»[6]”.“…«Una nuova etica presuppone l’essere consapevoli della necessità che tutti s’impegnino a lavorare insieme per chiudere i rifugi fiscali, evitare le evasioni e il riciclaggio di denaro che derubano la società, come anche per dire alle nazioni l’importanza di difendere la giustizia e il bene comune al di sopra degli interessi delle imprese e delle multinazionali più potenti»[9]. Questo è il tempo propizio per rinnovare l’architettura finanziaria internazionale[10].”
«che può essere l’occasione per una transizione positiva, ma che richiede grandi cambiamenti: nel mondo del lavoro, nell’economia, nella nostra stessa organizzazione sociale, nel nostro equilibrio con la natura. Il Papa ha chiesto a noi economisti delle proposte concrete per affrontare queste sfide, che abbiano basi solide ma anche la creatività del Vangelo». La direzione verso cui la commissione post Covid-19 del Vaticano sta lavorando è quella di un modello economico più sostenibile e dell’ecologia integrale, per questo suor Alessandra è coinvolta anche nell’anno di celebrazioni della Laudato si’, l’enciclica sulla custodia del creato di papa Francesco, a cinque anni dalla pubblicazione il 24 maggio 2015. «Questi cinque anni sono stati il periodo della ruminatio», afferma suor Smerilli. «La Laudato si’ è stata accolta subito con entusiasmo, anche in ambienti non cattolici. Sono partite iniziative in tutto il mondo: penso alle famiglie che si sono unite per ridurre i consumi, alle nuove “comunità Laudato si’”, alle università e alle parrocchie che stanno attuando la conversione ecologica e danno spazio a una spiritualità del creato, all’interessante fenomeno dei monasteri a impatto zero, a tante persone non credenti che si sono mosse ispirate dall’enciclica. All’inizio si è trattato di iniziative sporadiche, che poi però sono state messe a sistema da chi, profondamente convinto, si è fatto promotore del cambiamento. L’anno di celebrazione sarà un altro inizio, cui seguiranno sette anni – un numero biblico, non a caso, per far crescere queste pratiche di transizione ecologica e replicarle, fare massa critica e aumentare l’impatto sulla politica e su chi deve prendere decisioni».





Commenti recenti