
Lettera aperta all’Arcivescovo di Napoli Cardinale Crescenzio Sepe
Le scriviamo, fratello Vescovo, da credenti, in prevalenza dell’Area Nord di Napoli, ma non solo – cristiani che hanno a riferimento parrocchie, istituzioni religiose, gruppi di lettura biblica, comunità cristiane di base, realtà dell’associazionismo territoriale e del Terzo Settore – molto preoccupati per la crisi climatica ed ambientale in atto e dei suoi sempre più sconvolgenti effetti sull’umanità e su tutti gli esseri viventi.
Dopo questo periodo di “vita sospesa” per una pandemia che ha visto tante persone perdere la vita, tante perdere il lavoro, altre ancora piombare in una condizione di povertà estrema e una sofferenza diffusa entro le mura domestiche, da più parti si auspica un ritorno alla “normalità”. Non si capisce ancora che tornare a “quella” normalità significa non avere imparato niente da questa drammatica crisi e continuare a non considerare seriamente che, da tempo, siamo immersi in una emergenza climatica dalle conseguenze disastrose. I biologi, i cosmologi, gli ecologi ci avvertono che altri virus potrebbero colpire in modo aggressivo l’umanità se non interveniamo a contrastare le cause che sono da ascrivere ai danni che abbiamo inferto alla natura. Se non difendiamo le grandi foreste, se continuiamo ad intaccare gli ecosistemi che fanno da scudo alle zoonosi, se non cambiamo stili di vita eliminando le sacche di povertà diffuse nel mondo, ci dobbiamo aspettare altre pandemie.
Come avverte Papa Francesco, è necessaria e urgente una vera “conversione ecologica”.
Proprio per questo, molti di noi, a 5 anni dalla sua promulgazione, hanno deciso di rileggere e riflettere sull’Enciclica “Laudato si’”, splendida ed autentica guida al cambio di paradigma culturale e alla concreta realizzazione del “ben vivere” nella prospettiva di un divenire armonioso tra la nostra Madre Terra e l’insieme degli esseri viventi.
Al riguardo, noi pensiamo che la Chiesa Cattolica, in tutte le sue articolazioni, debba impegnarsi in modo continuo e sistematico, e non episodico, come è stato fino ad ora, in un’opera di sensibilizzazione e crescita delle coscienze, attraverso una diffusa iniziativa di divulgazione, formazione, studio dell’Enciclica in tutti i contesti parrocchiali, strutture religiose, seminari, movimenti giovanili. Come, peraltro, è auspicato nella stessa ”Laudato si’” da Papa Francesco che invita anche alla ricerca di un dialogo fecondo tra fede e scienza.
Alla luce di queste considerazioni, Le chiediamo, fratello Vescovo, di guidare su questo cammino la Chiesa napoletana con coraggio e determinazione, cogliendo anche l’occasione della Settimana di iniziative sulla “Laudato si’” promossa dal Papa, sapendo che oggi il comandamento massimo datoci da Gesù: “Ama il prossimo tuo come te stesso” va declinato non solo nei confronti dell’uomo contemporaneo, ma anche nei confronti delle prossime generazioni. Perché i nostri comportamenti quotidiani, per la potenza delle tecnologie che utilizziamo e il selvaggio, abnorme consumo delle risorse naturali che sfruttiamo, incideranno sicuramente sulla vita dell’umanità di domani.
Assumere la coscienza e la consapevolezza delle gravi responsabilità che gravano, certamente sui potenti di questo mondo, ma anche su ognuno di noi è questione decisiva e non rinviabile – il tempo sta per scadere – per la conservazione della specie umana e per l’armonia del creato.
Napoli 18/5/2020
ADESIONI
Comunità Cristiana di base del Cassano Napoli
Ass. Scuola di Pace di Napoli
Giuseppe Finaldi – “Caffè Letterario”
Ciro Calabrese – circolo “La Gru” Legambiente Scampia
Pio Russo Krauss – Comunità cristiana del Vomero
Franco Cammarota – AUSER
Lino Chimenti – Taizè Scampia
Franco Brescia – Comunità cristiana di base del Vomero
Rosamaria Parente – Comunità Emmanuel
Suore della Provvidenza
Ludoteca “ Il giardino dei mille colori”
Vincenzo Vanacore – Coop Soc. “ L’uomo e il legno”
Patrizia Palumbo – Pres. Ass. Dream Team Donne in rete
GRIDAS
Fedele Salvatore “Gruppo dignità e bellezza”
Rosa Capasso – Agesci Na 14
Coop Irene 95
Comunità Lasalliani di Scampia
Associazione Claudio Micccoli
Assoc.AQuaS – Centro Hurtado
Antonio Piccolo – Arci Scampia
Direzione “Il Tetto”
Pax Christi
Giovanni Monteasi – Ass. Volontariato PRO.FRA
Ezio Esposito – Forum Tarsia
Filippo Severino – Docente
Liloiana Mustillo – Operatrice sanitaria
Giovanni Piccolo – Docente
Annamaria Staiano – Psicologa
Giovanni Lamagna – Docente
Gennaro Sanseverino – Docente
Fratel Enrico Muller
Lorenzo D’Urso – Medico in Pensione
Giovanni Squame – ex presidente Giunta Comunale
Maria Zazzaro – Pensionata
Lanfranco Tortora – Pensionato
Carla Mangione – Psichiatra
Maria Esposito – Maestra
Francesca Avitabile – Docente
Pasquale Salvio
Gabriella Butera
Fabrizio Valletti – Gesuita
Franca Niccolò – Maestra in Pensione
Carmen Minucci – Operatrice Stazione Zoologica
Enzo Piccolo – Docente in pensione
Marco Colò – gesuita
Franca Nicolò – maestra
Lorenzo Tommaselli – Docente
Giusi Mossa – insegnante
Patrizia Fusella – insegnante
Giuseppe Improta – Docente
Stefania Ioppolo – Farmacista
Giacomo Calvino
Per la Comunità Cristiana di base del Cassano di Napoli
Palomba Cristofaro – crispalomba@hotmail.com
PER ULTERIORI ADESIONI – ALDO BIFULCO aldo.bifulco@virgilio.it – CRISTOFARO PALOMBA crispalomba@hotmail.com















PROPOSTA DI AZIONE DI RESISTENZA NONVIOLENTA





LA COMUNITA’ SI INCONTRA A MIANELLA
INCONTRI GENERALI 2024 – 2025








Ho conosciuto Nicola in alcune riunioni della nuova sinistra napoletana, presente, attivo e sempre molto analitico nei suoi interventi. L’ho conosciuto meglio quando si è avvicinato alla nostra Comunità seguendoci nelle discussioni e nelle iniziative, forse incuriosito anche da questa esperienza singolare di una spiritualità laica. Nicola è stato sicuramente un compagno di vasta cultura e,spesso, lo evidenziavano i suoi lunghissimi, chilometrici commenti sui social (con soventi nostre insofferenze) che spaziavano dalla politica all’arte, dalla storia allo sport, al costume, sempre con competenza e personale partecipazione. A me Nicola è sembrato spesso una persona di altri tempi, in senso positivo, rispetto al cinismo, disumanita’, carrierismo che caratterizza questo nostro tempo. Lui, invece, con la sua gentilezza, generosità, il lavoro di avvocatura al servizio degli ultimi, un aspetto quasi di innocenza fanciullesca. L’impegno per la causa del popolo sahavariano lo ha visto lavorare fino agli ultimi giorni di vita. Adesso, caro Nicola, continueremo ad ascoltarti, stavolta nell’essenza del silenzio, e forse apprezzerete di più la tua voglia di comunicare. Riposa in pace!











































































































































“Il Signore promette ristoro e liberazione a tutti gli oppressi del mondo, ma ha bisogno di noi per rendere efficace la sua promessa. Ha bisogno dei nostri occhi per vedere le necessità dei fratelli e delle sorelle – Ha bisogno delle nostre mani per soccorrere. Ha bisogno della nostra voce per denunciare le ingiustizie commesse nel silenzio, talvolta complice, di molti“.Andate a imparare che cosa vuol dire: ‘Misericordia io voglio e non sacrifici’ (9,13). È un’accusa diretta verso l’ipocrisia sterile di chi non vuole “sporcarsi le mani”, come il sacerdote e il levita della parabola del Buon Samaritano. Si tratta di una tentazione ben presente anche ai nostri giorni, che si traduce in una chiusura nei confronti di quanti hanno diritto, come noi, alla sicurezza e a una condizione di vita dignitosa, e che costruisce muri, reali o immaginari, invece di ponti”.
















SABATO 24 FEBBRAIO 2024







accogliere gli altri profughi che arrivano a noi scappando da altre guerre, fame e lager di tortura. Questa crisi sta mettendo in luce come questa Europa non è capace di progettare il suo ruolo geo-politico in un mondo dove tutti siamo sulla stessa barca.





di Domenico Pizzuti


“…E qui rinnovo il mio appello affinché «in considerazione delle circostanze […] si mettano in condizione tutti gli Stati, di fare fronte alle maggiori necessità del momento, riducendo, se non addirittura condonando, il debito che grava sui bilanci di quelli più poveri»[6]”.“…«Una nuova etica presuppone l’essere consapevoli della necessità che tutti s’impegnino a lavorare insieme per chiudere i rifugi fiscali, evitare le evasioni e il riciclaggio di denaro che derubano la società, come anche per dire alle nazioni l’importanza di difendere la giustizia e il bene comune al di sopra degli interessi delle imprese e delle multinazionali più potenti»[9]. Questo è il tempo propizio per rinnovare l’architettura finanziaria internazionale[10].”
«che può essere l’occasione per una transizione positiva, ma che richiede grandi cambiamenti: nel mondo del lavoro, nell’economia, nella nostra stessa organizzazione sociale, nel nostro equilibrio con la natura. Il Papa ha chiesto a noi economisti delle proposte concrete per affrontare queste sfide, che abbiano basi solide ma anche la creatività del Vangelo». La direzione verso cui la commissione post Covid-19 del Vaticano sta lavorando è quella di un modello economico più sostenibile e dell’ecologia integrale, per questo suor Alessandra è coinvolta anche nell’anno di celebrazioni della Laudato si’, l’enciclica sulla custodia del creato di papa Francesco, a cinque anni dalla pubblicazione il 24 maggio 2015. «Questi cinque anni sono stati il periodo della ruminatio», afferma suor Smerilli. «La Laudato si’ è stata accolta subito con entusiasmo, anche in ambienti non cattolici. Sono partite iniziative in tutto il mondo: penso alle famiglie che si sono unite per ridurre i consumi, alle nuove “comunità Laudato si’”, alle università e alle parrocchie che stanno attuando la conversione ecologica e danno spazio a una spiritualità del creato, all’interessante fenomeno dei monasteri a impatto zero, a tante persone non credenti che si sono mosse ispirate dall’enciclica. All’inizio si è trattato di iniziative sporadiche, che poi però sono state messe a sistema da chi, profondamente convinto, si è fatto promotore del cambiamento. L’anno di celebrazione sarà un altro inizio, cui seguiranno sette anni – un numero biblico, non a caso, per far crescere queste pratiche di transizione ecologica e replicarle, fare massa critica e aumentare l’impatto sulla politica e su chi deve prendere decisioni».





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