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COMUNITA' DEL CASSANO
NAPOLI
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Passeggiata insieme a Sant'Angelo in Formis e alle seterie di San Leucio
IL LIBRO CHE RACCONTA I NOSTRI PERCORSI DI RICERCA - Clicca sull'immagine della copertina per poterlo leggere e scaricare
INCONTRO AD ACERRA IN RICORDO DI CIRO CASTALDO 7 NOVEMBRE 2008 incontro del 3 maggio 2003 per ricordare Ciro Castaldo
TESTIMONIANZE SU CIRO CASTALDO
UNA TRADIZIONE DELLA COMUNITA' - IL PRESEPE
UNA BREVE RIFLESSIONE SUL NATALE BUONA NOTTE MARIA di Corrado Maffia
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GIOVEDI' 10 DICEMBRE si è tenuto nella SALA MULTIMEDIALE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI NAPOLI l'incontro sul tema COLTIVARE LA SPERANZA UNA CHIESA ALTRA PER UN ALTRO MONDO POSSIBILE Un libro sull'esperienza delle Comunità di base in Italia scritto da Marcello Vigli e Mario Campli ne hanno discusso con gli autori
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MANIFESTAZIONE ANTIRAZZISTA A ROMA
La realtà viva delle Comunità di base. In un libro (il manifesto - venerdì 11 settembre pag. 10)
Tutti noi che in questi giorni siamo mobilitati e
manifestiamo con forza per la libertà di stampa dovremmo aver presente
il bisogno di libertà di comunicazione che viene dalla storia negata
della società nascente senza potere e senza visibilità.
Chi legge il manifesto e il suoi supplementi, anche solo occasionalmente, è inevitabilmente colpito dal carattere bifronte della società attuale. Alcune pagine, dedicate alla grande politica, rispecchiano la crisi strutturale e globale che attanaglia il mondo e che lascia poco spazio alla speranza. Altre, dedicate alla politica in senso lato, la politica di base diffusa, sono come la ecografia di una gestazione perché mostrano la creatività esplosiva di un mondo nuovo che sta nascendo e inducono alla partecipazione e alla speranza. E questo ogni giorno. Pochi altri giornali e media danno questa lettura sinottica complessa della storia attuale. I grandi mezzi di comunicazione sono per lo più monoculturali: ruotano intorno all'asse del potere. La storia dal basso è relegata nelle notizie di scarto. Non ha pari dignità con la grande storia, non è posta in lettura sinottica. E' infilata ai margini della cronaca. Questa lettura e visione monoculturale della realtà è un grande ostacolo alla trasformazione. L'opinione pubblica è indotta o a tifare in una democrazia da arena ridotta a parteggiamento per i leader di turno oppure a ritirarsi nell'individualismo cupo e chiuso del menefrego. Il senso comunitario aperto oltre i confini, il prendersi cura dell'altro/a senza paternalismi, il fare cose piccole ma vere non tanto per fare ma con rigore intellettuale, critico e morale, il cammino di liberazione positiva e creativa dall'alienazione e dal dominio degli apparati, delle bandiere, dei fondamentalismi, delle chiese laiche e religiose, del patriarcalismo, il prendersi per mano senza conquistare, tutto questo che è il brodo di coltura del mondo nuovo non riesce ad avere visibilità. Per questo sono preziosi i media tendenzialmente alternativi e le pubblicazioni che parlano il linguaggio della cultura bassa, di base. Prendiamo le Comunità di base. Pochi sanno che ci sono e chi sono. La vulgata della monocultura del potere le relega in una sottoclasse del girone infernale del dissenso: la sottoclasse del dissenso cattolico. Roba da archivio e da sacrestia. Una pubblicazione fresca di stampa sfata questa vulgata. Le comunità di base emergono come una realtà viva, piccola come ogni cosa che nasce, ma piena di vitalità e densa di futuro. Non a caso il libro porta il titolo Coltivare la speranza, con il seguente sottotitolo "una chiesa altra per un altro mondo possibile". Scritto da Marcello Vigli e Mario Campli, edito dall'editrice Tracce di Pescara, ripercorre le tappe di quel cammino comune che le Comunità di base portano avanti da ormai quarant'anni. Si legge come un romanzo. Ma è storia dalla parte dei deboli e dei piccoli. E' storia nascente. Verrà presentato in un Convegno sul futuro delle Comunità di base che si svolgerà a Tirrenia il 3-4 ottobre (notizie sul sito: www.cdbitalia.it). Le comunità di base - è scritto in un loro recente comunicato - traggono spinta dagli stessi fatti di questi giorni per intensificare il loro impegno concreto sia per affermare il pluralismo conciliare del Popolo di Dio nella Chiesa, in unione con i cattolici amanti del Concilio e specialmente con quelli del 'disagio' che si sono incontrati a Firenze nella primavera scorsa, sia per difendere la democrazia e la Costituzione nella società in unione con gli uomini e le donne di buona volontà. Documentarsi su di loro fa parte forse della lotta per la libertà di stampa.
Enzo Mazzi
Giovedì 2 luglio il Governo ha fatto approvare definitivamente il ddl sicurezza ricorrendo al voto di fiducia. Reato di clandestinità, istituzionalizzazione delle ronde, prolungamento dei tempi di detenzione nei CIE, necessità del permesso di soggiorno per tutti gli atti di stato civile, permesso di soggiorno a punti e registro per i senza fissa dimora sono solo alcuni dei punti diventati legge. Il Governo sceglie di nuovo la criminalizzazione dei migranti quale facile modalità di “gestione della crisi”. Tale scelta consente di nascondere le vere responsabilità, fornendo nel contempo, a chi vive un peggioramento concreto delle condizioni di vita, un agevole capro espiatorio su cui scaricare la propria frustrazione. Così facendo, si ottiene il duplice obiettivo di aumentare il grado di ricattabilità degli uomini e delle donne migranti presenti in Italia e di spingere i lavoratori (stranieri e italiani) sul terreno fratricida della guerra tra poveri e della competizione al ribasso su salari e diritti. Tutto ciò in una fase in cui gli episodi di razzismo istituzionale, sia sul piano nazionale che su quello locale, non si contano.
Si
tratta della legge
più discrimatoria e razzista
che sia
mai
stata
approvata in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale,
che darà vita di fatto ad
un vero
e proprio sistema di apartheid,
come nell'Alabama degli anni 50 o nel Sudafrica di Nelson Mandela. Basterà
perdere il lavoro e non avere più il permesso di soggiorno per diventare
cittadini di serie Z
e
non
potersi più sposare,
non poter riconoscere i propri figli,
non avere accesso ai servizi pubblici,
vivere nel terrore di essre espulsi o incarcerati fino a 6 mesi nei Cie.
Si tratta di una delle ferite più gravi che la nostra Repubblica abbia
subito nella sua storia e ci riguarda tutti, tutti quelli che tra noi
credono nella democrazia e nell'uguaglianza. COMUNICATO STAMPA I silenzi della chiesa E’ da tempo ormai che assistiamo all’avvicendarsi delle sconcertanti rivelazioni riguardanti le dubbie “frequentazioni” e i discutibili comportamenti “privati” del nostro Presidente del Consiglio. Comportamenti poi che “privati” non sono, poiché, se è disdicevole per chiunque fondare la propria esistenza su una sorta di “doppia morale”, tanto più lo è per un uomo pubblico, con un importantissimo ruolo istituzionale. Non si dimentichi, peraltro, che è stato lui stesso a fondare la propria popolarità facendo leva sulla famiglia e sui valori cristiani. Quello che però ci lascia perplessi e ancora più addolorati è l’atteggiamento delle gerarchie cattoliche che non condannano esplicitamente, con chiarezza e decisione, l’operato del premier e che troppo frequentemente tacciono per evidenti ragioni di convenienza, evitando accuratamente di inimicarsi un uomo potente pur di garantirsi, in cambio di supina acquiescenza, ulteriori prebende e maggiori privilegi, per i quali anche l’etica, privata o pubblica che sia, può attendere. E’ dalla felice stagione conciliare, ormai 40 anni or sono, che tante realtà ecclesiali di base lottano per una chiesa “altra”, una chiesa capace di incarnare con atti concreti lo spirito evangelico ed il suo messaggio di verità e di liberazione. Per questo non siamo disponibili a tollerare la coesistenza, in ambito cattolico, di una chiesa “politica”, osservante delle perverse logiche della “ragion di stato” ed una chiesa “profetica” attenta invece ai bisogni degli ultimi e di quei miliardi di esseri umani che hanno fame e sete di giustizia. Il futuro della chiesa, la sua credibilità, in questo terzo millennio, si gioca sulla sua capacità di superare finalmente vecchie e nuove ambiguità morali, culturali, politiche che ne hanno purtroppo connotato la bimillenaria storia. Non vorremmo che un altro papa, un domani più o meno lontano, dovesse rinnovare la “liturgia” e la retorica delle richieste di perdono per gli atteggiamenti omissivi od omertosi di oggi. Napoli, 28 giugno 2009 Comunità Cristiana di base del Cassano – Napoli -
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"deportazione" in Libia
COMUNICATO STAMPA La dolorosa vicenda della "deportazione" in Libia oltre 200 fratelli e sorelle immigrati, tra i quali 40 donne (3 incinte) e 3 bambini, interroga drammaticamente le nostre coscienze di credenti e di cittadini di un paese sempre più pervaso da "incursioni" razziste che violano i più elementari diritti umani. Quel che maggiormente preoccupa non sono soltanto le scelte inique di certa politica "becera" che sta progressivamente alterando gli equilibri del nostro vivere civile, quanto piuttosto il “silenzio” dei tanti, a cominciare da pezzi importanti della società civile, che non si mobilitano contro questa orribile deriva autoritaria. Non basta più semplicemente indignarsi, occorre agire, con gli strumenti della democrazia, per fermare i "nuovi barbari" che stanno riproponendo foschi scenari di intolleranza che mai più avremmo voluto vedere. Ci hanno inoltre profondamente colpito le parole dei marinai che accompagnavano questi disperati nei luoghi di provenienza. La "vergogna" di aver compiuto, loro malgrado, un atto ingiusto in conseguenza dell'adempimento ad un ordine ricevuto. Ad essi vorremmo ricordare che anni fa un sacerdote, tal don Lorenzo Milani, scrisse queste parole: "L'obbedienza non è più una virtù". Napoli, 9 maggio 2009 Comunità Cristiana di Base – Cassano Napoli
BARBARIE AL "FATEBENEFRATELLI" COMUNICATO STAMPA Esprimiamo indignazione e sconcerto per il gravissimo episodio avvenuto all’Ospedale “fatebenefratelli” di Napoli dove KANTE, una giovane immigrata, è stata denunciata dopo il parto, perché “clandestina”. E’ un atto vergognoso che offende il valore sacro della persona e la coscienza civile della nostra città, crocevia di popoli e di culture; ancora più inconcepibile perché accaduto in una struttura “cattolica” che dovrebbe contraddistinguersi operando nel rispetto dei più indifesi (a cominciare dagli immigrati), della loro dignità ed integrazione. Nell’esprimere piena solidarietà a kante ed al piccolo Abou, attendiamo che la chiesa napoletana condanni senza mezzi termini una vicenda emblematica della grave deriva morale nella quale sta sempre più scivolando il nostro Paese, alla quale non sono certo estranee le scelte politiche, in tema di sicurezza, operate dal governo. Napoli, 1 aprile 2009
Comunicato stampa della comunità cristiana di base del Cassano di Napoli Per la morte di Eluana Esprimiamo indignazione, rammarico e sconcerto nei confronti dell’uso strumentale, a fini politici, che si sta facendo del dramma umano di Eluana Englaro e della sua famiglia, alla quale va tutta la nostra umana e fraterna solidarietà nel pieno rispetto della sua dolorosa scelta. Auspichiamo che il “silenzio” prenda il posto di un ”clamore mediatico” suscitato ad arte e tendende ad alimentare nel nostro Paese un clima di scontro tra un’etica cattolica ed un’etica laica. Noi, cattolici di base, restiamo ancorati ai principi di tolleranza evangelica verso ogni cultura ed ogni personale convincimento purchè non lesivi dei più elementari diritti umani. In primo luogo certamente il diritto alla vita ma anche a quello ad una fine naturale della stessa, qualora ogni ulteriore prolungamento artificiale assumesse i connotati di un crudele ed insensato accanimento. Ci sembra, pertanto, che i continui pronunciamenti delle gerarchie vaticane sulla dolorosa vicenda di Eluana Englaro, così come il grave attacco perpetrato dal governo in carica al Presidente della Repubblica, più che la difesa di discutibili principi morali, svelino piuttosto l’ennesimo atto di ingerenza e di violazione dei valori fondanti della nostra costituzione, a cominciare da quello della separazione tra i poteri dello stato. Vogliamo solo segnalare come non altrettanta veemenza si è registrata nei confronti del cosiddetto “pacchetto sicurezza” che colpisce il diritto costituzionale alla salute degli immigrati “non regolarizzati”, un atto barbarico che offende l’essere uomini prima ancora di ogni status anagrafico, giuridico, civile, sociale, religioso e culturale. 7 febbraio 2009 La riabilitazione dei vescovi lefebvriani, ad opera di Benedetto XVI , a nostro avviso, rappresenta solo l’ultima e forse più eloquente manifestazione di volontà di azzeramento di ciò che resta in vita della grande e profetica stagione conciliare. Il gesto del papa , lungi dal favorire il già delicato dialogo interreligioso, in particolare con la comunità ebraica, riapre ferite mai del tutto rimarginate e che pesano ancora come un macigno su parte della storia del cattolicesimo, come il “colpevole silenzio” del vaticano, durante la guerra, sulla tragedia dell’olocausto. E’ forse una caso che, dopo la cancellazione della scomunica, siano riaffiorate dichiarazioni “deliranti”, che sembravano appartenere ad un doloroso passato, oramai morto e sepolto, come quelle “negazioniste” sulla Shoah rese dal vescovo lefebvriano Richard Williamson? Ci siamo interrogati sui motivi della sconcertante decisione vaticana, ma non abbiamo saputo trovare altra risposta se non quella della volontà di prediligere una chiesa verticistica, più che comunità dei credenti, una chiesa trionfante e di potere, più che espressione del popolo di Dio. Per questo riteniamo che con questo atto, emblematico sul versante simbolico, si sbarrano drasticamente le porte ad una chiesa dal volto profetico, quella che un tempo il Concilio giovanneo definiva attenta ai segni dei tempi. Una chiesa che si alimenta di una idea liberante da ogni forma di schiavitù materiale e immateriale; rispettosa della dignità umana e tollerante verso ogni credenza ed ogni cultura, laica e religiosa, così come concretamente testimoniato da Gesù nel messaggio lasciato a tutti gli “uomini di buona volontà”. Una chiesa, in definitiva, altra che si nutre di una fede consapevole, non ritualistica né tanto meno dottrinale, ma che acquista senso quando, schierandosi dalla parte degli ultimi, fa propria la loro “fame” e la loro “sete” di giustizia. Noi, cattolici di base, è a questa “utopia” che, nonostante tutto, ancora ci sentiamo di appartenere. La comunità cristiana di base del cassano –Napoli-
****** CONDIVIDERE LE SOFFERENZE E LE PREOCCUPAZIONI DEGLI "ULTIMI" LA CHIESA DI NAPOLI REAGISCA CON FORZA A QUESTE FORME DI INTOLLERANZA E DI RAZZISMO COMUNICATO STAMPA SULLE IMPRONTE DIGITALI AI BAMBINI ROM
PROPOSTE DI ALDO
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BRANI DEL VANGELO DI LUCA CHE SARANNO LETTI IN COMUNITA' negli incontri di lettura biblica ****** |
EUCARESTIA MEMORIALE DELL'ULTIMA CENA DI GESÙ -di Odette Mainville
LA RESURREZIONE DI GESU' di Alberto Maggi IL RISCATTODELL'UTOPIA - di Leonard Boff UN PAPA SENZA SPERANZA -di Raffaele Garofalo (prete, Pacentro ( AQ) AL CAFFE’ LETTERARIO TESTIMONI DI PACE E LIBERTA’ - di Giuseppe Finaldi dal sito www.fuoricentroscampia.it 06/01/2 Mi creda il Samaritano di Gerico era gay Lettera aperta di don Tonino Dell'Olio alla Binetti
APPROFONDIMENTI SUL TEMA DELLA POVERTA Brani commentati del Vangelo di Luca LUCA CAP 17 Il perdono è senza riserve. Perdono, servizio e guarigione di dieci lebbrosi. (Luca 17,1-19, a cura di Enzo Cortese) IL BUON SAMARITANO CAP. 10 commento di A. Maggi
LETTURA DEL CAPITOLO 9 DEL VANGELO DI LUCA - RIFLESSIONI A CURA DI ENZO CORTESE COMMENTO DI A. MAGGI AI BRANI LETTI
Cap. 7, 11 - 17 Resurrezione del figlio della madre vedova Cap. 7, 36 - 49 La meretrice Cap. 8, 43 - 48 L'emorroissa GESU' O MAMMONA QUALE RICCHEZZA SCEGLIERE - di A. Maggi Lc 16, 1-13 (il fattore imbroglione)Lc 16, 19-31 (il povero Lazzaro ed il ricco) IL POPOLO DEI POVERI di José Comblin CHI E' IL MIO PROSSIMO OGGI di Aldo Bifulco - Gennaro Sanges IL TRAVAGLIO DELLE CEB IN AMERICA LATINA UNA LEZIONE PARTICOLARE - di Leonard Boff ARTURO PAOLI PADRE PAOLI: QUANDO LAPACE NON FA NOTIZIA di Maurizio Chierici RIFLESSIONI SULLA RESURREZIONE Gesù risuscitato,prìmula" di partecipata risurrezione "A 40 ANNI DAL CONCILIO - GIOIA E SPERANZA IERI. E OGGI riflessioni della comunità del Cassano *vescovo Diocesano de Caçador-Stato di Santa Catarina, Brasile Sud Risurrezione e teologia della liberazione, COMUNICATO DI "NOI SIAMO CHIESA" SULL'INCONTRO ECUMENICO EUROPEO DI SIBIU IN ROMANIA SULLA RINUNCIA DEL PAPA DI PARLARE ALLA SAPIENZA |
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