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EUCARESTIA 23/11/2002
SPERARE……IN
UN MONDO DIVERSO
GIOIRE….PER UNA
REALTA’
NUOVA
CHE INSIEME A TANTI ALTRI E’ POSIBILE COSTRUIRE
PREMESSALa ricchezza emersa nei giorni scorsi dalle
giornate del Social Forum di Firenze e la consapevolezza di tante persone
di stare li a costruire una nuova realtà possibile apre il cuore alla
speranza… Qualcosa di veramente nuovo può nascere, dalla torre di babele orgogliosa della
globalizzazione selvaggia, possiamo giungere alla comprensione di una Nuova
Pentecoste…. tanti uomini piccoli, da tanti posti diversi con tanti linguaggi diversi possono comprendersi, possono camminare insieme Sperare, lottare, ma anche gioire “PERCHE’ UN MONDO DIVERSO E’
POSSIBILE”
Le forze in campo sembrano impari, quante volte ci siamo detti “che fare”. Da soli forse niente…. ma un esercito di formiche
può anche abbattere una quercia. I poteri forti sapranno scatenare tutto il loro
potenziale di dissuasione e di morte, prospettive allettanti, diffusione di
dubbi e paure sul futuro, repressione, guerre, pur di dimostrare che l’unica strada possibile è
quella della loro globalizzazone. E i pavidi cadono nella trappola, e la scritta
sulle serrande chiuse di Firenze “PERCHE’ VI SIETE CHIUSI FUORI ?”INTERROGA ANCHE NOI CHIAMATI AD UN NUOVO IMPEGNO PER
FAR CRESCERE SEMPRE PIU’ LA CONSAPEVOLEZZA
E LA SPERANZA. E quando tentano di riconfondere le nostre lingue e
riportare indietro la speranza è il momento di mettersi in cammino senza
esitare… CANTO E la mia strada che porta a Te
(tre volte) Per la mia strada, Signor, che porta a Te. E’ mio fratello che viene con me (3 v.) per la mia strada, Signor, che porta a Te. E’ mia sorella che viene con me (3 v.) per la mia strada, Signor, che porta a Te. E’ la mia gente che viene con me (3 v.) per la mia strada, Signor, che porta a Te. E’ tutto il mondo che viene con me (3 v.) per la mia strada, Signor, che porta a Te. E’ batti le mani e viene con me (3 v.) per la mia strada, Signor, che porta a Te. GENESI Capitolo 11 La torre di Babele 1 Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse
parole. 2 Emigrando dall’oriente gli uomini capitarono in una pianura
nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. 3 Si dissero l’un l’altro:
“Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco”. Il mattone servì
loro da pietra e il bitume da cemento. 4 Poi dissero: “Venite,
costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e
facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra”. 5 Ma il
Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano
costruendo. 6 Il Signore disse: “Ecco, essi sono un solo popolo e hanno
tutti una lingua sola; questo è l’inizio della loro opera e ora quanto
avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. 7 Scendiamo dunque
e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la
lingua dell’altro”. 8 Il Signore li disperse di là su tutta la terra
ed essi cessarono di costruire la città. 9 Per questo la si chiamò
Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là
il Signore li disperse su tutta la terra. Salmo
145 Inno
al Dio che soccorre di Aggeo e Zaccaria 1
Alleluia. Loda il Signore, anima mia: 2
loderò il Signore per tutta la mia vita, finché vivo canterò inni al mio Dio. 3
Non confidate nei potenti, in un uomo che non può salvare. 4
Esala lo spirito e ritorna alla terra; in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni. 5
Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe, chi spera nel Signore suo Dio, 6
creatore del cielo e della terra, del mare e di quanto contiene. Egli è fedele per sempre, 7
rende giustizia agli oppressi, dá il pane agli affamati. Il Signore libera i prigionieri, 8
il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto, il Signore ama i giusti, 9
il Signore protegge lo straniero, egli sostiene l’orfano e la vedova, ma sconvolge le vie degli empi. 10
Il Signore regna per sempre, il tuo Dio, o Sion, per ogni generazione. ATTI DEGLI
APOSTOLI Capitolo 2 La Pentecoste 1 Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si
trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 2 Venne all’improvviso dal
cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la
casa dove si trovavano. 3 Apparvero loro lingue come di fuoco che si
dividevano e si posarono su ciascuno di loro; 4 ed essi furono tutti pieni
di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito
dava loro il potere d’esprimersi. 5 Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di
ogni nazione che è sotto il cielo. 6 Venuto quel fragore, la folla si
radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria
lingua. 7 Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano:
“Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? 8 E com’è che li
sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? 9 Siamo Parti, Medi,
Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia,
del Ponto e dell’Asia, 10 della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e
delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, 11 Ebrei e
prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le
grandi opere di Dio”. 12 Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi
l’un l’altro: “Che significa questo? ”. 13 Altri invece li
deridevano e dicevano: “Si sono ubriacati di mosto”. DALL’APOCALISSE Capitolo 21 4.
LA GERUSALEMME FUTURA 1
Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di
prima erano scomparsi e il mare non c’era più. 2 Vidi anche la città
santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una
sposa adorna per il suo sposo. 3 Udii allora una voce potente che usciva
dal trono: “Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il “Dio-con-loro”. 4
E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate”. 5 E Colui che sedeva sul
trono disse: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose”; e soggiunse:
“Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci. 6
Ecco sono compiute! Io sono l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine. A colui che
ha sete darò gratuitamente acqua della fonte della vita. 7
Chi sarà vittorioso erediterà questi beni; io sarò il suo Dio ed egli sarà mio figlio. 8 Ma per i vili e
gl’increduli, gli abietti e gli omicidi, gl’immorali, i fattucchieri,
gli idolàtri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di
fuoco e di zolfo. È questa la seconda morte”. BREVI RIFLESSIONI….. Riflessioni di ENZO MAZZI Un mondo diverso ha bisogno di religioni diverse.
Religioni diverse non solo nella forma
o nelle parole ma nella sostanza. Diverse perché capaci di diversa
fedeltà al loro codice genetico operativo…. L’Eucaristia, come viene concepita e vissuta, è
la codificazione del legame inscindibile
fra peccato e sacrificio è il sanzionamento della perennità della
violenza nel mondo. Nel Vangelo non sembra che sia così. Tradotto in termini
espliciti, e quindi riduttivi, il messaggio che emana dalla simbologia
evangelica dell’ultima cena potrebbe
essere questo: la via della salvezza non passa attraverso il sacrificio
rituale, che è solo consolatorio, anzi è un imbroglio mascherato di
sacro (il Tempio ridotto a spelonca di ladri). La via della salvezza sta
nella condivisione degli elementi offerti dalla natura e dal lavoro
dell’uomo, essenziali alla vita, simboleggiati dal pane e dal vino. E il
sacrificio ? E’ scomparso? No, non è affatto scomparso. E’ anzi
inserito, con un significato però rovesciato, come elemento essenziale
nella profondità del significato di condivisione. La condivisione eucaristica del pane e del vino non è
una qualsiasi spartizione contrattuale: io do una cosa a te e tu dai una
cosa a me. L’eucaristia è una condivisione esistenziale che non è mai
appagata dai livelli di giustizia raggiunti storicamente dalle spartizioni
contrattuali….Condividere il pane e il vino è salvifico, produce
salvezza, perché è condividere corpo e sangue, è condividere la
vita….Il cristianesimo-potere ha rovesciato il senso di questa
simbologia insita nell’ultima cena. E’ stata sancita la
transustanziazione. Il pane eucaristico non è più condivisione
non è più pane ma è il corpo di Cristo. Il pane è annullato per
rendere perenne la necessità del sacrificio. Il pane e il corpo sono
stati di nuovo contrapposti. La vita, la natura e il sacro sono stati di
nuovo separati. E all’ansia di giustizia è stata tolta una parte dell’anima, E l’eucaristia è
stata devitalizzata. E al posto della giustizia e de diritto si è
insediata la “Carità cristiana”. PREGHIERA EUCARISTICA Nella costruzione di un mondo nuovo le religioni hanno un ruolo fondamentale Esse hanno nel loro profondo codice genetico un potente fattore di tolleranza, ma purtroppo gli assetti ideologici ed istituzionali ne hanno spesso fatto la fonte di integralismi di intolleranza e di violenza. Dobbiamo lavorare,
Signore, per liberarci e liberare, sanarci e sanare, lavorare non solo nelle regioni della consapevolezza, ma anche oltre i limiti del sogno, ai confini dei grandi silenzi. Silenzi nostri, ma soprattutto della gente umile, della gente da sempre repressa, da sempre inginocchiata a chiedere salvezza dall’onnipotenza, incapace persino di sognare, ai confini del silenzio di donne e uomini dove l’inconscio si apre all’ignoto. Ai confini di quel silenzio che in noi, come in un utero pregno, cova nascite di mondi nuovi. Ai confini di quel silenzio che dotti e maestri e sacri pastori ignorano per cieca fiducia nella loro
rumorosa, onnipotente razionalità necrofila, “verità vera”, razionalità senza mistero. E ora di fronte al pane della condivisione, frutto del lavoro dell’uomo, ricordando la sera della
tua cena vogliamo sperare e gioire per la nascita di una realtà nuova mangiate tutti questo pane, bevete tutti questo vino che
sono il mio corpo donato per la liberazione di tutti gli uomini e questi segni alimentino in noi speranze di pace speranze in un mondo diverso e possibile.
Scambiamoci un segno di pace. Mentre il pane viene spezzato cantiamo insieme COME SOFFIO LEGGERO Come soffio leggero la Parola
si dona come vasi d’argilla il Suo amore ci
forma. La Parola che udiamo è un segreto
prezioso, è spiraglio di un giorno che sarà
luminoso Come soffio…. E’ Parola di vita che percorre il
creato, è quel seme fecondo che il raccolto ha
donato. Come soffio…. La Parola è spartita come il pane
spezzato, è cammino di vita, è passaggio
segreto.
Come soffio….
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