sulle orme di Francesco d'Assisi,
dalla parte
degli ultimi
Eucarestia
– maggio 2002 Documento
musicale
A.
Branduardi – Il Cantico delle Creature
Introduzione L'incontro con Francesco produce una crisi molto
profonda e salutare. La sua figura avvolge i lettori in un circolo
luminoso nel quale scopriamo la nostra mediocrità e la nostra lentezza
nel rispondere agli appelli che ci vengono dalle verità più profonde del
cuore e del vangelo. Egli regolò la sua vita partendo sempre
dall'utopia e la mantenne viva come brace contro le ceneri del quotidiano
e il buon senso della storia. (…) Francesco costituisce anche un appello di
incredibile importanza per la nostra situazione attuale. Viviamo in un
mondo di cose; tutto è reso oggetto di scambio, di interesse, di mercato,
di falsificazione, di mascheramento, di feticizzazione. Le cose stanno
perdendo sempre più il loro uso umano, immediato e semplice per
soddisfare le oggettive necessità alle quali venire incontro
collettivamente. (dal
Leonardo Boff – Francesco d'Assisi, un'alternativa umana e cristiana -
1982) LETTURE Saluto alle Virtù (dalle
fonti francescane)
Ave, regina sapienza,
Non c'è
assolutamente uomo nel mondo intero,
La santa
sapienza
La santa
povertà La santa
umiltà La santa
carità La santa
obbedienza E saluto
voi tutte, sante virtù, Due
discepoli chiedono i primi posti (Mt
20,20-28) Allora la
moglie di Zebedèo, insieme con i suoi due figli, si avvicinò Gesù e si gettò ai suoi piedi per chiedergli qualcosa. Gesù
disse: «Che cosa vuoi?». E la donna:
«Promettimi che questi miei figli saranno uno alla tua destra e uno alla
tua sinistra quando tu sarai re». Gesù
rispose: «Voi non sapete quello che chiedete! Siete pronti a bere quel
calice di dolore che berrò io tra poco?». I due
fratelli risposero: «Siamo pronti!». E Gesù: «Sì,
certamente anche voi berrete il mio calice. Ma non posso promettere chi
sarà seduto alla mia destra e alla mia sinistra. Questi posti sono per
quelli ai quali il Padre mio li ha preparati». Gli altri
discepoli avevano udito tutto e si arrabbiarono con i due fratelli. Ma Gesù li
chiamò attorno a sé e disse: «Voi sapete che i capi dei popoli
comandano come duri padroni; le persone potenti fanno sentire con la forza
il peso della loro autorità. Ma tra di voi non dovrà essere così! Anzi, se
uno tra di voi vorrà essere grande, si faccia servitore degli altri. Se uno
vuole essere il primo, si faccia schiavo degli altri. Perché
anche il Figlio dell'uomo è venuto non per farsi servire, ma per servire
e per dare la sua vita come riscatto per la liberazione degli uomini». MOMENTO
PER BREVI RIFLESSIONI Documento
musicale A. Branduardi – Audite poverelle
Audite poverelle, dal Signore
vocate ke de multe parte et provincie
sete adunate. Audite poverelle, dal Signore
vocate vivate sempre en veritate ke in obedientia moriate. Non guardate a la vita fora quella dello spirito è
migliora ve prego per grande amore ke in povertà viviate. Quelle ke son d'infermità
gravate e l’altre ke son fatigate ciascuna lo sostenga in pace, e serà in celo coronata. PREGHIERA
EUCARISTICA Preghiera Semplice (dalle
fonti francescane) Signore, fa di me uno strumento della Tua
Pace: Dove è odio, fa ch’io porti
l’Amore, Dove è offesa, ch’io porti
il Perdono, Dove è discordia, ch’io
porti l’Unione, Dove è dubbio, ch’io porti
la Fede, Dove è errore, ch’io porti
la Verità, Dove è disperazione, ch’io
porti la Speranza, Dove è tristezza, ch’io
porti la Gioia, Dove sono le tenebre, ch’io
porti la Luce. Maestro, fa che io non cerchi
tanto Ad esser consolato, quanto a
consolare; Ad essere compreso, quanto a
comprendere; Ad essere amato, quanto ad
amare. Poiché, così è: Dando, che si riceve; Perdonando, che si è
perdonati; Morendo, che si risuscita a
Vita Eterna. …
(contributi personali) …. Tutti:
Signore, le parole, ma ancor di più la vita e le opere
del poverello d'Assisi, ci ridanno vigore e speranza per il futuro. Ed è con questo animo che stasera noi vogliamo
testimoniare la perenne memoria di quanto Gesù fece durante la cena
pasquale allorquando, con i suoi amici, prese del pane, rese grazie, lo
spezzò e lo distribuì dicendo: “Prendete e mangiatene
tutti, questo è il mio corpo che è
dato per voi” Poi prese il calice del vino,
lo diede ai suoi discepoli e disse: “Prendete e bevetene tutti, questo
è il calice del mio sangue, offerto per tutti gli uomini. Con questo sangue Dio
conferma la sua alleanza“. Ed ora, ascolta,
o Padre, la preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato e che Francesco tanto amava PADRE
NOSTRO La
pace sia con noi, tra noi, tra tutti gli uomini. Scambiamoci
un segno di conciliazione. Facciamo
eucarestia La
colletta è per ……………... Canto:
Insieme Francesco nutriva grande venerazione e affetto per il segno del TAU. Lo raccomandava spesso nel parlare e lo scriveva di propria mano sotto le lettere che inviava. Il TAU è l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico. Esso venne adoperato con valore simbolico sin dall’Antico Testamento, per indicare la salvezza e l’amore di Dio per gli uomini. Se ne parla nel Libro del Profeta Ezechiele, quando Dio manda il suo angelo ad imprimere sulla fronte dei servi di Dio questo seguo di salvezza: “Il Signore disse: passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme e segna un TAU sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono” Il TAU è perciò segno di redenzione. E’ segno esteriore di quella novità di vita cristiana, interiormente segnata dal sigillo dello Spirito Santo, dato a noi in dono il giorno del Battesimo. Il TAU fu adottato prestissimo dai cristiani. Tale segno lo troviamo già nelle Catacombe di Roma, perché la sua forma ricordava ad essi la Croce, sulla quale Cristo s’immolò per la salvezza del Mondo. S. Francesco d’Assisi, proprio per la somiglianza che il Tau ha con la Croce, ebbe carissimo questo segno, tanto che esso occupò un posto rilevante nella sua vita e nei suoi gesti.
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