EUCARESTIA DEL 27/4/2002

 

…..è tempo

 di

 spezzare il

  pane….

 

 

INTRODUZIONE

E’ troppo tempo che non ci fermiamo a

riflettere

sul senso di questo nostro gesto;

sul senso da dare al nostro

“spezzare il pane”.

Corriamo il rischio di rendere rito asettico

un gesto che con tanto amore prepariamo.

E’ importante fermarci un momento

So bene che “tanti sensi” assume in ciascuno di noi.

Una cosa però è certa

Tutti spezziamo lo stesso pane

Tutti beviamo lo stesso vino.

§        Segno di convialità

§        Segno di fraternità

§        Segno di condivisione

§        Segno di globalizzazione della solidarietà…….

E il gesto si compie……scivola fra noi,

a volte lasciando emozioni,

a volte il vuoto

a volte……

fate questo in memoria di me”.

 

dagli Atti degli Apostoli

 La prima comunità cristiana

42 Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. 43 Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. 44 Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; 45 chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. 46 Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, 47 lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. 48 Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

Lettera ai Corinzi 11, 17-22

Il “pasto del Signore”

17 E mentre vi do queste istruzioni, non posso lodarvi per il fatto che le vostre riunioni non si svolgono per il meglio, ma per il peggio. 18 Innanzi tutto sento dire che, quando vi radunate in assemblea, vi sono divisioni tra voi, e in parte lo credo. 19 È necessario infatti che avvengano divisioni tra voi, perché si manifestino quelli che sono i veri credenti in mezzo a voi. 20 Quando dunque vi radunate insieme, il vostro non è più un mangiare la cena del Signore. 21 Ciascuno infatti, quando partecipa alla cena, prende prima il proprio pasto e così uno ha fame, l’altro è ubriaco. 22 Non avete forse le vostre case per mangiare e per bere? O volete gettare il disprezzo sulla chiesa di Dio e far vergognare chi non ha niente? Che devo dirvi? Lodarvi? In questo non vi lodo!

Il rimprovero di Paolo ci interroga rispetto ad una comunità più grande di quella che realmente siede alla nostra mensa, ma che bussa alla nostra porta e siede alla mensa più grande che è quella delle risorse disponibili…

 

….Non c’è sicurezza se non nella giustizia che porterà frutti di pace…..quello che chiedo è la messa in discussione di un’appartheid economica che consente al 20% del mondo di vivere da nababbi consumando l’80% delle risorse di questo mondo, lasciando l’80% del mondo a vivere sulla soglia della povertà e per un miliardo e mezzo di persone nella misera assoluta…Questo è terrorismo come quello che ha colpito New York e Washington…. E’ la legge di mercato il nuovo Dio. Questa è davvero una delle grandi lebbre che fa sì che così tanta gente venga sacrificata al Moloch del danaro….La nostra è una politica lebbrosa che si è venduta e prostituita come il re della terra alla bestia, così fa la politica oggi. C’è una lebbra militare che è spaventosa: riusciamo a spendere 900 miliardi di dollari all’anno in armi, mentre basterebbero, ci dice la Banca Mondiale, 13 miliardi di dollari all’anno per debellare per un anno  la fame e i problemi legati alla sanità. Gli Stati Uniti stanno rinnovando l’armamento atomico per 60 miliardi di dollari, si stanno proiettando verso lo scudo spaziale con Bush. Questa è la ragione vera del nostro disastro e del nostro terrorismo. Ecco quello che io chiamo lebbra…Abbiamo bisogno di una civiltà dell’amore.

Abbiamo bisogno d sfondare non con le armi, le abbiamo rifiutate radicalmente, ma attraverso l’azione non violenta. Abbiamo bisogno di unirci attraversi fili lillipuziani, per costruire un altro mondo, un mondo diverso da quello che abbiamo tra le mani.  Non perdetevi d’animo: l’impotenza è il nostro maggiore peccato. Ognuno di noi è una bomba atomica in positivo: usatela per bene e vedrete davvero sorgere un mondo nuovo grazie a voi.

(Alex Zanotelli)

L’età ecozoica rappresenta il culmine dell’età umana della globalizzazione. La caratteristica di base risiede nel nuovo accordo di rispetto, venerazione e mutua collaborazione tra la Terra e l’Umanità. E’ l’età dell’ecologia integrale, da cui il nome ecozoica. Prendiamo sempre più coscienza del fatto di essere un istante del processo di miliardi e miliardi di anni. Ci troviamo ora in una tela di relazioni vitali di cui siamo corresponsabili. Dopo aver operato tanti interventi nei ritmi della natura, senza curarci delle loro conseguenze dannose, ci rendiamo conto che la rivoluzione consiste ora nel preservare più che possiamo l’eredità della natura  e nell’usarla in maniera responsabile…..Trasformare questa coscienza in uno stato permanente, senza bisogno di pensare, significa vivere già nell’età ecozoica. La Carta della Terra, pensata per avere lo stesso valore della Carta dei Diritti Umani, viene informata dalla visione ecozoica. Nella sua introduzione dice: “ L’umanità è parte di un vasto universo in evoluzione. La Terra, il nostro focolare, è viva con una comunità di vita unica….Lo spirito di solidarietà umana e di parentela con tutta la vita  è rafforzato quando viviamo con riverenza il mistero dell’esistenza, con gratitudine  per il presente e con umiltà nel considerare il luogo che occupa l’essere umano nella natura….La scelta è nostra: formare un’alleanza globale per prenderci cura della Terra e per prenderci cura gli uni degli altri, o rischiare la nostra distruzione  e quella della diversità della vita”.  Questi cambiamenti, nonostante gli ostacoli creati dall’era tirannosaurica, stanno penetrando nella coscienza collettiva e irradiandosi su tutto il corso della società.

La realizzazione della globalizzazione umana ed ecozoica rappresenterà la fine dell’esilio. Tutte le tribù della Terra  a partire da ora si incontreranno nel seno della grande generosa Madre Terra. Alla fine….

(Leonard Boff)

brevissimi pensieri

CANTO – “Dona, dona generosamente …

PREGHIERA

Signore stasera vogliamo sentire la forza dirompente del

“Pane spezzato”

Signore vogliamo sentire l’amore del nostro stare insieme

Il nostro volerci bene tra fratelli e sorelle.

 

Vogliamo sentirci vicini a quanti lottano per liberarsi dalla fame,

dalla guerra, dalle malattie,

E da ogni forma di oppressione.

Sentiamo l’angoscia

Quando si ammazzano i bambini e le bambine in molti modi:

fisicamente

affamandoli e denutrendoli spiritualmente,

imprigionando la loro energia vitale,

la loro forza,

la loro potenza creativa.

 

Vogliamo stasera sentire la passione

Contro le ingiustizie e gli inganni.

Vogliamo far crescere in noi

L’allegria,

la felicità,

la speranza,

l’amore,

la passione,

la pace e la liberazione

perché elevano la vita umana

senza schiacciare nessuno.

 

Vogliamo trasformare

La paura in fiducia

La svogliatezza in forza di decisione

La tristezza in affetto

L’odio in tenerezza

L’angoscia in apertura e attenzione

Per gli ultimi e gli emarginati

 

Vogliamo far nascere tutti quei sentimenti

Che ci permettono di camminare verso

La solidarietà

La giustizia

La fraternità.

 

Vogliamo sentirci Umanità,

Vogliamo sentirci Universo

Vogliamo sentirci una sola cosa con la Terra

Questo è il nostro vero corpo

 

E’ per questo che un adulto umano

Ha cura di se stesso, degli altri, del suo ambiente.

Siamo legati tutti in uno stesso destino

Quello che noi oggi, ora possiamo decidere.

 

Ed è per tutto ciò che stasera, insieme vogliamo “spezzare il pane” ricordando quanto tu facesti con i tuoi  discepoli. Eri a tavola con loro e li invitasti a condividere con te il cammino futuro dicendo “Prendete e mangiatene tutti questo è il mio corpo che è dato per voi. Fate questo in memoria di me.” Poi dopo aver cenato prendesti un calice e dicesti: “Questo calice è la nuova alleanza che Dio stabilisce per mezzo del mio sangue. Tutte le volte che ne berrete, fatelo in memoria di me”.

Che questi segni di memoria antica diventino per noi nuovi stimoli per individuare i modi nuovi per spezzare il pane dell’amore, della fratellanza, che il pane spezzato diventi   il segno per un globale impegno per la Terra nostro focolare dove tutte le tribù degli uomini possano vivere nella  giustizia che genera pace.

Ora scambiamoci un abbraccio di pace e

 CIASCUNO SPEZZI IL PANE PER IL SUO  “VICINO”.

Cantiamo – La strada