Comunità
Cristiana di Base del Cassano
Napoli
La
Pace preventiva di papa Giovanni XXIII
a
40 anni dall’enciclica Pacem in terris.
Eucarestia
– ottobre 2003
bellum…alienum
est a ratione
Canto:
Evenu shalom
LETTURE
Dalla
Pacem in terris
enciclica
sulla pace fra tutte le genti fondata sulla verità, la
giustizia, l’amore, la libertà ... ai fedeli di tutto il mondo, come
pure
a tutti gli uomini di buona volontà. (11 aprile 1963)
Parte
I. L’ordine fra gli esseri umani.
9.
… ogni essere umano è persona cioè una natura dotata di intelligenza
e di volontà libera; e quindi è soggetto di diritti e di doveri che
scaturiscono immediatamente e simultaneamente dalla sua stessa
natura: diritti e doveri che sono perciò universali, inviolabili,
inalienabili
35.
La convivenza fra gli esseri umani è quindi ordinata, feconda e
rispondente alla loro dignità di persone, quando si fonda sulla verità
…secondo giustizia … vivificata e integrata dall’amore … attuata
nella
libertà …
Parte
III. Rapporti fra comunità politiche.
Soggetti
di diritti e di doveri
80.
… le comunità politiche, le une rispetto alle altre, sono soggetti di
diritti e di doveri; per cui anche i loro rapporti vanno regolati nella
verità,
nella giustizia, nella solidarietà operante, nella libertà. La stessa
legge
morale, che regola i rapporti fra i singoli esseri umani, regola pure i
rapporti tra le rispettive comunità politiche.
Nella
verità
86.
I rapporti fra le comunità politiche vanno regolati nella verità. La
quale esige anzitutto che da quei rapporti venga eliminata ogni traccia di
razzismo; e venga quindi riconosciuto il principio che tutte le comunità
politiche sono uguali per dignità di natura; per cui ognuna di esse ha il
diritto all’esistenza, al proprio sviluppo, ai mezzi idonei per
attuarlo, ad
essere la prima responsabile nell’attuazione del medesimo;
89.
Non ci sono esseri umani superiori per natura ed esseri umani
inferiori per natura; ma tutti gli esseri umani sono uguali per dignità
naturale. Di conseguenza non ci sono neppure comunità politiche
superiori per natura e comunità politiche inferiori per natura: tutte le
comunità politiche sono uguali per dignità naturale, essendo esse dei
corpi le cui membra sono gli stessi esseri umani.
Secondo
giustizia
91.
I rapporti fra le comunità politiche vanno inoltre regolati secondo
giustizia: il che comporta, oltre che il riconoscimento dei vicendevoli
diritti, l’adempimento dei rispettivi doveri.
92.
Le comunità politiche hanno il diritto all’esistenza, al proprio
sviluppo, ai mezzi idonei per attuarlo: ad essere le prime artefici
nell’attuazione del medesimo; ed hanno pure il diritto alla buona
reputazione e ai debiti onori: di conseguenza e simultaneamente le stesse
comunità politiche hanno pure il dovere di rispettare ognuno di quei
diritti; e di evitare quindi le azioni che ne costituiscono una
violazione.
Come nei rapporti tra i singoli esseri umani, agli uni non è lecito
perseguire i propri interessi a danno degli altri, così nei rapporti fra
le
comunità politiche, alle une non è lecito sviluppare se stesse
comprimendo od opprimendo le altre.
Solidarietà
operante
98.
I rapporti tra le comunità politiche vanno regolati nella verità e
secondo giustizia; ma quei rapporti vanno pure vivificati dall’operante
solidarietà attraverso le mille forme di collaborazione economica,
sociale,
politica, culturale, sanitaria, sportiva: forme possibili e feconde nella
presente epoca storica.
Nella
libertà
120.
I rapporti tra le comunità politiche vanno regolati nella libertà. Il
che
significa che nessuna di esse ha il diritto di esercitare un’azione
oppressiva sulle altre o di indebita ingerenza. Tutte invece devono
proporsi di contribuire perché in ognuna sia sviluppato il senso di
responsabilità, lo spirito di iniziativa, e l’impegno ad essere la
prima
protagonista nel realizzare la propria ascesa in tutti i campi.
125.
Pertanto le comunità politiche economicamente sviluppate, nel
prestare la loro multiforme opera, sono tenute al riconoscimento e al
rispetto dei valori morali e delle peculiarità etniche proprie delle
comunità in fase di sviluppo economico; come pure ad agire senza
propositi di predominio politico;
Parte
IV. Rapporti degli esseri umani e delle comunità
politiche con la
comunità
mondiale.
Interdipendenza
tra le comunità politiche
137.
Il bene comune universale pone ora problemi a dimensioni mondiali
che non possono essere adeguatamente affrontati e risolti che ad opera di
poteri pubblici aventi ampiezza, strutture e mezzi delle stesse
proporzioni; di poteri pubblici cioè, che siano in grado di operare in
modo
efficiente su piano mondiale. Lo stesso ordine morale quindi domanda
che tali poteri vengano istituiti.
Il
principio di sussidiarietà
140.
Come i rapporti tra individui, famiglie, corpi intermedi, e i poteri
pubblici delle rispettive comunità politiche, nell’interno delle
medesime,
vanno regolati secondo il principio di sussidiarietà, così nella luce
dello
stesso principio vanno regolati pure i rapporti fra i poteri pubblici
delle
singole comunità politiche e i poteri pubblici della comunità mondiale.
Ciò significa che i poteri pubblici della comunità mondiale devono
affrontare e risolvere i problemi a contenuto economico, sociale,
politico,
culturale che pone il bene comune universale;
Parte
V. Richiami pastorali
163.
A tutti gli uomini di buona volontà spetta un compito immenso: il
compito di ricomporre i rapporti della convivenza nella verità, nella
giustizia, nell’amore, nella libertà: i rapporti della convivenza tra i
singoli esseri umani; fra i cittadini e le rispettive comunità politiche;
fra le stesse
comunità politiche; fra individui, famiglie, corpi intermedi e comunità
politiche da una parte e dall’altra la comunità mondiale. Compito
nobilissimo quale è quello di attuare la vera pace nell’ordine
stabilito da
Dio.
Dalla
lettera di Paolo ai cristiani di Efeso 2, 14-19
Infatti
Cristo è la nostra pace:
egli ha fatto diventare un unico popolo i pagani e gli ebrei;
egli ha demolito quel muro che li separava e li rendeva nemici.
Infatti, sacrificando se stesso,
ha abolito la legge giudaica con tutti i regolamenti e le proibizioni.
Così, ha creato un popolo nuovo, e ha portato la pace fra loro;
per mezzo della sua morte in croce li ha uniti in un solo corpo,
e li ha messi in pace con Dio.
Sulla croce, sacrificando se stesso, egli ha distrutto ciò che li
separava.
Come dice la Bibbia:
Egli è venuto ad annunziare il messaggio di pace:
pace a voi che eravate lontani e pace a quelli che erano vicini.Per mezzo
di Gesù Cristo noi tutti, ebrei e pagani, possiamo presentarci a
Dio Padre, uniti dallo stesso Spirito Santo.
Di conseguenza, ora voi non siete più stranieri, né ospiti.
Anche voi, insieme con gli altri,
appartenete al popolo e alla famiglia di Dio.
BREVI
RIFLESSIONI
Canto:
Come soffio leggero
PREGHIERA
EUCARISTICA
Signore,
papa Giovanni nella sua storica enciclica ci ricordava, 40
anni fa, quelli che chiamò “segni dei tempi”.
Grandi e piccoli segnali che lasciavano spazio alla
speranza nel cammino umano del suo tempo: le lotte
delle classi lavoratrici, l’ingresso delle donne nella vita
pubblica, l’uscita dei popoli del sud del mondo dal
colonialismo …
Segni
dei tempi
67.
Si diffonde sempre più tra gli esseri umani la persuasione che le
eventuali controversie tra i popoli non debbono essere risolte con il
ricorso alle armi; ma invece attraverso il negoziato.
127.
Nella nostra epoca, che si gloria della forza atomica, è contrario alla
stessa ragione considerare la guerra come strumento adeguato per
rivendicare i diritti violati. (… alienum est a ratione, bellum…)1
129.
È lecito tuttavia sperare che gli uomini, incontrandosi e negoziando,
abbiano a scoprire meglio i vincoli che li legano, provenienti dalla loro
comune umanità e abbiano pure a scoprire che una fra le più profonde
esigenze della loro comune umanità è che tra essi e tra i rispettivi
popoli
regni non il timore, ma l’amore: il quale tende ad esprimersi nella
collaborazione leale, multiforme, apportatrice di molti beni.
Aiutaci, Signore, a riconoscere anche oggi i nostri “segni
dei tempi”, piccoli e grandi frammenti di speranza:
…
(contributi personali) ….
Tutti:
E’
con questo animo che stasera noi vogliamo testimoniare la nostra
appartenenza alla universale famiglia umana, nella perenne
memoria di quanto Gesù fece durante la cena pasquale allorquando,
con i suoi amici,
prese del pane,
rese grazie, lo spezzò e lo distribuì dicendo:
1
La traduzione ufficiale italiano del testo latino è in realtà una
versione più edulcorata:
…
per cui riesce quasi impossibile pensare che nell’era atomica la guerra
possa essere
utilizzata come strumento di giustizia. “Prendete e mangiatene tutti,
questo è il mio corpo che è dato per voi”
Poi
prese il calice del vino,
lo diede ai suoi discepoli e disse:
“Prendete e bevetene tutti, questo è il calice del mio
sangue, offerto per tutti gli uomini.
Con questo sangue Dio conferma la sua alleanza“.
Ed ora, ascolta, o Padre, la preghiera che Gesù stesso,
principe della pace, ci ha insegnato
PADRE
NOSTRO
Scambiamoci
un segno di fraternità.
Facciamo eucarestia
Dal
Vangelo di Giovanni 14, 25-28
Vi ho detto queste cose mentre sono con voi.
Ma il Padre vi manderà nel mio nome un avvocato: lo Spirito Santo.
Egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che ho detto.
Vi lascio la pace, vi dò la mia pace.
La pace che io vi do, non è come quella del mondo:
non vi preoccupate, non abbiate paura.
Canto:
Insieme