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«Parroci, niente compromessi coi politici»
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Lettera
di Sepe ai preti di Scampia:
NAPOLI - Il monito è rivolto ai preti e ai superiori delle case religiose: «Non scendete a compromessi, né con la malavita, né con la politica». E ancora: «Evitate ogni compromesso, non solo verso il potere malavitoso, ma anche verso quei poteri «finanche politici o economici che sono oggi un suadente richiamo a una pastorale a buon mercato». Dal cardinale Sepe parole nette e anche inedite che sono diventate lettera inviata ai parroci di frontiera, quelli di Scampia, ma che valgono per tutti i preti di Napoli. Niente compromessi con i clan, ma nemmeno (ed è questa la svolta) con la politica. Il cardinale Sepe affida alle pagine del settimanale della Diocesi, Nuova Stagione, la lettera indirizzata a preti, religiosi e laici.
Scrive infatti Sepe: «Scampia è terra di frontiera, lo è per le famiglie, che combattono quotidianamente la loro battaglia per la sopravvivenza, per i giovani, derubati della speranza; per i bambini, violati nella loro innocenza, dalla violenza come criterio di sopravvivenza». Ed è terra di frontiera anche per la Chiesa, «chiamata a presentare la sua immagine più bella, davanti all’uomo deformato dallo strapotere del denaro e dalla logica di sopraffazione». C’è bisogno a Scampia di un nuovo modello di Chiesa, perché qui «impostazioni pastorali tradizionali rischiano di divenire l’occasione per la crescita del protagonismo, che vi espone, indifesi, alla logica fagocitante delle strutture mediatiche».
La prima rinunciare: «In una realtà in cui spesso il potere si esercita a danno del prossimo e delle nostre comunità — dice Sepe - è importante rinunciare ai compromessi. Non parlo solo del potere malavitoso — precisa — ma anche politico ed economico, che sono oggi un suadente richiamo ad una pastorale a buon mercato». In secondo luogo, bisogna denunciare tutte le situazioni di povertà ed emarginazione: «Occorre rendere più incisiva la nostra presenza accanto ai poveri, perché essi ci sentano dalla loro parte».
Infine, annunciare: «Portare a tutti la forza del Vangelo di
Cristo con la chiarezza e la semplicità di un autentico messaggio
cristiano di liberazione, da non identificare con un’azione puramente
sociale». Infine il porporato invita a rendere noti alla Curia «i progetti finanziati già esistenti a responsabilità di realtà ecclesiali o a titolo personale di preti o consacrati, affinché, per quanto già in corso, si proceda a esaurimento». Una richiesta forte, che certo non lascia dubbi di interpretazione. Trasparenza a tutti i livelli, anche in parrocchia. Elena Scarici Il Corriere del Mezzogiorno 12/03/2010
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