|
|
ALDO CI RIFERISCE SUL COLLEGAMENTO DI ROMA 16/17 GENN. 2010
|
|
Collegamento CdB Tralascio tutta la discussione relativa alla gestione del collegamento, alla data e alla sede del prossimo Incontro Nazionale e mi soffermo sugli interventi relativi ai contenuti che, nell’ultimo incontro di comunità, sono stati sacrificati. Paolo di Verona:Questo è un momento storico che “essere presenti” per trasmettere speranza è fondamentale. Di qui la necessità di fare l’Incontro nazionale entro il 2010. Chi è oppresso è sempre più oppresso. La gerarchia spinge all’ateismo. Fare iniziative in rete che parlino di questa speranza. Mettere insieme questi pezzi è una risposta anche all’assenza di democrazia e rappresentano spazi di partecipazione. Il ruolo della donna e dei giovani è la chiave del cambiamento. Nel prossimo Convegno donne, giovani e marginalità devono avere la centralità. Gabriella di Roma: Invita a leggere l’ultimo libro di Elisabeth Green “Le lettere di Paolo” Lorenzo di Milano: Quali speranze ci offre il Vangelo in questo tempo difficile? Mario di Livorno:Un Convegno inclusivo e non esclusivo. Memo di Pinerolo: La terra ci è data in prestito dai nostri figli. Enzo Mazzi (tramite comunicato): Il problema dei diritti umani nella chiesa e della democrazia è più che mai attuale. Dal dominio del sacro alla cultura della fragilità. Stefano Toppi di S.Paolo: Facendo riferimento a G.13,35…da questo vi riconosceranno: grazia e maledizione. Oregina (tramite comunicato):Le alternative non si conciliano con le proposte della Chiesa cattolica di oggi. Possibili sentieri per andare “oltre”. Paolo: Dio si incarna nello sfruttamento, nella marginalità…spiritualità. Nel disastro mondiale vengono trascurate le speranze dei poveri. Bisogno dell’incarnazione; da essa la forza della resurrezione. Come avviene e come si manifesta questa “spiritualità”? Il Convegno dev’essere comprensibile a tutti…agli emarginati ed ai marginali. Attenzione al linguaggio. Testimoniarci e testimoniare fuori da noi. Alberto di Gorizia: Le donne incinte di Haiti…mi fanno venire in mente il Vangelo. Più che la storia delle Cdb dobbiamo riflettere sull’Oggi di Dio…c’è bisogno di concretezza. Antonio Guagliuni: Qual è il ruolo delle Cdb oggi? Andare oltre, va bene….ma con chi, verso che cosa. “Quale Cristianesimo nella realtà attuale”. Per me il Concilio rimane un punto di partenza importante. Attenzione al mondo giovanile… Giuseppe dell’Isolotto: Bisogna evitare un convegno per guardare il nostro “ombelico”, ma occorre dire qualcosa alla società del nostro tempo. Giona…… Dio non può legarsi ad un popolo e basta. Il tema dell’immigrazione, del meticciato. Nella nostra società tanti frammenti che rimangono frammenti….occorre un nuovo progetto sociale. Marcello Vigli: Mantenere lo schema del “conversando con “ e “dialogando con”. Coinvolgere nel nostro Convegno altre realtà come Le Piagge. Non possiamo pensare di tutto e per sempre. Non dobbiamo moltiplicare i laboratori. Marco Politi è passato al “Fatto”, quindi è contattabile più facilmente. Tonino Cau: Se vogliamo rivolgerci a gente comune non dobbiamo parlare difficile. I “marginali” hanno bisogno di “spiritualità” e “speranza”. Non abbiamo rispettato il creato…sfruttando le persone e la natura. Il Dio di Gesù è universale. Gabriella di Roma: Passare dal dominio del sacro alla cultura della fragilità. Abbiamo bisogno degli altri….della relazione. Assumere la fragilità per contrastare l’arroganza. Michele Meomartini:Prima di parlare dell’oggi…vi propongo per il 2012….di tener conto dei 50 anni dal Concilio. Parlare delle sfide dell’attuale globalizzazione: beni comuni, ambiente/lavoro, democrazia, rapporto con le altre fedi. Riflettere su questi temi attraverso “testimonianza virtuose”. Nino Lisi: guardare alla società. Siamo in una fase di transizione pluriculturale. Non un Dio esclusivo che eleggeva un popolo, ma un Dio inclusivo. Andare oltre. Il popolo di Dio non ha bisogno di tutele , di tutor. Il modello economico è al capolinea, come la monocultura e il patriarcato. Ecosostenibilità. Esperienze di vita, compagni di strada, specie dal Sud e tra i giovani…ha fatto riferimento ai gruppi giovanili presenti a Scampia come Chi rom e chi no. Andrea da Gorizia: Da presbitero a sindaco. Arroganza e fragilità. Come uscire dall’arroganza senza enfatizzare la fragilità. Anche le cdb possono diventare “sacrestia” se non si lasciano interrogare. Dea: Il titolo del Convegno dei giovani è stato “Nessuno tocchi il brutto anatroccolo”…la difesa della linea fragile. Interessante il metodo di lavoro di Giovanni Franzoni partendo dalla pubblicità. Aldo di Napoli: (da premettere che la nostra proposta articolata e modificata è stata utilizzata come uno dei punti di partenza). Convegno non autoreferenziale. Un Convegno che ascolti la società e parli alla società, nella consapevolezza di essere frammenti e nella consapevolezza che solo così si guarda al futuro. L’accezione positiva della fragilità sta nel riconoscimento del senso del limite, del bisogno degli altri, nella proposta delle reti. Si tratta di un nuovo paradigma (non scontato) che sconvolge completamente quello che ha dominato fino ad oggi. La speranza non è l’ottimismo ambiguo che “nega la crisi”. Le speranze nascono da esperienze positive, da prassi creative e riproducibili. Proposta per “dialogando con”: Confronto tra esperienze giovanili (credenti e non credenti): Agesci, S.Egidio, Assoc ambientaliste e di solidarietà, Gruppi come quelli di Scampia….confronto guidato da un/a giovane delle Cdb. (qualche rigo in più perché mi era più chiaro!!) Memo di Pinerolo:Pinerolo ha due anime, quella di base e quella del coordinamento. Luoghi e laboratori di “democrazia”. Imparare a stare in cerchio. Democrazia e ultimi. Povertà nascoste (…anziani). Paolo di Verona: Attualizzare la nostra esperienza. Il futuro delle cdb sta nelle cose nuove e non nel nostro passato. Non predicando, ma facendo. Avendo i piedi nella realtà senza dare risposte. Proporre il metodo evangelico. Noi siamo cristiani “resistenti”. Resistere al pensiero dominante. L’economia condiziona più della teologia. Dare la parola agli ultimi…la parola che fa cambiare. Incarnazione e spiritualità. Lorenzo Maestri: Le nostre speranze stanno nel Vangelo. Democrazia è dare la parola agli ultimi. Evitare gli astrattismi…anche solo un bicchiere d’acqua avrà la sua ricompensa. Benedetto di Napoli:Non mi piace il metodo della “votazione”. Bisogna soffermarsi, lavorare, discutere, ma arrivare ad una sintesi condivisa. Mario Campli: Intanto parliamo di “Incontro” e non di Convegno. Guardarsi dentro ci aiuta a riconoscere chi incontriamo, evitando lo “spaesamento”. Noi siamo inevitabilmente “mondi separati”…non facilmente stiamo in rete. Prevalente attenzione ai contesti. Contesto di un paese massacrato (conversando con la politica altra, la chiesa altra….). Europa che riparte (esponente di banca, titoli tossici che hanno avvelenato la vita delle famiglie). Il diverso…il volontariato….vite vissute. I luoghi e le forme della distruzione della vita partecipativa. Luoghi e forme dell’esclusione del diverso. L’usura. Distanza, disagio, dissenso. Strategie delle varie uscite dal sacro. Le nostre eucaristie non sono manifestazione del sacro. Marcello:Guardarsi l’ombelico è una cosa seria, ma non deve diventare un ritualismo. Condivido il “dialogando con” proposto da Aldo. Per “conversando con”responsabili di strutture –in relazione ad un tema-partendo dalle religioni e dalle chiese. Non più di quattro laboratori: Ambiente, migrazioni, formazione, democrazia e pace. Una comunità si assume la responsabilità anche di introdurre elementi e persone…evitando che vengano a fare relazioni, ma a confrontarsi. Mario di Livorno: Ascolto ed attenzione agli altri, gli ultimi, i giovani. Fragilità come bisogno di relazionarsi; partire da quelli che ritrovano nel bisogno. Andrea di Gorizia:prendendo spunto dal Chiapas, “resistere rifiorendo”. Il metodo dell’ascolto e del confronto va bene, ma dobbiamo fare in modo che gli ultimi siano i protagonisti…e farsi mettere in discussione. Michele Meomartino: Date ragione alle vostre speranze. Resistere contro il fatalismo. Negare il pensiero unico, attraverso testimonianze virtuose…..esempio il datore di lavoro marchigiano che ha sperimentato che vuol dire vivere con lo stipendio dei dipendenti. Antonio Guaglioni: Liberamente cristiani oggi. Laboratori su società multiculturale, democrazia dimezzata, donne in una società maschilista. Nino Lisi: Resistere, ma non basta, occorre rifiorire e/o innovare. Mettere in campo gli “ultimi come protagonisti”(cristiani o non). La parola ai poveri perché sono essi che possono creare una società libera…sono essi che liberano me. Il titolo si deve capire. Stefano: Dare la parola agli ultimi…come portarli? Ho parecchi dubbi anche rispetto ai giovani, all’ambiente di cui abbiamo già parlato e sulla democrazia (come intervenire). Insomma noi cdb cosa dobbiamo fare in questo momento? Benedetto: Stamattina c’è una sola donna…le altre sono in cucina. La prossima volta cucino io. Rispetto ai giovani …mi domando perché dovrebbero venire ai nostri convegni?ù Mimmo dell’Isolotto: Titolo non escludente. Accogliere le istanze ma soprattutto gli ultimi come protagonisti….evitando di trattarli come fenomeno da “baraccone”. Esperienze delle comunità in merito. Tonino Cau: Date ragione alle nostre speranze nel tempo della precarietà e delle fragilità. Marcello:(propone la seguente sintesi da riprendere al prossimo collegamento) Titolo: Date ragione della vostra speranza nel tempo della precarietà e della fragilità. Sottotitolo:Resistere, rifiorendo, contro la rassegnazione e il fatalismo. Laboratori: -Società multiculturale. -Società capitalistica che danneggia l’ambiente e minaccia il futuro. -Democrazia dimezzata in un tempo di guerre giuste. -Essere donne credenti in una società maschilista. Per “conversando con” e “dialogando con” c’è qualche idea ma bisogna confrontarsi ancora.
//////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Approfitto di questo spazio per dare qualche suggerimento per la nostra partecipazione al Collegamento. E’ bene partecipare in due e stilare una relazione personale da inviare via mail in modo da alleggerire la riunione comunitaria ed essere chiari nella sintesi, ma anche più aderenti alla realtà Stabilire una modalità di contributo che la Comunità deve dare ai partecipanti……forse non è possibile pagare tutto, specie se si va in due,….la mia proposta è di pagare il viaggio. Saluti Aldo
|