REFERENDUM SUL COMMERCIO DELLE ARMI IN BRASILE
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Il 23 ottobre in Brasile si terra' un referendum popolare che avra' grosse ripercussioni in tutto il mondo. Dopo la campagna lanciata dal presidente Lula per una consegna spontanea delle armi da fuoco, che ha avuto molto successo, i parlamentari del Pt (Partito dei lavoratori) hanno deciso di chiamare alle urne il popolo brasiliano per decidere se sara' lecito o no il commercio delle armi da fuoco e munizioni cosi' come sta avvenendo ora. Il quesito referendario e' questo: "Volete che il commercio delle armi da fuoco e munizioni venga proibito in Brasile?". Il "si'" chiede la proibizione del commercio delle armi, il "no" invece punta a mantenere la situazione attuale. Per dirsela chiara: non potremo mai impedire i crimini e le guerre se non cominciamo a impedire l'uso, e quindi la detenzione, il commercio e la fabbricazione delle armi. E' ora di cominciare. In Brasile si sta cominciando: il referendum per proibire il commercio delle armi da fuoco che si svolgera' tra poche settimane ci riguarda, riguarda l'umanita' intera. Poiche' e' un passo decisivo verso il disarmo, e senza disarmo molte persone moriranno ancora di morte violenta.
Le tappe che hanno condotto al referendum a) Primo passo: approvazione dello Statuto per il disarmo. E' la legge n.10.826, del 22 dicembre 2003, e' entrata in vigore dopo la firma del presidente Luiz Inacio Lula da Silva e la pubblicazione nellá gazzetta ufficiale il 23 dicembre 2003. Il decreto che la regola, n. 5.123 del primo luglio 2004, e' stato pubblicato ed e' entrato in vigore il 2 luglio 2004. Questo decreto pone regole piu' ferree alla circolazione di armi, accessori e munizioni, e irrigidisce il controllo sulla vendita e l'esportazione. b) Secondo passo: Il disarmo volontario, un precedente importante. Il 15 luglio 2004 e' stata lanciata una campagna per la consegna volontaria di armi da fuoco. Prevista, all'inizio, per durare sei mesi, il successo della campagna (piu' di 400.000 armi sono gia' state consegnate) e' stato tale che si e' prorogato il periodo fino al 23 ottobre2005, data del referendum. In che cosa consiste: il cittadino che consegna la sua arma in posti prestabiliti (polizia federale, chiese, sindacati...) non deve spiegare nulla (se era roba rubata, o comprata, o illegale...) e riceve fino a 300 real come compenso. c) Terzo passo: Il referendum Il decreto legge che stabilisce il referendum e il quesito refeendario e' stato approvato dalla Camera Federale il 6 luglio 2005. Chi vota: i cittadini tra i 18 e 70 anni (obbligatorio). Tra i 16 e 18 anni, e oltre i 70, il voto e' facoltativo. Il quesito del referendum: "Il commercio di armi da fuoco e munizioni deve essere proibito nel Brasile?". Nell'urna elettronica il n. 1 e' per il no; Il n. 2 per il si'. Data del referendum: 23 ottobre 2005. Conseguenze: Se vince il si' il commercio indicato sara' proibito. Se vince il no, resteranno in vigore tutte le restrizioni sul porto d'armi previste nello Statuto per il Disarmo. Il relatore della Commissione e' stato il deputato federale Luis Eduardo Greenhalgh, del Pt (Partito dei Lavoratori) di Sao Paulo, presidente della Commissione affari costituzionali e giustizia della Camera. Nel n. 7 della Rivista del Conasems, Commissione nazionale dei segretari municipali della salute, egli ricorda l'origine dell'attuale proposta referendaria: "A meta' 2004 il Presidente della Camera Joao Paulo Cunha, del Pt, e il Presidente del Senato, Jose' Sarney, del Pmdb, promossero una commissione mista per analizzare tutti i progetti di legge passati alla Camera e al Senato che trattavano dell'uso e della regolamentazione delle armi da fuoco in Brasile. Il relatore della Commisione fui io, come presidente della Commissione per gli affari costituzionali e la giustizia della Camera. In soli 15 giorni fu necessario analizzare settanta progetti di legge in discussione, alcuni dal 1988". Chi e' il deputato Luis Eduardo Greenhalgh: Fin dagli anni Sessanta come avvocato difese un grande numero di prigionieri politici durante la dittatura militare, affrontando per questo persecuzioni e minacce di ogni tipo. Dal 1974 nel Movimento Democratico Brasiliano (Mdb, il partito non governativo "concesso" dai militari) fino al 1979. Nel Pt dall'80 (uno dei fondatori); parlamentare per il Pt nelle legislature '87-'91; '95-'99; 2003-2007. Due fronti parlamentari si fronteggiano in vista del referendum nella campagna che si svolgera' dal primo al 23 ottobre: uno ha come leader i deputati Renan Calheiros e Raul Jungmann che sono a favore della proibizione della vendita e distribuzione di armi; e' il "Fronte per un Brasile senza armi" con 22 parlamentari (6 di sinistra, 10 di centro e 6 di destra); un secondo con i deputati Alberto Fraga e Luiz Antonio Flery Filho, che difendera' lo status quo, con la vendita e il commercio di armi e munizioni; e' il "Fronte parlamentare per il diritto alla legittima difesa", con 14 parlamentari (5 di centro e 9 di destra). Alcuni dati statistici Fonti: Iser (Instituto de Estudos da Religiao), Viva Rio e Small Arms Survey, Desarme, Datasus (Banco de dados do Sistema unico de Saude), DefNet (Banco de dados On Line de Pessoas com Deficiencia), Dfae-Pcrj (Divisao de Fiscalizacao de Armas e Explosivos do Rio de Janeiro), Unesco. Dati complessivi Ci sono in Brasile quase 18 milioni di armi da fuoco in circolazione. Piu' della meta' non hanno regolare registrazione. Nella decade 1990-2000 le armi da fuoco hanno causato quasi 266.000 morti, che e' il 24% di tutte le morti causate da cause esterne (non naturali). Il Brasile ha il 3% della popolazione mondiale, ma l'8% delle morti per armi da fuoco. E' l'unico paese che non e' in guerra in cui si muore piu' per armi (30,1% delle cause non naturali) che per incidenti stradali (25,9%). Nel 2004 38.000 persone sono state uccise da armi da fuoco: una persona ogni 15 minuti. Sempre nel 2004 il 40,8% delle lesioni invalidanti di pazienti che che hanno fatto ricorso ai centri di riabilitazione negli stati di Sao Paulo, Minas Gerais, Rio Grande do Sul e Pernambuco furono per causa di armi da fuoco. Nel gruppo dei pazienti tra 12 e 18 anni, le armi sono la causa del 61% dei casi di lesioni invalidanti. Dati con riferimento ai giovani Le armi da fuoco sono la prima delle cause di morte di giovani in Brasile. Ogni giorno tre bambini sono feriti da pallottole in Brasile; due per un tiro accidentale (involontario). Nel 1980 il 30% delle morti di giovani in Brasile sono state uccisioni; nel 2002 questa percentuale e' balzata al 54,5%. Dal 1993 al 2002 gli omicidi tra i giovani tra i 15 e 24 anni sono cresciuti dell'88,6% a una tasso di crescita del 5,5% all'anno. I dati sulle morti per arma da fuoco tra i giovani dai 15 ai 28 anni continuano inalterate (110 omicidi ogni 100.000 abitanti/anno) nonostante che rispetto all'intera popolazione grazie alla campagna del disarmo volontario le morti siano diminuite del 7% in Brasile. Dati con riferimento alle donne Le armi da fuoco sono responsabili del 57,7% delle morti violente tra le donne nella fascia d'eta' da 10 a 19 anni, del 54% nella fascia tra i 20 e i 29 anni, e del 49,9% tra i 40 e i 49 anni. Armi in casa Una persona che detiene armi in casa ha il 57% di possibilita' in piu' di essere assassinata che una persona che non ha armi in casa. Il 38% delle lesioni da arma da fuoco sono provocate da persone conosciute, amici o familiari. E nella zona sud di Sao Paulo nel 46% degli omicidi la vittima e l'autore si conoscevano. Per ogni tre persone ricoverate in ospedale per lesioni da arma da fuoco, una e' per incidente involontario. Ogni giorno muoiono in media quattro brasiliani per suicidio con armi da fuoco. Lo stato del Rio Grande del Sud, occupa il secondo posto. Per disarmare i criminali A Rio de Janeiro tra il 1994 e il 2003 del totale di armi da fuoco che la polizia ha sequestrato l'80% sono pistole. Il 30% di queste erano regolarmente registrate, cioe' i criminali le avevano rubate a persone che le avevano in casa, regolarmente registrate. Nello stato di Sao Paulo ogni anno 11.000 armi legali vengono rubate e passano nelle mani di criminali. In tutto il Brasile, solo nel 2003, sono state rubate 40.000 armi legali. Cosa costano le armi alla sanita' pubblica Nel 2002 la sanita' pubblica ha speso tra 130 e 140 milioni di Real (tra i 45 e 55 milioni di euro) per curare feriti da arma da fuoco. Risultati della campagna per il disarmo volontario Il 29 luglio 2005 la Campagna per il disarmo volontario aveva raccolto e ritirato dalla circolazione 400.000 armi. Nello stato del Parana' questa campagna ha ridotto del 20% il numero degli omicidi e del 34% i ricoveri ospedalieri per lesioni da arma da fuoco. Solo nella citta' di Maringa' il numero di assassinii con arma da fuoco e' sceso del 30%. Nello stato di Sao Paulo il numero degli omicidi e' diminuito del 18,5% e la quantita' di armi in circolazione del 24%. Secondo la polizia federale, in Brasile c'e' stata una diminuzione del numero di armi legali rubate: da 40.000 nel 2003 a 15.000 nel 2004. Confrontando i primi sette mesi del 2004 con i primi sette mesi in cui era in vigore la Campagna (da agosto 2004 a febbraio 2005), le statistiche mostrano che c'e' stata una riduzioni di ricoveri ospedalieri. Nella citta' di Rio de Janeiro la riduzione e' stata del 10,5% (da 180 a 160 al mese), e a Sao Paulo del 7% (da 475 a 442 al mese). Un sondaggio Interessante una inchiesta di opinione, pubblicata dalla "Folha de Sao Paulo" il 21 luglio 2005 (e' uno dei giornali di maggior tiratura e, oggi, apertamente il portavoce della elite brasiliana di destra). L'inchiesta e' stata realizzata dalla Data-Folha in 134 Municipi e ha ascoltato un campione di 2.110 persone. La domanda posta e' stata la stessa del referendum: "Il commercio delle armi da fuoco e munizioni deve essere probito in Brasile?". l'80% dei brasiliani interpellati dal sondaggio hanno risposto si'; il 17% no; il 3% non hanno risposto; il 24% degli intervistati non sapevano de referendum. Dati del sondaggio disaggregati per genere: sono contro la vendita di armi da fuoco: 85% delle donne e 75% degli uomini. Dati del sondaggio disaggregati per Regioni: sono contro la vendita di armi da fuoco: nel Nordest 84% e nel Sud 71%. Dati del sondaggio disaggregati per livello di scolarita': sono a favore della vendita di armi da fuoco: scuola dell'obbligo 16%; scuole superiori 17%; universitari 22%. Testo di Francesco Comina |