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Manifesto
di Porto Alegre 2005 Dodici proposte per “un
altro mondo” |
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Dopo
il primo Forum sociale mondiale che si tenne a Porto Alegre nel 2001, il
fenemeno dei fori sociali si č esteso a tutti i continenti, e a livello
nazionale e locale. Ha fatto emergere uno spazio pubblico planetario
della cittadinanza e delle lotte. Ha permesso di elaborare proposizioni
di politiche alternative alla tirannia della globalizzazione
neoliberista spinta dai mercati finanziari e dalle transnazionali, e
dove il potere imperiale degli Stati uniti costituisce il braccio
armato. Per questa diversitá e per la solidarietá tra gli attori e i
movimenti sociali che lo compongono, il movimento altermondialista č
ormai una forza che pesa a livello mondiale. Nella
ricchezza infinita di proposte espresse nei Forum, ce ne sono un gran
numero che sembrano raccogliere un larghissimo consenso tra i movimenti
sociali. Tra queste, i firmatari del Manifesto di Prto Alegre, che
parlano a titolo strettamente personale e non pretendono in alcun modo
di parlare a nome del Forum, ne hanno identificate dodici che sono al
tempo stesso il senso e il progetto per la costruzione di un altro mondo
possibile. Se fossero applicate, permetterebbero ai cittadini di
cominciare a riappropriarsi tutti assieme del loro futuro. Questa
soglia minima č sottoposta all'approvazione degli attori dei movimenti
sociali di tutti i paesi. A loro spetterá, a tutti i livelli, -
mondiale, continentale, nazionale e locale - di condurre la battaglia
necessaria perché divengano realtá. Non ci facciamo nessuna illusione
sulla volontá reale dei governi e delle istituzioni internazionali di
mettere in opera spontaneamente queste proposte, anche quando, per
opportunismo, se ne appropriano a parole. A- Un altro mondo
possibile deve rispettare il diritto alla vita per tutti gli esseri
umani con nuove regole in economia. Bisogna dunque: 1.
Annullare il debito pubblico del paesi del Sud, che č giá stato pagato
molte volte e che costituisce, per gli stati creditori, i centri della
finanza le istituzioni finanziarie internazionali, il mezzo privilegiato
per mettere la maggior parte dell'umanita' sotto la loro tutela e
mantenerla nella miseria. 2.
Mettere in opera tasse internazionali sulle transazioni finanziarie (in
particolare la Tassa Tobin sulal speculazione sulle monete), sugli
investimenti diretti all'estero, sui profitti consolidati della
transnazionali, sulle vendite di armi e sulle attivita' a forte
emissione di gas serra. 3.
Smantellare progressivamente tutte le forme di paradiso fiscale,
giudiziario e bancario, che sono allo stesso tempo dei rifugi della
criminalita' organizzata, della corruzione, dei traffici di ogni genere,
della frode e dell'evasione fiscale, delle operazioni criminali delle
grandi imprese, o dei governi. 4.
Fare del diritto di ogni abitante del pianeta a un lavoro, alla
protezione sociale e alla pensione, e nel rispetto dell'eguaglianza tra
umoni e donne, un imperativo delle politiche pubbliche, nazionali e
internazionali. 5.
Promuovere tutte le forme di commercio equo rifiutando le regole del
libero scambio della Wto e mettendo in campo meccanismi che permettano,
nel processo di produzione dei beni e servizi, di andare
progressivamente all'allineamento verso l'altro delle norme sociali
(come sono state cosegnate nelle convenzioni dell'Oit) e ambientali.
Escludere del tutto l'educazione, la salute, i servizi sociali e la
cultura dal campo di applicazione dell'Accordo generale sul commercio
dei servizi (Gats) della Wto. La convenzione sulla diversitá culturale
attualmente in discussione all'Unesco deve fare esplicitamente prevalere
il diritto alla cultura e alle politiche pubbliche di sostegno alla
cultura sul diritto del commercio. 6.
Garantire il diritto alla sovranitŕ e alla sicurezze alimentare di
ciascun paese o raggruppamento di paesi attraverso la promozione della
cultura contadina. Tutto questo comporta la soppressione totale delle
sovvenzioni all’esportazione di prodotti agricoli in primo luogo da
parte di Usa e Ue e la possibilitŕ di tassare le importazioni al fine
di impedire pratiche di dumping. Allo stesso modo ciascun paese o
raggruppamento di paesi deve poter decidere l’interdizione della
produzione edell’importazione di organismi geneticamente modificati
destinati all’alimentazione 7.
Proibire ogni forma di brevettabilitá delle conoscenze e del vivente
(umano, animale e vegetale) cosí come ogni forma di privatizzazione dei
beni comuni dell'umanitá, l'acqua in particolare. B - Un altro mondo
possibile deve incoraggiare il "vivere insieme" nella pace e
nella giustizia a scala dell'umanitá. Occorre dunque: 8.
Lottare, in primo luogo nelle diverse politiche pubbliche, contro tutte
le forme di discriminazione, di sessismo, di xenofobia, di razzismo e di
antisemitismo. Riconoscere pienamente i diritti politici, culturali ed
economici (compreso il controllo delle loro risorse naturali) dei popoli
indigeni. 9.
Prendere misure urgenti per mettere fine al saccheggio dell'ambiente e
alla minaccia dei cambiamenti climatici aggravati dall'effetto serra e
risultanti in primo luogo dalla moltiplicazione dei trasporti e dallo
sfruttamento delle energie non rinnovabili. Cominciare a mettere in
opera un altro modo dello sviluppo fondato sulla sobrietá energetica e
sul controllo democratico delle risorse naturali, in particolare l'acqua
potabile, a scala planetaria. 10.
Esigere lo smantellamento delle basi militari dei paesi dei paesi che ne
dispongono fuori dalle loro frontiere, e il ritiro di tutte le truppe
straniere, salvo mandato espresso dell'Onu. C - Un altro mondo
possibile deve promuovere la democrazia dal locale al globale. Bisogna
dunque: 11.
Garantire il diritto all'informazione e il diritto di essere informati
dei cittadini con apposite leggi: mettendo fine alla concentrazione dei
media deigurppi di comunicazione giganti; garantire l'autonomia dei
giornalisti nei loro rapporti con gli editori; e favorendo la stampa
senza fine di lucro, soprattutto i media alternativi e comunitari. Il
rispetto di questi diritti implica la messa in campo di contro-poteri
cittadini, in particolare nelal forma di Osservatori nazionali e
internazionali dei media. 12.
Riformare e democratizzare profondamente le organizzazioni
internazionali, tra cui l'Onu, e far prevalere i diritti umani,
economici, sociali e culturali contenuti nella dichiarazione universale
dei diritti dell'uomo. Questa prioritá implica l'incorporazionedella
Banca mondiale, del fondo Monetario e della Wto nel sistema e nei
meccanismi di decisione delle Nazioni unite. In caso di persistenza di
violazione della legalitá internazionale da parte degli Stati uniti,
bisognerá trasferire la sede delle Nazioni unite fuori da New York e
spostarla in un altro paese, preferibilmente del Sud. Aminata
Traoré, Adolfo Pérez Esquivel, Eduardo Galeano, José Saramago,
Francois Houtart, Boaventura de Sousa Santos, Armand Mattelart, Roberto
Savio, Riccardo Petrella, Ignacio Ramonet, Bernard Cassen, Samir Amin,
Atilio Boron, Samuel Ruiz Garcia, Tariq Ali, Frei Betto, Emir Sader,
Walden Bello, Immanuel Wallerstein |