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Fecondazione. Dieci
domande, dieci risposte per capire meglio
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DAL SITO DEL COMITATO PER IL SI AL
REFERENDUM (www.comitatoreferendum.it
) 1
- Che cos'è la fecondazione
medicalmente assistita e quando vi si ricorre? E'
l'aiuto che la scienza offre a coppie che non possono avere figli. Può
inoltre aiutare coppie fertili ma portatrici di malattie ereditarie o
infettive a far nascere bambini sani. 2
- Quale legge viene
sottoposta a referendum e perché? Il
referendum riguarda solo alcuni punti della legge n°40 voluta dal governo
di centrodestra nel 2004. In particolare si chiede la modifica della legge
su 4 temi specifici: la salute della donna, l'equiparazione dei diritti
del concepito e quelli della donna, la libertà di ricerca scientifica e
la cosiddetta fecondazione eterologa (cioè la fecondazione realizzata
grazie a un donatore o donatrice esterno alla coppia). Si è giunti ai
referendum perché il centrodestra si è opposto in Parlamento a qualsiasi
modifica della legge, respingendo gli oltre 350 emendamenti migliorativi
che erano stati presentati anche a nome di importanti esponenti della
comunità scientifica. 3
- Se vincono i Sì esiste il
pericolo di un vuoto legislativo con il ritorno al cosiddetto "far
west", vale a dire una situazione senza regole e senza controlli? No,
questo pericolo non c'è. Per due ragioni fondamentali. In primo luogo
perché i referendum non chiedono l'abrogazione di tutta la legge ma solo,
come abbiamo visto, di alcuni articoli che sono dannosi per milioni di
donne e uomini. In secondo luogo perché già prima dell'entrata in vigore
della legge 40 esisteva in Italia il codice deontologico dei medici che
regolava in modo preciso le pratiche della fecondazione assistita. I
referendum non vogliono il "far west". Vogliono una nuova buona
legge. 4
- Cosa implica il referendum
n°1, sulla salute della donna? Ogni
coppia che ricorre alla fecondazione assistita lo fa dopo una lunga
riflessione e, facendolo, compie un atto d'amore. La donna che vuole
mettere al mondo un figlio è chiamata ad affrontare un percorso
impegnativo, sul piano fisico e psicologico. Il primo referendum ha
l'obiettivo di aiutarla a vivere serenamente e nella sicurezza ogni
passaggio del suo desiderio di maternità. Come? In cinque modi: 1)
Consentendo l'accesso alla fecondazione assistita anche alle coppie
fertili che rischiano di trasmettere al figlio malattie genetiche
ereditarie o infettive. 2) Non imponendo per legge il trasferimento
dell'ovulo fecondato nel corpo della donna in assenza di un suo rinnovato
consenso. 3) Permettendo alle coppie portatrici di malattie genetiche
l'esame dell'embrione (la cosiddetta analisi preimpianto) prima del suo
trasferimento nell'utero della donna. Questo per evitare l'assurdità e la
violenza (anche psicologica) dell'impianto di un embrione malato e il
conseguente ricorso a un aborto terapeutico. 4) Consentendo il
congelamento degli embrioni prodotti con le tecniche della fecondazione
assistita. L'attuale divieto obbliga la donna a sottoporsi, in caso di
insuccesso, a più cicli di trattamento con possibili danni per la sua
salute. La conservazione degli embrioni eviterebbe questa situazione e
garantirebbe alla donna il migliore trattamento possibile senza obbligarla
a ricominciare sempre daccapo. 5) Revocando l'obbligo di fecondare un
numero massimo di tre ovuli, tutti da trasferire contemporaneamente.
Quest'ultimo punto è di enorme rilievo: ogni donna ha una storia, un'età
e condizioni psico-fisiche diverse. Non si può impedire al suo medico e a
lei stessa di valutare come è meglio procedere nell'utilizzo delle
tecniche di fecondazione. Imporre per legge il numero di embrioni da
trasferire è una scelta assurda e rischiosa perché una ragazza di
vent'anni o una donna di quaranta avranno, per ovvie ragioni, esigenze
terapeutiche diverse. Può la legge sostituirsi al medico? Noi pensiamo
che non possa avvenire e di questo si occupa il primo referendum. 5
- E il n°2,
sull'equiparazione dei diritti del "concepito" e quelli della
donna? Questo
è un punto decisivo. La norma attuale assicura "al concepito",
a partire dall'ovulo fecondato, ancor prima che si formi l'embrione, gli
stessi diritti e la stessa tutela giuridica della madre o di un'altra
qualsiasi persona nata. E' la prima volta che questo avviene nelle nostre
leggi. Ciò perchè si è voluto imporre un solo punto di vista, una sola
etica di parte. Si è violato così il principio di una laicità dello
Stato, ricca di pluralismo etico e culturale. Le conseguenze di questa
decisione sono soprattutto concrete e investono la vita di milioni di
persone. Facciamo un esempio: se la legge stabilisce che "il
concepito" ha gli stessi diritti di una persona nata, il medico non
potrà fare nulla nel caso di un embrione con una grave patologia
trasmessa geneticamente. Infine affermare, che "il concepito" ha
eguali diritti della madre può divenire la premessa per mettere in
discussione radicalmente la legge 194 sull'interruzione volontaria della
gravidanza, legge che ha prodotto l'esito positivo della riduzione degli
aborti in Italia. 6
- E il n°3 sulla libertà di
ricerca scientifica? Ogni
anno che passa la nostra speranza di vita si allunga anche perché medici
e scienziati, instancabilmente, cercano e trovano nuove terapie per
malattie gravissime che un tempo non si potevano curare. Una legge non può
impedire che questa ricerca proceda anche al fine di guarire chi vive con
la sola speranza di una terapia nuova per il suo male. Votando Sì sarà
di nuovo possibile per i ricercatori usare cellule staminali prelevate da
embrioni congelati non utilizzati (vale a dire cellule che, debitamente
orientate, sono capaci di moltiplicarsi consentendo la cura di una serie
di organi vitali). La ricerca su queste cellule è considerata decisiva
per la cura di malattie gravissime come il Parkinson, il diabete, la
sclerosi, il morbo di Alzheimer, i tumori. Soltanto in Italia è un
problema che investe circa 12 milioni di persone alle quali non è giusto
sottrarre una speranza fondata
di cura, guarigione e futuro. Abbiamo rispetto per tutte le opinioni su un
argomento tanto complesso e che attiene alla sfera stessa della dignità
umana, ma poniamo una domanda. Può una legge decidere che un embrione ha
più diritti di un bambino di dieci anni costretto sulla sedia a rotelle e
che la scienza potrebbe aiutare a guarire? Votare Sì al referendum è il
modo per dire che una legge - qualsiasi legge - questa decisione non la può
assumere. E non per motivi giuridici o formali. Più semplicemente per il
rispetto verso le persone, tutte, e per amore della vita. 7
- E l'ultimo, il n°4, sulla
fecondazione eterologa? Bisogna
fare una premessa: alla fecondazione eterologa si ricorre solamente in
casi gravi di sterilità. Detto ciò, poniamoci una domanda: si è madre e
padre solo quando a nostro figlio abbiamo trasmesso il nostro corredo
cromosomico? In altre parole, si è madre e padre solo se il figlio è
nato dalla coppia dei genitori? Come sanno tutti, le cose sono più
complesse. I bambini adottati hanno un padre e una madre, a pieno titolo.
Ed essi non sono meno genitori di altri solo perché il loro bambino è
stato adottato. Bisogna tenere a mente questo concetto elementare per
comprendere il senso del quarto referendum, che, per l'appunto, vuole
consentire la fecondazione assistita anche utilizzando gameti (spermatozoi
nel caso degli uomini e ovociti nelle donne) di donatori esterni alla
coppia. Se in una coppia la donna accetta di usare il seme di un donatore,
vietare questo tipo di fecondazione ha solo due sbocchi: impedire per
sempre a quella donna di partorire o costringerla, sempre che disponga dei
mezzi economici necessari, a recarsi in uno qualsiasi dei paesi dove la
fecondazione eterologa è consentita. Perché vietare quello che in tutti
i principali paesi europei è consentito e che era consentito anche in
Italia, nei centri privati specializzati, fino all'approvazione di questa
legge? 8
- Se vincono i Sì può
aprirsi la strada a una moderna eugenetica, vale a dire la possibilità di
programmare in laboratorio i figli scegliendo sesso, colore degli occhi,
etc.? No,
nella maniera più assoluta. Prima di tutto perché gli stessi scienziati
respingono con forza questa prospettiva in linea di principio e in linea
di fatto. Il codice deontologico dei medici prevede in modo esplicito che
ogni intervento sul genoma umano sia teso unicamente alla prevenzione e
correzione di condizioni patologiche. In altre parole i soli interventi
possibili sono a scopo di cura. Quindi sono ammessi test genetici (la
cosiddetta diagnosi preimpianto) solo al fine di rilevare eventuali
malformazioni o malattie ereditarie e prevenire così la scelta sofferente
dell'aborto. In termini più generali siamo favorevoli a limiti certi e
invalicabili (clonazione umana, mamme-nonne, utero "in
affitto"). Limiti che anche nel caso di vittoria dei Sì ai
referendum rimarrebbero assicurati dalla normativa vigente. 9
- La sfida sui referendum è
anche una sfida tra laici e cattolici? Neppure
questa affermazione è vera. I referendum investono alcune norme di una
legge dello Stato e i cattolici, e credenti al pari dei laici, hanno su
questo opinioni diverse. Alcuni sono favorevoli alla legge cosi com'è,
altri la vorrebbero cambiare. La realtà è che nel mondo cattolico esiste
lo stesso pluralismo - cioè la stessa articolazione di opinioni -
presente nel mondo laico. Questa è una ricchezza per tutti, per i
cattolici e per i laici, perché consente alle persone di scegliere sulla
base delle proprie convinzioni e della propria coscienza. 10
- Quali sono le ragioni
fondamentali per andare a votare e votare Sì? La
ragione di fondo per andare a votare e votare Sì è nel desiderio di
compiere un atto concreto di solidarietà verso chi oggi non può mettere
al mondo un figlio. Verso chi soffre a causa di una malattia che domani la
scienza potrebbe curare. Questa volta non si vota per un partito e neppure
per un candidato. Si vota per una speranza in più. Si vota per una vita
migliore. Si vota per aiutare chi è malato a guarire. Si vota per dei
valori importanti che toccano l'esistenza quotidiana di ciascuno di noi:
vita, speranza, guarigione. ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Si veda anche: www.comitatoperla.it - COMITATO PER LA CANCELLAZIONE DELLA LEGGE SULLA PMA; PER LA LIBERTA' DELLE DONNE; PER LA LAICITA' DELLO STATO www.madreprovetta.org – PORTALE ITALIANO DEDICATO ALLA FECONDAZIONE ASSISTITA www.cercounbimbo.net – PORTALE DI INFORMAZIONE E ASSISTENZA PER PERSONE COLPITE DA INFERTILITA’ www.lucacoscioni.it – PER LA FECONDAZIONE ASSISTITA, PER LA LIBERTA' DI RICERCA www.chiesavaldese.org/pages/documenti/mater_studio/legge-procr_ass.html – CHIESA VALDESE www.unita.it/images/2005maggio/referendum/referendum.html – “RIPRENDIAMOCI LA FECONDAZIONE” www.viottoli.it/download
- L’ARCHIVIO DEL FOGLIO DI COMUNITA’ SUL NOSTRO SITO INTERNET DOVE, IN
PARTICOLARE NEI MESI DI SETTEMBRE ‘04, FEBBRAIO ‘05, MARZO ‘05 E
APRILE ‘05, E’ POSSIBILE TROVARE MOLTI CONTRIBUTI INFORMATIVI E DI
RIFLESSIONE SULLA FECONDAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA E SUI REFERENDUM |