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INTERVISTA A DON LUIGI MEROLA PARROCO DI FORCELLA
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Corriere del Mezzogiorno 21 ottobre 2004
Don Luigi <Rischiamo il collasso, ma non vedo la società civile> NAPOLI - <Chi mi definisce un eroe non ha capito
niente>. E allora come
si definisce il parroco di Forcella? <Un umile servitore di Dio che predica un impegno maggiore contro la criminalità organizzata. Vincere questa battaglia è ancora possibile e chi dice che per Forcella non c’è speranza di redenzione ignora che una delle tre virtù teologali è la speranza>. E se nessuno
l’ascolta cosa fa? <Vado
avanti da solo, con l’aiuto dei cittadini del quartiere disposti a
seguirmi. E poi non è vero che nessuno è disposto a combattere. In
questi giorni, ad esempio, ho avuto da Roma una notizia esaltante>. Ce la dica. <I fedeli di una parrocchia dei Parioli sono
disposti a firmare un gemellaggio con la mia chiesa. Una chiesa dei
ricchi che si allea con una chiesa dei poveri, se ancora accadono queste
cose non tutto è perduto>. Che significa
un gemellaggio tra due parrocchie? <Faremo un campo scuola insieme, le spese le
pagheranno i fedeli dei Parioli che verranno il 7 novembre a Forcella
per conoscere i loro nuovi compagni. E’ bellissimo>. Don Luigi Merola, il reggente della chiesa di San Giorgio ai
Mannesi nel cuore di Forcella, non ha mai avuto paura di sfidare i
criminali: lo ha già fatto nei giorni terribili dell’omicidio di
Annalisa Durante ed è pronto a rifarlo per stanare gli assassini di
Salvatore, il ragazzo diciassettenne ucciso per un motorino. <E’ un delitto assurdo per il quale la società
civile deve organizzare una mobilitazione colossale. Ma non la vedo e
questo mi rattrista molto. In questi giorni, poi, Napoli rischia il
collasso per gli attacchi criminali che sta subendo. Tanta violenza non
si era mai vista>. Parole
chiare che lasciano il segno e spesso gli hanno procurato anche dei
fastidi, ma don Luigi tira diritto per la sua strada. Quando le minacce
contro di lui si sono fatte serie ha avuto assegnata una scorta, ma lui
l’ha rifiutata perché gira in motorino e sta sempre tra la gente. <O in Chiesa che è finalmente diventata la casa
di tutti>. E’ un tipo deciso questo prete di frontiera che è
nato a Mugnano e conosce bene il degrado della periferia. <E’ stato
il mio brodo>, dice. Quando la Curia lo ha mandato a Forcella per
sostituire un parroco anziano e sulla soglia della pensione, i fedeli,
che avevano sollecitato una presenza forte della Chiesa contro la
criminalità organizzata, hanno storto il muso: Ma chistu è nu criaturo,
che aiuto ci puo’ dare? Ben presto, però, gli scettici si sono dovuti
ricredere e, soprattutto, si sono ricreduti gli uomini della camorra.
Don Luigi li guarda in faccia, diritto negli occhi, e non si lascia
intimidire. <Se ti lasci intimorire il lupo ti mangia e allora
ho scelto la strada di un confronto sui problemi. E mi sono mosso senza
fare rumore, un passo alla volta, senza fare inutile e dannoso
protagonismo>. I fedeli lo
hanno capito? <Credo di sì, lo hanno capito soprattutto i
giovani. Annalisa Durante era un fiore di ragazza e condivido il
paragone con la ragazza quattordicenne che ha indicato al padre il nome
del ladro del motorino. E’ vero che una rappresenta il Bene, l’altra
il Male, ma oltre le belle immagini giornalistiche esiste una esigenza
drammatica di incidere sulla cultura del crimine. In questo anno
trascorso a Forcella ho parlato con decine di giovani deviati e dalla
loro reazione capivo se c’erano margini di recupero>. Perché? <Beh, se offri un contratto di inserimento a un
ragazzo che al massimo ha fatto qualche scippo, sfondi una porta aperta,
ma se ti rivolgi ai giovani scippatori vieni sbattuto fuori, quelli
hanno fatto una scelta e non tornano indietro perché maneggiano una
barca di soldi sporchi. E allora bisogna contrastarli in altro modo,
smantellando le centrali dello spaccio nei vicoli di Forcella. Le
telecamere promesse servono, ma non bastano: bisogna fare molto di più>. Il marchio
Forcella è solo un contentino? <No, tutto è utile e qualche risultato è stato
raggiunto. Il quartiere ha avuto un sussulto civile e anche le autorità
sono scese in campo. La scuola è migliorata e sono arrivati gli
incentivi agli artigiani. Bassolino e il sindaco hanno capito che,
nonostante il dominio della camorra, questo è un quartiere a vocazione
artigianale, quindi capace di coltivare la bellezza. A patto, però, che
si spazzi via tutto il marcio che è cresciuto intorno>. La vera sfida,
insomma, è non avere paura. <Proprio così, non c’è muro che non possa
crollare e, quindi, anche la battaglia contro il crimine puo’ essere
vinta. L’ho detto anche ai miei superiori e spero che il messaggio sia
arrivato>. Si riferisce al
Cardinale Giordano. <La sua è una presenza silenziosa ma attenta. A
lui, com’è mio dovere, dico sempre tutto e mi auguro che abbia capito
che solo muovendo le acque Forcella puo’ essere bonificata. Per troppi
anni, invece, le acque sono rimaste stagnanti e i mercanti di morte
hanno imposto la loro legge. Ora è tempo di stringere un grande patto e
di scacciarli dal tempio>. |