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EUCARISTIA PASQUALE 2008 Pratica la resurrezione
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Poni la tua fiducia nei cinque centimetri di humus Isaia 55,6-13
Cercate il
Signore, ora che si fa trovare,
- oracolo del
Signore.
Stai
cantando un’allegra canzone:
dimmi,
perché canti, fratello mio?
Perché so
che la vita non muore, Eucarestia Pasqua 2008Comunità Cristiana di base del Cassano - Napoli
…una morte piena di speranza
…Anno dopo anno rileggiamo la stessa narrazione dell’evento centrale della fede ma abbiamo sempre l’impressione di rimanere come esterni a quell’evento così umanamente incredibile, così sospetto perché non può essere oggetto di nessuna dimostrazione. […] Noi siamo portati ad isolare il fatto nel suo momento taumaturgico, miracoloso – il miracolo, in qualche modo, sempre ci affascina o ci turba -, ma non abbiamo accettato in pieno la contestualità di quel fatto; quella contestualità che Pietro, con crudo linguaggio, usò nel primo annuncio:«Quel resuscitato è un delinquente appeso ad un legno». E’ un condannato con concordia dei due poteri: il religioso ed il politico. Il suo crimine era di aver liberato gli oppressi dal potere del diavolo, che nel linguaggio mitico vuol dire dal potere oppressivo: le malattie, la fame, l’emarginazione. Egli aveva osato dire parole di esaltazione proprio per gli esclusi. Ha detto «beati gli uomini pacifici, beati i perseguitati, beati i poveri…». Ha detto parole non accettabili, che se accettate fan cadere l’ordine, l’ordine di allora e l’ordine attuale. Se si alzano in piedi i poveri della terra siamo tutti rovinati. Stiamo bene perché stanno a sedere nell’ombra, sotto il potere del diavolo. Se per caso qualcuno spezza quel potere è la nostra fine. […] Io non voglio dire i nomi del diavolo, ne ho tanti in mente. Comunque sono nomi che indicano il calcagno posato sulla testa del povero, la bocca tappata di chi ha la verità da dire, la dimenticanza, nell’euforia pubblica, di quelli che non possono partecipare al nostro banchetto. […] Liberarsi dal diavolo vuol dire liberare anche noi stessi, liberarci da questa menzogna; cioè, per ripetere le parole simboliche di Paolo, significa «celebrare questa festa non con il lievito di malizia e di perversità ma con azzimi di sincerità e di verità». Oscar Romero che fu ucciso proprio perché annunciava la resurrezione disse «io risorgo con il mio popolo». La devozione del popolo verso di lui è basata su questa frase: «tu sei risorto nel tuo popolo»….
Dall’ultima omelia alla Badia Fiesolana – E. Balducci - Pasqua 1992
Vogliamo quindi fare memoria di mons. Romero, profeta e testimone dell’amore per i poveri, che ci aiuta nel nostro percorso di ricerca. 24 marzo 1980 memoria di mons. Oscar Arnulfo Romero 24 marzo 2008 “Per dare vita ai poveri bisogna dare qualcosa della propria vita ed anche la propria vita. La maggiore dimostrazione della fede in un Dio di vita è la testimonianza di chi è disposto a dare la sua vita. «Nessuno ha un amore più grande di chi dà la sua vita per il fratello». E lo vediamo ogni giorno nel nostro paese. Molti salvadoregni e molti cristiani sono disposti a dare la propria vita perché vi sia vita per i poveri. Stanno così seguendo Gesù e mostrando la loro fede in lui. Inseriti come Gesù nel mondo reale, minacciati ed accusati come lui, dando la vita come lui, stanno testimoniando la Parola di Vita.” Credo di Badia Fiesolana
Noi crediamo nel Dio della Pace, nel Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe nel Dio dei profeti, nel Dio che per noi si è fatto povero scegliendo la condizione dei poveri, per annunciare la liberazione dei poveri.
Noi crediamo in Gesù Cristo, Figlio di Dio profeta in parole ed opere venuto per servire l’uomo e dare la sua vita per tutti gli uomini. Noi crediamo nello Spirito Santo, Spirito di pace, di amore, comunione lo Spirito che ha parlato per mezzo dei profeti e che parla nel cuore di ogni uomo giudeo e greco, schiavo e libero, uomo e donna.
Noi crediamo la Chiesa, che ha ricevuto il compito di servire gli uomini, soprattutto i poveri, per condividere le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di tutti gli uomini.
Noi crediamo nella pace, come prospettiva per tutta l’umanità. Noi crediamo nella giustizia per tutti i popoli per gli ultimi, gli stranieri, i perseguitati, gli oppressi perché il regno di Dio è Regno di giustizia e di pace. Amen
Canto: Ogni mia parola
Come la pioggia e la neve Così ogni mia parola non ritornerà a me scendono giù dal cielo senza operare quanto desidero e non vi ritornano senza aver compiuto ciò per cui l’avevo mandata. senza irrigare e far germogliare la terra. Ogni mia parola, ogni mia parola.
…il regno luca 14,16-24
«Un uomo fece un grande banchetto e invitò molta gente. All'ora del pranzo, mandò un suo servo a dire agli invitati: "Venite, tutto è pronto". Ma tutti, uno dopo l'altro, cominciarono a scusarsi. Uno disse: "Ho comprato un campo e devo andare a vederlo. Ti prego di scusarmi". Un altro disse: "Ho comprato cinque paia di buoi e sto andando a provarli. Ti prego di scusarmi". Un altro ancora disse: "Ho preso moglie e perciò non posso venire". Ritornato dal suo padrone il servo gli riferì tutto questo. Allora il padrone di casa, pieno di sdegno, disse al servo: "Esci presto per le piazze e per le vie della città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi". Più tardi il servo tornò dal padrone e disse: "Signore, il tuo ordine è stato eseguito, ma c'è ancora posto". Allora il padrone disse al servo: "Esci per le strade e lungo le siepi e forzali a venire, voglio che la mia casa sia piena di gente". Ve lo assicuro: nessuno di quegli uomini che erano stati invitati gusterà la mia cena».
Riflessione comunitaria
Canto: Io lo so Signore Io lo so Signore, che tu mi sei vicino. Luce alla mia mente guida al mio cammino mano che sorregge sguardo che perdona e non mi sembra vero che tu esista così. Dove nasce amore tu sei la sorgente. Dove c’è una croce tu sei la speranza Dove il tempo ha fine tu sei vita eterna e so che posso sempre contare su di Te.
E accoglierò la vita come un dono
e avrò il coraggio di morire anch’io e incontro a te verrò con mio fratello
che non si sente amato da nessuno. (2v) Io lo so Signore che vengo da lontano prima del pensiero e poi nella tua mano io mi rendo conto che tu sei la mia vita e non mi sembra vero di pregarti così.
Padre di ogni uomo e non ti ho visto mai Spirito di vita e nacqui da una donna Figlio mio fratello e sono solo un uomo eppure io capisco che tu sei verità.
E imparerò a guardare tutto il mondo con gli occhi trasparenti di un bambino e insegnerò a chiamarti Padre nostro ad ogni figlio che diventa uomo (2v)
Preghiera eucaristica T: Signore, siamo qui oggi per fare memoria della tua vita, della tua morte e della tua resurrezione. Tanti hanno seguito la tua strada. Tanti hanno scelto la porta stretta. Tanti hanno deciso di stare dalla parte dei più deboli. Vogliamo ora continuare nella preghiera la nostra riflessione sul tema che quest’anno ci siamo scelti prendendo a prestito il “manifesto” di Wendel Berry, un discepolo dei nostri giorni, che ha preso sul serio il tuo messaggio.
Amate
pure il guadagno facile, T: Quante volte, Signore, siamo stati testimoni distratti della tua Resurrezione!
Ma tu, amico, T: Ma il tuo messaggio non l’abbiamo dimenticato, e per non dimenticarlo che stiamo qui.
Approva nella natura quello che non capisci,
T: La sera prima di essere ucciso, mentre sedevi a tavola con i tuoi amici, hai preso del pane, lo hai spezzato, lo hai distribuito dicendo: “Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo”. Poi hai preso un bicchiere e dopo una breve preghiera, lo hai offerto loro e hai detto: “Questo è il mio sangue che viene sparso per tutti i popoli”. Invochiamo il tuo Spirito, Signore, perché questi segni della tua morte si trasformino in segni di Resurrezione affinché anche oggi risplenda la luce.
Finché la donna non ha molto potere,
T: Signore, Ancora troppe guerre , ingiustizie e discriminazioni ritardano la realizzazione del Regno, aumenta in noi la Speranza e facci “sentire come un fuoco nel cuore” ogni volta che ti incontriamo nei fratelli. Fa nascere tra noi profeti e fa’ che li riconosciamo come testimoni della tua Resurrezione. Vogliamo ricordare anche tanti uomini e donne, ragazzi e ragazze, che testimoniano, senza voce, la sofferenza della tua passione per gli ultimi. Perché questo ci hai insegnato: che la tua forza sta nella debolezza dell’uomo.
Quando vedi che i generali e i politicanti T: Ed ora, per non moltiplicare le nostre parole, proprio perché tu già sai di cosa abbiamo bisogno, prima ancora che te lo chiediamo, ti preghiamo con l’unica preghiera che ci hai insegnato:
Padre nostro……
La pace sia con noi, tra noi, tra tutti gli uomini. “Beati coloro che si adoperano per la pace, saranno chiamati figli di Dio”. Esprimiamo con un gesto di affetto questo augurio evangelico.
Si distribuisce il pane e il vino
Canto per Cristo (Alleluia di Taizè) Canto per Cristo: in lui
rifiorirà Ogni speranza perduta, ogni creatura con lui
risorgerà,
Alleluia, Alleluia! Canto per Cristo: un giorno
tornerà! Festa per tutti gli amici, festa di un mondo che più
non morirà,
Alleluia, Alleluia! Alleluia, Alleluia Alleluia, Alleluia.
Canto per Cristo che mi libererà Quando verrà nella gloria, quando la vita con lui rinascerà Alleluia, Alleluia! La proclamazione della Pasqua del SignoreL’annunzio della resurrezioneMarco cap. 16
Passato il sabato, Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo, e Salome andarono a comprare olio e profumi per il corpo di Gesù. E la mattina dopo, al levar del sole, andarono alla tomba. Mentre andavano, dicevano tra loro: ”Chi farà rotolar via la pietra che è davanti alla porta?”. Ma quando arrivarono, guardarono, e videro che la grossa pietra, molto pesante, era stata già spostata. Allora entrarono nella tomba. Piene di spavento, videro, a destra, un giovane seduto, vestito di una veste bianca. Ma il giovane disse: ”Non abbiate paura. Voi cercate Gesù di Nazareth, quello che hanno crocifisso. E’ risuscitato, non è qui. Ecco, questo è il posto dove lo avevano messo. Ora, voi andate e dite ai suoi discepoli e a Pietro, che Gesù vi aspetta in Galilea. Là potrete vederlo, come vi aveva detto lui stesso”. Le donne uscirono dalla tomba e scapparono via di corsa, tremanti di paura. E non dissero niente a nessuno perché erano spaventate.
Dopo essere risuscitato, la mattina presto Gesù si fece vedere da Maria Maddalena. Allora Maria andò dai discepoli che erano tristi e piangevano, e portò la notizia che Gesù era vivo e lei lo aveva visto! Ma essi non le credettero.
Più tardi Gesù apparve in modo diverso a due discepoli che erano in cammino verso la campagna. Anch’essi tornarono indietro e annunziarono il fatto agli altri. Ma non credettero neanche a loro.
Giovanni cap. 20
Egli le disse: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Quella, pensando che fosse l'ortolano, rispose: «Signore, se lo hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo». Le disse Gesù: «Maria!». Quella, voltatasi, gli disse in ebraico: «Rabbunì!» (che significa «maestro»).
La sera di quello stesso giorno, il primo della settimana, mentre le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per paura dei Giudei erano chiuse, venne Gesù, stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». E, detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. Si rallegrarono i discepoli, vedendo il Signore. Poi disse di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, così io mando voi». Detto ciò, soffiò su di loro e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo: a chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi non li perdonerete, non saranno perdonati». Buona Pasqua a tutti! la speranza che nasce
dalle periferie dell’Impero …nel rispetto della terra e delle comunità locali.di Wendel Berry*"La pratica della pace implica gentilezza e dolcezza non solo nei confronti degli uomini, ma anche nei confronti della terra, delle risorse naturali che non sono infinite ma devono essere rinnovate e rispettate. Una pace che va praticata ogni giorno e che, nello stesso tempo, è condizione indispensabile per lo sviluppo di un'economia basata sull'armonia delle comunità locali con la propria terra e dei suoi abitanti”."Il paesaggio toscano così come l'ho potuto osservare nei primi anni Sessanta quando sono venuto con la mia famiglia grazie a una borsa di studio, era un vero e proprio capolavoro, frutto della secolare fedeltà alle stagioni e alla terra da parte dei contadini, un esempio di agricoltura elegante, abbondante, produttiva e necessaria che nulla aveva a che fare con l'economia industriale. Oggi l'agricoltura industriale trasforma il patrimonio di risorse naturali in un debito e usa la terra come una risorsa da sfruttare". Il percorso partito in Toscana ha portato nel tempo Wendel Berry a diventare quello che il New York Times ha definito il "profeta dell'America rurale", a teorizzare e a insegnare un modello di agricoltura fortemente in contrasto con quello oggi prevalente in gran parte del pianeta. Berry ha lanciato l'ennesimo appello per un'agricoltura basata sull'economia locale, attraverso piccoli produttori che abbiano a cuore l'interesse delle comunità locali, la salute della gente e siano consapevoli dei limiti delle risorse naturali. Questo tipo di agricoltura si contrappone al modello dominato dalle multinazionali che, troppo spesso, altro non è che "colonialismo globale camuffato da economia globale" che non disdegna la "protezione" delle armi.
* un contadino del Kentucky poeta, scrittore, saggista, docente di letteratura all'Università del Kentucky ma, soprattutto, coltivatore. Vive e lavora nel Kentucky, dove gestisce un'azienda agricola. Ha scritto oltre quaranta libri di saggistica, narrativa e poesia, tutti imperniati sul rapporto tra uomo e natura.
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