EUCARISTIA PASQUALE 2008

Pratica la resurrezione

 

 

 

 

Poni la tua fiducia nei cinque centimetri di humus
che crescono sotto gli alberi ogni mille anni.
                                                                                  

Isaia  55,6-13

Casella di testo: Le tue mani son piene di fiori:
dove li portavi fratello mio?
Li portavo alla tomba di Cristo,
ma l’ho trovata vuota, fratello mio!
Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia.
 

 

Cercate il Signore, ora che si fa trovare,                
invocatelo, mentre è vicino.
L'empio abbandoni la sua via
e l'uomo iniquo i suoi pensieri;
ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
e al nostro Dio che largamente perdona.
Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie

 

Casella di testo: I tuoi occhi riflettono gioia: 
dimmi cosa hai visto, fratello mio?
Ho veduto morire la morte,
ecco cosa ho visto, fratello mio!
Alleluia,… 
 

 

 

- oracolo del Signore.
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.
Come infatti la pioggia e la neve
scendono dal cielo e non vi ritornano
senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme al seminatore
e pane da mangiare,
così sarà della parola
uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata.
Voi dunque partirete con gioia,
sarete condotti in pace.
I monti e i colli davanti a voi
eromperanno in grida di gioia
e tutti gli alberi dei campi batteranno le mani.
Invece di spine cresceranno cipressi,
invece di ortiche cresceranno mirti;
ciò sarà a gloria del Signore,
un segno eterno che non scomparirà.

 

Stai cantando un’allegra canzone:

dimmi, perché canti, fratello mio?

Perché so che la vita non muore,

 

Eucarestia  Pasqua  2008

Comunità Cristiana di base del Cassano - Napoli

 

…una morte piena di speranza

 

…Anno dopo anno rileggiamo la stessa narrazione dell’evento centrale della fede ma abbiamo sempre l’impressione di rimanere come esterni a quell’evento così umanamente incredibile, così sospetto perché non può essere oggetto di nessuna dimostrazione. […] Noi siamo portati ad isolare il fatto nel suo momento taumaturgico, miracoloso – il miracolo, in qualche modo, sempre ci affascina o ci turba -, ma non abbiamo accettato in pieno la contestualità di quel fatto; quella contestualità che Pietro, con crudo linguaggio, usò nel primo annuncio:«Quel resuscitato è un delinquente appeso ad un legno». E’ un condannato con concordia dei due poteri: il religioso ed il politico. Il suo crimine era di aver liberato gli oppressi dal potere del diavolo, che nel linguaggio mitico vuol dire dal potere oppressivo: le malattie, la fame, l’emarginazione. Egli aveva osato dire parole di esaltazione proprio per gli esclusi. Ha detto «beati gli uomini pacifici, beati i perseguitati, beati i poveri…». Ha detto parole non accettabili, che se accettate fan cadere l’ordine, l’ordine di allora e l’ordine attuale. Se si alzano in piedi i poveri della terra siamo tutti rovinati. Stiamo bene perché stanno a sedere nell’ombra, sotto il potere del diavolo. Se per caso qualcuno spezza quel potere è la nostra fine. […] Io non voglio dire i nomi del diavolo, ne ho tanti in mente. Comunque sono nomi che indicano il calcagno posato sulla testa del povero, la bocca tappata di chi ha la verità da dire, la dimenticanza, nell’euforia pubblica, di quelli che non possono partecipare al nostro banchetto. […] Liberarsi dal diavolo vuol dire liberare anche noi stessi, liberarci da questa menzogna; cioè, per ripetere le parole simboliche di Paolo, significa «celebrare questa festa non con il lievito di malizia e di perversità ma con azzimi di sincerità e di verità». Oscar Romero che fu ucciso proprio perché annunciava la resurrezione disse «io risorgo con il mio popolo». La devozione del popolo verso di lui è basata su questa frase: «tu sei risorto nel tuo popolo»….        

                                   

                                      Dall’ultima omelia alla Badia Fiesolana – E. Balducci - Pasqua 1992

 

 

Vogliamo quindi fare memoria di mons. Romero, profeta e testimone dell’amore per i poveri, che ci aiuta nel nostro percorso di ricerca.

24 marzo 1980    memoria di mons. Oscar Arnulfo Romero           24 marzo 2008

“Per dare vita ai poveri bisogna dare qualcosa della propria vita ed anche la propria vita. La maggiore dimostrazione della fede in un Dio di vita è la testimonianza di chi è disposto a dare la sua vita. «Nessuno ha un amore più grande di chi dà la sua vita per il fratello». E lo vediamo ogni giorno nel nostro paese. Molti salvadoregni e molti cristiani sono disposti a dare la propria vita perché vi sia vita per i poveri. Stanno così seguendo Gesù e mostrando la loro fede in lui. Inseriti come Gesù nel mondo reale, minacciati ed accusati come lui, dando la vita come lui, stanno testimoniando la Parola di Vita.”

Credo di Badia Fiesolana

 

Noi crediamo

nel Dio della Pace, nel Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe

nel Dio dei profeti,

nel Dio che per noi si è fatto povero

scegliendo la condizione dei poveri, per annunciare

la liberazione dei poveri.

 

Noi crediamo

in Gesù Cristo, Figlio di Dio

profeta in parole ed opere

venuto per servire l’uomo

e dare la sua vita per tutti gli uomini.

Noi crediamo

nello Spirito Santo, Spirito di pace, di amore, comunione

lo Spirito che ha parlato per mezzo dei profeti

e che parla nel cuore di ogni uomo

giudeo e greco,

schiavo e libero,

uomo e donna.

 

Noi crediamo

la Chiesa, che ha ricevuto il compito

di servire gli uomini,

soprattutto i poveri, per condividere

le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce

di tutti gli uomini.

 

Noi crediamo

nella pace, come prospettiva per tutta l’umanità.

Noi crediamo nella giustizia per tutti i popoli

per gli ultimi, gli stranieri, i perseguitati, gli oppressi

perché il regno di Dio

è Regno di giustizia e di pace.

Amen

 

 

Canto: Ogni mia parola

 

 Come la pioggia e la neve                                  Così ogni mia parola non ritornerà a me

 scendono giù dal cielo                                        senza operare quanto desidero

 e non vi ritornano                                               senza aver compiuto ciò per cui l’avevo mandata.

 senza irrigare e far germogliare la terra.          Ogni mia parola, ogni mia parola.

 

 

 

…il regno                                                              luca 14,16-24

 

«Un uomo fece un grande banchetto e invitò molta gente.

All'ora del pranzo, mandò un suo servo a dire agli invitati: "Venite, tutto è pronto".

Ma tutti, uno dopo l'altro, cominciarono a scusarsi. Uno disse: "Ho comprato un campo e devo andare a vederlo. Ti prego di scusarmi".

Un altro disse: "Ho comprato cinque paia di buoi e sto andando a provarli. Ti prego di scusarmi".

Un altro ancora disse: "Ho preso moglie e perciò non posso venire".

Ritornato dal suo padrone il servo gli riferì tutto questo. Allora il padrone di casa, pieno di sdegno, disse al servo: "Esci presto per le piazze e per le vie della città e conduci qui poveri, storpi, ciechi e zoppi".

Più tardi il servo tornò dal padrone e disse: "Signore, il tuo ordine è stato eseguito, ma c'è ancora posto".

Allora il padrone disse al servo: "Esci per le strade e lungo le siepi e forzali a venire, voglio che la mia casa sia piena di gente".

Ve lo assicuro: nessuno di quegli uomini che erano stati invitati gusterà la mia cena».

 

Riflessione comunitaria

 

Canto: Io lo so Signore

Io lo so Signore, che tu mi sei vicino.

Luce alla mia mente guida al mio cammino

mano che sorregge sguardo che perdona

e non mi sembra vero che tu esista così.

Dove nasce amore tu sei la sorgente.

Dove c’è una croce tu sei la speranza

Dove il tempo ha fine tu sei vita eterna

e so che posso sempre contare su di Te.

E accoglierò la vita come un dono

e avrò il coraggio di morire anch’io

e incontro a te verrò con mio fratello

che non si sente amato da nessuno. (2v)

Io lo so Signore che vengo da lontano

 

prima del pensiero e poi nella tua mano

io mi rendo conto che tu sei la mia vita

e non mi sembra vero di pregarti così.

 

Padre di ogni uomo e non ti ho visto mai

Spirito di vita e nacqui da una donna

Figlio mio fratello e sono solo un uomo

eppure io capisco che tu sei verità.

 

E imparerò a guardare tutto il mondo

con gli occhi trasparenti di un bambino

e insegnerò  a chiamarti Padre nostro

ad ogni figlio che diventa uomo (2v)        

 

 

 

Preghiera eucaristica

T: Signore,

siamo qui oggi per fare memoria della tua vita, della tua morte e della tua resurrezione.

    Tanti hanno seguito la tua strada. Tanti hanno scelto la porta stretta. Tanti hanno     

     deciso di stare dalla parte dei più deboli.

Vogliamo ora continuare nella preghiera la nostra riflessione sul tema che quest’anno ci siamo scelti prendendo a prestito il “manifesto” di  Wendel Berry, un  discepolo dei nostri giorni, che ha preso sul serio il tuo messaggio.

 

 Amate pure il guadagno facile,
l'aumento annuale di stipendio, le ferie pagate.
Chiedete più cose prefabbricate,
abbiate paura di conoscere i vostri prossimi e di morire.
Quando vi vorranno far comprare qualcosa
vi chiameranno.
Quando vi vorranno far morire per il profitto,
ve lo faranno sapere.

 

T: Quante volte, Signore, siamo stati testimoni distratti della tua Resurrezione!

 

Ma tu, amico,
ogni giorno fa qualcosa che non possa essere misurato.
Ama la vita. Ama la terra.
Conta su quello che hai e resta povero.
Ama chi non se lo merita.
Non ti fidare del governo, di nessun governo.
E abbraccia gli esseri umani:
nel tuo rapporto con ciascuno di loro riponi la tua speranza politica.

 

T: Ma il tuo messaggio non l’abbiamo dimenticato,

e per non dimenticarlo che stiamo qui.

Approva nella natura quello che non capisci,
perché ciò che l'uomo non ha compreso non ha distrutto.
Fai quelle domande che non hanno risposta.
Investi nel millennio… pianta sequoie.
Sostieni che il tuo raccolto principale è la foresta che non hai seminato,
e che non vivrai per raccogliere.
Poni la tua fiducia nei cinque centimetri di humus
Che crescono sotto gli alberi ogni mille anni.

 

T: La sera prima di essere ucciso,

mentre sedevi a tavola con i tuoi amici,

hai preso del pane, lo hai spezzato,

lo hai distribuito dicendo:

“Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo”.

Poi hai preso un bicchiere e dopo una breve preghiera,

lo hai offerto loro e hai detto:

“Questo è il mio sangue che viene sparso per tutti i popoli”.

Invochiamo il tuo Spirito, Signore,

perché questi segni della tua morte

si trasformino in segni di Resurrezione

affinché anche oggi risplenda la luce.

Finché la donna non ha molto potere,
dai retta alla donna più che all'uomo.
Domandati se quello che fai
potrà soddisfare la donna che è contenta di avere un bambino.
Domandati se quello che fai
disturberà il sonno della donna vicina a partorire.
Vai con il tuo amore nei campi.
Risposati all'ombra.

 

T: Signore,

Ancora troppe guerre , ingiustizie e discriminazioni ritardano la realizzazione del Regno, aumenta in noi la Speranza e facci “sentire come un fuoco nel cuore” ogni volta che ti incontriamo nei fratelli.

Fa nascere tra noi profeti e fa’ che li riconosciamo come testimoni della tua Resurrezione.

Vogliamo ricordare anche tanti uomini e donne, ragazzi e ragazze, che testimoniano, senza voce, la sofferenza della tua passione per gli ultimi.

     Perché questo ci hai insegnato: che la tua forza sta nella debolezza dell’uomo.

 

Quando vedi che i generali e i politicanti
riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,
abbandonalo.
Lascialo come un segnale della falsa pista,
quella che non hai preso.
Fai come la volpe, che lascia molte più tracce del necessario,
diverse nella direzione sbagliata.
Pratica la resurrezione.

 

T: Ed ora, per non moltiplicare le nostre parole, proprio perché tu già sai di cosa   abbiamo bisogno, prima ancora che te lo chiediamo, ti preghiamo con l’unica preghiera che ci hai insegnato:

 

Padre nostro……

 

La pace sia con noi, tra noi, tra tutti gli uomini.

“Beati coloro che si adoperano per la pace,

saranno chiamati figli di Dio”.

Esprimiamo con un gesto di affetto questo augurio evangelico.

 

Si distribuisce il pane e il vino

 

 

 

Canto per Cristo   (Alleluia di Taizè)

Canto per Cristo: in lui rifiorirà

Ogni speranza perduta,

ogni creatura con lui risorgerà,

Alleluia, Alleluia!

 

Canto per Cristo: un giorno tornerà!

Festa per tutti gli amici,

festa di un mondo che più non morirà,

 

Alleluia, Alleluia!   

  Alleluia, Alleluia

    Alleluia, Alleluia.

 

Canto per Cristo che mi libererà

Quando verrà nella gloria,

quando la vita con lui  rinascerà

Alleluia, Alleluia!

La proclamazione della Pasqua del Signore
 
L’annunzio della resurrezione
                                                     Marco cap. 16

 

Passato il sabato, Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo, e Salome andarono a comprare olio e profumi per il corpo di Gesù. E la mattina dopo, al levar del sole, andarono alla tomba. Mentre andavano, dicevano tra loro: ”Chi farà rotolar via la pietra che è davanti alla porta?”. Ma quando arrivarono, guardarono, e videro che la grossa pietra, molto pesante, era stata già spostata. Allora entrarono nella tomba. Piene di spavento, videro, a destra, un giovane seduto, vestito di una veste bianca. Ma il giovane disse: ”Non abbiate paura. Voi cercate Gesù di Nazareth, quello che hanno crocifisso. E’ risuscitato, non è qui. Ecco, questo è il posto dove lo avevano messo. Ora, voi andate e dite ai suoi discepoli e a Pietro, che Gesù vi aspetta in Galilea. Là potrete vederlo, come vi aveva detto lui stesso”.

Le donne uscirono dalla tomba e scapparono via di corsa, tremanti di paura. E non dissero niente a nessuno perché erano spaventate.

 

          Dopo essere risuscitato, la mattina presto Gesù si fece vedere da Maria Maddalena. Allora Maria andò dai discepoli che erano tristi e piangevano, e portò la notizia che Gesù era vivo e lei lo aveva visto! Ma essi non le credettero.

 

Più tardi Gesù apparve in modo diverso a due discepoli che erano in cammino verso la campagna. Anch’essi tornarono indietro e annunziarono il fatto agli altri. Ma non credettero neanche a loro.

 

Giovanni cap. 20

 

Egli le disse: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Quella, pensando che fosse l'ortolano, rispose: «Signore, se lo hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo». Le disse Gesù: «Maria!». Quella, voltatasi, gli disse in ebraico: «Rabbunì!» (che significa «maestro»).

 

La sera di quello stesso giorno, il primo della settimana, mentre le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per paura dei Giudei erano chiuse, venne Gesù, stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». E, detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. Si rallegrarono i discepoli, vedendo il Signore.

Poi disse di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, così io mando voi». Detto ciò, soffiò su di loro e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo: a chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi non li perdonerete, non saranno perdonati».

                                                                    Buona Pasqua a tutti!

la speranza che nasce dalle periferie dell’Impero

 

…nel rispetto della terra e delle comunità locali.
 di Wendel Berry*
"La pratica della pace implica gentilezza e dolcezza non solo nei confronti degli uomini, ma anche nei confronti della terra, delle risorse naturali che non sono infinite ma devono essere rinnovate e rispettate. Una pace che va praticata ogni giorno e che, nello stesso tempo, è condizione indispensabile per lo sviluppo di un'economia basata sull'armonia delle comunità locali con la propria terra e dei suoi abitanti”.
"Il paesaggio toscano così come l'ho potuto osservare nei primi anni Sessanta quando sono venuto con la mia famiglia grazie a una borsa di studio, era un vero e proprio capolavoro, frutto della secolare fedeltà alle stagioni e alla terra da parte dei contadini, un esempio di agricoltura elegante, abbondante, produttiva e necessaria che nulla aveva a che fare con l'economia industriale. Oggi l'agricoltura industriale trasforma il patrimonio di risorse naturali in un debito e usa la terra come una risorsa da sfruttare". Il percorso partito in Toscana ha portato nel tempo Wendel Berry a diventare quello che il New York Times ha definito il "profeta dell'America rurale", a teorizzare e a insegnare un modello di agricoltura fortemente in contrasto con quello oggi prevalente in gran parte del pianeta. Berry ha lanciato l'ennesimo appello per un'agricoltura basata sull'economia locale, attraverso piccoli produttori che abbiano a cuore l'interesse delle comunità locali, la salute della gente e siano consapevoli dei limiti delle risorse naturali. Questo tipo di agricoltura si contrappone al modello dominato dalle multinazionali che, troppo spesso, altro non è che "colonialismo globale camuffato da economia globale" che non disdegna la "protezione" delle armi.

 

* un contadino del Kentucky

poeta, scrittore, saggista, docente di letteratura all'Università del Kentucky ma, soprattutto, coltivatore.

Vive e lavora nel Kentucky, dove gestisce un'azienda agricola. Ha scritto oltre quaranta libri di saggistica, narrativa e poesia, tutti imperniati sul rapporto tra uomo e natura.