|
|
COMUNITA’ CRISTIANA DI BASE DEL CASSANO Napoli 23 dicembre 2008 Eucaristia di Natale
…aiutaci a attraversare questo mare contro mano… |
|
Oggi è tempo d'incendi, organizziamo presepi
"Natale di seconda mano" di Francesco De Gregori
Luca 2,6-20 Mentre si trovavano là, giunse per lei il tempo di partorire e diede alla luce il suo figlio primogenito. Lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto all'albergo. In quella stessa regione si trovavano dei pastori: vegliavano all'aperto e di notte facevano la guardia al loro gregge. L'angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce: essi furono presi da grande spavento. Ma l'angelo disse loro: «Non temete, perché, ecco, io vi annunzio una grande gioia per tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un salvatore, che è il Messia Signore. E questo vi servirà da segno: troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia». Subito si unì all'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio così: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama». Appena gli angeli si furono allontanati da loro per andare verso il cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme a vedere quello che è accaduto e che il Signore ci ha fatto sapere». Andarono dunque in fretta e trovarono Maria, Giuseppe e il bambino che giaceva nella mangiatoia. Dopo aver veduto, riferirono quello che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si meravigliavano delle cose che i pastori dicevano loro. Maria, da parte sua, conservava tutte queste cose meditandole in cuor suo. I pastori poi se ne tornarono glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, come era stato detto loro. Matteo cap. 2,1-12 e 16 Gesù nacque a Betlemme, una città nella regione della Giudea, al tempo del re Erode. Dopo la sua nascita arrivarono a Gerusalemme alcuni uomini sapienti che venivano dall’oriente e domandarono:”Dove si trova quel bambino, nato da poco, il re dei Giudei? In oriente abbiamo visto apparire la sua stella e siamo venuti quì per onorarlo”. All'udir ciò il re Erode fu preso da spavento e con lui tutta Gerusalemme. Convocò allora tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo e domandò loro: «Dove dovrà nascere il Messia?». Essi gli dissero: «A Betlemme di Giudea. Infatti così è stato scritto per mezzo del profeta: “E tu Betlemme, terra di Giuda, non sei la più piccola fra i capoluoghi di Giuda. Da te uscirà un capo che pascerà il mio popolo, Israele”. Allora Erode chiamò segretamente i Magi e chiese ad essi informazioni sul tempo esatto dell'apparizione della stella; quindi li inviò a Betlemme, dicendo: «Andate e fate accurate ricerche del bambino; qualora lo troviate, fatemelo sapere, in modo che anch'io possa andare ad adorarlo». Essi, udite le raccomandazioni del re, si misero in cammino. Ed ecco: la stella che avevano visto in oriente li precedeva, finché non andò a fermarsi sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella furono ripieni di straordinaria allegrezza; ed entrati nella casa videro il bambino con Maria sua madre e si prostrarono davanti a lui in adorazione. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Quindi, avvertiti in sogno di non passare da Erode, per un'altra via fecero ritorno al proprio paese….. Allora Erode, vistosi ingannato dai Magi, si adirò fortemente e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e dei dintorni, dai due anni in giù, in considerazione del tempo preciso indicatogli dai Magi.
Canto: Ogni mia parola
Come la pioggia e la neve Così ogni mia parola non ritornerà a me scendono giù dal cielo senza operare quanto desidero e non vi ritornano senza aver compiuto ciò per cui l’avevo mandata. senza irrigare e far germogliare la terra. Ogni mia parola, ogni mia parola. [qui manca l’articolo di Ettore Masina che puoi inserire con lo scanner]
Canto: Ogni mia parola Riflessioni comunitarie Canto: Ogni mia parola Preghiera Eucaristica Signore, oggi facciamo memoria della tua nascita, che compleanno! Hai visto? Non ci siamo scordati… per noi rimani importante… Come importante rimane tutto quello che hai detto e fatto. A dispetto di ogni opinione corrente continua a ronzarci per la testa quel discorso della montagna che facesti in Galilea. Era la prima volta, c’era tanta gente, e volevi subito mettere le cose in chiaro. Eri deciso, convincente, ma anche emozionato; ti sedesti per concentrarti meglio e poi tutto di un fiato ti venne proprio come l’avevi pensato. Noi stasera ci permettiamo di cambiare le parole, ma ti assicuriamo che la sostanza è la stessa, lo facciamo per la durezza del nostro cuore che ancora si ostina a fare resistenza al tuo messaggio radicale: Beati quelli che si accettano così come sono, rifiutano il guadagno illecito e le sicurezze del potere, matureranno frutti di libertà e la speranza non li abbandonerà. Beati quelli che non si lasciano guidare dall’intolleranza, possiedono la mitezza, domineranno se stessi e stabiliranno relazioni di rispetto e di fraternità. Beati quelli che sanno dare un senso al dolore, saranno consolati da Dio. Beati quelli che ospitano il debole e il diverso, non avranno mai paura e non conosceranno la solitudine. Beati quelli che hanno compassione, purificheranno il loro sguardo e si apriranno alla generosità. Beati quelli si impegnano a comporre le divergenze, genereranno concordia e testimonieranno che la pace è possibile. Beati quelli che percorrono le vie della giustizia e del diritto e insegneranno a seguirle, mi incontreranno sul loro cammino.
E in un’altra occasione hai detto: “Quando vi incontrate nel mio nome io sarò in mezzo a voi. Aspettatevi a vicenda. I segni di questa mia presenza sono semplici come la vostra vita e a portata di tutti. Prendete del pane, distribuitelo e dite: Questo è il mio corpo. Prendete del vino, bevetene tutti e dite: Questo è il mio sangue. Saranno questi i segni di una nuova alleanza che io stabilisco con voi e voi stabilite tra di voi e con tutto il creato. Ricordate cosa risposi alla Samaritana? Ebbene il Regno di Dio non ha più bisogno di grandi templi, di anni giubilari o di feste particolari ma è qui tra voi, in ognuno di voi, dovunque voi siete, in ogni tempo della vostra vita e per sempre”. Questo è l’annuncio di Natale che ci piace di più. Signore, dacci la forza, la costanza e la coerenza per intraprendere questo nuovo cammino; che la nostra vita sappia trasformare le avversità e le ingiustizie in motivo di annuncio e di testimonianza. Ora recitiamo una preghiera che è un nuovo Padre nostro scritto dai fratelli immigrati Oh mio Dio, Tu che ci sei sempre stato vicino, Tu che conosci la nostra sofferenza, la nostra angoscia, il nostro dolore per aver dovuto lasciare la nostra terra e i nostri cari; con la sicurezza che in questo viaggio tu sei la nostra unica certezza per affrontare le difficoltà e i rischi di dover vivere in una terra lontana. Oggi che qui in Italia viviamo un brutto momento, perché non siamo bene accolti e perché non vengono riconosciuti i nostri diritti e quelli di fratelli e sorelle appartenenti tutti ad un unico mondo. Aiutami mio Dio, oggi che per paura della nostra presenza l’Italia dichiara di voler fare una legge che vuole rendere più difficile la nostra vita. Aiutami mio Dio e illumina gli uomini del Governo affinchè facciano leggi giuste, umane e rispettose della nostra dignità di uomini, della nostra cultura, della nostra religione, affinché noi non perdiamo la speranza di una vita migliore come quella desiderata e sognata quando abbiamo iniziato il viaggio. Illumina mio Dio questi uomini, perché ci consentano di poter avere ogni giorno il pane quotidiano per noi e per i nostri cari. Amen.
Ci hai raccomandato di non credere nella ricchezza, anzi di portare con noi solo il necessario e di portare ovunque pace. Questo saluto lo ripetiamo con forza stasera: la pace sia con noi, tra noi, tra tutti gli uomini.
Esprimiamo con un gesto di affetto questo augurio evangelico. Si distribuisce il pane e il vino
Canto: Io lo so Signore
Io lo so Signore che vengo da lontano prima del pensiero e poi nella tua mano io mi rendo conto che tu sei la mia vita e non mi sembra vero di pregarti così.
Padre di ogni uomo e non ti ho visto mai Spirito di vita e nacqui da una donna Figlio mio fratello e sono solo un uomo eppure io capisco che tu sei verità.
E imparerò a guardare tutto il mondo con gli occhi trasparenti di un bambino e insegnerò a chiamarti Padre nostro ad ogni figlio che diventa uomo (2v)
Io lo so Signore, che tu mi sei vicino. Luce alla mia mente guida al mio cammino mano che sorregge sguardo che perdona e non mi sembra vero che tu esista così.
Dove nasce amore tu sei la sorgente. Dove c’è una croce tu sei la speranza Dove il tempo ha fine tu se i vita eterna e so che posso sempre contare su di Te.
E accoglierò la vita come un dono e avrò il coraggio di morire anch’io e incontro a te verrò con mio fratello che non si sente amato da nessuno. (2v)
…ancora una volta il Signore manderà su di noi il suo Spirito. La terra deserta diventerà un giardino, e il giardino una foresta, e in essi regneranno la giustizia e il diritto. Isaia 32,15-16
I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge”, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio. E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi. Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza. Da “Auguri scomodi” di don Tonino Bello
A TUTTI UN FRATERNO AUGURIO DI BUON NATALE E DI UN FELICE E SERENO ANNO NUOVO
|