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Eucaristia
NATALE
2007
Preparata da CRISTOFORO
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POVERI CRISTI
INTRODUZIONE QUANTE VOLTE ABBIAMO USATO QUESTA ESPRESSIONE “POVERO CRISTO” MAI, PERO’, COME STASERA, ALL’INTERNO DEL CONTESTO DEL NOSTRO PERCORSO DI RIFLESSIONE E RICERCA SULLA “POVERTA’” E NELLA LUCE DELLA CELEBRAZIONE DEL NATALE, TALE ESPRESSIONE SEMBRA PIU’ APPROPRIATA. “POVERI CRISTI” !!! SE E’ VERO CHE IL VANGELO CI HA INSEGNATO CHE GLI ULTIMI SONO IL VOLTO DEL CRISTO ALLORA STASERA NON POSSIAMO CHE GUARDARE ATTONITI INTORNO A NOI AL VOLTO DI TANTI “POVERI CRISTI” GIOVANI SPAVENTATI E DISORIENTATI DA UN FUTURO INCERTO, DISOCCUPATI, LAVORATORI SFRUTTATI E COSTRETTI A RISCHIARE LA VITA SUL POSTO DI LAVORO, FAMIGLIE CHE NON RIESCONO A SOPRAVVIVERE FINO ALLA FINE DI OGNI MESE, EMIGRANTI, SENZA TETTO, E GLI ULTIMI DEGLI ULTIMI I DANNATI DELLA TERRA, GLI AFFAMATI ED ASSETATI I BAMBINI CHE OGNI GIORNO VEDONO SPEGNERSI VITE SENZA SPERANZA, I PROFUGHI DI GUERRE…… E L’ELENCO POTREBBE NON FINIRE MAI. E AI “POVERI CRISTI” SI AGGIUNGE LA “POVERA TERRA”, TERRA SFRUTTATA, VIOLENTATA, INQUINATA CANTO Se non ritornerete come bambini Se non ritornerete come bambini Non entrerete mai (bis) La mia porta sarà chiusa Per il ,ricco e per il forte, per tutti quelli che non hanno amato, per chi ha giocato con la morte. Per gli uomini per bene, per chi cerca la sua gloria per tutti quelli che non hanno amato e per i grandi della storia. Se non ritornerete come bambini Non entrerete mai (bis) Non c’è posto per quell’uomo Che non vende la sua casa Per acquistare il campo Dove ho nascosto il mio tesoro. Ma per tutti gli affamati, gli assetati di giustizia, ho spalancato le mie porte, ho preparato la mia gioia. Se non ritornerete come bambini Non entrerete mai (bis) Per chi fu perseguitato, per chi ha pianto nella notte, per tutti quelli che han perdonato per chi ha perduto la sua vita; la mia casa sarà aperta, la mia tavola imbandita, per tutti quelli che han perdonato, per chi ha perduto la sua vita. Se non ritornerete come bambini Non entrerete mai (bis) LA POVERTA’ E’ SENZA DUBBIO UNO DEI MESSAGGI PIU’ IMPEGNATIVI E FORTI DEL VANGELO. DAPPERTUTTO TROVIAMO RIFERIMENTI AD ESSA IL VANGELO DI LUCA SU CUI STIAMO RIFLETTENDO RICHIAMA CONTINUAMENTE QUESTO MESSAGGIO. LA FIGURA DI GESU’ DI NAZARETH DIVENTE UNA CONTINUA TESTIMONIANZA DI POVERTA’ DALLA NASCITA ALLA MORTE. E’ UN MESSAGGIO CHE CI LASCIA DISORIENTATI E FORSE, PARADOSSALMENTE, ERAVAMO PIU’ SICURI PRIMA DI INIZIARE IL NOSTRO CAMMINO DI RIFLESSIONE. I GRANDI CAMBIAMENTI DELLA SOCIETA’, I GRAVI PROBLEMI INSITI ALL’IMPOVERIMENTO DELLA MADRE TERRA, LA CADUTA DELLE IDEOLOGIE, L’AVANZARE DI UNA ECONOMIA SPIETATA E CRUDELE CHE PASSA COME UN RULLO COMPRESSORE SUI PIU DEBOLI, IMPONGONO SCELTE SEMPRE PIU’ CORAGGIOSE ED IMPEGNATIVE DI PRIMA. LA FESTA DEL NATALE CHE VEDE LA NASCITA DEL CRISTO POVERO DIVENTA PER NOI MOTIVO DI RIFLESSIONE SULLA VITA E LA NASCIATA DI TANTI “POVERI CRISTI” CHE SONO INTORNO A NOI ALCUNE RIFLESSIONI Leonard Boff. “La teologia della liberazione e il discorso ecologico hanno qualcosa in comune: partono da due piaghe che sanguinano. La prima , la piaga della povertà e della miseria, lacera il tessuto sociale di milioni e milioni di poveri del mondo intero. L a seconda, l’aggressione sistematica alla terra, sconvolge l’equilibrio del pianeta che viene minacciato dal saccheggio che se ne fa a partire dal tipo di sviluppo instaurato dalle società contemporanee diffuse oggi su scala mondiale. Entrambi le linee di riflessione partono da un grido: IL GRIDO DEI POVERI che vogliono vita, libertà e bellezza: il GRIDO DELLA TERRA CHE GEME SOTTO L’OPPRESSIONE. Jacques Gaillot. Ora più che mai! C’è una sorta di urgenza sul piano internazionale che chiama ad operare per ridurre le disuguaglianze. Siamo veramente in un mondo in cui l’ingiustizia aumenta e ci sono i ghetti della miseria che stanno fianco a fianco con oasi di prosperità. Non saremo mai abbastanza numerosi per batterci contro l’ingiustizia. Oggi la solidarietà non è facoltativa, non è riservata a coloro che sentono la “vocazione”: tutti credenti o no, siamo chiamati a combattere l’ingiustizia….. Non è possibile essere liberi senza gli esclusi. Non ce la caviamo senza di loro. Se sono perdenti saremo perdenti con loro. Il futuro è la solidarietà. Come potremo essere felici senza gli altri, senza coloro che sono gli esclusi dalla felicità?. GIBRAN C’è chi dà poco del molto che possiede – e lo dona perché sia riconosciuto, e il loro desiderio nascosto rende il dono corrotto. E vi sono quelli che hanno poco e lo danno per intero. Costoro credono alla vita e alla munificenza e il loro scrigno non sarà mai vuoto. Vi è chi dona con gioia, e la gioia è la sua ricompensa. E vi è chi dona con pena, e la pena è il suo battesimo. E infine vi è chi dona senza pena, e non cerca gioia né si cura della virtù; E’ come il mirto, laggiù nella valle, che sparge nell’aria il suo profumo. E Dio parla attraverso le mani di costoro e dietro ai loro occhi Egli sorride alla terra. E’ bene dare se ci viene chiesto, ma è meglio dare se non richiesti, per averlo capito; Cercare chi ha bisogno è gioia più grande al generoso che lo stesso donare. Che cosa vorreste trattenere? Tutto quello che avete un giorno sarà dato; Perciò donate ora, perché sia vostro il tempo del donare e non dei vostri eredi. DA “IL DIALOGO DELLA LIBERAZIONE” di Arturo Paoli Chi vive nella povertà evangelica deve annunciare con la vita la vittoria dell’uomo e deve indicare l’itinerario per uscire nella pace. Il regno di Dio è fra voi, cioè quel regno dove l’uomo vede l’uomo senza indici economici, come relazione liberante, la perfetta letizia francescana; finalmente la liberazione dall’angoscai profonda di essere vicini e non incontrarsi. Se la povertà evangelica non è l’annuncio del regno di Dio nel mondo, è comodità, non è nulla. La beatitudine non deve essere annunciata ma vissuta. Una donna innamorata non dice a tutti: “Come sono felice”, lo fa vedere. Il povero nel senso evangelico non è soltanto colui che ha scoperto la liberazione personale dalle cose: è uno che possiede il regno di Dio, che lo fa vedere in questo mondo perché scopre la sicurezza e la essenzialità, cioè la bellezza, la vera bellezza delle cose. Canto RISPOSTA Quanto le strade che un uomo farà E quanto fermarsi potrà? Quanti mari un gabbiano dovrà attraversar
Per giungere a riposar?Quando tutta la gente del mondo riavrà Per sempre la sua libertà… Risposta non c’è o forse chi lo sa, caduta nel vento sarà Quanto dal mare un’onda verrà Che i monti lavare potrà? Quante volte un uomo dovrà ligtigar sapendo che inutile odiar? E poi quante persone dovranno morir Perché siano troppi a soffrir? Risposta non c’è o forse chi lo sa, caduta nel vento sarà Quanti cannoni dovranno sparar E quanto la pace verrà? Quanti bimbi innocenti dovranno morir E senza saperne il perché? Quanto giovane sangue versato sarà Finché un’alba nuova verrà? Risposta non c’è o forse chi lo sa, caduta nel vento sarà Da Isaia Equità e giustizia per i miseri e i poveri Spunterà un ramoscello dal ceppo del popolo, un virgulto dalla sua radice fiorirà. Si poserà su di lui lo spirito del Signore, Spirito di sapienza e di intelligenza. Non sentenzierà secondo l’apparenza, né giudicherà per sentito dire: giudicherà con giustizia i poveri e con equità i miseri della terra …. Sua veste sarà la giustizia E sua cintura la fedeltà. Il lupo dimorerà presso ,l’agnello E la tigre accanto al capretto. Il vitello e il leone pascoleranno insieme E un bambino piccolo li condurrà… Un bambino lattante Si trastullerà sul covo dell’aspide E sulla tana della vipera Il bambino svezzato tenderà la mano…. Il Signore giudicherà i popoli E farà pace tra genti numerose. Fonderanno le spade in vomeri E le lanci in falci: un popolo non brandirà più la spada contro un altro popolo e non impareranno più l’arte della guerra Dal VANGELO DI LUCANascita di Gesù e visita dei pastori[1]In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. [2]Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. [3]Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. [4]Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, [5]per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. [6]Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. [7]Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo. [8]C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. [9]Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, [10]ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: [11]oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. [12]Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». [13]E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: [14]«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama». ATTI DEGLI APOSTOLI La prima comunità cristiana 42Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. 43Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. 44Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; 45chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. 46Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, 47lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. 48Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati. Riflessioni
Canto La strada C’è solo la strada su cui puoi contare, la strada è l’unica salvezza; c’è solo la voglia e il bisogno di uscire di esporsi nella strada e nella piazza perché il giudizio universale non passa per le case le case dove noi ci nascondiamo bisogna ritornare nella strada, nella strada per conoscere chi siamo. C’è solo la strada su cui puoi contare, ……… perché il giudizio universale non passa per le case e gli angeli non danno appuntamenti, e anche nelle case più spaziose non c’è spazio per verifiche e confronti. C’è solo la strada su cui puoi contare, ……… perché il giudizio universale non passa per le case: in casa non si sentono le trombe, in casa ti allontani dalla vita dalla lotta, dal dolore, dalle bombe. PREGHIERA EUCARISTICA Stasera Intorno alla mensa, dove ci siamo radunati per “spezzare il pane” sentiamo forte l’annuncio di Luca che rende visibile la profezia di Isaia: “Esci subito per le piazze E per le vie della città E conduci qui poveri, storpi, ciechi, e zoppi. …spingili ad entrare perché la mia casa si riempita” (Lc. 14, 21-22). Il nostro sguardo stasera è rivolto all’esterno di questa stanza dove purtroppo il pane non viene spezzato tanti muoiono di fame dove la terra viene violentata e inquinata i fiumi deviati e la gente deprivata delle risorse necessarie per vivere. Il tuo messaggio rivolto agli ultimi, ai pastori, è per noi un invito a fare altrettanto, a rivolgerci agli ultimi. Oggi il nostro impegno non è facoltativo e il messaggio del Natale ce lo ricorda con forza. Vogliamo sentirci vicini a quanti lottano per liberarsi dalla fame, dalla guerra, dalle malattie, E da ogni forma di oppressione. Vogliamo sentire forte l’impegno Per la salvezza della madre terra Perché il suo destino è il destino di tutti noi Se essa è povera tutti noi saremo poveri E i più poveri soffriranno più di tutti. Vogliamo sentirci Umanità Vogliamo sentirci Universo Vogliamo sentirci una cosa con la terra Questo è il nostro vero corpo E perciò stasera insieme vogliamo condividere Lo spezzare il pane come tu ci hai invitato a fare la sera in cui ti mettesti a tavola con i tuoi amici dicendo: Prendete e mangiate tutti questo è il segno del mio corpo donato a tutti voi e ogni volta che lo farete ricordatevi di questo dono. Questo è il calice che stabilisce tra noi un nuovo patto di amore, un patto che ha la forza della vita e del sangue. Bevetelo attualizzando ogni giorno questo patto di vita. Che il ricordo della tua venuta fra noi, alla luce di questo “pane spezzato” diventi segno di un impegno costante e forte per tutta la terra e per tutti i più poveri e i più deboli. Scambiamoci un segno di augurio e di pace.
Canto Io con voi Io con voi ritrovo bene Perché siete sinceri come me Io con voi sono felice Perché amate la pace come me… Come alberi piantati lungo un fiume Noi aspettiamo la nostra primavera Come alberi piantati lungo un fiume Daremo i nostri frutti. Io con voi risento forte Perché odiate la violenza come me Io per voi darei la vita Perché amate la vita come me…
La cosa più difficile del mondo non è credere Ma sperare, sperare. Sperare di cambiare la realtà, sperare di crescere in umanità “Io credo, Signore, che alla fine della notte non c’è più la notte ma l’aurora; che alla fine dell’inverno non c’è più l’inverno, ma primavera; che a termine dell’attesa non c’è ancora attesa ma l’incontro”. Davide Maria Turoldo
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