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COMUNITA’ CRISTIANA DI BASE DEL CASSANO Eucaristia 7 marzo 2009
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Edvard Munch (Norvegia) Il grido, 1893
“Senza limiti è la potenza del grido. Sopravvive al martirio. Senza merito è la pazienza del grido. Nessuna istituzione, nessun governo ha il monopolio del grido. Non è certo un paese che il grido chiama in causa e nemmeno un continente, ma il mondo; non è un solo uomo, ma tutti” (Edmond Jabes, scrittore francese, ebreo) Canto: Ogni mia parola
Come la pioggia e la neve Così ogni mia parola non ritornerà a me scendono giù dal cielo senza operare quanto desidero e non vi ritornano senza aver compiuto ciò per cui l’avevo mandata. senza irrigare e far germogliare la terra. Ogni mia parola, ogni mia parola.
Lettera ai Romani : 9,1-5 Dico la verità in Cristo, non mentisco, e la mia coscienza me ne dà testimonianza nello Spirito Santo: ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua. Vorrei infatti essere io stesso anatema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne. Essi sono Israeliti e possiedono l’adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse, i patriarchi; da essi proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen. Lettera agli Efesini: 2,11-15 Perciò ricordatevi che un tempo voi, pagani per nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi perché tali sono nella carne per mano di uomo, ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d’Israele, estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio in questo mondo. Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era framezzo, cioè l’inimicizia, annullando, per mezzo della sua carne, la legge fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace. E per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l’inimicizia. Egli è venuto perciò ad annunziare pace a voi che eravate lontani e pace a coloro che erano vicini.
(Dopo la lettura del commento di Rosanna Virgili, più che riflessioni proponiamo di lanciare un “grido” di insofferenza e di denuncia che sia da stimolo per un rinnovato impegno personale e comunitario)
Vieni qui Vieni qui, Signor, vieni qui (3 volte) Signore, vieni qui. C’è chi spreca…………C’è chi lotta C’è chi “dorme”….…..Chi ti aspetta
“C’è un solo modo di pregare: ( Regola di Bose 36) Preghiera Eucaristica
Dio si mostra come colui che ascolta il grido del povero, che vede la miseria e che si prende cura del povero, degli oppressi. In questa visione si sviluppano le gesta della liberazione politico-religiosa di una massa di schiavi, che si trasforma in popolo di Dio. I Profeti levano la loro vigorosa denuncia delle ingiustizie così come i Sapienti equiparano l’oppressione dei poveri all’omicidio: “chi toglie la paga all’operaio è come colui che versa sangue”. Il rapporto con Dio passa attraverso la difesa del povero. I Vangeli si collocano in questa linea: l’incarnazione di Dio a favore degli oppressi, la sua identificazione con il loro destino. Luca mette in bocca a Gesù le parole di Isaia: “Lo Spirito del Signore è su di me, mi ha consacrato con l’unzione, mi ha mandato… per rimettere in libertà gli oppressi…” . La Comunità dei discepoli di Gesù di Nazaret ha continuato fino ad oggi e lo farà fino alla fine dei tempi a seguire queste orme per rendere visibile la presenza del Padre che accoglie come figli e libera gli oppressi di ogni luogo e di ogni tempo. La follia di questo Dio consiste nel prendere a prestito la nostra debolezza per il suo progetto. Si serve di noi. Di quanti, come il nostro Ciro Castaldo, riescono a testimoniare questo mistero della nostra fede: trasformare il grido degli oppressi in un canto di gioia e di liberazione. T: La sera prima di essere ucciso, mentre sedevi a tavola con i tuoi amici, hai preso del pane, lo hai spezzato, lo hai distribuito dicendo: “Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo”. Poi hai preso un bicchiere e dopo una breve preghiera, lo hai offerto loro e hai detto: “Questo è il mio sangue che viene sparso per tutti i popoli”. Invochiamo il tuo Spirito, Signore, perché questi segni della tua morte si trasformino in segni di Resurrezione affinché anche oggi risplenda la luce.
Ricordando Ciro………(Gaetano Placido marzo 2008) Voglio ricordare come Ciro avesse un profondo, pudico rispetto per le donne al punto che, anche quando non condivideva taluni tratti di eccessivo “radicalismo vetero femminista” pur presenti nel nostro movimento, non mancava mai di manifestare la sua premurosa accondiscendenza e la sua incondizionata stima verso le opinioni femminili. Al punto che tutte ricambiavano il suo affetto con altrettanta sincera amicizia. A proposito poi della sua profonda quanto “libera” spiritualità, mi sono chiesto: “E’ forse un caso che amasse sopra tutte la preghiera del MAGNIFICAT” ?
La recitiamo tenendoci per mano come facciamo per il Padre Nostro
L'anima mia
magnifica il Signore
perché ha
guardato l'umiltà della sua serva.
Grandi cose ha
fatto in me l'Onnipotente
di generazione
in generazione la sua misericordia
Ha spiegato la
potenza del suo braccio,
ha rovesciato
i potenti dai troni,
ha ricolmato
di beni gli affamati,
Ha soccorso
Israele, suo servo,
come aveva
promesso ai nostri padri,
La pace sia con noi, tra noi, tra tutti gli uomini. “Beati coloro che si adoperano per la pace, saranno chiamati figli di Dio”. Esprimiamo con un gesto di affetto questo augurio evangelico.
Si distribuisce il pane e il vino Canto: Sono solo un uomo Io lo so Signore che vengo da lontano prima del pensiero e poi nella tua mano io mi rendo conto che tu sei la mia vita e non mi sembra vero di pregarti così. __________________________________________________________________________________________________________________________________________ Padre di ogni uomo e non ti ho visto mai Spirito di vita e nacqui da una donna Figlio mio fratello e sono solo un uomo eppure io Capisco che tu sei verità _________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ E imparerò a guardare tutto il mondo con gli occhi trasparenti di un bambino e insegnerò a chiamarti Padre nostro ad ogni figlio che diventa uomo (2v).
Io
lo so Signore, che tu mi sei vicino Luce
alla mia mente guida al mio cammino mano
che sorregge sguardo che perdona e
non mi sembra vero che tu esista così.
______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________ Dove
nasce amore tu sei la sorgente Dove
c’è una croce tu sei la speranza Dove
il tempo ha fine tu sei vita eterna
e so
che posso sempre contare su di Te.
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E accoglierò la vita
come un dono
e avrò il coraggio di
morire anch’io
e incontro a te verrò
con mio fratello che non si sente amato da
nessuno (2v).
….il sogno di una chiesa altra, il sogno di Ciro, il nostro sogno…
“ un sogno ci spinge a varcare il confine un sogno che impazza e innamora l’universo” ( David Maria Turoldo)
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