EUCARISTIA - PASQUA 2004

 

    …..E’ RISORTO

NEL POPOLO

 DELLARCOBALENO

   

La Pasqua è la festa del passaggio…

è la festa della nuova alleanza….

è la festa del ritorno alla vita…

è la festa della pace….

e tanto altro ancora…

I segni che la caratterizzano richiamano  questi significati e il lungo percorso dell’esperienza degli uomini, che aggiungendo segno a segno l’hanno costruita, ci ricorda che essa è  un po’ il segno della nostra vita fatta di sconfitte e di resurrezione, di dolore e di gioia, di sconforto e di speranza.

L’ulivo, l’arcobaleno, il fuoco, il pane azzimo, le uova, l’acqua, i colori e i sapori della primavera

la caratterizzano e le danno a questa festa il sapore della vita.

Perché ….è risorto nel popolo dell’arcobaleno 

la nostra riflessione parte da lontano, affondando le radici in quel patto che Dio stipula con Noè:

“…..aspettati altri sette giorni, mandò di nuovo fuori la colomba dall’arca. Ed essa ritornò a lui al far della sera, portando in bocca un ramoscello d’olivo con verdi foglie. Comprese allora Noè che le acque erano scomparse da tutta la terra….”

 

“…Stabilirò con voi il mio patto e mai più saranno uccisi tutti  i viventi dalle acque del diluvio…….disse ancora Dio: ecco il segnale dell’alleanza che io stabilisco tra me e voi ed ogni essere vivente che sia per essere tra voi, in tutte le generazioni future: porrò nelle nubi il mio arco e sarà segno dell’alleanza fra me e la terra.”

(dalla Genesi)

E la natura rinasce, e rinasce il popolo dell’arcobaleno, il popolo del patto nuovo.

poi il popolo cadrà sarà schiavo in Egitto ed ecco un nuovo patto dove il fuoco brucia con tutta la forza:

“….avendo guidato il gregge entro il deserto giunse al monte Horeb, monte di Dio. Ivi gli apparve il Signore in una fiamma di fuoco, di mezzo ad un roveto ……e il Signoreggi disse: Ho veduto l’afflizione del mio popolo in Egitto. ho udito il suo grido….e sono venuto per liberarlo.”

E Israele ritrova Dio liberatore

e il suo fuoco diventa guida nel passaggio del Mar Rosso verso la libertà

“….ed il Signore li precedeva segnando la strada di giorno con una colonna di nubi e di notte con una colonna di fuoco.”

(dall’Esodo).

Canto

RISPOSTA  di Bob Dylan

Quante le strade che un uomo farà

e quando fermarsi potrà?

Quanti mari un gabbiano dovrà attraversar

per giungere a riposar?

Quando tutta la gente del mondo riavrà

per sempre la sua libertà…

rit. Risposta non c’è forse chi lo sa,

     caduta nel vento sarà  (bis)

Quando dal mare un’onda verrà

che i monti lavare potrà?

Quante volte un uomo dovrà litigar

sapendo che è inutile odiar?

E poi quante persone dovranno morir

perché siano troppe a soffrir?

rit. Risposta non c’è forse chi lo sa,

     caduta nel vento sarà  (bis)

Quanti innocenti dovranno mori

e senza saper il perché?

Quanto giovane sangue versato sarà

finché un’alba nuova verrà?

rit. Risposta non c’è forse chi lo sa,

     caduta nel vento sarà  (bis)

Questi segni così profondi ed ancestrali sono anche i segni della vita di ogni giorno e scandiscono la nostra vita..

Il principio fondante della nostra presenza a Korogocho è la comunità.

Abbiamo dato la priorità ai gruppi di emarginati, alla gente della discarica che vive sui rifiuti, le ragazzine prostitute, i giovani delinquenti, le donne più povere che lavorano per fare i cestini, i ragazzi di strada, i malati di AIDS.

Li abbiamo costruiti in comunità o gruppi: sono comunità di emarginati, i nuovi soggetti destinati a creare la grande comunità, il popolo ecumenico di Dio, “il Popolo dell’Arcobaleno” secondo le parole di Desmond Tutu.

Alex Zanotelli

Quando si aiutano gli esclusi tutti sono d’accordo, tutti trovano che sia giusto.Per fortuna. Ma quando si fa in modo che gli esclusi diventino responsabili, che si mettano in piedi, che siano coscienti dei loro diritti  allora questo diventa pericoloso. Ed il potere è diffidente verso di loro. Quando gli esclusi prendono loro stessi la parola, senza avere bisogno di portavoce, siccome hanno questa libertà, diventano pericolosi.

Ecco perché il Vangelo è rivoluzionario: rende le persone libere. Libere in rapporto ad ogni potere ad ogni organizzazione. Il Vangelo rende i cristiani dei ribelli, dei guastafeste. Persone che hanno scoperto che l’avventura della libertà permette di non ripiombare in alcuna schiavitù. E’ alla libertà che siete stati chiamati. E’ perché restassimo liberi che il Cristo ci ha liberato. E mi sembra che si diventa liberi solo aiutando gli altri a diventarlo.

Jacques Gaillot

Come piccolo segno di testimonianza depositiamo sulla mensa i porcellini che abbiamo ricevuto a Natale

Canto

LA STRADA (Giorgio Gaber)

C’è solo la strada su cui puoi contare

la strada è l’unica salvezza;

c’è solo il bisogno e la voglia di uscire

di esporsi nella strada e nella piazza,

 

perché il giudizio universale

non passa per le case,

le case dove noi ci nascondiamo,

bisogna ritornare nella strada,

nella strada per conoscere chi siamo.

C’è solo la strada…..

 

perché il giudizio universale

non passa per le case,

e gli angeli non danno appuntamenti

ed anche nelle case più spaziose

non c’è spazio per verifiche e confronti.

C’è solo la strada…..

 

perché il giudizio universale

non passa per le case

in casa non si sentono le trombe

in casa ti allontani dalla vita,

dalla lotta, dal dolore, dalle bombe. 

**********

Nelle bombe delle guerre Dio è morto

Nel debito dei popoli Dio è morto

Nell’abbandono delle periferie Dio è morto

Nell’indifferenza per gli ultimi Dio è morto

Nella distruzione della natura Dio è morto

Nell’arroganza del potere Dio è morto

Nell’ipocrisia dei benpensanti Dio è morto

Nei fiori della terra Dio è risorto

Nella speranza di cambiare Dio è risorto

Nel sorriso dei bambini Dio è risorto

Nella gioia di donare Dio è risorto

Nella lotta per la pace Dio è risorto

Nell’impegno di ogni giorno Dio è risorto

Nei colori di Felice Dio è risorto

L’ORA DI GESÙ

1. L’ULTIMA CENA DI GESÙ CON I SUOI DISCEPOLI

La lavanda dei piedi

1 Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. 2 Mentre cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, 3 Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, 4 si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. 5 Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era cinto. 6 Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: “Signore, tu lavi i piedi a me? ”. 7 Rispose Gesù: “Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo”. 8 Gli disse Simon Pietro: “Non mi laverai mai i piedi! ”. Gli rispose Gesù: “Se non ti laverò, non avrai parte con me”. 9 Gli disse Simon Pietro: “Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo! ”. 10 Soggiunse Gesù: “Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti”. 11 Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: “Non tutti siete mondi”.

12 Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: “Sapete ciò che vi ho fatto? 13 Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. 14 Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. 15 Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. 16 In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato. 17 Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica. 18 Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma si deve adempiere la Scrittura: Colui che mangia il pane con me, ha levato contro di me il suo calcagno. 19 Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono. 20 In verità, in verità vi dico: Chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato”.

Pensieri pasquali comunitari

     PREGHIERA EUCARISTICA

Noi celebriamo questa Pasqua nel desiderio profondo

di voler essere il “nuovo popolo dell’arcobaleno”

un popolo alla ricerca di un incontro costante con gli ultimi,

con uno sguardo attento alla madre terra

che con tanta superficialità stiamo deturpando,

con occhio sgomento guardiamo alla tua umiltà

al tuo messaggio di servizio

che è quanto di più sconvolgente tu potessi

comunicarci nella cena con i tuoi discepoli.

Vogliamo essere costruttori di pace

quella pace che ci hai annunciato ogni volta che incontravi

gli apostoli da risorto.

E questa sera nella quale tu  ci hai consegnato

messaggi di amore così alti

Per far sì che ci amiamo di più,

Ci hai radunato

Sotto il segno del pane e del vino condivisi

Come facesti  con i suoi amici

La vigilia della tua passione, durante la tua ultima cena;

La tua vita e il tuo messaggio erano tutti interi in questo gesto

E per questo gesto i tuoi discepoli ti hanno sempre riconosciuto.

Distribuendo il pane e il vino, quella sera,

Dopo aver reso grazie al Padre

dicesti: ecco la mia vita e il mio sangue

Dati per amore per voi e per tutti

Per liberarvi e unirvi nell’amore

Fate lo stesso

Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi

E avrete in me la vita, la gioia senza fine.

E’ un nuovo segno, un nuovo patto

che crea un nuovo popolo e un “nuovo arcobaleno splenderà”

Canto

INSIEME IL PANE E IL VINO PRENDIAMO

Insieme il pane spezziamo,

insieme il vino beviamo,

insieme le lodi cantiamo a Cristo che uno ci fa

 

Non aspettar più è giunto il tempo di stare insieme.

Non aspettar più, riconciliati siamo da Cristo:

noi siamo in lui e solo in lui riconciliati uniti in lui

 

Insieme il Vangelo ascoltiamo

insieme il Padre preghiamo

insieme noi testimoniamo l’amore di cui Cristo di amò

Non aspettar più è giunto il tempo di stare insieme.

Non aspettar più, riconciliati siamo da Cristo:

noi siamo in lui e solo in lui riconciliati uniti in lui

CONCLUSIONE

Ero perso con lo sguardo verso il mare.

Ero perso con lo sguardo nell’orizzonte,

tutto e tutto appariva come uguale;

poi ho scoperto una rosa in un angolo di mondo,

ho scoperto i suoi colori e la sua disperazione

di essere imprigionata fra le spine

non l’ho colta ma l’ho protetta con le mie mani,

non l’ho colta ma con lei ho condiviso

e il profumo e le spine tutte quante.

(Hafiz di Schiraf – poeta sufi) 

 

AUGURI DI PACE A TUTTI