EUCARISTIA

FEBBRAIO 2006

A CURA DI ALDO, MARCELLA, MICHELA, LORENZO

 

 

COMUNITA’  CRISTIANA  di  BASE  del  CASSANO – Napoli

 

 

 

EUCARISTIA dell’11  febbraio  2006

 

PER-DONO     E    RICONCILIAZIONE

  T. Salmo 22(23), 4

“Se dovessi camminare in una valle oscura non temerei alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone ed il tuo vincastro mi danno sicurezza.”

Canto di ingresso.  (Il Canto della Creazione)

Laudato sii, Signore mio

Laudato sii, Signore mio

Laudato sii, Signore mio

Laudato sii, Signore mio

 

Per il sole d’ogni giorno

che riscalda e dona vita

egli illumina il cammino

di chi cerca te, Signore.

 

Per la luna e per le stelle,

io le sento mie sorelle

le hai formate su nel cielo

e le doni a chi è nel buio. Rit.

 

Per la nostra madre terra

che ci dona fiori ed erba

su di lei noi fatichiamo

per il pane di ogni giorno.

 

Io ti canto mio Signore,

e con me la creazione

ti ringrazia umilmente

perché tu sei il Signore. Rit.

(Un momento di silenzio e di riflessione interiore per riconciliarsi con se stessi, la comunità, il mondo, la natura.)

Letture dal mondo

(da Il Profeta di Gibran Kahlil)

Allora un Giudice della città si fece avanti e domandò: “Parlaci della Colpa  e del Castigo”.

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Sovente vi ho udito dire di chi sbaglia: non è uno di noi, è un intruso, estraneo al nostro mondo.

Ma io vi dico: come il santo e il giusto non potranno innalzarsi ai di sopra di voi, così il vile e il malvagio non potranno cadere al di sotto di voi.

E come la foglia non  ingiallisce senza che tutta la pianta ne sia complice muta, così il malvagio non potrà nuocere se non con il volere nascosto di tutti.

Insieme ve ne andate, come in processione, al vostro Io divino.

Voi siete la via e i viandanti.

E quando cade uno di voi, egli cade per chi segue, e lo ammonisce col suo inciampo.

Ahimé, pure egli cade per chi gli sta dinnanzi, benché sicuro del suo piede non rimosse l’ostacolo.

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E se tra voi qualcuno, in nome della giustizia, vorrà punire con la scure il tronco guasto, ne osservi le radici; invero troverà radici del bene e del male, sterili e feconde, tutte intrecciate nel cuore silenzioso della terra.

E voi giudici…….. come punirete quelli che già sentono il rimorso più grande del loro misfatto?

Il rimorso non è forse la giustizia retta da quella legge che servireste volentieri?

Eppure non potete imporre il rimorso all’innocente, né strapparlo dal cuore di un colpevole.

Egli chiamerà nella notte, inavvertito, perché l’uomo si risvegli e scruti in se stesso.

E come potrete voi capire la giustizia, se non esaminate ogni fatto nella luce piena?

Solo così saprete che il caduto e l’eretto sono un unico uomo nel proprio tramonto, tra la sera del suo minuscolo Io e l’alba del suo Io divino.

La pietra angolare del tempio non è certo più alta dell’ultima pietra delle sue fondamenta.

( dal quaderno  n° 12 della scuola di Pace)

Nasce l’idea di questo signor Heyns di fare un grande incontro di tutte le Chiese cristiane, nel 1990, a Rusteburg nel sud del Paese. Questo incontro viene convocato con l’idea di cominciare a parlarsi. In questa occasione un pastore della chiesa riformata bianca figlio di uno dei teologi dell’apartheid si alza dal podio, va davanti al tavolo della presidenza, stava presiedendo il vescovo Desmond Tutu, si butta in ginocchio, e dice: “Nel nome di Dio io chiedo perdono, a nome della mia Chiesa”. Non era una mossa concordata. Questo pastore fece questo in modo assolutamente individuale, non era nel protocollo. Desmond Tutu abbracciò questa persona e si inginocchiò anche lui e disse: “Anche io, a nome della mia Chiesa, chiedo perdono nel nome di Dio”. E fu il miracolo! Fu il miracolo perché questo incontro, nato senza alcun obiettivo politico, senza alcuna sicurezza su quello che sarebbe successo, produsse un comitato di personalità religiose che ragionassero in vista di un processo politico di pacificazione del paese.

Canto

(Ogni mia parola)

Come la pioggia e la neve

scendono giù dal cielo

e non vi ritornano

senza irrigare e far germogliare la terra.

Così ogni mia parola non ritornerà a me

Senza operare quanto desidero

Senza aver compiuto ciò per cui l’avevo mandata.

Ogni mia parola, ogni mia parola.

Letture dalla Bibbia

1 Lettura

1 Corinzi (5,14-21)

Infatti l'amore di Cristo ci costringe, perché siamo giunti a questa conclusione: che uno solo morì per tutti, quindi tutti morirono; e che egli morì per tutti, affinché quelli che vivono non vivano più per sé stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro.

Quindi, da ora in poi, noi non conosciamo più nessuno da un punto di vista umano; e se anche abbiamo conosciuto Cristo da un punto di vista umano, ora però non lo conosciamo più così.

Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove.

E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione. Infatti Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe, e ha messo in noi la parola della riconciliazione.

Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio.

Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui.

2 Lettura

Dal Vangelo di Luca (7,36-50)

Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.

A quella vista il fariseo che l’aveva invitato pensò tra sé: “ Se costui fosse un profeta , saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice”. Gesù allora gli disse:”Simone, ho una cosa da dirti”. Ed egli:”Maestro, dì pure”. “Un creditore aveva due debitori: l’uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutte e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?”. Simone rispose:”Suppongo quello a cui ha condonato di più” Gli disse Gesù:”Hai giudicato bene”. E volgendosi verso la donna, disse a Simone:”Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m’hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. “Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. “Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco”. Poi disse a lei:”Ti sono perdonati i tuoi peccati”. Allora i commensali cominciarono a dire tra sé:”Chi è quest’uomo che perdona anche i peccati?”. Ma egli disse alla donna:” La tua fede ti ha salvata; và in pace!”.

 

(Brevi riflessioni, commenti, pensieri, preghiere)

T. Credo della Badia Fiesolana

Noi crediamo

nel Dio della Pace, nel Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe

nel Dio dei profeti,

nel Dio che per noi si è fatto povero

scegliendo la condizione dei poveri, per annunciare

la liberazione dei poveri.

 

Noi crediamo

In Gesù Cristo, Figlio di Dio

profeta in parole ed opere

venuto per servire l’uomo

e dare la sua vita per tutti gli uomini.

 

Noi crediamo

nello Spirito Santo, Spirito di pace, di amore, comunione

lo Spirito che ha parlato per mezzo dei profeti

e che parla nel cuore di ogni uomo

giudeo e greco

schiavo e libero,

uomo e donna.

 

Noi crediamo

la Chiesa, che ha ricevuto il compito

di servire gli uomini,

soprattutto i poveri, per condividere

le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce

di tutti gli uomini.

 

Noi crediamo

nella pace, come prospettiva per tutta l’umanità.

 

Noi crediamo nella giustizia per tutti i popoli

per  gli ultimi, gli stranieri, i perseguitati, gli oppressi

perché il regno di Dio

è regno di giustizia e di pace. Amen

 

Canto di offerta (Vamos todos al banquete)

 

Vamos todos al banquete                                           Andiamo tutti al banchetto

a la mesa de la Creaciòn.                                            alla mensa della Creazione.

Cada cual con su taburete                                          Ognuno con il suo sgabello

Tiene un puesto y una mision.                                    Ha un posto e una missione.

 

Hoy me levanto muy temprano                                     Oggi mi alzo prestissimo

Ya me espera la Comunidad,                                         mi aspetta la comunità,

voy subendo alegre la cuesta,                                        con gioia vado sulla salita          ,

voy en busca de tu amistad.                                           in cerca della tua amicizia.

 

Dios invita a todos los pobres,                                       Dio invita tutti i poveri

a esta mesa comun por la fe,                                          a questa mensa comune della fede,

donde no hay acaparadores                                            dove non ci sono accaparratori

y a nadie le falta el conquè.                                            a nessuno manca niente.

 

Dios nos manda a hacer de este mundo                         Dio ci manda a fare di questo mondo

una mesa donde haya igualdad,                                     una  mensa dove ci sia uguaglianza,

trabajando y luchando juntos,                                        lavorando e lottando insieme

compartendo la propriedad.                                           condividendo la proprietà.

Colletta

Preghiera Eucaristica

T. Quando l’amore non trova una risposta d’amore,

     quando l’offerta trova il rifiuto,

     quando la mano che si tende non trova l’altra mano che l’accolga,

     quando un cuore si chiude ad un altro cuore,

     quando, nonostante tutto questo, la persona continua ad amare,

     persevera nell’offerta,

     persiste nella mano tesa

     e insiste nell’apertura del cuore e per questo perdona,

     allora si è realizzata la misericordia.

     Con questi sentimenti di riconciliazione con se stessi, la comunità, la società e la creazione

     possiamo ricordare la sera in cui Gesù di Nazaret benché fosse stato tradito volle annunciare   

     questa buona notizia:

     “Quando vi incontrate nel mio nome io sarò in mezzo a voi. Aspettatevi a vicenda.

       I segni di questa presenza sono semplici come la vostra vita è a portata di tutti.

       Prendete del pane, distribuitelo e dite: Questo è il mio corpo.

       Prendete del vino, bevetene tutti e dite: Questo è il mio sangue.

       Saranno questi i segni di una nuova alleanza che io stabilisco con voi e voi stabilite tra di  

       voi e con tutto il creato”.

Prima di spezzare il pane……scambiamoci un segno di pace e di riconciliazione e…

Preghiamo come ci ha insegnato Gesù: Padre nostro….

(ora spezziamo il pane e beviamo il vino insieme)

Testimonianza

Una fotografia, una storia.

C’è una bambina che corre, ha il corpo nudo e ustionato dal napalm, ha la bocca spalancata in un grido di terrore e nei suoi occhi c’è uno spavento senza scampo. Altri quattro bambini fuggono con lei, lungo una strada, alle loro spalle ci sono soldati. Quella foto cambiò la storia della guerra in Vietnam. La bambina si chiamava Kim Phuc, il fotografo si chiamava Nick Ut, e lavorava per la Ap, si guadagnò il Pulitzer per quella foto. Subito dopo averla scattata, a Trang Bang, l’8 giugno 1972, Ut soccorse Kim, la fece curare nell’ospedale americano di Saigon, dove restò per mesi fra la vita e la morte. Dopo di allora, sostenuta dalla fama di quella foto, girò mezzo mondo per sottoporsi a diciassette operazioni di chirurgia ricostruttiva. Dopo esser stata a lungo ostaggio della propaganda del governo vietnamita, Kim Phuc nel 1993 è fuggita al suo controllo ed è diventata cittadina canadese, e oggi è Ambasciatrice di pace per l’Unesco.

Ha 39 anni, due figli, viaggia per parlare di perdono e di protezione dei bambini. Le fiamme, che le bruciarono per due terzi il corpo, risparmiarono il viso.

Ha una bella faccia cordiale nelle molte fotografie,

non più memorabili, che si possono vedere.

Pochi anni fa indirizzò un messaggio ai veterani del

Vietnam nel giorno dedicato alla memoria dei

Caduti, a Washington. “Se potessi trovarmi faccia

a faccia col pilota che sganciò le bombe, gli direi

che noi non possiamo cambiare la storia ma che

dovremmo sforzarci di fare qualcosa per favorire

la pace per il presente e per il futuro”.

 

Canto  Finale

 

(Io lo so Signore…)

 

Io lo so Signore che vengo da lontano

prima del pensiero e poi nella tua mano

Io mi rendo conto che tu sei la mia vita

e non mi sembra vero di pregarti così.

 

Padre di ogni uomo e non ti ho visto mai

Spirito di vita e nacqui da una donna

Figlio mio fratello e sono solo un uomo

eppure io capisco che tu sei verità.

 

E imparerò a guardare tutto il mondo

con gli occhi trasparenti di un bambino

e insegnerò a chiamarti Padre nostro

ad ogni figlio che diventa uomo (2v)

 

Io lo so Signore, che tu mi sei vicino.

Luce alla mia mente guida al mio cammino

mano che  sorregge sguardo che perdona

e non mi sembra vero che tu esista così.

 

Dove nasce amore tu sei la sorgente.

Dove c’è una croce tu sei la speranza

Dove il tempo ha fine tu sei vita eterna

e so che posso sempre contare su di Te.

 

E accoglierò la vita come un dono

e avrò il coraggio di morire anch’io

e incontro a te verrò con mio fratello

che non si sente amato da nessuno (2v).