VIVE !

EUCARISTIA PASQUALE  -  2006

INTRODUZIONE

 

La Pasqua più che un mistero da spigare è una splendida realtà da vivere.

La nostra Pasqua è continua; la nostra pasqua “è vita”.

 

E’ la gioia di sentirci in comunione  con il Cristo “vivo”, con la natura  

che ci circonda, con i fratelli compagni del nostro cammino di testimonianza.

 

Il Risorto “vive”, vive in noi,  in tutti gli uomini di tutte le culture, di tutte 

le ideologie, di tutte le fedi che amano la vita, il dialogo, la pace.

 

Questa vita sarà in noi in abbondanza se  sapremo  essere uomini nuovi, 

nascere di nuovo, per diventare artefici di un mondo altro, una umanità altra, una chiesa altra.

CANTO - LA STRADA

C’è solo la strada su cui puoi contare

la strada è l’unica salvezza;

c’è solo il bisogno e la voglia di uscire

di esporsi nella strada e nella piazza,

perché il giudizio universale

non passa per le case,

le case dove noi ci nascondiamo,

bisogna ritornare nella strada,

nella strada per conoscere chi siamo.

 

C’è solo la strada…..

perché il giudizio universale

non passa per le case,

e gli angeli non danno appuntamenti

ed anche nelle case più spaziose

non c’è spazio per verifiche e confronti.

 

C’è solo la strada…..

perché il giudizio universale

non passa per le case

in casa non si sentono le trombe

in casa ti allontani dalla vita,

dalla lotta, dal dolore, dalle bombe.

 

Nelle bombe delle guerre Dio è morto

Nel debito dei popoli Dio è morto

Nell’abbandono delle periferie Dio è morto

Nell’indifferenza per gli ultimi Dio è morto

Nella distruzione della natura Dio è morto

Nell’arroganza del potere Dio è morto

Nell’ipocrisia dei benpensanti Dio è morto

 

Nei fiori della terra Dio è risorto

Nella speranza di cambiare Dio è risorto

Nel sorriso dei bambini Dio è risorto

Nella gioia di donare Dio è risorto

Nella lotta per la pace Dio è risorto

Nell’impegno di ogni giorno Dio è risorto

 

 “Se mi uccideranno, aveva detto con fede Mons. Romero, risorgerò nel popolo salvadoregno”. 

La profezia di Romero,il vescovo fatto popolo, si è realizzata fino ad oggi. 

Finché continueranno ad esistere persone e cristiani 

come Oscar Romero l’umanità potrà sempre sperare e credere alla vita.

La morte di Oscar Romero, come quello di Gesù –suo maestro- è stata ed è feconda.
 È servito e servirà come ispirazione e coraggio nella marcia verso la pace e 
la giustizia.
 Nessuna morte rimane sterile, se è preceduta da una vita di fede, 
di testimonianza e di servizio.
 La sua morte causa dolore e lacrime, ma la sua testimonianza ci 
porta ad amare la nostra vocazione 
e il nostro popolo. Un giorno tutto ciò che predicò diventerà realtà.
 Oscar Arnulfo Romero, dopo ventisei anni dalla sua morte, continua a vivere 
nel mondo e nel popolo che egli amò e servì. 

Pedro Casaldáliga

 

I RISORTI

 

Guardate quest’uomo che Dio ha accolto, ha giudicato, e ha richiamato a nuova vita; guardate il risorto!.

L’amore di Dio per l’uomo è stato più forte della morte. Con il suo miracolo Dio crea un uomo 
nuovo una nuova vita, una nuova creatura.

La vita ha ottenuto vittoria, ha sconfitto la morte.

L’amore di Dio è diventato morte della morte e vita dell’uomo.

In Gesù Cristo diventato uomo, crocifisso e risorto, l’umanità è diventata nuova. 
Ciò che è accaduto a Cristo è accaduto a tutti……l’uomo nuovo è stato creato.

 

Il miracolo della resurrezione di Cristo rende assurda la divinizzazione della morte 
che va per la maggiore tra noi………..

Quando si sa che il potere della morte è stato vinto, quando il miracolo della resurrezione 
e della nuova vita illumina il mondo della morte, non si pretende l’eternità da questa 
vita e non si esige da lei tutto o nulla, ma si prende ciò che essa dà: cose buone e cattive, 
importante o no, gioia e dolore……

L’uomo che Dio accoglie, giudica e fa risorgere a nuova vita è Gesù Cristo, e in lui 
l’umanità intera: siamo noi.

Dietrich Bonhoeffer

 

SPERANZE

Non vogliamo tornare indietro, la voce dei profeti ci rincuora;
finita è la ragione dei templi dove abbiamo invocato, usciamo:
ecco una nuova luce, che unisce l'intimo e tutti purificati,
sforzo mutato in festa, e ogni tu perfetta verità.
Splendono le città sui colli, sovrane sugli effluvi dalle valli.

Ecco accompagniamoci dallo spazio e dal tempo, da forme finora immutate,
e voi alberi dalla vostra immobilità, voi animali cui batte il cuore,
non restate chiusi nei nidi, non seguite le vecchie abitudini;
meglio prender su i figli già pronti, e che non guardino indietro;
questo presente può aprirsi, a realtà che non genera per la morte.

Aldo Capitini

 

 

 

 

…….nel tempo ancora dato possiamo far posto al contrario della morte, 
cioè alla volontà che non da' la morte ma da' la vita, nelle varie forme 
della fecondità, cioè dell'agire per gli altri, essere-per-gli-altri, 
che è creatività e natalità, più che mortalità. 

 

La speranza vittoriosa, che si fonda sulla croce del risorto e che si traduce 
quotidianamente, a livello personale a livello sociale, in una fedeltà 
sempre coerente, in una militanza che non zoppica, in una testimonianza 
senza arroganza ma anche senza paura, che va fino in fondo, come è stato 
per tanti fratelli e tante sorelle martiri. Speranza, è bene ripeterlo, 
vissuta e celebrata “contro ogni speranza”, nonostante i tanti passi falsi e le cadute… 

Pedro Casaldaliga

 

 

 

In tutte le profezie

Sta scritta la distruzione del mondo.

Ma tutte le profezie dicono

che l’uomo creerà la propria distruzione.

Però i secoli e la vita che sempre si rinnova

Generano anche una stirpe di innamorati e sognatori;

uomini e donne che non sognano la distruzione del mondo,

ma la costruzione del mondo delle farfalle e degli usignoli.

……

Fu così che proliferarono nel mondo i portatori di sogni

Ferocemente attaccati dai portatori di profezie

che annunciano catastrofi.

Li chiamarono illusi, romantici, inventori di utopie..

Però i portatori di sogni tutte le notti facevano l’amore

E continuava a germinare il loro seme nel ventre di quelle

che non solo portavano i sogni ma li moltiplicavano e li facevano 

correre e parlare.

In questo modo il mondo generò nuovamente la propria vita

Come aveva generato quelli che inventarono il modo di spegnere il sole…

Gioconda Belli dal Nicaragua.

CANTO

RISPOSTA  di Bob Dylan

Quante le strade che un uomo farà

e quando fermarsi potrà?

Quanti mari un gabbiano dovrà attraversar

per giungere a riposar?

Quando tutta la gente del mondo riavrà

per sempre la sua libertà…

 

rit. Risposta non c’è forse chi lo sa,

     caduta nel vento sarà  (bis)

 

Quando dal mare un’onda verrà

che i monti lavare potrà?

Quante volte un uomo dovrà litigar

sapendo che è inutile odiar?

E poi quante persone dovranno morir

perché siano troppe a soffrir?

 

rit. Risposta non c’è forse chi lo sa,

     caduta nel vento sarà  (bis)

 

Quanti innocenti dovranno mori

e senza saper il perché?

Quanto giovane sangue versato sarà

finché un’alba nuova verrà?

 

rit. Risposta non c’è forse chi lo sa,

     caduta nel vento sarà  (bis

 

LA RESURREZIONE IN LUCA

Il primo giorno della settimana esse si recarono di buon mattino al sepolcro, 

portando gli aromi che avevano preparato. Ma videro che la pietra era stata 

ribaltata davanti al sepolcro. Entrate dentro non trovarono il corpo del Signore Gesù. 

Or, mentre non sapevano che cosa pensare di questo, due uomini si 

presentarono a loro, in vesti risplendenti. Esse, prese dallo spavento, 

chinarono a terra la faccia, ma i due uomini dissero loro: 

"Perché cercate fra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. 

Ricordatevi in qual modo vi parlò, mentre era ancora in Galilea, quando 

diceva che il Figlio dell'uomo doveva essere dato nelle mani dei peccatori,

 essere crocifisso e risorgere il terzo giorno". Si ricordarono allora delle sue parole, 

e al loro ritorno dal sepolcro raccontarono tutto quello agli Undici e a tutti gli altri. 

Le donne che riferirono agli apostoli questi fatti erano: 

Maria di Magdala, Giovanna, Maria, madre di Giacomo, 

ed anche le altre che erano con loro. Ma ad essi questi discorsi parvero delle 

allucinazioni e non prestarono fede alle donne. Tuttavia Pietro, alzatosi, corse 

al sepolcro, e chinatosi per guardare, vide solo i pannolini lì per terra; sicché 

se ne ritornò indietro, meravigliato di quanto era avvenuto.

LA RESURREZIONE IN GIOVANNI

 20:1 Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro 

di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. 

2 Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che 

Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e 

non sappiamo dove l'hanno posto!». 3 Uscì allora Simon Pietro insieme 

all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. 4 Correvano insieme tutti e due, 

ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 

5 Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. 6 Giunse intanto 

anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, 

7 e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, 

ma piegato in un luogo a parte. 8 Allora entrò anche l'altro discepolo, 

che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 

9 Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva 

risuscitare dai morti. 10 I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa.

Maria Maddalena vede Gesù

11 Maria invece stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva. 

Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro 12 e vide due angeli in bianche vesti, 

seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù.  

13 Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato 

via il mio Signore e non so dove lo hanno posto».  14 Detto questo, si voltò 

indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. 

15 Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». 

Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: 

«Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo». 

16 Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse 

in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro! 

17 Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; 

ma va' dai miei fratelli e di' loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, 

Dio mio e Dio vostro». 18 Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai 

discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto.

 

Danzate , popoli, la danza del Signore

 

Danzate con Miriam, Mosè e Aronne

Danzate nelle piazze e sulle rive del mare

Il Dio della Misericordia

vi ha liberato dalla schiavitù del denaro e del potere

Danzate con tutti: con i piccoli e con gli anziani

 

Danzate, popoli, la danza del Signore

 

Danzate con Cristo  in questo mattino di Pasqua

La morte è stata sconfitta

E l’alba vestita da sposa

canta come l’usignolo sulla torre

Danzate con  tutto il creato, popoli del mondo

 

Danzate, popoli, la danza del Signore

 

Danzate chiese, danzate la risurrezione

Intrecciate rami di ulivo

Cantate la protesta silenziosa della pace

Avanzate disarmate con il vangelo nelle mani nude

Danzate chiese, gridate parole di speranza

 

Danzate, popoli, la danza del Signore

 

Danzate la vita. Scambiatevi abbracci

Costruite insieme case per le vostre figlie e i vostri figli

Perché la giustizia vi trovi stabile dimora

Danzate genti di tutta la terra, cantate inni di gioia

 

Danzate, popoli, la danza del Signore

 

Danzate con i giovani, innamorati della vita

Danzate con gli ultimi, che si accontentano di poco

Danzate con le mamme, che donano tenerezza

Danzate con gli stranieri, che sognano di ritornare

Danzate con i nonni che seminano saggezza

Danzate con i bimbi, gli adulti di domani

 

Danzate, popoli, la danza del Signore

 

Cristo che danzi ogni mattina

e danzi con il povero e l'emarginato

con il diverso e con il folle

continua a danzare con noi

Tu  sei il Signore della festa e della gioia…Amen

 

L’ANNUNCIO ALLE DONNE DELLA VITA NUOVA

 

“donna”fu la prima parola che Cristo risorto pronunciò (Giov. 20, 15). Ed il primo nome 

che sgorgò dalle sue labbra  fu un nome di donna “Maria”. Furono occhi di donna quelli 

che colsero la prima immagine del Cristo nuovo.

La nuova creazione si compie. Eva della Genesi è sostituita dalla Maria del vangelo. 

Una donna si fa testimone di un’era nuova che nasce dal messaggio di amore di Gesù di Nazareth.

 

 

Ogni anno a marzo si ricorda, giustamente, il martiro di Oscar Romero.

Mi piace qui ricordare anche il martirio di una donna, uccisa nel mese 
di marzo del 1983: Marianella Garcia Villas.

Deputata della Dc salvadoregna, da cui uscì. Collaboratrice  di Romero. 
Avvocatessa. Presidente della Commissione per diritti umani tra il 1981 e il 1982. 
Denunciò l'orrore salvadoregno al Tribunale per i diritti dei popoli. 
Girava in Europa e in Italia (con La Valle) per diffondere un manifesto 
all'Europa per i diritti umani.

Difese i contadini arrestati solo per il possesso della Bibbia 
e la partecipazione ai "gruppi del Vangelo". Cercò prove dell'uso 
di armi chimiche contro la popolazione civile. Denunciò la scomparsa 
di persone, le uccisioni di massa, le violenze e torture contro i più 
deboli, in particolare contro le donne. Curava e fotografava i cadaveri, 
cercava il loro nome, tentava di ridar loro dignità.

Praticava la nonviolenza dei volti. Per questo fu uccisa. 
Mite e forte. Disarmata e disarmante. Santa laica. Umana. 
Vangelo vivente,sempre vicina nel cammino della pace.

 



UNA CANZONE PER MARIANELLA GARCIA di BENITO D'IPPOLITO



Ay Marianella, Marianella Garcia

potevi fare la vita dei signori

i tuoi buoni studi, il tuo seggio in parlamento

ma tu scegliesti di stare con noi poveri.

Ay Marianella che pioggia di sangue.

 

Era Marianella sorella di noi morti

perché amava la vita e che la vita

fosse degna di essere vissuta.

Ay Marianella si spensero le stelle.



Era intrepida e vestita di umiltà

sapeva che i fascisti la cercavano

e ti raggiunse la furia dei fascisti.

Ay Marianella la furia dei fascisti.

 

Parlava la lingua dei contadini e degli angeli

sapeva le parole che guariscono

parole di luce e di pane.

Ay Marianella la terra nera e rossa.

 

Sapeva tutte le cose e anche le cose

che tutti sanno ed e' difficile dire

e lei le diceva con voce di uccellino.

Ay Marianella che fredda e' la notte.

 

Ti ammazzarono come hanno ammazzato

i morti che cercavi e che il tuo sguardo

resuscitava nel cuore del popolo.

Ay Marianella che pianto infinito.

 

Così dura e' la nostra dura vita

che anche nella gioia noi piangiamo

ma mentre ti piangiamo ricordiamo

con gioia che sei stata e resti viva.

Ay Marianella, Marianella Garcia.

 



E LA VITA ESPLODE IN SOVRABBONDANZA NEGLI UOMINI DI FEDE CHE HANNO CREDUTO NEI SOGNI.

GANDHI

MARTIN LUTHER KING

Dietrich Bonhoeffer

OSCAR ROMERO

PEDRO CASALDALIGA

ALDO CAPITINI

RACHEL CORRIE

FELICE PIGNATARO

E TANTE SCONOSCIUTE E SCONOSCIUTI CHE NON SI SONO ARRESI ALLA MORTE E PREDICANO 
E TESTIMONIANO LA VITA.



CON LA LORO TESTIMONIANZA NEL CUORE E PENSANDO ANCHE A QUANTI
 SONO STATI NOSTRI COMPAGNI DI VIAGGIO E OGGI NON SONO PIU’ FRA NOI MA 
SONO DEI RISORTI ATTRAVERSO NOI SCAMBIAMOCI UN SEGNO DI FRATELLANZA E DI PACE

 

 

PREGHIERA EUCARISTICA

 

Non è facile farsi testimoni di “vita”

In un mondo che è abituato a costruire la morte.

Non è facile annunciare un mondo nuovo

In una realtà che tende a spegnere ogni speranza.

Non è facile annunciare la gioia

Là dove le disparità sociali seminano fame e morte.

Non è facile annunciare la pace

Dove troppi lavorano per la guerra.

 

Ma tu ci hai detto perché piangete ?

Andate ed annunciate la speranza

Andate ed annunciate la vita,

andate e predicate la pace.

 

E noi siamo andati,

o ci sforziamo di  andare,

Con tutte le nostre debolezze

Con tutti i nostri dubbi

Con tutte la nostre paure.

Siamo andati anche forti delle testimonianze

Di tanti fratelli e sorelle più coraggiosi di noi

 

Il tuo annuncio e la loro testimonianza

Sono stati e sono le nostra Pasqua,

la nostra resurrezione la nostra speranza.

 

Ed è per questo che anche stasera  siamo qua,

siamo intorno alla mensa che tu hai imbandito

ai tuoi amici  più cari prima che ti conducessero alla morte

 

e tu prendesti del pane lo dividesti fra di loro e dicesti,

prendete mangiatelo, spezzatelo e continuate a fare questo gesto

perché esso è il segno della vita che io vi  dono

 

e così facesti con la coppa del vino offrendola a tutti

 

E noi anche ora lo stiamo facendo sapendo bene che

Spezzare quel pane significa continuare ad annunciare

Che tu vivi !

 

Che risorgi ogni giorno nella testimonianza di quanti

Credono nella vita e lottano per sconfiggere la morte

 

Che compito difficile ci hai affidato !!

Ma se siamo qui è perché vogliamo provarci

 

Mentre spezziamo fra noi il pane cantiamo

 

Vamos todos al banquete

Andiamo tutti al banchetto

Alla messa della creazione

Ognuno con il suo sgabello

Ha un posto  e una missione

 

Oggi mi alzo prestissimo

Mi aspetta la comunità

Con gioia vado sulla salita

In cerca della tua amicizia

 

Dio invita tutti i poveri

A questa mensa comune della fede

Dove non ci sono accaparratori

A nessuno manca niente.

 

Dio ci manda a fare questo mondo

Una mensa dove ci sia uguaglianza

Lavorando e lottando insieme

Condividendo la proprietà.

 

 
 

Vamos todos al banquete

A la mesa de la Creation

Cada cual con su tamburate

Tiene un puesto y una mission

 

Hoy me levanto muy temprano

Ya me espera la Communitad,

voy subendo alegre la cuesta,

voy en busca de tu amistad

 

Dios invita a todos los pobres,

A esta mesa commun por la fe,

Donde no hay acaparadores

Y a nadie la falta el conquè

 

Dios nos manda a hacer de esto mundo

Una mesa donde haya igualdad,

trabajando y lucrando iuntos,

compartendo la propriedad

LA bara sembra sufficiente ad irridere l’illusione: ciò che essa accoglie, incassa e sigilla è fine accertata. 

Ma la bara che certifica senza possibilità di dubbi una morte è in grado di attestare la morte?

La bara ignora troppe cose.

La bara non ha letto Lao Tse: “ciò che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla”. 

E’ vero che Lao Tse apre a scenari inesplorati ma è anche vero che Lao Tse si fa portavoce 

di una rivendicazione pressoché universale alla sopravvivenza dai mille nomi 

(resurrezione, reincarnazione, trasmigrazione, ritorno nel tutto….) Martino Morganti

Se è vero che la Pasqua è la festa della vita allora c’e un Dio in cui non credo:

Dio mago e stregone,

Dio che si fa temere,

Dio delle leggi,

Dio di quelli che vanno nei luoghi di culto a pregare ma continuano a calunniare e rubare,

Dio che condanna,

Dio di quelli che hanno tutta la verità  e nessun dubbio,

Dio che giustifica benedice le guerre e le armi,

Dio pieno di misteri incomprensibili  che incutono rispetto e terrore,

Dio dei tabù ipocriti  di fronte all’amore degli uomini e delle donne,

Dio che preferisce i potenti  e i ricchi,

Dio del “tutto va bene”

Dio muto di fronte alla distruzione della natura.

SPERANZA PASQUALE

La speranza vittoriosa che si fonda sulla croce del risorto e che si traduce quotidianamente , 

a livello personale e a livello sociale in una fedeltà sempre coerente,

 in una militanza che non zoppica, in una testimonianza senza arroganza ma anche  

senza paura,  che va fino in fondo, come è stato per tanti fratelli e sorelle martiri. Speranza, 

è bene ripeterlo, vissuta e celebrata “contro ogni speranza”, nonostante 

tutti i passi falsi e le cadute, nonostante tutte le afflizioni neoliberiste ed ecclesiastiche.

Pedro Casaldaliga

 

Nel libro della nostra comunità “RADICI E SPERANE” facevamo nostre le parole 

di C. Cassola  che mi piace mettere a conclusione della nostra Eucaristia pasquale

L’umanità in marcia verso il futuro dà un senso alla mia vita personale: che non ne 

avrebbe più nessuno se questo flusso s’interrompesse

....La mia vita personale può spegnersi in qualsiasi momento, 

a patto di lasciare dietro di sé la vita di tutti....Io desidero una cosa sola: 

che gli uomini continuino a marciare, che gli uomini continuino a vivere[1]. [Carlo Cassola