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EUCARISTIA NATALE 2006 “STRANIERO |
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Stiamo tentando con grande sforzo e con spirito di profonda laicità, come “Comunità” e come “Scuola di pace” di capire il mondo arabo e l’esperienza religiosa dell’Islam Anche il nostro Natale è segnato da questa esperienza bella da una parte…ma anche a volte dura da capire ed accettare.
E ciascuno di noi si sente “Straniero” in questa realtà e sente “Stranieri” gli altri intorno a noi.
Straniero è colui che non può pronunciare "il mio". Straniero è colui che non può dire "questa lingua è mia, questa terra è mia, questa casa è mia". E' colui che non ha un luogo in cui insediarsi. Straniero è extra. Straniero vuol dire colui che non ha una terra dove radicarsi ma che allo stesso
tempo rimane residente, ma nella modalità dell'ospite. Il primo personaggio biblico appellato come “Straniero” nella bibbia è Abramo perché egli è colui che non ha una terra, e non l'avrà mai.
Per capire la radicalità di questo personaggio
basti pensare a ciò che lo distingue da Ulisse, Ulisse è colui che parte per un lungo viaggio, che durerà quasi un'intera vita, per poi tornare allo stesso punto di partenza: la sua isola, la sua terra. Ha quindi un radicamento. Abramo, invece, parte e si dirige verso una terra che non sarà mai sua e che avrà sempre e solo lo statuto di terra data, nel senso di donata.
Ma tutte le culture del mediterraneo e tutte le culture umane hanno intuito che si diventa umani quando ci si apre all'accoglienza dell'altro e del diverso. J. Daniélou ha scritto: "si può dire che la civiltà ha compiuto un passo decisivo, e forse il passo decisivo, il giorno in cui lo straniero da nemico (hostis) è divenuto ospite (hospes), cioè il giorno in cui la comunità umana è stata creata».
Il fatto nuovo della
bibbia però è altrove. Consiste in questo: che essa ha messo lo
`straniero' al centro del suo racconto di fondazione.
"schiavi noi fummo in
Egitto, di là
Ma anche Gesù vive l’esperienza dell’essere “Straniero” Dal momento della nascita al momento della croce.
Nasce straniero in una località non sua…. dove si trova per caso, chiamato da un editto imperiale. Deve subito scappare in Egitto perché perseguitato. Nella sua terra non verrà riconosciuto come profeta. Sarà tradito dai suoi. Sarà crocifisso come il più abietto dei malfattori.
Canto: Acqua siamo noi Acqua siamo noi, dall’antica sorgente veniamo. Fiumi siamo noi, se i ruscelli si mettono insieme. Mari siamo noi, se i torrenti si danno la mano. Vita nuova c’è, se Gesù è in mezzo a noi.
E allora diamoci la mano e tutti insieme camminiamo ed un oceano di pace nascerà e l’egoismo cancelliamo e un cuore limpido sentiamo è Dio che bagna del suo amor l’umanità.
Su nel cielo c’è Dio Padre che vive per l’uomo, crea tutti noi e ci ama di amore infinito. Figli siamo noi e fratelli di Cristo Signore, vita nuova c’è quando lui è in mezzo a noi.
E allora diamoci…
Nuova umanità oggi nasce da chi crede in Lui. Nuovi siamo noi se l’amore è la legge di vita. Figli siamo noi se non siamo divisi da niente. Vita eterna c’è quando lui è dentro di noi.
E allora diamoci… Dal Vangelo di LucaNascita di Gesù e visita dei pastoriIn quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo. C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama». Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro. Dal Corano – Sura 19
Disse(Maria): « Come potrei avere un figlio,
ché mai un uomo mi ha toccata e non sono certo una libertina?».
I dolori del parto la condussero presso il tronco di una palma. Diceva: «Me disgraziata! Fossi morta prima di ciò e fossi già del tutto dimenticata!».
Fu chiamata da sotto : « Non ti affliggere, ché
certo il tuo Signore ha posto un ruscello ai tuoi piedi; Mangia, bevi e rinfrancati. Se poi incontrerai qualcuno, di': « Ho fatto un voto al Compassionevole e oggi non parlerò a nessuno».
Tornò dai suoi portando [il bambino]. Dissero:
« O Maria, hai commesso un abominio! Questo è Gesù, figlio di Maria, parola di verità della quale essi dubitano.
Brevi riflessioni Canto - Dio del Cielo Dio del cielo se mi vorrai In mezzo agli altri omini mi cercherai E Dio del cielo se mi cercherai nei campi di granturco mi troverai.
Dio del cielo se mi vorrai amare Scendi dalle stelle e vienimi a cercare Dio del cielo se mi vorrai amare Scendi dalle stelle e vienimi a cercare
La chiave del cielo non ti voglio rubare Ma un attimo di gioia me lo puoi regalare La chiave del cielo non ti voglio rubare Ma un attimo di gioia me lo puoi regalare
Dio del cielo se mi vorrai amare …… Senza di te non so più dove andare Come una mosca cieca che non sa più volare Senza di te non so più dove andare Come una mosca cieca che non sa più volare
E se ci hai regalato il pianto ed il riso Noi qui sulla terra non l’abbiamo diviso E se ci hai regalato il pianto ed il riso Noi qui sulla terra non l’abbiamo diviso
Dio del cielo se mi vorrai amare Scendi dalle stelle e vienimi a salvare Dio del cielo se mi vorrai amare Scendi dalle stelle e vienimi a salvare
Dio del cielo se mi vorrai In mezzo agli altri omini mi cercherai E Dio del cielo se mi cercherai nei campi di granturco mi troverai.
Dio del cielo se mi vorrai amare Scendi dalle stelle e vienimi a salvare Dio del cielo se mi vorrai amare Scendi dalle stelle e vienimi a salvare
Dio del cielo io ti aspetterò Nel cielo e sulla terra io ti cercherò.
la globalizzazione in atto è lo spazio, mentale prima che geografico, dove ognuno si scopre straniero all'altro nonostante la vicinanza. Siamo immersi in una dimensione di vita che ci rende ostili gli uni agli altri, in modo inconscio, che ci rende insofferenti agli altri e quasi impermeabili alle forme di sofferenza che ci invadono gli spazi esistenziali i ogni giorno. Stasera è bello condividere insieme la speranza umana di Gesù, questo “farsi uomo” farsi “straniero”, uno di noi, che diventa un invito pressante e profondo ad abbandonare la nostra presunzione, le nostre sicurezze, i nostri egoismi e tornare a diventare “custodi” e responsabili della nostra vita e della nostra terra, a diventare “Stranieri” ospitali . Natale… per reimparare a prendersi cura di questo nostro mondo, Natale…per liberarci dalla tentazione di “dominare” noi stessi e gli altri, Natale… per diventare capaci di farsi “custodi” e quindi compagni, prossimi, vicini gli uni agli altri e così poter seminare la speranza. (Alessandro Santoro) Esprimiamo con un segno di pace questa nostra speranza Preghiera eucaristica Ti ringraziamo o figlio dell’uomo, perché ci hai rivelato un Dio dal volto umano, un padre, che non è più saggio del bambino che gioca con le nubi e col vento, che gioca col sogno e con la fantasia delle sue creature, che spinge le speranze degli uomini, fino a farne certezze per cui dare la vita. Ti chiediamo, che ci siano ancora i boschi e i laghi, che ci siano uccelli nell’aria, che la luna e le stelle siano ancora meraviglie, che ci sia il fuoco per chi ha freddo, frutti per chi ha fame, che ci siano sempre innamorati e vagabondi, il vino e i giochi, ma soprattutto che non cessi mai nel cuore dell’uomo la speranza, la solidarietà con gli sfruttati, la certezza che domani abbatteremo ciò che è vecchio, per fare la novità del Vangelo. Per questo mistero di salvezza Gesù, figlio dell’uomo prendici nel tuo amore e nella tua passione per gli ultimi. Nato povero hai conosciuto la stanchezza e la fame, hai condiviso le delusioni e le speranze della povera gente, del popolo: il pianto della vedova per l’unico figlio morto, il tormento del padre che ha il ragazzo epilettico, l’angoscia della vecchietta spogliata dai medici di tutte le sue sostanze. Ma soprattutto, o figlio dell’uomo, per questi ultimi, per questi svantaggiati, ti sei messo contro la legge, hai combattuto il potere civile e religioso. Hai fatto di questi ultimi la profezia vivente del tuo regno che viene, che è già in mezzo a noi quando hai detto: “ai poveri è annunciata la buona novella”. Per questa scelta ti sei guadagnato la morte sulla croce. Hai rivelato ed annunziato un Dio dal volto umano, un Dio il cui destino è lo stesso di quello dell’uomo, il cui futuro è lo stesso futuro dei torturati, dei peccatori, dei maledetti, degli eretici, dei senza Dio. Ora comprendiamo che tutto questo è la minaccia più radicale ai nostri compromessi, la distruzione delle nostre sicurezze, soprattutto l’annuncio di un nuovo potere, di una nuova speranza. Per questo la tua cena d’addio, che ci hai comandato di ripetere, non è stata un rituale sacro, ma il dono della tua vita, inizio della nuova umanità. (Bruno Borghi)
La sera in cui fosti tradito annunciasti questa buona notizia: “Quando vi incontrate nel mio nome io sarò in mezzo a voi. Aspettatevi a vicenda. I segni di questa mia presenza sono semplici come la vostra vita e a portata di tutti. Prendete del pane, distribuitelo e dite: Questo è il mio corpo. Prendete del vino, bevetene tutti e dite: Questo è il mio sangue. Saranno questi i segni di una nuova alleanza che io stabilisco con voi e voi stabilite tra di voi e con tutto il creato e con tutti gli “Stranieri”. Ricordate cosa risposi alla Samaritana la straniera per me? Ebbene il Regno di Dio non ha più bisogno di grandi templi, di anni giubilari o di feste particolari ma è qui tra voi, in ognuno di voi, dovunque voi siete, in ogni tempo della vostra vita e per sempre”. Questa è la buona notizia che riassume tutte le altre”. Che questo segno ci dia la forza , la costanza e la coerenza per intraprendere un nuovo cammino; che la nostra vita sappia trasformare le avversità e le ingiustizie in motivo di annuncio e di testimonianza.
Ora ti preghiamo con l’unica preghiera che ci hai insegnato: Padre nostro… CANTO - Il Pescatore (Fabrizio De Andrè) All’ombra dell’ultimo sole s’era assopito un pescatore E aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso
Venne alla spiaggia un assassino due occhi grandi da bambino Due occhi enormi di paura eran gli specchi di un’avventura. La-la-la-la-la….. E chiese al vecchi dammi il pane ho poco tempo e troppa fame E chiese al vecchio dammi il vino ho sete e sono un assassino.
Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno non si guardò neppure intorno Ma versò il vino e spezzò il pane per chi diceva ho sete ho fame. La-la-la-la-la….
E fu il calore di un momento poi via di nuovo verso il vento Davanti agli occhi ancora il sole dietro alle spalle un pescatore.
Dietro alle spalle un pescatore e la memoria è già dolore E’ già il rimpianto di un aprile giocato all’ombra di un cortile. La-la-la-la-la….
Vennero in sella due gendarmi vennero in sella con le armi Chiesero al vecchio se lì vicino fosse passato un assassino.
Ma all’ombra dell’ultimo sole s’era assopito un pescatore E aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso E aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso
Liberaci da ogni fede nella legge, nel tempio, nel sabato ed aiutaci a credere negli ultimi, nelle lotte degli sfruttati, dei torturati, della povera gente. Aiutaci a vivere la speranza umana che tu come “Straniero” ci hai annunciato, una speranza vera e profonda contro ogni disuguaglianza e divisione, contro ogni piano di globalizzazione disumanizzante. Facci capire e vivere la pericolosità del vangelo, facci capire e vivere la storia degli ultimi che è cammino verso la liberazione.
CONCLUSIONE ...Dammi la semplicità, Signore, perché riconosca l’uguaglianza con ogni donna e con ogni uomo della terra. La dimensione di ogni persona è il tuo volto, Signore. Non lo intristisca mai con le mie vanità.
…Dammi, Signore, la grazia della compassione. Non c’è sulla terra una persona che non porti il fardello del dolore. Gli uomini sono gli uni con gli altri e sono gli uni per gli altri, perché il dolore non li possa mai schiacciare e uccidere.
…Signore, dammi la grazia dell’ indignazione. Il vento salutare che spazza i continenti e toglie sulla terra le infinite logiche del male. Non essere più scettici, prudenti, furbi, non essere mai neutri, indifferenti, passivi, rassegnati.
…Il cammino dell’uomo è segnato sulle aurore. Sta a noi mantenerlo libero e spedito nell’osanna della speranza umana che “è piena di immortalità” Raffaele Nogaro
AUGURI DI UN NATALE SERENO, COLMO DI SPERANZA PER UN “MONDO DIVERSO”
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