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EUCARISTIA
del 19 giugno 2004
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Canto iniziale: Vamos
todos al banquete
Prima lettura Dal libro del
profeta Zaccaria
Zc, 12,
10-11
Così dice il Signore: «Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazie e di consolazione: guarderanno a colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito. In quel giorno grande sarà il lamento in Gerusalemme, simile al lamento di Adad-Rimmon nella pianura di Meghiddo». Salmo
Dal Salmo 62 Rit: Confitemini
Domino quoniam bonus, confitemini Domino, alleluia! O Dio, tu sei il
mio Dio
All’aurora ti cerco, di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz’acqua. Rit. Così nel santuario ti ho cercato, per contemplare la tua potenza e la tua gloria. Poiché la tua grazia vale più della vita, le mie labbra diranno la tua lode. Rit. Così ti benedirò finché io viva, nel tuo nome alzerò le mie mani. Mi sazierò come a lauto convito, e con voci di gioia ti loderà la mia bocca. Rit. Quando penso a te che sei stato il mio aiuto, esulto di gioia all’ombra delle tue ali. A te si stringe l’anima mia, e la forza della tua destra mi sostiene. Rit.
Seconda lettura Dalla lettera di
s. Paolo apostolo ai Galati
Gal 3,
26-29
Fratelli, tutti voi siete figli di Dio per la fede in Cristo Gesù, poiché tutti quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è più Giudeo, né Greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù. E
se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo
la promessa. Alleluia, alleluia Canto per Cristo che mi libererà quando verrà nella gloria, quando la vita con lui rinascerà, alleluia, alleluia. Alleluia,
alleluia Dal Vangelo secondo Luca Lc 9,18-24 Un giorno, mentre Gesù si trovava in un luogo appartato a pregare e i discepoli erano con lui, pose loro questa domanda: «Chi sono io secondo la gente?». Essi risposero: «Per alcuni Giovanni il Battista, per altri Elia, per altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò: «Ma voi chi dite che io sia?». Pietro, prendendo la parola, rispose: «Il Cristo di Dio». Egli allora ordinò loro severamente di non riferirlo a nessuno. «Il Figlio dell’uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, essere messo a morte e risorgere il terzo giorno». E a tutti diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà». Seguono brevi riflessioni sulla Parola di Dio che abbiamo proclamato.
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RIFLESSIONI per
l’Eucaristia del
19.6.2004 Zc,12,10-11 Sal
62 Gal
3,26,29 Lc
9,18-24 ·
La
pericope di Zaccaria si situa in un contesto escatologico, quello della
distruzione di tutti i popoli che muovono guerra a Gerusalemme. In tale
contesto, però, l’interesse dell’oracolo divino si sposta su ciò che
avviene all’interno di Gerusalemme: nella casa di Davide e a tutti gli
abitanti della città. Costoro, mossi dallo spirito di Dio, piangono
amaramente la sorte di un personaggio anonimo, di cui essi stessi sono
responsabili. Per essi, tuttavia, da tale morte si apre una fontana
perenne di salvezza. Per questi contrasti e per l’anonimato del
misterioso personaggio, l’oracolo è quanto mai difficile e soggetto a
diverse interpretazioni; la più probabile è da cercarsi nell’ambito
dell’insegnamento del Servo paziente di Jahvé del Deuteroisaia. ·
“L’espressione con la quale Gesù invita a caricarsi la croce, la
troviamo 5 volte nei vangeli ed è sempre strettamente legata alla sequela
di Gesù, sempre proposta e mai imposta. L’appello di Gesù è rivolto
alla volontà libera dell’uomo: “Se uno vuole” è la formula
del suo appello. Il Signore non vuole al suo seguito dei costretti, dei
rassegnati, ma delle persone libere, entusiaste, che volontariamente lo
seguono. ·
È un invito, chiarissimo nelle sue conseguenze, quello che Gesù
rivolge. Non un’imposizione che grava su tutti, ma una proposta per
alcuni. È possibile comprendere meglio quale sia il senso dell’invito
di Gesù e si può tentare di ritradurre oggi l’espressione con “Chi
non accetta di perdere la propria reputazione…”. Perché di questo
si tratta. ·
Gesù, che non offre titoli, privilegi, posti onorifici,
avverte coloro che intendono seguirlo: se non arrivano ad accettare che la
società, civile e religiosa, li consideri come delinquenti, che il
sistema su cui si regge il mondo, li dichiari gente indesiderabile, non
gli vadano dietro. · La croce non viene data, ma è la conseguenza di una libera scelta fatta dalla persona che, accolto Gesù ed il suo messaggio, ne accetta anche le estreme conseguenze di un marchio infamante.” (A. Maggi) ·
“Il Signore ci chiede di inserirci dentro il groviglio
delle umane passioni che diventano struttura, cultura, legge, con una
scelta che miri ad una comunità dove non c’è più diversità fra
maschio e femmina, fra bianco e nero, fra russi ed americani [tra ebrei e
palestinesi]…e continuate.[…] «Prendere la propria croce» è una
categoria cristiana che precede e sostiene una categoria morale laica che
è di tutti gli uomini di buona volontà che vogliono un mondo senza armi,
senza violenza, senza discriminazioni. […] La croce quindi non è
l’emblema di un’ascetica individuale, è il simbolo di una scelta
storica, di un progetto di vita che investe tutte le attese del mondo,
traccia davvero un’alternativa radicale alle ingiustizie di questo
mondo.” (E. Balducci)
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