CIRO SARA' SEMPRE CON NOI

 

 

TESTIMONIANZE E MESSAGGI PER

CIRO CASTALDO

 

 

RASSEGNA STAMPA

INCONTRO EUCARISTICO DEL 4 MAGGIO 2003

  MESSAGGI E TESTIMONIANZE

 

Comunità dell'Isolotto - Firenze
Comunità Cristiana di Base di Gorizia
Comunità Cristiana di Base Mater Dei di Palma Campania
Comunità di base di Chieri
Francesco e Tina
La comunità cristiana di base di Pinerolo
Gruppo di base di Ancona
MO.CO.VA.
la CdB S. Anna di Potenza
Vanna
Chiesa Battista di Napoli - via Foria
Cooperativa "Irene '95"
Catti e Peppino Coscione
Chiesa Cristiana Libera di Avellino
Comunità di Base di Piazza del Luogo Pio di Livorno.
Comunità di San Sepolcro – Arezzo
Giovanni Squame ( Presidente Consiglio Comunale di Napoli) 
Nino  Lisi
Associazione Partenia.  
Filippo
Cristoforo Palomba
Corrado Maffia
Michele Meomartino
cdb Torino
Giancarla Codrignani
Vittorio Bellavite - Noi Siamo Chiesa - Milano
Franco Maisto
3 maggio 2003 - Ricordo di Ciro al Maschio Angioino
3 maggio - Interventi
Aldo Bifulco - L'Angolo della Gru

 

  Isolotto - Firenze

Vostri fratelli nel dolore ma anche nella speranza. Vostri compagni di viaggio nella certezza della sua immancabile presenza e nella  volontà comune di non voler essere morti prima di morire. Come Ciro ha testimoniato. Un abbraccio fraterno.

Comunità Cristiana di Base di Gorizia

La morte di Ciro ci fa sentire più fratelli nel dolore e nella speranza. La sua mancanza diventi più presenza per tutti noi. Un forte abbraccio.

Don Alberto e Comunità

Comunità Cristiana di Base Mater Dei di Palma Campania

Un testimone

Con la morte di Ciro scompare uno dei principali testimoni dell'epoca del rinnovamento conciliare.

Il Vaticano II aveva dato uno scossone alla Chiesa e alle coscienze: c'era stato un ripensamento di moltissimi credenti sul modo di vivere la fede.

Ciro ne fu uno dei più contagiati e abbandonando comode certezze, visse e indicò costantemente a tutti la nuova e antica visione del Cristo: l'uomo martoriato e offeso.

Fu infaticabile nel richiamare tutti, specialmente le Comunità di Base, attraverso convegni, circolari, partecipazione a manifestazione a tutti i livelli, a farsi promotori d questa pacfica rivoluzione delle coscienze.

Uno dei grandi precursori, Lorenzo Milani, aveva capito, come scriveva in una sua lettera, che l'importante non era occuparsi di Do, ma dell'uomo: tanto Dio avrebbe messo tutto sul suo conto.

Questo, si può dire, fu lo scopo della via di Ciro Castaldo: da allora non ci fu avvenimento, piccolo o grande, che non l'abbia visto muoversi, scrivere, viaggiare, rilasciare comunicati, dichiarazioni.

Ci sentiamo più soli, ma siamo anche sicuri che la fiaccola passerà di mano in mano ma non si spegnerà.

 Luigi Cacciapuoti.

Francesco e Tina

Solo ora che c'è più mi accorgo di quando fossi affezionata a Ciro.

La sua morte è una grossa perdita per tutti noi Comunità di Base e non.

Francesco e Tina  - Isolotto Firenze.

 

Care sorelle e cari fratelli della comunità del Cassano,

 
sapevamo da tempo della malattia di Ciro, eppure la sua morte ci è giunta inaspettata.
Mentre con voi rimettiamo  interamente nelle mani di Dio la vita e la morte di Ciro, continueremo a portare dentro di noi il ricordo e la viva immagine di questo fratello simpatico, appassionato, geniale, innamorato delle comunità cristiane  di base.
Presente ed attivo fin dalle origini del nostro movimento, ci lascia la testimonianza di un uomo e di un credente che ha lavorato umilmente perchè le nostre comunità creassero collegamento e comunione e ha gioiosamente perseverato anche nelle stagioni più dure della nostra storia ecclesiale con una fede ed un impegno mai scollegati dalla realtà culturale e socio-politica del nostro tempo.
Una testimonianza che con voi vogliamo raccogliere e proseguire.
 
Con tanto affetto
 
 
abbiamo ricevuto la triste notizia della morte di Ciro.   Abbiamo perso un fratello e amico ma ancor più un riferimento costante nel nostro cammino di fede e nell'impegno verso una Chiesa "altra".
Siamo con voi nel dolore per le sua scomparsa, ma anche nella speranza "certa" di avere ancora, oltre  la soglia della nostra vita terrena, ancora del cammino difede da percorrere con Lui e tutti gli altri che ci precedono.
 Un grande abbraccio.
                                                                  
 
 
 
 
Siamo profondamente addolorati per il grave lutto che colpisce la Comunità del Cassano di Napoli, le CdB Italia e tutti i cattolici del dissenso. Ciro era la testimonianza viva dell'impegno per un mondo più giusto ed una Chiesa più umana.Il suo lavoro instancabile, la sua  continua disponibilità, il suo essere costantemente un punto di riferimento ci mancheranno. Non mancheranno, invece, nella Casa del Padre, la sua bonomia, la sua arguzia, il suo parlare ed il suo intercedere per l'opera di rinnovamento in cui siamo impegnati e per cui lui ha speso la vita. Vi siamo affettuosamente e spiritualmente vicinissimi.
Gli amici del MO.CO.VA.
 

la CdB S. Anna di Potenza

I ricordi di Ciro sono tanti......

il dibattito ad Acerenza in una assemblea assordante con il pubblico diviso esattamente a metà...

gli incontri ai convegni il convegno sul concordato a Potenza

i tanti e tanti incontri a Potena e a Napoli

Ciro era un amico fraterno, appassionato, idealista scanzonato, sempre battagleiro, come tanti di noi.

Tanti di noi che hanno allentato i rapporti con le CdB ma che stanno lavorando sodo per portare avanti la Chiesa altra senza chiasso o rumori come la foresta che cresce... Siamo, noi della CdB di S.Anna di Potenza, impegnati su vari fronti con varie e grandi responsabilità politiche ed ecclesiali e cerchiamo di realizzare i valori maturati nel movimento di cui Ciro era il perno tecnico organizzativo.

Ciro,  ci mancherà la tua allegria, le tue telefonate stimolatrici, la tua passione indomita, la tua fede i Cristo Signore.

Ora che sei nella casa del Padre ed hai raggiunto la massima spiritualità verso cui noi tutti camminiamo, mentre scherzi con il Padre, pensa ancora  a noi  e sostienici con la tua preghiera, soprattutto in questi tempi di proclami di guerra.....                                                                                 don   Franco Corbo (direttore Commissione diocesana Giustizia e Pace, parroco)

                                                                                                                                                 

 

 

Chiesa Battista di Napoli - via Foria

Napoli 8 marzo 2003

Cara comunità del Cassano, cari fratelli, sorelle, amici,

vi scriviamo per partecipare con voi al dolore per la perdita del caro Ciro.

Non possiamo fare a meno di ricordare l’ultima volta che abbiamo potuto godere della sua presenza. E’ avvenuto pochissimo tempo fa nella nostra chiesa in occasione dell’ultimo incontro della scuola di pace. L’argomento,“la violenza sulle donne”,  era doloroso e inquietante e egli stesso, alla fine della serata, era visibilmente affaticato e dolente, ma, noi crediamo, contento di esserci stato, contento di esser riuscito ancora una volta ad essere insieme a coloro con i quali aveva da sempre condiviso battaglie e percorsi.

Perdendo Ciro  noi perdiamo un fratello e un amico, una persona in grado di pensare una fede incarnata e problematica, fatta di interrogativi di senso, di passione sociale e di impegno politico nel senso migliore del termine. 

Nel momento dell’ultimo saluto a Ciro noi della comunità battista non potremo essere fisicamente con voi perché la comunità era stata già precedentemente convocata per un’iniziativa che non ci siamo sentiti di sospendere. Testimonieremo oggi dunque proprio a quell’ora che ci sono vie diverse per il disarmo che non l’uso della guerra, e che è folle e immorale aggredire e uccidere i popoli con il pretesto di volerli liberare. Saremo fuori a parlare con la gente di una pace forse ancora possibile, con il pensiero però, e con la preghiera, saremo accanto a voi, certi di essere capiti.

Nel vostro libro avete scritto, citando Martin Buber: “Comunità è là ove  la comunità avviene” e, ancora, citando Bonhoeffer: “La Chiesa è chiesa solo se esiste per gli altri”. Anche grazie a Ciro Castaldo, al  suo pensiero, al suo contributo di idee e  di testimonianza voi siete quello che siete. Siete comunità che accade, e accade per gli altri.

In questo particolare modo di essere chiesa di Gesù cristo, ci siamo incontrati. Una piccola comunità cristiana di base e una piccola comunità protestante di minoranza hanno scoperto che, forse, unendo le loro piccole forze (o la loro debolezza) possono divenire misteriosamente umile strumento nel grande progetto di Dio per questa umanità.

Dunque arrivederci Ciro, arrivederci a quel giorno in cui la speranza diventerà visione e ogni profezia e ogni sogno splenderanno ancora di più alla luce del loro compimento.

Aspettiamo quel giorno e preghiamo: Che il tuo Regno venga!

In quel giorno Dio sorgerà come sole su tutta la creazione e le tenebre in cui siamo oggi ancora immersi cesseranno per sempre.

Sarà allora che ci rivedremo.

Dio vi benedica e ci dia Pace

Per la chiesa battista di Napoli - via Foria 

Anna e Massimo

 

  Vanna

Carissime amiche e carissimi amici di Napoli, non potrò venire ad accompagnare Ciro nel suo ultimo viaggio, ma, inutile anche dirlo, porterò sempre con me i suoi modi cordiali, il desiderio di far sempre contenti tutti, la parlata e, perché no, anche l'odore del suo caffè, così diverso da quello che (non) sapevamo preparargli noi, donne di fuori Napoli. Vi abbraccio tutte e tutti; salutatelo anche per me. Van

 

 
 

Cooperativa "Irene '95"

Caro Corrado,

ti prego di far pervenire a tutti gli amici della comunità del Cassano il fraterno abbraccio mio e della nostra cooperativa "Irene '95". Siamo accomunati dallo stesso cammino "in ricerca" di fede e dalla scelta di condivisione con i più deboli ed esclusi e perciò anche noi siamo grati a Ciro per la sua testimonianza.
Fedele

 

   

Catti e Peppino Coscione

Carissimi abbiamo appreso la triste notizia, purtroppo  Peppino  si trova in  viaggio all'estero con i ragazzi della sua scuola e torna domenica sera.

 Siamo vicini a tutti voi che potete partecipare abbiamo fiducia che Ciro è  con noi per tutto quello che è e che è stato, vi abbraccio con affetto Catti

Vi siamo affettuosamente vicini nel ricordo di Ciro condividendo come comunità il dolore per il distacco ma anche il vostro messaggio di speranza Catti e Peppino Coscione con tutta la Comunità di Oregina Genova

 

  Chiesa Cristiana Libera di Avellino

Carissimi, la notizia della morte di Ciro ci addolora. Lo abbiamo conosciuto poco prima dell'incontro di Formia dello scorso anno e subito avevamo fraternizzato anche per i molti amici comuni che abbiamo scoperto di avere. Siamo convinti che la sua testimonianza continueranno a vivere in quanti lo hanno conosciuto, nella sua Comunità del Cassano e nelle altre Comunità di base a livello nazionale. Un abbraccio fraterno a voi tutti Giovanni Sarubbi Marco Cefariello - Pastore della Chiesa Cristiana Libera di Avellino

 
Comunità di Base di Piazza del Luogo Pio di Livorno.

E' stato troppo brutto, una vera mazzata sul capo. Anche se sapevamo della malattia di Ciro, eravamo convinti che l'avesse superata, che non ci fossero pericoli immediati o ravvicinati. Riusciamo ad esprimere solo un grande dolore per la perdita di un amico. Il resto quasi non conta. Quando chiamava non diceva nemmeno il suo nome: ci riconoscevamo dalla voce. E quando è venuto una volta a casa mia e di Carla ha apprezzato, quasi sorpreso, il caffè che gli abbiamo fatto: e detto da lui è stato un complimento bellissimo. Gli ultimi ricordi sono quelli di Formia; dopo il convegno gli avevo scritto una lettera per alcuni rilievi a proposito dei lavori di una certa commissione; non mi ha mai risposto, ed ora capisco meglio il perché. Sono molto triste e non ho nemmeno la forza di dire a tutti voi una parola di conforto, di speranza. Ciro non c'è più, questo è il fatto. A me resterà il ricordo di un amico buono, disponibile, cordiale, amichevole, impegnato. Vi abbraccio tutti forte, insieme a mia moglie Carla ed a tutti gli amici della comunità di base di piazza del Luogo Pio di Livorno.

Leo Piacentini

 

 

 

COMUNITA’ DI SAN SEPOLCRO – AREZZO

Ci rivolgiamo alla Comunità del Cassano per esprimere il nostro dolore e tutta la nostra profonda tristezza per la scomparsa del nostro amico Ciro.

Nella certezza che il Signore lo ha vicino a Se e che da lassù Ciro continuerà a vegliare su di noi e a spronarci per un impegno di conversione e di solidarietà con tutti coloro che ne hanno bisogno, ci uniamo alla vostra Comunità nella preghiera e nelle intenzioni che Ciro stesso ci ha additato e che ha perseguito con il suo instancabile impegno.

Marcello e Sergio

 
 

Comunità di base di Chieri

mentre passavano, Elia disse ad Eliseo:" domanda che cosa io debba fare per te prima che sia rapito lontano da te". Eliseo rispose:"Due terzi del tuo spirito diventino miei".  (2Re 2,9)

Cari amici della comunità di Cassano vi siamo vicini in questo triste momento. Abbiamo avuto la fortuna di avere conosciuto Ciro, ci auguriamo che come nei versetti di 2Re , parte della sua intelligenza, umiltà, spirito di servizio diventino patrimonio personale  nostro e di tutto il movimento delle Comunità di Base

 

 

Giovanni Squame ( Presidente Consiglio Comunale di Napoli)

Ho avuto la notizia della sua morte da Benedetto Musacchia, carissimo amico appartenente alla comunità del Cassano, venerdi mattina. La mia mente ha in un istante ripercorso l’esperienza comune del dopo Concilio, le prime comunità di base a Napoli, i cristiani   per il socialismo. Il periodo in cui abbiamo collaborato insieme frequentandoci ogni giorno è stato allorché si è svolto a Napoli il convegno dei Cristiani per il Socialismo, alla Mostra d’Oltremare, nel 1974. Successivamente mi ha sostenuto nel mio peregrinare da un punto all’altro della città e della Provincia, negli anni in cui diffondevo  Com, divenuto successivamente Com-Nuovi Tempi, la rivista delle Comunità Cristiane di base. Le nostre posizioni politiche non sempre hanno coinciso. La mia esperienza si stava costruendo in un quartiere popolare ed operaio, Ponticelli, insieme con i compagni e gli amici provenienti dalle organizzazioni cattoliche ufficiali, qualcuno dal seminario, seguiti criticamente, ma non abbandonati, da un gruppo di  sacerdoti locali (per un periodo con noi è stato Franco Brescia, poi Mauro Bertini, attuale Sindaco di Marano di Napoli) e con un positivo rapporto con la locale sezione del PCI (che immediatamente si era aperta, non senza lacerazioni interne, ad un rapporto con le nuove istanze del cattolicesimo locale). Ciro Castaldo aveva mostrato di non essere eccessivamente convinto di talune delle posizioni politiche espresse dal gruppo di Ponticelli, nelle cui fila troviamo Gabriele Riccardi, amico e suo medico allorché la malattia è insorta, Giuseppe Improta, che in quel tempo scriveva sulla rivista “La Voce della Campania”, dando conto delle attività dei gruppi del dissenso cattolico e attualmente è vicesindaco di S. Giorgio a Cremano e tanti altri,  chiamato “gruppo del vico” perché si riuniva in una chiesetta abbandonata in uno dei vicoli più popolari e degradati del quartiere. Le nostre discussioni erano sempre animate, spesso ironiche, qualche volta “incomunicabili”. Questo ci ha conservato una profonda stima e un sincero affetto. Allorché le vicende personali, le scelte di vita successive ci hanno allontanato fisicamente, è rimasta immutata la solidarietà ed il rispetto per i ruoli reciproci e le testimonianze che anche con i nuovi impegni cerchiamo di offrire, e soprattutto, ci era caro, allorché ci si incontrava o ci si sentiva telefonicamente, scambiarci idee, impressioni, valutazioni  sull’esperienza ecclesiale, ma soprattutto sul rapporto con la Chiesa ufficiale che, prima come semplice Consigliere comunale, ora come Presidente sono tenuto ad avere, sull’attività amministrativa in città prima con Bassolino poi con il Sindaco Iervolino, e sull’evoluzione dell’esperienza ecclesiale dei gruppi e delle comunità di base. I nostri colloqui risentivano molto, moltissimo di un approccio ai problemi che ci era comune: le lotte contro l’unità politica dei cattolici, la riflessione sul ruolo giocato dalla chiesa nella vita politica italiana, l’importanza di una chiesa povera tra i poveri. Tutto era importante, ma niente poteva essere   assoluto, perché il nostro comune approccio alla fede cristiana rispecchia l’immagine del viandante che ha le scarpe appese alla schiena pronto a ripartire per altre mete ed altre esperienze. Questa era la caratteristica di Ciro che più mi ha convinto: era bravo a tenere insieme impegno rigoroso e meticoloso e consapevolezza tutta cristiana della relatività delle cose, che non ha mai significato superficialità; al contrario questo suo atteggiamento lo ha molto aiutato ad essere profondo, serio e vero punto di riferimento non solo delle comunità, ma di ognuno di noi come individuo. Ciao, Ciro: resta con noi e con noi continua il cammino di una fede sempre nuova e sempre rivoluzionaria, aiutandoci con la preghiera laddove la stanchezza del quotidiano ci rallenta e ci disperde in tanti rivoli senza sbocchi.

Ciao Ciro, ti sento con me nei tuoi gesti, nelle tue parole, nella tua bonarietà; ti vedo gesticolare con la tua espressione un po’ dotta ed un po’ ironica e so che la tua coerenza, la tua povertà, la tua fede sono stati un punto di forza delle comunità di base e che esse continueranno nella loro esperienza guidate ancora dalla tua presenza e dalla tua preghiera.

 

 
NINO LISI
care sorelle e cari fratelli della Comunità del Cassano,
credo abbiate percepito che mi siete tutte/tutti molto care/i, perché sono
anch'io napoletano, perché ha avuto modo di incrociarvi in questi anni più
volte, perché c'era un legame tra noi rappresentato da Ciro. In questo
momento che so essere per voi particolarmente triste (e lo è tantissimo
anche per me e per tanti e tante delle CdB) mi siete ancora più cari/e.

Vi rinnovo la mia disponibilità ad aiutarvi, se posso esservi utile, nel
riordinare le carte di Ciro e nel promuovere un momento di ricordo e di
attualizzazione della testimonianza di Ciro.

Vi abbraccio.
 
Associazione Partenia.
Carissimo Corrado ci dispiace moltissimo per la morte di Ciro, che
ricorderemo sempre per il suo impegno e per la sua fede. Se ci puoi
comunicare quando ci saranno i funerali e dove, faremo il possibile per partecipare. 
Grazie. 
 
Filippo.
La fede in Gesù Risorto ci rincuora, ma sono partecipe al vostro dolore
per la mancanza di Ciro Castaldo. Vi assicuro la mia preghiera per lui e anche
per tutti noi che dobbiamo continuare il nostro cammino terreno di pace e
solidarietà fraterna.
Affettuosamente            

 

 

Cristoforo Palomba

Addio Ciro,

addio amico fraterno e carissimo, ora che anche l’ultimo atto si è compiuto è il tuo corpo è tornato alla terra, trovo la forza di parlarti, e il nodo che mi stringeva la gola si scioglie.

Oggi sento ancora di più la tua mancanza e una folla di pensieri affolla la mente con tutti gli eventi di questi 30 anni trascorsi insieme.

Sei stato compagno di un percorso esaltante durante il quale ho potuto apprezzare tutta la tua passione, tutta la tua coerenza, quella coerenza che ti fece lasciare il passato rassicurante dell’istituzione per dirigerti nel mare aperto della ricerca di una Chiesa altra, di una Chiesa di base, di una Chiesa costruttrice di pace,  di una chiesa povera, di una chiesa degli ultimi e degli oppressi.

Quante lunghe serate a discutere insieme, quante telefonate notturne per riflettere sugli eventi di ogni giorno, quanti dubbi e tu ne avevi tanti, quanti momenti anche di scoraggiamento e di crisi. Non a caso ti piaceva molto il brano evangelico dei discepoli di Emmaus che scoraggiati e frastornati avevano lasciato Gerusalemme.

Ma poi la tua incrollabile fede in Gesù di Nazareth te lo faceva incontrare risorto nei piccoli e negli ultimi, e questo ti spingeva oltre, verso nuovi orizzonti.

Quello che più mi porto dentro di te è il tuo spirito di servizio continuo e instancabile, un lavoro prezioso per tutti i fratelli in ricerca delle CdB.

Un servizio che hai svolto con grande umiltà e con un profondo rispetto di tutte le diversità.

Le hai tenute insieme, le hai valorizzate.

Sei stato il collante di esperienze tanto composite che pochi avrebbero scommesso potessero stare insieme e diventare movimento.

Grazie per la tua testimonianza umile, coraggiosa e tenace.

Ora sono io a chiederti…. rimani con noi perché si fa sera… e sono certo che tu continuerai ad essere con noi, come ci esortava a credere Pierino Manfredi nelle sue parole di commento al brano evangelico dei discepoli di Emmaus, e ci sarai di stimolo e conforto nell’affrontare i momenti più difficili del nostro cammino.

Ciao Ciro ! Grazie per tutto quello che ci hai donato.

 

 

Corrado Maffia

A Ciro

Dopo giorni mi è ancora difficile parlare di te.

La commozione è grande, forse più grande di quello che mi sarei aspettato e lentamente, razionalmente, mi spiego, ma solo in parte, i perché.

Penso alle lunghe telefonate notturne che mi accompagnavano durante i turni di notte in ospedale. Passavamo, quando era possibile,  intense ore, di solito tra l’una e le due di notte, a parlare della comunità, delle comunità, della chiesa, della fede, di politica…

Solo chi ti ha conosciuto può capire quelle telefonate appassionate, mai banali, che semmai finivano con una battuta di spirito ma sempre con l’impegno di riprendere l’argomento mai esaurito; e poi la promessa finale, tanto spesso non mantenuta, di rivedersi aldilà delle riunioni a casa tua o a casa mia per un incontro conviviale.

Questo era un aspetto a cui tenevi molto, a cui davi una valenza, adesso lo possiamo dire, eucaristica; ma questo non l’avresti mai detto e mai confermato esplicitamente per una sorta di pudore, di grandissimo rispetto per quei gesti e per quelle parole che sono la memoria del Signore.

Quanto mi mancheranno quelle telefonate!

Che tra l’altro non sempre erano “tranquille”, specie nel passato. Quante litigate!

Eri tanto accomodante quanto intransigente. Strano, ma era così. Ancora mi meraviglia quella tua capacità di riuscire a tenere insieme ciò che sembrava inconciliabile e nello stesso tempo ribadire con fermezza quella che chiamavi “la linea delle comunità”.

Penserò ancora a lungo su questa tua prerogativa.

Eri contento quando la comunità si esprimeva al meglio. Ricordo la tua gioia quando avesti tra le mani il libro “Radici e speranze”; addirittura avevi le lacrime agli occhi alla prima edizione di “Una canzone di pace” quando vedesti il teatro pieno e alla rappresentazione del “Giordano Bruno” non riuscivi a nascondere la meraviglia ed eri orgoglioso di questa banda scalcagnata del “Cassano”.

Ricordo i tuoi occhi luccicanti specie durante le eucaristie pasquali che giustamente consideravi il momento più solenne per noi cristiani.

E la prossima Pasqua così vicina? Cosa sarà senza di te?

Sarà memoria viva perché sono sicuro che continuerai ad esserci in modo diverso, misterioso, ma non meno reale; ti sentirò di nuovo borbottare per qualcosa che non va ed esser contento invece per qualche nostra iniziativa.

Tu diresti che anche questa è Resurrezione.

Ciao fratello maggiore, la nostra fede “povera e laica” ci terrà uniti.                                                                                                

Napoli,13/3/03

 

 

Michele Meomartino

A Ciro

Il mio nome non ricordavi

e " Pescara " mi chiamavi.

 Simpatia e disponibilità

le tue migliori qualità.

 Il tuo impegno è conosciuto

e il mio grazie è dovuto.

 Trentanni e forse più

Ciro continua da lassù

Con affetto e riconoscenza,

  cdb Torino

da tempo, come esponenti della cdb torinese non partecipiamo agli incontri nazionali e convegni, non per questo ci sentiamo scollegati dal movimento nazionale. Però questa nostra assenza ci ha impedito di incontrare Ciro e ci dispiace. Lo ricordiamo per la sua passione e la sua simpatia, la sua determinazione nella ricerca e la sua fede, ci mancherà, Giovanni.

 

Giancarla Godrignani

con grande partecipazione alla perdita di un amico come ciro castaldo e con affetto

vi prego di trasmettere alla sua famiglia e a tutti gli amici più

vicini l'espressione del mio dolore per la scomparsa di un uomo che le cdb

rimpiangeranno sempre

Angelo Bertani 

Caro  Gigi,  in  questa occasione e in molte altre recenti e antiche riscopro con gratitudine  l’importanza del servizio amicale che tu svolgi rilanciando tutti questi testi  preziosi. Te ne  sono molto grato (te lo dico oggi, ma vale per tantissime volte passate e  immagino future). In particolare mi unisco al comune, commosso ricordo di Ciro  Castaldo. 

(da un messaggio a Luigi De Paoli)

 

 

VITTORIO BELLAVITE COORDINATORE DI “NOI SIAMO CHIESA” DI MILANO

Care sorelle e cari fratelli della Comunità del Cassano,

a testimonianza dell'affetto di cui era circondato Ciro vi unisco una lettera che ho ricevuto da Franco Maisto . Ho avvisato tutti/e a Milano .

Io stesso ho grandi ricordi di Ciro anche se non ho avuto l'occasione di frequentarlo molto.

Un abbraccio a tutti/e Vittorio Bellavite , coordinatore di "Noi Siamo Chiesa" di Milano

FRANCO MAISTO

Caro Vittorio,

la morte di Ciro mi ispira LA PREGHIERA ,come tu giustamente consigli.Mi dispiace che gli amici di Napoli coi quali tanto cammino,lotte e preghiere abbiamo fatto insieme per tanti anni della nostra gioventù hanno dimenticato di avvisarmi.

Al tuo ricordo di Ciro come animatore e coordinatore per decenni delle Comunità di base potrei aggiungere quello degli anni difficili in cui era ancora assistente diocesano e poi regionale del Movimento Lavoratori dell'A.C.,dell'esperienza nell'ACPOL  e successivi sviluppi fino al referendum sul divorzio...e della coerenza e del coraggio e della semplicità con cui era capace di comunicare con lo stesso linguaggio le chiare idee evangeliche ai lavoratori e al cardinale...e potrei continuare fino a ricordare la vicinanza,l'affetto in occasione della dipartita di mio fratello a maggio a Napoli e,allo stesso tempo,alla sdrammatizzazione della morte schernendosi per trovarsi nella situazione di consolare un amico diventato "importante"

Grazie e a presto...se riesci a comunicare agli amici di Napoli la mia emozione 

 

3 maggio 2003

All'Antsala dei Baroni di Napoli 

un ricordo vivo, commosso ma anche 

gioioso della figura di Ciro Castaldo

 

 

  Nonostante la data fosse poco favorevole  ad una numerosa partecipazione all'incontro, l'Antisala dei Baroni era gremita. Rappresentanti di Comunità di base (erano presenti la Comunità dell'Isolotto di Firenze, la Comunità di Formia, il gruppo di Controinformazione ecclesiale di Roma, la Comunità di Palma Campania, la Comunità del Vomero), amici, compagni di battaglie e di lotta, rappresentanti di movimenti e di gruppi, Il Tetto, cristiani critici ecc.  Una partecipazione attenta, sentita, che ha dimostrato, se ce ne fosse stato ancora bisogno, come Ciro Castaldo fosse stimato ed amato.

Marcello Vigli ha introdotto i lavori ricordando prima l'amico, poi l'attento ed infaticabile servitore di un movimento  consapevole sì della sua piccola forza e della povertà dei mezzi, ma portatore  della grande ricchezza di esperienze di fede libera, povera e laica di tanti credenti profondamente convinti di vivere testimoniando una "Chiesa altra"

Cristoforo Palomba ha raccontato lai vita trascorsa con Ciro testimoniando la sua profonda coerenza, la sua umiltà, la sua determinazione nelle scelte. Prima Don Ciro nella diocesi di Napoli, poi Ciro Castaldo nelle Comunità di base napoletane con il suo impegno  nella Segreteria Tecnica Nazionale delle CdB. Un impegno che ha alimentato e sostenuto speranze.  

Enzo Mazzi ha sottolineato che Ciro Castaldo si identificava con le Cdb e quindi parlare delle Cdb oggi è parlare di Ciro. Parlare dell'oggi significa parlare dell'orribile guerra che ci ha accompagnato in questi giorni, che ha accelerato  da una parte la consapevolezza  del baratro della nostra pienezza (Pienezza economica, pienezza politica, pienezza culturale, pienezza teologica) e dall'altra l'esigenza del ritorno al deserto. I nuovi movimenti hanno abbattuto le mura, stanno dentro e fuori. Così son vissute le CdB. E' questa la loro sconcertante attualità. Non una organizzazione che si riproduce ed eternizza, ma una rete che si strappa e si riannoda, amica del limite, pronta a sparire eppure durevole. Ciro era tutto ciò. Se non ci fosse stato le CdB avrebbero dovuto inventarlo.

Pasquale Colella ha ricordato la lunga amicizia con Ciro, il suo impegno sempre attento alle vicissitudini della chiesa napoletana. I rapporti attenti con la rivista "Il Tetto". Un impegno costante e coerente, al quale si è contrapposta la logica curiale dell'oblio. Ciro non è stato mai sanzionato dalla curia napoletana, mai cancellato dagli elenchi del clero. 

Giovanni Squame, Presidente del Consiglio Comunale di Napoli, ha ricordato gli anni dell'impegno ecclesiale del gruppo di Ponticelli e i rapporti con Ciro. Rapporti che a volte erano stati anche dialettici per la non condivisione di alcune scelte, ma sempre rispettosi delle diversità. Un rapporto di lunga data dove l'amicizia e il reciproco rispetto non erano mai venuti meno.

Antonia Melino della Comunità del Cassano ha sottolineato la profonda sensibilità di Ciro nei rapporti con le donne della comunità, come per i giovani ai quali guardava con profonda attenzione. 

Sono inoltre intervenuti Corrado Maffia del Cassano che ha ricordato come Ciro fosse attento agli eventi della Città nella quale si era trasferito per sfuggire ad ogni forma di provincialismo. Domenico Iervolino ha ricordato di lui il grande impegno per il movimento "Cristiani per il Socialismo", perché Ciro oltre ad essere un testimone  sul versante ecclesiale era fortemente impegnato sul fronte politico e sindacale. Il fratello Gennaro Castaldo ha ringraziato prima tutti per la gioia che lui stava provando nel costatare come Ciro fosse stimato ed amato, poi a sua volta ha sottolineato la coerenza di Ciro nelle scelte evangeliche e la sua ferma decisione nella scelta della vita sacerdotale. Giovanni Sarubbi della redazione de "Il Dialogo" Ha detto che il modo migliore per ricordare Ciro è quello di impegnarsi per far ripartire con forza l'idea di una chiesa dal basso. Aldo Bifulco  ha letto una lettera di ricordo di un amico tedesco di Ciro Castaldo. Don Vitaliano della Sala ha ricordato come la sua pur breve frequentazione con Ciro  aveva lasciato in lui un indelebile ricordo di impegno coerente per una "Chiesa altra" e per la pace.

interventi

INTERVENTO DI ENZO MAZZI – COMUNITA’ DELL’ISOLOTTO (FI)

INTERVENTO di CRISTOFORO PALOMBA – COMUNITA’ DEL CASSANO (NA) 

INTERVENTO DI CORRADO MAFFIA - COMUNITA' DEL CASSANO

INTERVENTO DI DOMENICO IERVOLINO  - SU "LIBERAZIONE

INTERVENTO DI GENNARO CASTALDO - FRATELLO DI CIRO

INTERVENTO DI ANTONIA MELINO - COMUNITA' DEL CASSANO

INTERVENTO DI GIOVANNI SQUAME - PRESIDENTECONSIGLIO COMUNALE DI NAPOLI

MESSAGGI PERVENUTI

   

  

 

 

 

ALDO BIFULCO - L'ANGOLO  della  GRU

" Evento….si aggiunge ad eventi". Queste sono state le ultime enigmatiche parole che Ciro Castaldo ha consegnato a Cristoforo che, affranto, sostava al suo capezzale. Frutto del delirio o ultimo sprazzo di lucidità di una mente ormai annebbiata? Chi potrà mai dirlo.

Per la Comunità Cristiana di base del Cassano, impegnata in prima linea sul fronte della pace, la morte di Ciro ,avvenuta il 7 marzo, è stato "l'evento"  più intenso che si è consumato all'interno di una cornice internazionale densa di nubi fosche che sembrano profilarsi all'orizzonte.

Sul manifesto di lutto affisso sui muri di Torre del Greco, là dove era nato, due frasi significative:

Beati coloro che lottano per la giustizia.

Beati i costruttori di pace.

La Comunità di base del Cassano opera in una realtà territoriale piuttosto ampia, anche se prevalentemente sui quartieri di Scampia, Secondigliano e Mianella; Ciro abitava altrove e perciò non era molto conosciuto a Scampia. Ma chiunque nel quartiere, a Napoli, in Italia ha lavorato per una "Chiesa povera, senza poteri e privilegi, schierata a fianco degli oppressi e degli ultimi nelle dinamiche della storia", per una "Chiesa che governa non con il diritto canonico, ma con il codice dell'amore  che…tutto scusa, di tutti ha fiducia, tutto sopporta, non perde mai la speranza…" allora sicuramente avrà incontrato Ciro.

Per la Comunità era il "fratello maggiore", la personalità più rappresentativa, l'uomo di maggiore spessore. Era il segretario tecnico nazionale delle Comunità di base italiane, l'unica struttura che per trent'anni ha caratterizzato il Movimento, una struttura sobria, leggera, una struttura solo tecnica perché le Comunità sono gelose della loro autonomia e specificità, una struttura di servizio, solo di servizio. Occorreva una persona generosa, di grande disponibilità, umile, capace di ascoltare. E Ciro ha rappresentato il collante di una realtà tanto complessa, il custode riconosciuto della storia delle Cdb perché riassumeva in sé tutte queste caratteristiche.

Quante volte si è rammaricato perché la stampa e la televisione coprivano col silenzio le tante esperienze significative che animavano le Cdb sparse per l'Italia; forse si sarà meravigliato che, anche se fugacemente, la notizia della sua morte sia apparsa su qualche giornale nazionale e al TG3.

La valanga di messaggi, telegrammi, testimonianze pervenute alla Comunità da tante realtà sparse nel paese non ci hanno sorpresi, ma ci hanno profondamente commossi.

Un piccolo collage di questi messaggi potrà forse servire bene a tracciare ulteriormente la personalità di questo prete scomodo.

"Il Vaticano II aveva dato uno scossone alla Chiesa e alle coscienze: c'era stato un ripensamento di moltissimi credenti sul modo di vivere la fede. Ciro ne fu uno dei più contagiati e, abbandonando comode certezze, visse e indicò costantemente a tutti la nuova e antica visione del Cristo: l'uomo martoriato e offeso". (CdB Mater Dei di Palma Campania).

"Presente e attivo sin dalle origini del nostro movimento, ci lascia la testimonianza di un uomo e di un credente che ha lavorato umilmente perché le nostre comunità creassero collegamento e comunione e ha gioiosamente perseverato anche nelle stagioni più dure della nostra storia ecclesiale con una fede ed un impegno mai scollegati dalla realtà culturale e sociopolitica del nostro tempo". (CdB di Pinerolo).

"Con pochi altri preti napoletani spontaneamente rinunciò al posto di insegnante di religione cattolica nella scuola pubblica per avviarsi a sperimentare un cammino di fede e di evangelizzazione dal basso senza privilegi e al di fuori di ogni compromesso col potere politico".(Adista)

"Perdendo Ciro noi perdiamo un fratello ed un amico, una persona in grado di pensare una fede incarnata e problematica fatta di interrogativi di senso, di passione sociale e di impegno politico nel senso migliore del termine"(Anna e Massimo-Chiesa Battista Napoli-Via Foria-)

"Il nostro comune approccio alla fede cristiana rispecchia l'immagine del viandante che ha le scarpe appese sulla schiena pronto a ripartire per altre mete ed altre esperienze". ( Giovanni Squame- Presidente della Giunta Comunale di Napoli).

E sabato la Comunità del Cassano si è incontrata per parlare di Ciro, per "organizzare la sua memoria", per tenere sempre viva la sua piccola ed umile fiaccola che, simbolicamente e realmente, ha accompagnata tutta la serata carica di grande intensità emotiva. Ed ha pregato così: "O Dio, Gesù ha vissuto la sua vita annunciando e a volte anche urlando la Tua parola. Lo hanno ucciso, ma non hanno ucciso il suo messaggio. Nessun potere può uccidere il corpo portandosi via l'anima. Nessun potere può zittire e strappare dal nostro cuore un sogno. Può morire il corpo, ma, se non l'hai venduta al potere, l'anima vivrà nei ricordi di chi continua ancora oggi a cercare la verità.

O Dio aiutaci, nelle nostre difficoltà perché in quei momenti è tale la disperazione che, per debolezza, potremmo avere attimi di cedimento.

Non stancarti, mio Dio, di parlare all'orecchio e insegnaci a diventare -messaggi urlatori- della Tua parola".

Non è questo il luogo dove esprimere i sentimenti ed i contenuti di una relazione personale che tengo, gelosamente, raccolti nel mio cuore; voglio soltanto comunicare che la carezza del volto freddo e rigido della morte, nel mio ricordo, è abbondantemente sovrastata dalla carezza calda e affettuosa dell'ultimo incontro alla Scuola di Pace a Via Foria. Quell'uomo tenace, animatore di tante discussioni anche vivaci e vibranti, lasciava il posto all'uomo fragile ed inquieto che chiedeva, senza parole, tenerezza. Un'immagine che mi accompagnerà sempre!

Ciro amava molto il brano del Vangelo di Luca 24,13-35; bisogna leggerlo con attenzione per capire la sensibilità di quest'uomo. E' un invito caloroso per tutti i lettori di "Fuga di notizie".

Mi piacerebbe rivolgermi a Ciro, con la stessa domanda che i discepoli di Emmaus rivolsero, con insistenza, al Signore: "Rimani con noi, che è quasi sera e il giorno ormai declina". Bisogna invece accettare la dura realtà e continuare a camminare con speranza sulla strada tracciata dal nostro caro compagno.

                                                                           Aldo Bifulco