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La memoria corta di media e politica
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Genova, la memoria corta di media e politica Quattro anni fa per le strade di Genova si consumava un grave attentato alla libertà di espressione. Centinaia di manifestanti venivano percossi dalla polizia, decine di loro arrestati e torturati. Quattro anni fa moriva Carlo Giuliani. Oggi su quei terribili giorni tacciono i giornali, tace la tv, tace la classe politica. I processi sono in corso e vedono imputati fra gli altri 75 esponenti delle forze dell'ordine, ma non un rappresentante eletto dai cittadini è parte civile in quei processi. I funzionari responsabili di quello scempio non sono stati sospesi dagli incarichi ma anzi in vari casi promossi. La commissione d'inchiesta indipendente chiesta da più parti, fra cui Amnesty International, non è mai stata istituita
COMUNICATO STAMPA G8 GENOVA 2001-2005 A quattro anni dall'omicidio di Carlo, impedire l'inquinamento dei processi della Diaz e di Bolzaneto Il Consigliere Regionale della Lombardia, Luciano Muhlbauer, nel luglio 2001 uno dei portavoce del Genoa Social Forum, partecipa oggi alle iniziative che si terranno a Genova, in Piazza Alimonda, in rappresentanza dell'intero gruppo consiliare regionale. "Sono passati quattro anni - afferma Muhlbauer - dall'omicidio di Carlo Giuliani e dalla brutale repressione delle manifestazioni del G8 di Genova. Stare qui a Genova oggi, non è soltanto un omaggio alla memoria di Carlo, bensì un elementare dovere civile e democratico, poiché giustizia e verità sono ancora lontani. Il 2001 genovese non appartiene al passato, ma al presente. Ci sono voluti quattro anni per arrivare a mettere sotto processo una settantina di agenti delle forze dell'ordine, coinvolti nelle mattanze e nelle torture della Diaz e di Bolzaneto. Un risultato importante, anche se l'omicidio di Carlo è stato archiviato e i mandanti istituzionali della repressione non figurano tra gli incriminati. Ma anche un pezzetto di giustizia e di verità tutto da costruire. Sono molte - prosegue il consigliere del Prc - le ombre che si allungano sui processi di Genova. Si scomoda il Ministro in persona, sempre pronto a invocare la tolleranza zero quando si tratta di migranti, ma di un' indulgenza stupefacente quando si tratta di reati commessi da dirigenti delle forze dell'ordine. Il Capo della Polizia, De Gennaro, ai tempi del G8 massimo responsabile di piazza, si è ora impegnato in una scandalosa corsa alle promozioni a favore di tutti i dirigenti di polizia implicati nei processi, da Canterini e Perugini, fino a Gratteri e Luperi. Il messaggio ai giudici è chiaro: i responsabili dei pestaggi non devono essere toccati. Vi è un serio rischio - conclude Muhlbauer - di inquinamento dei processi che stanno per iniziare a Genova. Ecco perché c'è bisogno che i movimenti e la sinistra alzino la voce e si assumano le loro responsabilità. In gioco non ci sono soltanto la verità e la giustizia su quanto avvenne quattro anni fa, ma anche il futuro. Se le violenze istituzionali di Genova rimarranno impunite, anzi premiate, allora quei settori delle forze dell'ordine già impegnati in una involuzione autoritaria e militarista avranno la meglio. Tutto questo non deve accadere. Lo dobbiamo non soltanto a Carlo, ma anzitutto a noi stessi". Milano, 20 luglio 2005 |