SOLIDARIETA' A NOGARO VESCOVO DI CASERTA |
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| Ecco le parole pronunciate da Nogaro durante l'omelia:
"FENOMENI COME IL TERRORISMO NON SI COMBATTONO CON LE ARMI. BISOGNA FARE ATTENZIONE A NON ESALTARE IL CULTO DEI MARTIRI E DEGLI EROI DELLA PATRIA STRUMENTALIZZANDO LA MORTE DI QUESTI NOSTRI GIOVANI PER LEGITTIMARE GUERRE INGIUSTE".
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| RIFLESSIONE.(da "La
non violenza in cammino")
FRANCESCO COMINA INTERVISTA ALESSANDRO ZANOTELLI [Ringraziamo Francesco Comina (per contatti f.comina@ladige.it) per averci messo a disposizione questa sua intervista a padre Zanotelli apparsa su "L'Adige" del 20 novembre 2003. Fancesco Comina, giornalista e saggista, pacifista nonviolento, e' impegnato nel movimento di Pax Christi; nato a Bolzano nel 1967, laureatosi con una tesi su Raimon (Raimundo) Panikkar, collabora a varie riviste. Opere di Francesco Comina: Non giuro a Hitler, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi) 2000; ha contribuito al libro di AA. VV., Le periferie della memoria, Anppia - Movimento Nonviolento, Torino-Verona; e a AA. VV., Giubileo purificato, Emi, Bologna. Alessandro Zanotelli, missionario comboniano, ha diretto per anni la rivista "Nigrizia" conducendo inchieste sugli aiuti e sulla vendita delle armi del governo italiano ai paesi del Sud del mondo, scontrandosi con il potere politico, economico e militare italiano: rimosso dall'incarico e' tornato in Africa a condividere per molti anni vita e speranze dei poveri, solo recentemente e' tornato in Italia; e' direttore responsabile della rivista "Mosaico di pace" promossa da Pax Christi; e' tra i promotori della "rete di Lilliput" ed e' una delle voci piu' prestigiose della nonviolenza nel nostro paese. Tra le opere di Alessandro Zanotelli: La morte promessa. Armi, droga e fame nel terzo mondo, Publiprint, Trento 1987; Il coraggio dell'utopia, Publiprint, Trento 1988; I poveri non ci lasceranno dormire, Monti, Saronno 1996; Leggere l'impero. Il potere tra l'Apocalisse e l'Esodo, La meridiana, Molfetta 1996; Sulle strade di Pasqua, Emi, Bologna 1998; Inno alla vita, Emi, Bologna 1998; Ti no ses mia nat par noi, Cum, Verona 1998; La solidarieta' di Dio, Emi, Bologna 2000; R...esistenza e dialogo, Emi, Bologna 2001; (con Pietro Ingrao), Non ci sto!, Piero Manni, Lecce 2003; (con Mario Lancisi), Fa' strada ai poveri senza farti strada. Don Milani, il Vangelo e la poverta' nel mondo d'oggi, Emi, Bologna 2003; Nel cuore del sistema: quale missione? Emi, Bologna 2003; Korogocho, Feltrinelli, Milano 2003. Opere su Alessandro Zanotelli: Mario Lancisi, Alex Zanotelli. Sfida alla globalizzazione, Piemme, Casale Monferrato (Al) 2003] Indignato padre Alex Zanotelli. Dal suo piccolo appartamento di Napoli segue con grande sconforto il diluvio di polemiche che si sono innescate dopo le parole pronunciate dal vescovo di Caserta, monsignor Nogaro, nell'omelia di domenica scorsa per i morti di Nassiriya: "Bisogna fare attenzione - ha detto monsignor Nogaro - a non esaltare il culto dei martiri e degli eroi della patria strumentalizzando la morte di questi giovani per legittimare guerre ingiuste". Zanotelli ritorna con la memoria alle pressioni che erano piombate su di lui quando aveva avuto l'ardire di denunciare il traffico di armi dell'Italia con i Paesi del sud del mondo. Improvvisamente erano partiti degli attacchi violentissimi dalle alte cariche dello stato, tanto violenti da esser obbligato a lasciare la direzione della rivista "Nigrizia" per incamminarsi sulle strade impolverate e insudiciate della baraccopoli di Korogocho in Kenya. Ora quegli attacchi cadono potentissimi sulle spalle di un vescovo "che ha il coraggio di parlare con le parole del vangelo", commenta padre Zanotelli, "per dire che quell'orribile attentato contro i carabinieri italiani ci riproietta la vecchia ideologia della guerra, del tricolore, del patriottismo sotto la copertura della pace". - Francesco Comina: Padre Zanotelli, la frase attribuita a monsignor Nogaro, che ha provocato il vespaio e' questa: "La Chiesa, benedicendo le bare legittima la guerra". Poi e' giunta una sua precisazione in cui dice: "Non ho criticato chi benedice le bare, ma ho detto che il terrorismo non si combatte con le armi". Perche' tutto questo polverone? - Alessandro Zanotelli: Mi pare che la precisazione di monsignor Nogaro sia molto chiara, molto profonda, molto condivisibile. Qui non si tratta di benedire o meno le bare (certo che siamo d'accordo nel benedire le bare) ma di stare attenti con certe espressioni come quella che fa leva sul "culto dei martiri". Noi non siamo qui a giudicare sulle motivazioni che hanno portato quei giovani ad andare in un territorio tanto pericoloso, ma siamo qui a porre un elemento di critica verso questo patriottismo ideologico che trasforma tutto, la pace con la guerra, gli interessi con la solidarieta'. Stiamo creando una religione laica, asservita totalmente al sistema politico, militare, economico e strumentalizziamo perfino le vite dei giovani che sono morti nell'attentato. Nogaro ha perfettamente ragione. C'e' una bellissima frase di Arundhati Roy, questa grande scrittrice indiana, nel libro Guerra e' pace, che potrebbe essere il commento piu' adatto ad esprimere le parole di Nogaro. (attimo di silenzio, Alex cerca il libro con la citazione). Eccola qui la lettera scritta dalla Roy subito dopo l'11 settembre: "Ogni persona innocente che viene uccisa deve essere aggiunta e non sottratta all'orrendo bilancio dei civili morti a New York e Washington. La gente raramente vince le guerre, i governi raramente le perdono. La gente viene uccisa. I governi si trasformano e si ricompongono come teste di idra. Usano la bandiera prima per cellofanare la mente della gente e soffocare il pensiero, e poi come sudario cerimoniale per avvolgere i cadaveri straziati dei loro morti volonterosi. Quando Bush ha annunciato gli attacchi aerei ha detto: 'Noi siamo un paese pacifico'. L'ambasciatore preferito di Washington, Tony Blair, gli ha fatto eco: 'Noi siamo un popolo pacifico'. E cosi' ora lo sappiamo. I maiali sono cavalli, le bambine sono maschiette, la guerra e' pace". - F. C.: Eppure la politica e' intervenuta pesantemente contro monsignor Nogaro. Il ministro Pisanu chiede ai vescovi di prendere provvedimenti mentre il senatore Cossiga chiede al governo di far pressione perche' quel vescovo venga rimosso. Come si spiega questa invasione di campo? - A. Z.: Me la spiego con la crisi totale della politica. La nostra non e' piu' politica, ma e' uno strumento succube dei poteri forti, economici, finanziari, militari. Per chi tiene le fila di questa politica va bene una religione che non disturbi l'assetto del sistema, una religione che legittimi lo status quo. E questa e' una colpa enorme, scandalosa, che va smascherata. Il vescovo Nogaro ha fatto precisamente questo: ha letto questo momento con gli occhi del vangelo che rimette in discussione tutto. Il cristiano deve fare proprio cosi', deve buttare nell'ordine del sistema la provocazione del vangelo. Aveva ragione Martin Luther King quando diceva che la religione non puo' ridursi ad essere il termostato della societa', ma deve essere il termometro. Il cristiano non puo' restare passivo e non denunciare la follia di questa guerra preventiva e permanente che sta causando piu' male che bene. Grazie al cielo lo ha affermato piu' volte il papa. Senza la sua voce davvero avremmo corso il rischio di provocare una guerra santa, una nuova crociata fra mondo occidentale cristiano e mondo islamico. Io l'ho detto fin dall'inizio. Ma non mi stupiscono le pressioni di un Pisanu o di un Cossiga, rientrano nelle geometrie dell'ordine, del sistema, dell'impero. - F. C.: Eppure il cardinale Ruini ha detto, nell'omelia, che "noi non fuggiremo davanti ai terroristi assassini, ma li fronteggeremo con tutto il coraggio, l'energia, la determinazione di cui noi siamo capaci". - A. Z.: Io fin dall'inizio dicevo che se gli Usa avessero dichiarato guerra all'Iraq sarebbe successo il finimondo. Era chiarissimo. Ho lavorato con i musulmani e stando accanto a loro era facile capire che quella guerra sarebbe stata vista come una guerra provocata dall'occidente cristiano contro il cuore dell'islam. No, no, quella guerra e' immorale e assurda perche' fa leva su un criterio folle quello che dice: "Ti ammazzo prima che tu mi ammazzi". Siamo fuori da ogni logica del diritto. - F. C.: Non e' d'accordo dunque con Ruini. I nostri militari dovrebbero lasciare il territorio iracheno? - A. Z.: La guerra e' una violazione della Costituzione. La nostra non e' una missione di pace, ma e' una missione che da' legittimazione alla guerra, e' parte dell'aggressione contro un popolo sovrano. In questo modo abbiamo avallato una occupazione. |