|
|
…un brivido giallo!
|
|
Forse abbiamo vissuto uno di quei momenti che segnano la storia di un paese e di una società. Per la prima volta in Italia gli
immigrati hanno deciso autonomamente e pacificamente di far sentire la
propria voce; hanno sfilato con intelligenza, con gioia e con fierezza
rivendicando la propria dignità troppo spesso calpestata dalle istituzioni e
dalla malvagità di chi sfrutta fino all’inverosimile la loro condizione di
difficoltà. L’Italia è stata attraversata da questo brivido colorato di
giallo che ha reclamato quei diritti fondamentali scritti in tutte le carte
costituzionali. Quella di Napoli è stata una delle manifestazioni più
importanti. Ma aldilà dei numeri conta la presa di coscienza di decine di
migliaia di lavoratori stranieri che hanno vissuto una giornata importante,
che si sono sentiti avvolti dall’abbraccio collettivo di coloro che li hanno
accompagnati e di tutte le persone che hanno fatto ala al loro corteo. Sono
stati ricevuti nel palazzo di governo e hanno posto la questione delle case
di Sant'Antimo e di Pianura, dei permessi di soggiorno, dell'asilo politico,
della creazione di spazi per gli ambulanti, dei falsi contratti di lavoro di
cui sono vittime. Ora per le nostre sorelle e i nostri
fratelli immigrati comincia la parte più difficile e delicata. Difficile
perché bisogna incalzare il Prefetto a mantenere la parola data, delicata
perché la questione immigrazione si presta a facili strumentalizzazioni. Il
nostro compito è quello di essere leali compagni di strada, con rispetto e
con discrezione, per confermare che quell’abbraccio non era l’emozione di un
giorno.
|