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3 MAGGIO MEMORIA DI CIRO CASTALDO ANTONIA MELINO
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Sintesi dell’intervento di Antonia Melino Ciro non c’è e noi tutti sentiamo fortemente la sua mancanza; ciò che mi manca di più in questo momento è il suo affetto tenero, di una tenerezza a volte commovente. Ciro non ha avuto una sola donna ma tante, tutte quelle che ha incontrato sulla sua strada. Per ognuna di loro ha avuto una premura, una attenzione particolare, a volte ironica, facendo sentire unico e irrepetibile quel rapporto. La vita di Ciro è stata una vita piena, forte nella sua testimonianza. Mi sono chiesta spesso quanto Ciro abbia pagato le sue scelte; ha lasciato tante sicurezze e si è ritrovato in solitudine a portare avanti le sue idee. La grande forza di Ciro, potremmo dire la sua salvezza, sono state le Comunità a cui ha dedicato ogni minuto della sua vita. La comunità del Cassano è stata un po’ la sua famiglia allargata; sempre presente a tutti gli incontri fino agli ultimi giorni, mai stanco, mai demoralizzato, ma pronto a compiacersi di piccoli e grandi successi. All’interno della comunità una presenza forte come quella di Ciro avrebbe potuto essere ingombrante, la sua umiltà e la sua intelligenza hanno invece facilitato l’espressione di tutti, in particolare delle donne e dei giovani. I giovani hanno percepito chiaramente il fascino della sua persona, mai oppressiva, mai condizionante, ma salda nel rifiuto del potere arrogante (all’interno della società e della chiesa), amante della libertà di ricerca e sempre attenta ai bisogni dell’altro. I giovani hanno assorbito questi valori e hanno dimostrato un grande affetto e una grande stima per Ciro che li ha visti crescere e li ha sostenuti con entusiasmo nelle loro esperienze in ambiti nuovi e diversificati. Come donna devo sottolineare il rispetto totale e incondizionato che Ciro ha manifestato in ogni parola e in ogni azione. Mi sono sempre sentita ascoltata con attenzione da Ciro che mostrava di gradire nelle varie questioni il punto di vista al femminile che spesso lo stupiva. Ciro era sempre pronto a mostrare la propria approvazione come solo lui sapeva fare. Sono sicura che Ciro sia contento che fra tanti amici stasera a ricordarlo ci sia anche la madre badessa (nome che scherzosamente mi ha dato e che mi accompagnerà). Per tutti noi della comunità del Cassano, Ciro è stato un grande albero all’ombra rassicurante del quale siamo cresciuti insieme. Per concludere questo mio intervento voglio fare a tutti gli amici qui riuniti gli auguri che Cirio ha fatto a mia figlia Carmela qualche mese fa in occasione della sua laurea; questo è l’ultimo scritto che ho ritrovato nel suo stile un po’ di altri tempi e con la sua scrittura svolazzante: “Alla neo dott.ssa Carmela dal ribelle disobbediente Ciro Castaldo un
augurio per una ricerca sempre nuova senza adeguamenti”.
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