
11° Incontro internazionale delle Comunità cristiane di base europee – 41° Incontro nazionale delle Comunità cristiane di base italiane
Villa Borromeo – Pesaro, 20-22 settembre 2024
Verso una spiritualità aperta
Quale approccio in un mondo alla ricerca di senso?
La conferenza di apertura sarà tenuta dal teologo basco José Arregì a partire dalle sue riflessioni su “Dio come creatività dell’Universo” attraverso la specifica trattazione di alcuni aspetti che più ci interessano: – la distinzione tra religiosità e spiritualità; – il punto di vista scientifico; – la questione del male e della libertà; – l’eco-spiritualità
Il tema scelto è scaturito da una riflessione avviata nell’incontro del Collettivo europeo delle CCB a Lione nell’ottobre 2022. “Una spiritualità aperta a qualsiasi visione della vita, sia essa religiosa o umana. Questo implica, tra l’altro, che nessuna filosofia di vita è superiore a quella di un altro. Partiamo dal principio che le persone sviluppano e vivono la propria spiritualità in base alla loro cultura, alla loro educazione e alle loro esperienze, e dello sviluppo della loro consapevolezza e del loro stato d’animo in quel momento. Nonché dalla convinzione che la transizione ecologica non avverrà senza una trasformazione spirituale”. (Johan Bergé – Belgio fiammingo). “Che cosa evoca in voi la parola spiritualità? Quale approccio spirituale ritenete importante nelle nostre comunità, o a livello personale, nel contesto attuale: una società che non nomina Dio, il consumismo, la guerra, il cambiamento climatico, le migrazioni, ecc. Quali applicazioni pratiche ha tutto ciò?”. (Gilbert Clavel – Francia)
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Programma
Venerdi 20 settembre 2024
16.00 — accoglienza e apertura degli spazi espositivi
19.30 — cena
21.30 — serata conviviale per conoscersi e incontrarsi
Sabato 21 settembre 2024
8.00 – 8.15 — meditazione (facoltativa)
9.00 — presentazione del programma, preghiera e canto comuni
9.30 — conferenza introduttiva di José Arregì (in francese o spagnolo; testo della traduzione in italiano disponibile)
Presentazione della conferenza
In un mondo globale dominato dall’ansia, abbiamo bisogno di ispirazione creativa, di uno spirito liberatorio, di un respiro universale. Non cerchiamoli fuori dal mondo, ma nel profondo di tutto ciò che è e di tutto ciò che siamo.
Il Soffio della vita palpita e vibra in ogni cosa. Anima ogni particella infinitamente piccola e l’universo infinitamente grande. Anima il cuore di ogni essere vivente, e il nostro piccolo cuore umano, vicino e ferito, incompiuto e aperto all’Infinito. Anima il nostro mondo comune, abitato da infinite minacce e possibilità. La Presenza, potente e silenziosa, ci chiama e ci parla in tutte le forme e in tutte le lingue, nell’aria e nell’acqua, nella terra e nel fuoco, in ogni risata e in ogni grido, nei bambini di Haiti e Gaza. Nei cuori sensibili di tutti gli esseri.
“Credi in te stesso – dice la Presenza – con la tua luce e la tua ombra. Abbi fiducia nel mondo con le sue contraddizioni. Lasciati illuminare dalla fiamma universale che arde in ogni cosa. Bevi l’acqua del tuo pozzo. Guarisce, risveglia, ricrea. Alzati e cammina. Respira e vivi.”
Questa è spiritualità integrale: vivere, accogliere, incarnare in ciò che siamo e in ciò che facciamo lo Spirito che eternamente crea e trasforma, consola e sovverte, e spinge tutto ciò che è verso la comunione universale.
L’intervento presenterà alcune chiavi e dimensioni di una spiritualità integrale di vita, sempre allo stesso tempo sia individuale che comunitaria, personale e strutturale:
1. Una spiritualità olistica al di là di ogni dualismo materia-spirito, sacro-profano, naturale-soprannaturale.
2. Una spiritualità ecologica, ispirata da una visione cosmica e mistica dell’interdipendenza, della profonda unità eterna di tutti gli esseri, al di là dell’antropocentrismo.
3. Una spiritualità politica, ribelle alla dittatura di Mammona e a tutti i poteri che soffocano la vita.
4. Una spiritualità coerente con la visione scientifica della realtà, al di là del dogmatismo religioso e del positivismo scientifico.
5. Una spiritualità transreligiosa, con o senza religione, ma al di là di ogni religione e di ogni divinità esterna.
La spiritualità integrale è la grande emergenza culturale del nostro tempo.
10.30 — pausa
10.45 — domande e risposte (per iscrittto)
11.45 – 12.15 — presentazione dei 7 laboratori
1- Felicità – Svizzera
2- La spiritualità di fronte alle sfide ambientali (ecospiritualità) – Belgio francofono
3- Condividere le esperienze spirituali – Francia
4- Nuovi rituali – Paesi Bassi
5- La dimensione comunitaria della spiritualità – Austria
6- Le ragioni che ci muovono e danno senso alla nostra vita – Spagna
7- La spiritualità integrale – Belgio fiammingo
12.30 — pranzo
14.30 — 1° sessione laboratori
16.00 — pausa
16.15 — 2° sessione laboratori
17.45 — pausa
18.00 — tavola rotonda (valorizzazione degli interscambi)
19.30 — cena
21.30 — serata libera / visita al centro di Pesaro
Domenica 22 settembre 2024
8.00 – 8.15 — meditazione (facoltativa)
10.00 — celebrazione eucaristica a cura delle CdB italiane
11.45 — lettura e approvazione del comunicato finale; saluti finali
12.30 — pranzo (cestino da viaggio in alternativa a richiesta)















PROPOSTA DI AZIONE DI RESISTENZA NONVIOLENTA





LA COMUNITA’ SI INCONTRA A MIANELLA
INCONTRI GENERALI 2024 – 2025








Ho conosciuto Nicola in alcune riunioni della nuova sinistra napoletana, presente, attivo e sempre molto analitico nei suoi interventi. L’ho conosciuto meglio quando si è avvicinato alla nostra Comunità seguendoci nelle discussioni e nelle iniziative, forse incuriosito anche da questa esperienza singolare di una spiritualità laica. Nicola è stato sicuramente un compagno di vasta cultura e,spesso, lo evidenziavano i suoi lunghissimi, chilometrici commenti sui social (con soventi nostre insofferenze) che spaziavano dalla politica all’arte, dalla storia allo sport, al costume, sempre con competenza e personale partecipazione. A me Nicola è sembrato spesso una persona di altri tempi, in senso positivo, rispetto al cinismo, disumanita’, carrierismo che caratterizza questo nostro tempo. Lui, invece, con la sua gentilezza, generosità, il lavoro di avvocatura al servizio degli ultimi, un aspetto quasi di innocenza fanciullesca. L’impegno per la causa del popolo sahavariano lo ha visto lavorare fino agli ultimi giorni di vita. Adesso, caro Nicola, continueremo ad ascoltarti, stavolta nell’essenza del silenzio, e forse apprezzerete di più la tua voglia di comunicare. Riposa in pace!











































































































































“Il Signore promette ristoro e liberazione a tutti gli oppressi del mondo, ma ha bisogno di noi per rendere efficace la sua promessa. Ha bisogno dei nostri occhi per vedere le necessità dei fratelli e delle sorelle – Ha bisogno delle nostre mani per soccorrere. Ha bisogno della nostra voce per denunciare le ingiustizie commesse nel silenzio, talvolta complice, di molti“.Andate a imparare che cosa vuol dire: ‘Misericordia io voglio e non sacrifici’ (9,13). È un’accusa diretta verso l’ipocrisia sterile di chi non vuole “sporcarsi le mani”, come il sacerdote e il levita della parabola del Buon Samaritano. Si tratta di una tentazione ben presente anche ai nostri giorni, che si traduce in una chiusura nei confronti di quanti hanno diritto, come noi, alla sicurezza e a una condizione di vita dignitosa, e che costruisce muri, reali o immaginari, invece di ponti”.
















SABATO 24 FEBBRAIO 2024







accogliere gli altri profughi che arrivano a noi scappando da altre guerre, fame e lager di tortura. Questa crisi sta mettendo in luce come questa Europa non è capace di progettare il suo ruolo geo-politico in un mondo dove tutti siamo sulla stessa barca.





di Domenico Pizzuti


“…E qui rinnovo il mio appello affinché «in considerazione delle circostanze […] si mettano in condizione tutti gli Stati, di fare fronte alle maggiori necessità del momento, riducendo, se non addirittura condonando, il debito che grava sui bilanci di quelli più poveri»[6]”.“…«Una nuova etica presuppone l’essere consapevoli della necessità che tutti s’impegnino a lavorare insieme per chiudere i rifugi fiscali, evitare le evasioni e il riciclaggio di denaro che derubano la società, come anche per dire alle nazioni l’importanza di difendere la giustizia e il bene comune al di sopra degli interessi delle imprese e delle multinazionali più potenti»[9]. Questo è il tempo propizio per rinnovare l’architettura finanziaria internazionale[10].”
«che può essere l’occasione per una transizione positiva, ma che richiede grandi cambiamenti: nel mondo del lavoro, nell’economia, nella nostra stessa organizzazione sociale, nel nostro equilibrio con la natura. Il Papa ha chiesto a noi economisti delle proposte concrete per affrontare queste sfide, che abbiano basi solide ma anche la creatività del Vangelo». La direzione verso cui la commissione post Covid-19 del Vaticano sta lavorando è quella di un modello economico più sostenibile e dell’ecologia integrale, per questo suor Alessandra è coinvolta anche nell’anno di celebrazioni della Laudato si’, l’enciclica sulla custodia del creato di papa Francesco, a cinque anni dalla pubblicazione il 24 maggio 2015. «Questi cinque anni sono stati il periodo della ruminatio», afferma suor Smerilli. «La Laudato si’ è stata accolta subito con entusiasmo, anche in ambienti non cattolici. Sono partite iniziative in tutto il mondo: penso alle famiglie che si sono unite per ridurre i consumi, alle nuove “comunità Laudato si’”, alle università e alle parrocchie che stanno attuando la conversione ecologica e danno spazio a una spiritualità del creato, all’interessante fenomeno dei monasteri a impatto zero, a tante persone non credenti che si sono mosse ispirate dall’enciclica. All’inizio si è trattato di iniziative sporadiche, che poi però sono state messe a sistema da chi, profondamente convinto, si è fatto promotore del cambiamento. L’anno di celebrazione sarà un altro inizio, cui seguiranno sette anni – un numero biblico, non a caso, per far crescere queste pratiche di transizione ecologica e replicarle, fare massa critica e aumentare l’impatto sulla politica e su chi deve prendere decisioni».





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