Primo maggio

a Scampia

Primo Maggio a Scampia di Gennaro Sanges

 

IL PRIMO MAGGIO A SCAMPIA di GENNARO SANGES 

Esco di casa. È una bella giornata: fresca, limpida, primaverile. Dal Viale della Resistenza mi dirigo verso Monterosa. Lì, in Piazza della Libertà, è previsto il concentramento dei partecipanti alla manifestazione del 1° Maggio. Sì, perché i tre segretari generali CGIL, CISL, UIL, Epifani, Pezzotta e Angeletti, hanno deciso di svolgere qui a Scampia la manifestazione nazionale della Festa del Lavoro perché: “Scampia da luogo simbolo della criminalità diventi luogo simbolo della voglia di riscatto di tante donne ed uomini del Mezzogiorno che non si rassegnano e che anzi combattono tenacemente per sconfiggere la criminalità organizzata ed affermare un nuovo cammino di speranza, fatto di sviluppo, qualità della vita, coesione sociale”.

Mentre raggiungo Monterosa, vedo un’animazione insolita: tanta gente che percorre a piedi i vialoni del quartiere; tanti pulman che attraversano il territorio; sono infatti attese folte delegazioni di lavoratori e pensionati provenienti da tutta Italia. Arrivo a Piazza della Libertà; vi è gia un bell’assembramento; comincia a formarsi la testa del corteo, aperto dallo striscione: “SVILUPPO E LEGALITA’”. Naturalmente ci sono i tre segretari generali CGIL, CISL e UIL, poi i massimi rappresentanti delle istituzioni: locali. Noto anche molti rappresentanti di una Chiesa di frontiera impegnati in un cammino di liberazione di tutte le periferie dal degrado civile e dalla cultura della violenza. Riconosco Padre Fabrizio Valletti, Padre Domenico Pizzuti, Padre Vittorio Siciliani, don Luigi Merola della parrocchia di Forcella, don Tonino Palmese dell’Associazione Libera, il padre comboniano Alex Zanotelli, il combattivo sacerdote di S. Angelo a Scala Vitaliano Della Sala, padre Carlo de Angelis della parrocchia di Mianella e con lui suor Teresa, le Piccole Sorelle, suor Ornella e tante altre religiose. Con grande piacere noto anche la presenza della comunità Evangelica Battista di Via Foria guidata dalla pastora Anna Maffei e dal pastore Massimo Aprile.

 

Saluto anche molti operatori ed operatrici sociali e culturali impegnati da tempo sul territorio: Patrizia Ciotola, Giusy Di Natale, Patrizia Bevar, Maria Grazia Falvo, Carla Mangione, Tiziana Chiariello, Rosa Maria Parente, la redazione di Fuga di Notizie, Ernesto Mostardi, responsabile della rivista on-line Fuoricentroscampia, Pasquale Musella del distretto scolastico.

Mentre il corteo parte e si avvia verso Via Bakù, tra canti, musiche, slogan, sventolio di bandiere (molte quelle arcobaleno della pace), mi allontano con una macchina dell’organizzazione e mi porto sul palco all’interno del Parco Urbano, dove si concluderà la manifestazione. È grande la gioia nell’osservare che a lato del palco, già sono radunati alcune centinaia di ragazze e ragazzi, con tanti palloncini e variopinti cartelloni. Vedo i ragazzi in tenuta da calciatori dell’Arci Scampia, quelli in tuta atletica del CSI, altri della piscina “M. Galante”, altri ancora della palestra Maddaloni. Vi sono poi molti alunni di scuole elementari e medie, con genitori ed insegnanti: del 5° e 10° circolo didattico, della “Pertini”, della “Virgilio IV”, della “Carlo Levi”. Gli insegnanti presenti sono tantissimi e l’elenco sarebbe troppo lungo.

Questa scena mi rafforza nella convinzione che un quartiere così giovane non può perdere la speranza di futuro. Sul palco scorgo la presenza della band napoletana emergente degli ‘A 67, la cui voce Daniele Sansone è proprio di Monterosa. Suoneranno?

Sono passate le 11, la testa del corteo fa il suo ingresso nel Parco Urbano, con le bandiere rosse della CGIL di Scampia; subito dopo una lunga, colorata teoria di associazioni. Noto i colori gialli del Circolo Legambiente “La Gru”; lo striscione dell’AUSER; gli scout in divisa dell’ AGESCI; il GRIDAS, con Mirella e la sua grancassa, senza il rullante dell’indimenticabile Felice Pignataro, ma con alcuni suoi splendidi striscioni e, per la prima volta insieme, i bellissimi nipoti Michele e Caterina; 

il Comitato Vele guidato da Vittorio Passeggio; il Coordinamento di Piazziamoci, con la richiesta di una Piazza dei Giovani; la Scuola di Pace con il bellissimo striscione “Napoli, città di pace”; la storica comunità cristiana di base del Cassano; una folta presenza di Rom accompagnati dalle associazioni “Chi Rom e Chi No” e “Non uno di meno”; la comunità di S. Egilio; i guanelliani dell’AVOG; il comitato “Scampia, te voglio bene”; le ACLI; tante altre associazioni di quartiere come Emmanuel, Animazione quartiere Scampia, Andromeda, Lucignolo, La gatta blu, ecc. Segue un forte raggruppamento di cooperative sociali: Obiettivo Uomo; Alisei; La gioiosa; L’uomo e il legno; ecc.

Infine l’Unione degli Studenti, con ampie delegazioni del “Galileo Ferraris”, del Liceo Polifunzionale; dell’ IPC di Miano; dell’IPIA di Miano. Subito dopo l’enorme, interminabile corteo sindacale di lavoratori e pensionati provenienti da tutt’Italia che, ad occhio e croce, saranno almeno trentamila.

A mezzogiorno inizia la diretta televisiva di Rai Tre; il Parco Urbano è stracolmo mentre la coda del corteo sta appena lasciando Piazza della Libertà. Lo speaker ufficiale annuncia: “Per il primo intervento diamo la parola a…”

Suona una sveglia. Con brusco soprassalto alzo la testa dal cuscino. Mi stropiccio gli occhi, prendo coscienza: accidenti, stavo sognando! Oggi non è il 1° Maggio. Rifletto: sarebbe proprio bello se il 1° Maggio a Scampia somigliasse a questo sogno; non solo un 1° Maggio a Scampia, ma un 1° Maggio con Scampia.  

 

 

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